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Autore

Salvatore Gurrado

in archivio dal 22 giu 2012

24 febbraio 1981, Altamura - Italia

segni particolari:
Titoli di studio: Diploma in Ragioneria e Odontotecnico. Laurea in filosofia Università studi di Milano. Attestato in comunicazione e management Regione Toscana. Attestato in consulente letterario e redattore nelle case editrici.

mi descrivo così:
“Io sono già un classico perché vivo nell’eternità, sono eternamente vivo". Sono nato nel sud, del sud, dei Santi, in un piccolo paese, Gravina in Puglia.

27 novembre 2012 alle ore 7:53

Sotto la superficie

di Salvatore Gurrado

editore: Rupe Mutevole

pagine: 72

prezzo: 8,50 €

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Mi piace pensare alla poetica come ad una vocazione dell’anima, ma questa di Salvatore Gurrado, è una “poesia delle ossa”.
Sotto la superficie, tra passato e presente, a volte abbarbicato sulla montagna composta da “ossa tremolanti” : - mi tremano le ossa, i frammenti del corpo, nella finita terra…- vi è “un patibolo costante”, rifugio forzato del poeta, altre in cammino, sotto la superficie: “sotto la superficie, solo me ne vado, per quelle strade che non sai della domenica, sopporto i silenzi…”.
Ma in tutta questa sofferenza è sempre “l’amore, la triste eredità che uccide l’anima”, perché l’assenza dell’amore è dolore più grande è solitudine immensa e “con i Graffi d’anima, ti fa bruciar nella valle del pianto…”.
Salvatore Gurrado, da sotto la superficie percorre il suo passato e torna bambino, “con il cuore pieno di ferite, un piccolo motore così delicato ma così forte da generare amore, fino alla morte…” e sopravvive così “ il bambino che parlava d’amore” : come un dolce respiro che è emozione del brivido e carezza infinita all’oceano… ma è anche attesa, “tra i giardini di Avalon”, aspettando di essere desiderato, voluto, amato dalla madre.
In tutte queste liriche, dal verso libero, è la pienezza dell’anima, scandagliata profondamente, anima che non cela il dolore ma lo rivive, senza rabbia, senza cattiveria ma con grande forza, una forza che trova energia dal collegamento tra passato e presente tanto da divenire “Il dolore del sentimento”: questa crudeltà che chiamiamo vita, scrive il poeta, tanto più è alta la gioia, più infinito è il suo dolore.
E’ così che cammina il poeta, dal profondo buio del dolore, verso un barlume di luce: “Ho dato fuoco alla pioggia” scrive, “ c’è un fuoco che inizia nel mio cuore portandomi fuori dal buio, le cicatrici dell’amore mi hanno condotto di nuovo all’alba…”.
Liriche forti, appese alla vita attraverso funi silenziose di parole bagnate dalle “lacrime lontane”, che le hanno rese robuste, ma il tempo incancellabile della sofferenza è anche rifugio di “infinito della dolcezza in un bacio in riva al mare” perché d’amore immenso è colmo il cuore del poeta Gurrado, ed è con questo amore che combatte “la scura notte, dove dorme la luna… quell’amor che con tanto dolor respira ancor”.

recensione di Fiorella Cappelli

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