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Autore

Silvana Poccioni

in archivio dal 23 apr 2007

29 agosto 1949, Rocchetta A Volturno (is)

segni particolari:
Maniacale convinzione che la memoria sia il bene più prezioso che l'uomo possiede.

mi descrivo così:
Sono nata nella Centrale ENEL di Rocchetta a Volturno e vivo dal1983 ad Agnone, in Molise. Ho pubblicato nel 2002 il mio primo volume "In fondo al mattino" per le Edizioni Eva, nel 2008 "Quare id faciam", per la collana "La stanza del poeta", a cura di G.Napolitano e il

06 luglio 2014 alle ore 14:15

Soli prescelti tra mille che non sanno

Intro: La favola bella di due amanti che scoprono di essere anime gemelle, ma lo scoprono quando ormai è troppo tardi e le loro vite si sono già incanalate in un destino diverso.

Il racconto

Dividevano un sogno, ma parlavano d'altro, sperando in segreto che un giorno accadesse un evento, un prodigio, un nonnulla capace di farli trovare. E accadde un mattino che i loro sentieri si unissero, come d'incanto in un unico fiume, trascinandoli insieme per ampie vallate, tra prati e foreste creati soltanto per loro. - È uno spreco - diceva - non dirsi l'amore. È come ammirare una stella lontana, che non ci appartiene. Se tu prenderai la mia mano, potremo toccarla. - E lui l'ascoltava, rapito da ignoto sgomento. - Nel cuore si libera immensa la gioia – le disse e ridevano gli occhi di mare, scacciata in un angolo buio l'antica tristezza, cancellati da un bacio i rimpianti, gli amari ricordi, l'inquietudine greve, che solo l'assenza d'amore e null'altro produce.

Si aprirono limpidi i cieli e senza stagioni, il tempo, ormai fermo al presente, senza prima né poi, docilmente seguiva gli amanti.

...E ancora li segue, benché molti inverni si siano ormai succeduti dal giorno in cui lui, con voce angosciata, ma ferma, le disse che un bivio richiede una scelta.

Nessuno sa dire se scelse o se fu la corrente del fiume a portarli lontano. Nessuno può dire che cosa gridassero i cuori, serrate all'esterno le porte.

Non fu un tradimento, non fu una rinuncia, fu solo paura di vivere soli che spinse alla scelta, ma niente in futuro poté compensare quell’ unico amore, perfetto e mai più ripetibile.

- Tu sola sapevi vedermi com'ero-

- Come sei - gli risponde.

- Tu sola hai saputo ascoltare la musica dolce e i versi mai scritti che io componevo per te. Tu sola sapevi capire i silenzi -

- Ascoltavo il tuo amore. Il miracolo atteso da sempre che si era compiuto quel coraggioso mattino e ancora si compie -

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