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Autore

Sandra Tricca

in archivio dal 12 dic 2006

23 giugno 1984, Forlimpopoli (FC) - Italia

12 dicembre 2006

Gatto + Chanel N°5

Intro: Una storia tenera e appassionata si trasforma in un finale crudele e surreale. Storia e ritmo si combinano perfettamente, come una miccia che scatena una fiammata improvvisa.

Il racconto

Quel pelo folto e nero non lo dimenticherò più. Lo so. Lo so fin da adesso, da questo istante in cui le mie mani lucidano questo pelo perfetto.

 

 

Lei si abbandona tra lei mie braccia e i suoi occhi qualche attimo prima gialli e spalancati, ora sono due mezze lune pronte a chiudersi.

 

Poi inizia a vibrare e quel tipico rumore le nasce dentro, parte dal centro del suo corpicino e non riesco a spiegarmi come arrivi così chiaramente alle mie orecchie.

 

Amo tutto di lei. Anche quella puzza di piscio secco che le rimane nelle zampette dopo che ha razzolato nella lettiera che tengo in bagno.

 

Anche quel suo alito che sa di carne marcia e croccantini, io lo adoro. Mi piace annusare la sua bocca ogni tanto, il suo odore è migliore di quello di tanta gente con cui mi capita di parlare. Probabilmente è migliore anche del mio.

 

Se c’è qualcosa che amo ancor più del suo alito, quel qualcosa non può che essere la famigliarità del suo pelo.

 

La mia pelle ha un odore che mi appartiene, come il suo pelo ha un odore che mi appartiene.

 

Forse è per questo motivo che ora farò qualcosa di cattivo.

 

Ma di veramente cattivo.

 

Talmente cattivo che la mia mente ingenua non riesce ad immaginare niente di peggio.

 

E’ la bottiglietta di Chanel n°5 che mi surrurra la mia cattiva azione, mi stà dicendo una cosa tremenda, mentre se ne stà lì immobile sul comodino.

 

Mi stà dicendo di usare quella sua pompetta.

 

E io stupidamente non trovo nessun argomento soddisfacente per oppormi a quella proposta.

 

La mia gatta non avrebbe mai immaginato sé stessa in questa scomoda situazione, e non si ribella nemmeno ora che quella dannata pompetta le fà un clistere di Chanel N°5.

 

E' profumo, puro e costosissimo profumo quello che ora cola dall’orifizio sotto la sua coda.

 

Poi basta un minuto e un fiammifero acceso per bruciarla da dentro.

 

Prima l’intestino, poi tutto il resto; e quella che vedo schizzare dalle mie ginocchia fuori dalla stanza, è solo una piccola torcia vagante.

 

La mia stanza non è mai stata così profumata e probabilmente non lo sarà mai più.

 

Fino al prossimo gattino.

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