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Poesie di Silvana Poccioni

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  • 20 giugno 2009
    Ultimo atto

    La marionetta
    dai fili spezzati
    abbandonata in un angolo
    della scena vuota
    sfida il tempo
    con l'intramontabile gioventù
    del suo sorriso
    di cartapesta
    indifferente
    al gioco delle parti.

  • 01 giugno 2009
    Stand by

    Capita a volte
    di fermarsi
    senza un perché
    nel mezzo della via
    e di chiedersi
    perplessi
    quale sia la meta
    cui si tende.

     

    Voltarsi indietro
    non ha senso
    né guardare innanzi.

     

    Privi di orientamento
    senza una bussola o una stella
    che ci indichi il cammino
    restiamo muti
    e immobili
    in attesa di un segnale
    di un richiamo
    di una nuvola mossa dal vento
    da seguire
    docili e inerti
    come le foglie secche
    in autunno
    nella corrente di un ruscello.

  • 12 marzo 2009
    Notte

    Da un nodo di nubi scure
    a fatica
    si scioglie la luna.
    A tratti
    nel grigio groviglio di nastri
    passano pezzi di cielo
    vuoti di stelle.

  • 11 febbraio 2009
    Punto e a capo

    Ora ti dirò il segreto
    custodito in un angolo remoto
    della mente che non scorda.
    Fingere che sia concluso
    un discorso lasciato in sospeso
    sul negativo di una foto ormai sfocata
    e poi ricominciare ogni volta
    come se la notte ci avesse soltanto
    assopiti.
    Navighiamo in un mare di sabbia
    e d’improvviso
    affoghiamo nel cielo
    accecati da un unico spicchio di luce.

  • 06 febbraio 2009
    Trionfo

    Il cuore offeso
    prima urla
    poi impara a piangere sommessamente
    quindi bisbiglia sconnesse vocali
    infine
    afono nella voce
    affida al silenzio
    il richiamo più forte
    finché bussa alla sua porta
    l'Indifferenza
    e vi pianta il vessillo del trionfo.

  • 26 gennaio 2009
    Gestione di file

    Se la nostra vita già vissuta
    vale a dire il passato fino ad oggi
    si potesse riaprire come un file
    da gestire col comando copia-incolla

    in funzione del presente e del futuro
    ci sarebbe [credo] tanto da annullare
    molto poco da copiare ed incollare.
    Converrebbe cestinare tutto in blocco

    per creare un nuovo file originale
    con carattere e formato personale
    guida in linea e controllo ortografia.

    E qualora ci accadesse di inserire
    la clip Art della felicità raggiunta
    tre i comandi: salva - stampa - chiudi.

  • 26 gennaio 2009
    Destino

    Da esperto usuraio qual è
    il Destino concede il suo prestito
    quando sembra serrarsi anche l'ultimo varco.
    Assetati d'amore
    godiamo quell' istante di felicità
    credendolo eterno
    e alla resa dei conti ci accorgiamo
    che il resto della vita
    non basterà
    per pagarne gli interessi.

  • 19 gennaio 2009
    Oltre la vita... o la morte

    È tronco inaridito
    vuoto di linfa
    fasciato di corteccia disseccata
    il corpo di una donna
    senza amore.
    L’anima sola
    chiusa nel cuore dei cerchi della vita
    si aggira silenziosa
    tra gli anelli
    e li conta
    ad uno ad uno
    giorno dopo giorno
    con la tenacia del rimpianto.

  • 10 gennaio 2009
    Perdono

    Da ricordi accartocciati
    pieghe distese in dolcezze di versi
    in fondo
    trafitture sottili nell’anima offesa
    il fragore dell’alta marea
    che si rompe su opposte scogliere
    e il rombo del tuono nel buio.
    Ho giocato a fare il poeta.
    Non rimanere così
    prigioniero di specchi distorti.
    Cancella il passato ormai secco
    come del pergolato
    in autunno i viticci
    il nostro giorno vivo
    e maturo d’amore moltiplicato.
    Ci ripaga
    questa primavera di gemme
    che volta le spalle all’inverno.

  • 02 gennaio 2009
    Clessidra

    Nel calcolo del tempo
    misurato sull'attesa che l'ultimo grano cada
    sul fondo della clessidra
    voltata dal capriccio del Destino
    basta
    a coprire le distanze
    un solo battito di cuore.
    Il resto non conta
    quando sottrarre è la sola operazione consentita
    e minime le cifre.

  • 02 gennaio 2009
    Nonsenso

    Il non senso è un’invenzione
    a molti incomprensibile
    come lo sono il prima e il poi
    il fieri e l’esse.
    Ci sono giorni
    per esempio
    che restano isolati nel computo degli anni
    senz’altra formula
    che l’essere sospesi nel tempo
    e nello spazio del ricordo
    in un sommesso spicco
    e il vuoto smisurato
    di in’intera esistenza
    può
    il prodigio di un attimo
    colmare.

  • 29 dicembre 2008
    Panta rei

    Aveva davvero quel colore il passato?
    Vi si sovrappone il presente
    e lo muta
    ne varia i contorni
    li sfuma.
    E quella felicità perde il suo volto
    e il suo nome
    non coincidono più i ricordi
    la voce è un'altra
    non trema più il cuore.
    Chi mentiva
    allora
    promettendo l'eterno?

  • 06 dicembre 2008
    Messaggio

    Dille di viverla ora
    e tutta intera
    la sua parte di felicità
    recitando sulla scena quel copione
    che io
    da prima attrice
    ho dovuto abbandonare.


    A nessuna cederò
    il mio posto accanto a te
    nella prossima vita.

  • 01 dicembre 2008
    Cuore

    Quando rinuncerai
    alla speranza di trasalimenti
    che a tradimento
    ti invadono
    e dilagano
    annullando in un istante
    spazio e tempo
    saggiamente misurati con a mente
    e ti vedrai
    con sereno disincanto
    come un fanciullo ormai invecchiato
    a cui il domani non consente
    di abbandonarsi ad ogni piccola emozione
    con la trepidazione
    degli adolescenti?

  • 24 novembre 2008
    La poesia

    Mi sorprende improvvisa
    compagna paziente di lunghi silenzi
    temporale estivo
    in un pomeriggio assolato d’agosto
    onda alta fragorosa
    sulla calma piatta
    di emozioni non dette
    Mi bagna le carni 
    inaridite da notti insonni
    e giorni inutili
    in cui la vita e la morte
    si scambiano i ruoli
    a perpetrare l’inganno.

     

    E torna a tremare il cuore.

  • 20 ottobre 2008
    Il mio demone...

    … Aveva gli occhi belli.
    Barcollavo
    smarrito nella mia malinconia
    quando li vidi
    la prima volta.
    Mi prese per mano
    infido sostegno alle mie insicurezze.
    Divennero fermi e sicuri
    i miei passi
    e ritrovai il sentiero…
    … così mi parve.
    Da allora corro
    senza meta
    sono pesanti i miei passi
    la mia mente cieca
    non sa fermarli
    e il sentiero è un tunnel
    la sua volta è nera.
    Per i suoi occhi belli
    e folli
    sto rinunciando alla vita.

     

    12 ottobre 2008

  • 15 settembre 2008
    Il gabbiano

    Il gabbiano dalle ali spezzate
    non scorda la vertigine del cielo
    né l’uragano
    e i lampi squarciati d’azzurro
    sulla distesa marina.
    Ogni pozzanghera
    sarà oceano
    che abbraccia sconosciuti arcipelaghi
    con le sue alghe ombrate
    e il rosa dei coralli.
    La carezza del vento
    sarà l’ebbrezza del volo rovescio
    che sferza le piume violate.


    5 settembre 2008

  • 19 giugno 2008
    Asincronia

    Il tempo fugge
    quando vorremmo fermarlo
    e il freno non funziona.
    Il tempo non passa mai
    quando un dolore ci opprime
    col suo fiato di morte
    e meglio sarebbe farla finita al più presto.
    Quanto tempo è passato
    dalla dolcezza dell’ ultimo sguardo!
    Il tempo si è fermato
    a quel treno partito in perfetto orario.

     

    19 giugno 2008

  • 06 giugno 2008
    Ormai... di te

    ... mi conforta l’assenza
    col suo abbraccio sicuro
    battaglia vinta a tavolino
    ai punti
    senza lo scontro sul campo
    prospettiva esatta
    in un quadro rimasto ideato.
    Non ci ha insegnato
    il tentativo fallito di Orfeo
    che ciò che è perduto
    è perduto per sempre
    e il canto che ammalia
    non rende la vita alle ombre?
    Ti vedo meglio
    se non ci sei
    immagine perfetta nel ricordo
    senza le sbavature
    di un quotidiano non condiviso
    senza orologi
    né stagioni
    a scandire il fluire di un tempo
    bloccato all’ultima corsa.

     

     

    Agnone, 22 maggio 2008

  • Possiede il segreto della vita
    chi sa adattarsi al grido collettivo
    e nel rispetto – ben gridato -
    delle pratiche dell’uso
    diventa rispettabile egli stesso.
    Riduce l’infinito
    al calcolo avveduto
    di un suo finito personale
    gestibile con l’etica del verbo
    impersonale.
    Così l’Idea
    diventa si ritiene
    il Dovere
    un si deve
    senza impegno.
    Quanto al si vive
    basta accontentarsi
    e lasciare a Pegaso l’Olimpo.

     

    Agnone,  aprile 2008

  • 01 aprile 2008
    Voluptas dolendi

    E si ripetono
    cloni muti
    e sordi
    i giorni.
    Tutti perfettamente uguali
    si lasciano morire
    di malinconia
    e non vogliono guarire
    per il timore
    di non riconoscersi.
    Non è la ruga
    al centro della fronte
    o la piega che incurva il sorriso
    a spaventarli
    né l’attesa della fine
    come bambini alla luce che si spegne
    ma il profumo dei ciclamini
    che tornano a fiorire
    sugli argini
    a primavera.

     

    Agnone, 21 marzo 2008

  • 11 marzo 2008
    Zia Giò

    Mi si chiuda
    al tuo ultimo lamento
    l’udito.
    Sparisca
    insieme ai tuoi incubi
    il ricordo degli occhi
    troppo grandi
    sul viso scavato.

     

    *

    Se trattengo il respiro
    riesco a sentirti
    viva e reale
    al di là dell’assenza.
    Nulla è cambiato.
    Ti vedo meglio al buio
    purché non mi volti
    a tradire il nostro patto di silenzio.

     

    5 marzo 2008, a due mesi dalla morte

  • 22 febbraio 2008
    Nunc est bibendum

    Ho abbassato la guardia
    voltando le spalle al nemico
    frutto d’amore
    protetto da rosee attese
    in cui nascondeva il coltello
    affilato a ferirmi
    ancora una volta.
    Nunc est bibendum
    nunc pede libero pulsanda  tellus.

     

    Agnone, 10 febbraio 2008

  • 03 gennaio 2008
    Un altro giorno

    È sorto il sole
    anche oggi
    come ieri
    come (forse) domani.
    Un altro giorno da riempire
    in questo breve scorcio della vita
    che rimane.
    Un giorno lungo e vuoto
    traboccante di desideri.
    Sete di amore
    ma dalle labbra solo parole
    estranee al cuore muto
    taglienti come lame.
    Le lancette del pendolo scorrono lente sul quadrante.
    Nel buio senza sonno della notte
    si assommano i quarti
    e il totale non torna.
    È l’alba
    amata e odiata.
    Come ieri
    come (forse) domani
    anche oggi sorgerà il sole.

     

    27 Dicembre 2007, per mio padre che non ha più voglia di vivere.

  • 13 dicembre 2007
    I vecchi (a Natale)

    Hanno le lacrime facili
    e una tristezza impotente
    (la pena improvvisa
    di vivere
    o di morire)
    le incanala negli alvei
    sottili
    scavati nel viso
    dal tempo.
    Tele di ragno
    su volti rugosi.
    E chiedono poco.
    Una presenza
    e una voce
    quando cresce la solitudine
    tanto
    che l’anima
    per sostenerla
    incrocia le braccia sul cuore.
     
    Agnone, dicembre 2007