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Autore

Silvana Poccioni

in archivio dal 23 apr 2007

29 agosto 1949, Rocchetta A Volturno (is)

segni particolari:
Maniacale convinzione che la memoria sia il bene più prezioso che l'uomo possiede.

mi descrivo così:
Sono nata nella Centrale ENEL di Rocchetta a Volturno e vivo dal1983 ad Agnone, in Molise. Ho pubblicato nel 2002 il mio primo volume "In fondo al mattino" per le Edizioni Eva, nel 2008 "Quare id faciam", per la collana "La stanza del poeta", a cura di G.Napolitano e il

14 giugno 2014 alle ore 20:42

Per le madri di figli fioriti

Per le madri di figli fioriti
il giorno lontano del miracolo 
è pietra scolpita
sbozzata, modellata, levigata
“per forza di levare”
e quel che resta sa di perfezione
portento incredibile a chi l’ha generato.
Nulla turba il sereno fluire della vita.
Luminosa la speranza danza 
nella culla dell’alba e del tramonto
non teme crepuscoli e scrosci di pioggia
imperturbabile bacia il giro del giorno.

Per le madri di figli smarriti
una muraglia d’ombra offusca il ricordo del principio
con l’incertezza esitante del presente
e grappoli di dubbio sul futuro.
Vibra insicuro l’arco tra le dita dell’arciere
e la freccia scoccata non coglie il bersaglio
confusa la parabola
non sa districarsi tra gli echi storditi
e i richiami amorosi attutiti da fredde distanze.

Per le madri di figli perduti
i giorni s’arrampicano ad uno ad uno sugli anni
e le notti scorrono lente nei sogni solitari 
annodati al ricordo di infanzie felici e lontane
distanti come stelle ingoiate da buchi neri
profondi senza risalita.
L’anima allucinata
dimentica del cielo e della terra
nel fragore del vento che a fatica si districa tra i rovi
trascina i suoi piedi d’automa
lungo una strada senza varco
lastricata di chiodi riversi
che l’allontani da tutto
e ne cancelli il nome per sempre 
insieme al suo fiore tranciato anzitempo.
Nella stanza senza porte né finestre 
le danza intorno gioioso un bambino
dagli occhi limpidi e il riso cristallino.

Per le madri di figli ritrovati
la freschezza dell’ombra mattutina
si accompagna al sentore fragrante del pane
e nell’onda di luce che sale dal respiro sereno della notte
e si diverte a frantumare le tenebre
si dissolvono come cristalli di neve i dolori 
e la freccia smarrita punta dritta al bersaglio.

Commenti
  • Silvana Poccioni Amo immensamente questa mia poesia, come autrice e come madre. L'ho scritta immedesimandomi nei sentimenti e nelle emozioni che ogni madre deve necessariamente provare di fronte a situazioni difficili che riguardano i propri figli. L'ho scritta col dolore e con la disperazione, ma anche con l'amore e la tenacia nel cercare una soluzione, ma innanzitutto con la speranza e l'attesa di un riscatto che prima o poi dovrà compensare tanti sacrifici.

    25 giugno 2014 alle ore 10:57


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