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Autore

Roberto Bani

in archivio dal 28 dic 2005

08 giugno 1960, Torino

segni particolari:
N.N.

mi descrivo così:
Potrei dire solo cose belle di me e alla fine scriverei che sono modesto!

03 gennaio 2006

La placca del Re

Intro: Un tempo amarsi era una "questione di Stato". Lo racconta abilmente Roberto Bani, con una storia talmente curiosa da sembrare paradossale, che ha radici nell'antica Inghilterra.

Il racconto

Venti miglia di pioggia gelida, fango e pericoli. Ma ci sono riuscito: eccola qui la mia placca con tanto di sigillo. Poche ore ancora e sarò a casa. Londra è una città troppo grande per quelli come me. Ci sono troppi furbi. E anche troppi prepotenti. La miseria invece è uguale dappertutto, in città come in campagna. Forza Edward, allunga il passo, il sole tra poco tramonterà. Nella foresta la notte è troppo pericolosa per percorrerla da soli. Tutta questa storia mi è costata due ghinee, quasi il lavoro di un mese, tre giorni di viaggio e il rischio di farsi derubare dai briganti. Ma adesso ho la mia placca, pronta per essere appesa alla porta. E col sigillo del Re. Al villaggio nessuno sa leggere, e forse nemmeno le guardie che verranno a controllare, ma il sigillo del Re, quello, tutti lo conoscono! Ci mancava anche la pioggia adesso. Chissà Tessa come sarà felice quando mi vedrà tornare. E’ una ragazza in gamba, se la sarà cavata benissimo nei campi . I campi non conoscono riposo. Anche questa stagione è stata misera ma a Lord Gloucester non importa. Lui manda i suoi sgherri a cavallo a riscuotere , e se noi crepiamo di fame per lui è lo stesso! Figli, sì dobbiamo fare figli. Sono l’unica ricchezza che possiamo avere. Braccia per i campi. Schifosissimo freddo! Ma quando finisce questa foresta? Non vorrei incontrare qualche lupo, magari di quelli a due zampe. Con quelli non hai scampo. Ti tagliano la gola e ti spogliano di tutto. Almeno avessi un arco. Un arco… per farne cosa poi… Non sono mai stato un grande arciere, anzi direi proprio uno schifo. Ma almeno sono veloce a correre. Certo è che, in mezzo a questo fango, non avrei molte possibilità di fuga… Meglio non pensarci troppo, se no mi metto paura da solo. Speriamo che Tessa abbia preparato una bella zuppa calda, ho una fame da lupi. Lupi…? Oh mio Dio… Questi sono ululati! Lupi! No… non adesso che sono quasi a casa. Corri Ed! Corri per la miseria! Ma quando finisce questa maledetta foresta… Dio, aiutami, ti prego... Non ce la faccio più… Non ora, non è giusto… non adesso, dopo tutta la fatica che ho fatto… Dio, aiutami! La grande quercia! Eccola, laggiù, sono salvo… Corri Edward, corri…Cielo, mi scoppia il cuore… Ecco Tessa! “Tessa, Tessa!!!” “Ed! Ed!... Che succede? Riprendi fiato, correvi come un pazzo!” “Lupi… i lupi!” “Madonna santissima! I lupi? Ma stai bene, ti hanno aggredito?” “No Tessa, no… Li ho fottuti, hahahah… li ho fottuti! Fammi prendere fiato...” “Si, riprenditi, sdraiati qui, respira. Ecco, così… Ma Ed, dimmi… è andato tutto bene? Ci sei riuscito?” “Sì, Tessa, sì, ce l’ho fatta! Ho la placca col sigillo reale! Eccola qui” “Oh, Ed, sono così felice. Ora potremo avere un figlio finalmente.” “Guarda qui… guarda… la vedi? Fammi alzare, la voglio appendere subito.” “ Guarda Tessa. Ecco fatto. Che ne dici? Ora siamo nella legge! E stasera…” “Sì Ed. Stasera… Ma dimmi, che cosa c’è scritto sopra?” “ Quando il messo del Re me lo ha consegnato mi ha detto che c’è scritto: F ornication U nder C onsent of the K ing! Il Re ci ha rilasciato il permesso di fare l’amore!” “Edward, è meraviglioso! Ora possiamo avere figli e sperare . Viva il Re"

 

 

 

(In epoche lontane in inghilterra solo col permesso del Re si potevano avere figli. Si doveva avere una placca da mettere sulla porta di casa con sopra scritto "Fornication Under Consent of the King" e dal suo acronimo F.U.C.K. è nato il verbo "to fuck" con il chiaro riferimento all'atto sessuale.)

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