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Autore

Silvia Avallone

in archivio dal 26 lug 2010

11 aprile 1984, Biella

segni particolari:
Sono stata finalista del "Premio Strega 2010" a soli 26 anni.

mi descrivo così:
Sono una giovane scrittrice che ha avuto grande successo con il mio primo romanzo dal titolo "Acciaio".

26 settembre 2011 alle ore 15:42

Acciaio

di Silvia Avallone

editore: Rizzoli

pagine: 359

prezzo: 11,05 €

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"Acciao" è la storia di due ragazze sulla soglia dell'adolescenza, Anna e Francesca, che vivono in una Piombino operaia e difficile. Tra i casermoni popolari di una fantomatica via Stalingrado, le due ragazze si cercano e si trovano come attratte da una forza inspiegabile, quella dell'amicizia , forse, oppure quella del desiderio di rivalsa, di riscossa, di felicità. Il romanzo segue le vicende relative alla vita delle due adolescenti, dalla scoperta di un corpo che cambia, di esigenze che mutano e di consapevolezze acquisite, alle intrigate dinamiche dell'amicizia e della crescita. E saranno proprio tali dinamiche a dividere momentaneamente i destini di Anna e Francesca. Le due ragazze seguiranno infatti strade diverse, amori differenti nonché percorsi di vita opposti anche se entrambe serberanno dentro di sé l'esigenza impellente come un fuoco che brucia, dell'amicizia dell'atra. Attraverso lo sguardo delle due ragazzine, Silvia Avallone, al suo esordio letterario per quanto concerne il genere del romanzo, descrive un'Italia che soffre per l'assenza di un'identità ferma e precisa, un'Italia dove anche la possibilità di sognare va conquistata e dove la classe operaia sembra non aver più coscienza del proprio ruolo sociale. "Acciao" è dunque un romanzo di formazione dove depressione collettiva, desiderio di fuga e disillusione fanno da palcoscenico ad una storia che nella sua quotidianità trova la propria grandezza. Il tutto viene rafforzato dalla presenza di un linguaggio fortemente descrittivo, corposo e denso che rende credibile ogni vicenda. Via Stalingardo viene ad esempio definita così dall'autrice: "da una parte c’era il mare, invaso di adolescenti in quell’ora bestiale. Dall’altra il muso dei casermoni popolari. E tutte le serrande abbassate lungo la strada deserta. Il mare e i muri di quei casermoni sotto il sole rovente del mese di giugno, sembravano la vita e la morte che si urlavano contro. Non c’era niente da fare: via Stalingrado, per chi non ci viveva, vista da fuori, era desolante. Di più: era la miseria". "Acciaio" è dunque un romanzo destinato ad appassionare tanto gli adolescenti in cerca di quella cattiveria rappresentativa che è propria delle età di passaggio, quanto ad un pubblico adulto e attento alla realtà sociale dell'Italia di oggi.

recensione di Claudio Volpe

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