username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Silvana Poccioni

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Silvana Poccioni

  • 13 dicembre 2007
    I vecchi (a Natale)

    Hanno le lacrime facili
    e una tristezza impotente
    (la pena improvvisa
    di vivere
    o di morire)
    le incanala negli alvei
    sottili
    scavati nel viso
    dal tempo.
    Tele di ragno
    su volti rugosi.
    E chiedono poco.
    Una presenza
    e una voce
    quando cresce la solitudine
    tanto
    che l’anima
    per sostenerla
    incrocia le braccia sul cuore.
     
    Agnone, dicembre 2007

  • 10 dicembre 2007
    Poetry new at all cost

    Ancora qui a cercare parole.
    Tasto di cancellazione:
    questa non va .
    Ne trovo un’altra tra i sinonimi
    che dica lo stesso
    con un ritmo diverso.
    - Non è il significato
    ma il significante
    che conta!
    Dovrà essere nuova
    moderna
    al passo coi tempi
    il succo spremuto ben bene
    e ingoiato
    assimilato
    metabolizzato
    del meglio di quanto produce
    oggigiorno
    un autore di grido.
    Se vogliamo lasciare una traccia
    in questo marasma di pseudo poeti
    del terzo millennio
    coraggio! troviamo parole mai dette
    e con ritmi aritmici
    scriviamo il mai scritto -
    Così mi diceva l’amico
    convinto.
    Ho tentato la via del successo
    i tasti si sono bloccati
    … e la pagina è bianca.

  • 02 ottobre 2007
    Uomo

    Mi riconosco
    nel tuo dolore
    che mi consola mentre mi strazia
    e nella gioia tua che mi rinnova
    farfalla ad ogni primavera.
    Cerco con te
    la radice del nonsenso
    di questa vita
    che è nostra
    e non viviamo
    se non specchiandoci l’uno
    nel sogno dell’altro.
    Forse era destino
    che dovessimo amarci
    soli prescelti tra mille che non sanno.
    E non si placa la tempesta
    ma continuiamo a tenerci
    aggrappati a quell’ancora
    che ignari del naufragio
    gettammo nel profondo.


    Agnone, 24 settembre 2007

  • 05 luglio 2007
    Nebbia

    C’è nebbia sopra il giardino
    distesa sulla voliera.
    Ne traspare a fatica la vasca di pietre
    e il rosso sbiadito di qualche rosa
    selvatica.
    La sagoma del campanile
    rimanda il suono ovattato
    di una campana che non c’è più
    e in fondo alla valle
    il Volturno scorre ancora
    ingrossato dall’acqua schiumosa delle turbine.
    Nelle stanze vuote
    le pareti imbevute di memorie
    serbano intatte le impronte del nostro passaggio
    prima che tutto finisse.
    Dalle finestre sconnesse
    sbriciolate sui cornicioni
    lo sguardo si apre sul paesaggio del cuore
    unico superstite alla rovina
    del tempo.
    Il vento accarezza i poveri tetti
    e piega le cime del noce
    come trent’anni fa
    ma non ne serba il ricordo.
    L’altalena cigola arrugginita
    nel piazzale solitario.
     

    Centrale ENEL di Rocchetta a Volturno, novembre 2004

  • 05 giugno 2007
    Recherche

    L' Io
    che spiace a se stesso
    si nasconde
    e (con)fonde
    nell'immagine dell' Altro
    che ride nello specchio. 
    Distilla incrollabili propositi
    di ravvedimento
    nel buio insonne della notte
    e al mattino raccoglie le armi
    come un re in esilio
    alla ricerca del regno perduto

  • 28 maggio 2007
    Quiete

    E' calmo lo specchio di mare
    nei fiordi
    col vento che si smussa
    sugli scogli
    e giunge
    stento
    alla saggezza del tramonto.
    Resta
    sul fondo
    il rigurgito della corrente
    nell'intervallo della marea.

    *

    Come è distesa la fronte
    a cui sfugge
    nella bonaccia
    il ricordo della burrasca!

  • 21 maggio 2007
    Rinascita

    Ora soltanto
    accetto quel dolore
    ridotto a ricordo
    e me lo carico addosso
    e lo sopporto con animo sereno
    come l’asino della favola
    le spugne ancora asciutte.
    Ora che sei rinato
    quel male
    spoglio di ogni vergogna
    si nobilita
    nella tua vita limpida
    e nella mia
    che per due volte ho saputo partorirti
    e la seconda
    più sano e più bello
    vittoria degna di un dio
    perché il nemico era il buio.

     

    13 maggio 2007, Festa della mamma

  • 18 maggio 2007
    Punti di vista

    E' un bel quadro!
    Preziosa cornice
    indubbiamente.
    La tela non vale un granché
    ma il contorno è perfetto.
    Appeso nell'angolo giusto
    chissà...
    La farsa del giudizio
    (è un grosso impaccio
    quello di valore)
    lasciamola ai nuovi intenditori
    quelli che guardano l'arte con l'occhio della testa.

  • 11 maggio 2007
    Delirio

    Mi chiedi
    mia Speranza
    se un giorno finalmente
    vivrò con te
    non da amante
    ma fedele compagna della vita.
    Io ti sorrido
    come una madre al figlio che delira
    e senza guardarti negli occhi
    rispondo di sì.


    Agnone, 8 maggio 2007

  • 28 aprile 2007
    Heroica

    È così nera la notte
    a volte
    che la scommessa sul giorno che non torna
    pare vinta.
    Il buio si trasforma
    allora
    in luce opaca
    e la vista si abitua ai contorni sfumati delle cose.
    Lo chiamano coraggio
    per usare una parola che consola.
    Aprire la botola
    spezzare le catene e correre sull’erba
    a piedi nudi
    senza timore del serpente
    questo è ardimento
    e il premio varrebbe la candela.

  • 23 aprile 2007
    Amica

    Volevo essere la sorella
    quella dei segreti bisbigliati
    tra sorrisi e lacrime
    nel buio della stanza
    con il soffio del vento
    tra le piante di castagno
    e i pipistrelli dalle ali battenti
    ciechi vampiri innocenti
    a spavento di notti bambine.
    L’anima parla col suo doppio
    non chiede interlocutori
    che fingono condivisioni
    ignorando vertigini (di amore irrisolto)
    e baratri (di nero muto silenzio).
    Afono il cuore
    balbetta sillabe stanche
    di straripante  dolcezza.
    L’otre è pieno
    e non c’è chi spilli il suo vino
    che invecchia e moltiplica aromi
    di vite trascorse e pur sempre presenti.
    Sulla strada senza castagni
    in questo frastuono di notti senza sonno
    ti parlo e so che comprendi
    amica sorella
    e trovo il mio doppio nel tuo assurdo
    così straordinariamente normale.