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in archivio dal 07 mar 2014

Silvia Nelli

14 giugno 1973, Pisa - Italia
Mi descrivo così: Mi chiamo Silvia, sono nata il 14 Giugno del 1973 in Toscana. Scrivere è una mia passione, nelle notti più buie circa 3 anni fa cominciai a buttar fuori da me attraverso le parole tutto ciò che avevo dentro ed ecco che poi pian piano quelle parole hanno preso forma lasciandomi scoprire un bellissimo
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  • Ieri alle 19:38

    Sono stata definita pazza quando mi allontanavo dalle persone senza pensarci troppo. Accusata di essere una persona che per "cavolate" metteva fine ai rapporti. Colpevole di non essermi mai interessata a tali persone o fatti. Dalla personalità ingestibile e troppo dura perché non è mia abitudine regalare finti consensi a scopo personale, ma solo ciò che penso e senza troppi giri di parole. Peccato... Che il tempo non mi abbia mai dimostrato che "Allontanarmi" da suddette persone sia stato un errore. Non ho mai dovuto dirmi "Ho sbagliato"! Soprattutto ci tengo a spiegarvi che la mia personalità non è "Ingestibile". La mia è una di quelle personalità che non plagi e non compri "lisciandola" quando ti conviene. La mia personalità è ben salda e sicura di se'... A differenza di molte altre che noto spostarsi con estrema facilità dove conviene di più! Continuate a "pensare" di sapere... Io continuerò a sorriderci su.

     
  • venerdì alle ore 20:59

    Ne hai guardati di tramonti sognando ad occhi aperti. Hai ascoltato canzoni che ti raccontavano e con occhi pieni di lacrime te le imprimevi nel cuore. Hai aspettato persone che non sono mai tornate, creduto in altre che non sono mai state sincere e hai parlato con chi non ha mai avuto l'intenzione di capire. Oggi ancora guardi tramonti, non sogni, ma serenamente credi che la vita sia un dono inestimabile. Ancora ci sono canzoni che ti toccano l'anima, ma i tuoi occhi sono asciutti e limpidi perché adesso ti riempiono di carica positiva e ottimismo. Credi ancora nelle persone, ma non aspetti più nessuno perché hai imparato a distinguere chi ha voglia di capire e solo in quei casi scegli di parlare.

     
  • venerdì alle ore 13:36

    Arriva un momento nella vita in cui della "Quantità" te ne freghi perché capisci l'importanza della "Qualità"!Te ne freghi di chi va perché ti concentri solo su chi resta. Arriva un momento in cui la serenità ti riempie il petto e alleggerisce lo stomaco dai "Morsi" che un tempo ti angosciavano. Non conta più il parere di chi è di passaggio, l'opinione di chi crede di sapere, ma ti basta la stima di chi vale. Hai raggiunto la maturità per capire che per stare bene basta poche cose e poche persone. Si soffre meno e molti scalini che ti facevano paura una tempo, ora li sali senza nemmeno accorgertene e vai oltre. Sorridi se ci pensi, ti guardi dietro e non ti riconosci, ma sei felice perché ora sai che non tutto merita pensiero, dolore e attenzione.

     
  • giovedì alle ore 12:15

    Ne ho visti di atteggiamenti e ne ho ascoltate di ragioni. Sono sempre arrivata in fondo rimettendoci tempo, pazienza e umore. Ottenendo soltanto la consapevolezza che alcune "Presenze" mi colorano negativamente le giornate. Pensate pure che sia una persona cattiva, non mi interessa. Io credo di essere una persona che sa riconoscere atteggiamenti e modi e di conseguenza capire chi ha di fronte. Ci sono frasi che nel momento in cui vengono pronunciate, automaticamente fanno chiudere  quella porta che da l'accesso  alla mia vita,  mettendo un muro indistruttibile tra la mia persona e loro. Non ci sto più ad aspettare dietro i "Vediamo"... "Aspettiamo"... "Magari capisce"! No mi dispiace. Ho imparato a scegliere, ad essere una persona estremamente decisa nelle sue posizioni e se scegliere significa dover rinunciare a qualcosa, rinuncio, senza problemi, perché la mia serenità passa avanti a tutto e perché ho capito che proseguire e non rinunciare mi porterebbe la perdita di qualcosa di ben più grande. Non mi pento e non mi volto mai indietro. Non ho più voglia di arrabbiarmi, di tacere, di soccombere. Non so fingere, non sono ipocrita, per questo non so  dividere il mio tempo con chi non mi piace e non ha capito niente di me. L'ipocrisia a me fa scattare l'embolo, niente mi schifa di più. Non porto rancore, semplicemente scelgo e non trascino, consapevole che ognuno è libero di essere ciò che vuole. Io non sono perfetta, ma ci tengo a ricordarvi  che nessuno lo è...!

     
  • lunedì alle ore 21:41

    Potrei prendere le cose migliori di me e portarle ancora alla luce del sole, mostrarle e far vedere quanto la mia durezza, il mio essere scostante e poco fiduciosa sia solo apparenza. In realtà scelgo di non farlo perché la superficialità che mi circonda è devastante. L'intelligenza si differenzia proprio in questo, in chi sa vedere anche oltre. Attenti però... Dire di esserne capaci, di essere persone sensibili e in grado di capire non basta. Se dovete poi porre atteggiamenti e azioni che smentiscono le belle parole pronunciate sappiate che tacere equivale ad evitare di fare la figura di ciò che io definisco "Attori del medesimo copione". La cosa più squallida è che siete in tanti e con il medesimo copione.

     
  • lunedì alle ore 14:10

    Mi piace pensare che mi ascolterai nei momenti di confusione e che mi seguirai nei miei momenti di follia. Mi piace pensare che la spensieratezza ci accompagnerà in ogni luogo senza mai abbandonare la saggezza che le nostre esperienze precedenti ci hanno donato. Amo pensare a te così come ti sento adesso e non vorrei sentire la paura che tu possa cambiare come hanno fatto tutti gli altri quando la loro maschera è improvvisamente caduta. Amo pensare che come adesso niente ci scompone, niente ci viene imposto e niente ci preoccupa. E' di serenità che ho bisogno. Di un giorno per giorno costanze e senza progetti a lungo termine. Quel domani lo voglio costruire senza programmarlo. Mi piace pensare che in quel domani ci troveremo inconsapevolmente, ma volutamente, insieme.

     
  • 10 febbraio alle ore 21:26

    Siamo stati abituati a dare per scontate troppe cose. In realtà ottenerle non è sufficiente per mantenerle vicino. La capacità di amare non si nasconde dietro dichiarazioni poetiche, grandi promesse o in un "Per sempre" di cui in pochi possono testimoniarne realmente l'esistenza. Non basta nemmeno crederci veramente in un "NOI" per mantenerlo. Ho avuto l'amore plateale, quello dannato e quello sbagliato. Oggi scopro l'esistenza dell'amore silenzioso. Quello che non ha bisogno di mostrarsi per forza al mondo per esserci, semplicemente esiste. Mi sfiora, mi nutre e mi arricchisce. Non m'interessa metterlo in "piazza", voglio solo viverlo e goderne a pieno i benefici. Non lo nascondo, semplicemente lo rispetto e lo proteggo perché ho capito che spesso l'amore più vero è quello che non sente la necessità di imporsi come presenza davanti agli altri, ma quello che anche in silenzio non passa inosservato a chi osserva. I sentimenti più veri non stanno nelle troppe parole o nella platealità, ma in una condivisione a due fatta di silenziosa complicità.

     
  • 04 febbraio alle ore 4:29

    A volte la paura può fermarti... è solo paura.
    A volte la rabbia può manovrarti, ma sei tu al comando.
    A volte il dolore può spegnerti, ma tu sei luce...
    Continua a camminare...
    Ci sono emozioni che ancora vale la pena vivere,
    Esperienze che ancora ti aspettano.
    La vita che ancora stringi tra le mani.
    A volte le lacrime non ti permettono di vedere oltre, ma ce ne sono di cose da guardare.
    A volte la mente si annebbia, ma tu lasciala libera e torna a volare.
    Niente è finito...
    E' solo un nuovo inizio.
    Raduna l'essenziale e riprendi il cammino.
    Approderai altrove, forse lontano...
    E magari troverai quel posto che cercavi.

     
  • 03 febbraio alle ore 20:00

    Ho scritto molte cose.
    Ho parlato di me, di chi avevo vicino e di cosa attorno a me accadeva. Ho parlato di persone incontrate, alcune "Bianche" e altre decisamente "Nere". Ho parlato di quello che hanno lasciato in me gli avvenimenti, le parole e i gesti. Ho espresso pensieri che gli atteggiamenti altrui suscitavano in me. Ho dato libero sfogo al dolore, alla rabbia e a quel vuoto che a volte mi ha accompagnata. Malgrado questo, ci saranno sempre alcune cose di me di cui non parlerò mai. Come ogni anima sospesa in un mondo che spesso non sente suo e non la rispecchia, nascondo anch'io i miei segreti. Mi vedono come la roccia, ma in pochi sanno che dietro quella roccia apparente si nasconde una persona che non racconta più ciò che sogna. Mi vedono come la guerriera, ma quasi nessuno ha compreso che dietro la mia armatura c'è una semplice donna che aspetta solo qualcuno che combatta a fianco a lei e le faccia dichiarare per un po' di tempo quella "Resa" che da tanto aspetta. Mi vedono piena di coraggio, ma il coraggio parte dalla paura, il coraggio è solo la volontà di tentare e di rischiare e io lo faccio nascondendo la paura che in me suscita. Se pensate che io sia una persona che non ha bisogno di nessuno avete sbagliato tutto... Vorrei avere qualcuno che invece sappia vedere in me le cose più fragili e se ne prenda cura... Con un abbraccio, una carezza e un po' di verità. Non ho bisogno di chi mi dice quanto io sia speciale, quanto sia forte e coraggiosa. Quanto io sappia essere una buona amica e una bella persona. Ho bisogno di qualcuno che riapra quelle porte ormai chiuse da tempo. Che faccia tornare a respirare la dolcezza che si è mascherata di durezza. Che possa farmi esprimere ancora i miei sogni attraverso un semplice mano nella mano. Ho bisogno di qualcuno con cui piangere e non qualcuno da consolare. Qualcuno con cui potermi emozionare fino alle lacrime e non qualcuno da cui dovermi difendere mostrando durezza e nascondendo le lacrime. Ho bisogno di ridere e di essere motivo del sorriso di qualcuno. Come donna e come persona io non sono solo coraggio, forza e durezza... Sono anche tutto ciò che non mostro più. Quel "Tutto" che aspetta solo la persona giusta per mostrarsi ancora e senza paura.

     
  • 01 febbraio alle ore 19:41

    Non so spiegare cosa accade a volte dentro una persona, ma inevitabilmente cambia. Probabilmente le persone che incontra nella vita, hanno il loro ruolo e fanno gran parte del lavoro. Probabilmente i sogni che si infrangono e le esperienze fatte incidono, però non sono tutto. A mio avviso una persona cambia anche volontariamente, avvicinandosi sempre di più a ciò che vuole essere. Io sono cambiata molto. Molti dei miei cambiamenti sono il frutto di persone sbagliate, di delusioni e dolori, ma non tutti. In molte cose ho "Scelto" di cambiare, di essere diversa e di non guardarmi più indietro. Un po di sano egoismo che un tempo non conoscevo oggi fa parte di me. Una giusta dose di durezza, che un tempo non riuscivo ad applicare, oggi è un elemento fondamentale della mia personalità. Ogni spigolo che ha sostituito quelle curve dolci del mio essere me lo sono scelto personalmente. Ho scelto di essere realista e di smettere di coltivare sogni impossibili, perché non è vero che volere è potere, non sempre. Coltivo i sogni giusti, anche difficili e apparentemente irraggiungibili, ma fattibili! Non so spiegare perché una persona cambia dentro ne' perché nell'arco di vent'anni non è solo passata da ragazzina a donna, ma è cambiata in modo più profondo e definito. Sono sicuramente anche il frutto di ciò che ho vissuto, ma sono senza ombra di dubbio ciò che IO ho scelto di essere!

     
  • 30 gennaio alle ore 20:52

    Quando non rispondo non è sempre perché non so cosa dire, anzi... Lo saprei e anche bene. Quando non do risposta molto spesso non è una questione di maleducazione anzi... In modo molto educato vi "Risparmio" la risposta. Evitando di dirvi ciò che dovrebbe essere chiaro e limpido. In tutta franchezza, credo che il "SILENZIO" in alcuni casi, si spiega talmente bene, che le parole non sarebbero all'altezza!

     
  • 26 gennaio alle ore 20:51

    A chi mi ha guardata con superficialità e non ha saputo vedere oltre. A chi senza pensare ha pronunciato parole sul mio conto tratte solo dalla sua pochezza. A chi non ha colto la differenza tra un silenzio dettato dall'intelligenza e quello dettato dal menefreghismo. A chi pensando di comprarsi il mio bene mi ha adulata dimenticando che prima o poi la falsità scivola sulla corazza di chi ne ha conosciuta troppa. A tutte queste persone, io mi rivolgo e dico che sono una piccola persona in un mondo di "Grandi" esemplari fatti di una saccente convinzione. Dico che sono umile, ingenua e forse un po' stupida in un mondo di persone certe di avere sempre la verità in tasca. Dico che sono silenziosa, schiva e poco socievole in un mondo di gente che pur di socializzare di venderebbe l'anima. Aggiungo però... Che amo essere piccola perché faccio la differenza in un mondo di enormi bolle gonfiate che prima o poi esploderanno, lasciandomi molto più spazio. Che essere umile, stupida e a volte ingenua mi da la precedenza verso tutto ciò che ancora devo imparare, perché io lo so che ho ancora molto da imparare. Dichiaro che essere silenziosa, schiva e poco socievole mi permette di non circondarmi di false presenze. Mi permette di tener lontano quelle persone che con due complimenti pensano di farmi sentire migliore. In verità, mi dispiace dirvelo, ma io mi sento migliore ovunque sono... Purché sia lontano da quelli come voi.

     
  • 24 gennaio alle ore 19:26

    Una reazione eccessiva in un essere umano, spesso è il frutto di troppe cose taciute e tollerate. Quando la ricevete, risparmiateci il vostro: "Da te non me lo aspettavo"... Perché dietro la nostra reazione eccessiva potrebbero esserci cento cose ricevute che non ci aspettavamo affatto! 

     
  • 24 gennaio alle ore 19:05

    Si vive bene dentro un abbraccio che sa di franchezza. Un abbraccio pulito e spontaneo che non lascia nemmeno il beneficio del dubbio. Perché un abbraccio sincero trasmette sicurezza e protezione. Non con tutti puoi stringerti in modo naturale, chiudere gli occhi ed abbandonare ogni paura. Un abbraccio vero e sentito permette a due toraci di congiungersi, a due cuori di toccarsi e a due anime di fortificarsi.

     
  • 22 gennaio alle ore 21:15

    La verità che oggi ti scontri con persone o troppo concentrate su se stesse o troppo concentrate sugli altri! Sono passati di moda quei tempi in cui farsi gli affari propri era motivo di orgoglio e farsi un esame di coscienza era sinonimo di maturità. Passati di moda anche i tempi in cui si pensava a capire gli altri invece che giudicarli e magari provare ad aiutarli invece di godere nel vederli cadere. La verità è che quando ti stanchi di tutto questo, stai per conto tuo così volentieri che all'apparenza sembri anche ciò che non sei... Ma tanto poco ti importa perché per come ragiona la maggior parte della gente, anche mostrando al mondo chi sei veramente non cambierebbe molto. Vieni comunque giudicato, frainteso e non rispettato. Credo che quello che sono, in fondo, riguarda solo me e quei pochi che anche in silenzio, si sono seduti accanto a me durante i momenti peggiori.

     
  • 21 gennaio alle ore 21:46

    Ho dato molto a questa vita. Troppe le cose che mi ha tolto e negato. Non sono stata al suo gioco e come una guerriera ho combattuto. Il vento, le tempeste, il freddo e l pioggia avrebbero potuto distruggermi, ma uno spicchio di sole, anche tiepido sono sempre riuscita a trovarlo per restare in piedi. Ho guardato nel poco che mi circondava e mi sono stretta a quel poco. Ho dato molto alle persone . Troppe le volte che mi hanno ferito. Le bugie, i tradimenti, la falsità e le maschere avrebbero potuto farmi diventare come loro. Ho guardato dentro le poche anime belle di cui la vita mi aveva fatto dono e mi sono stretta a quei valori. Ho dato molto e molte delle cose concesse le ho perse, ho lottato e quando si lotta non sempre si vince. E' nel cuore che ho inciso tutte le mie battaglie. Saluto quella me che la vita ha cancellato, dando il benvenuto a quella nuova me che la vita ha forgiato rendendola diversa, ma incredibilmente bella.

     
  • 20 gennaio alle ore 1:54

    Usano la parola per ammaliare e conquistare. Hanno tattiche lente e ben pianificate. Danno la giusta attenzione, quella costante, ma senza eccedere mai e lo fanno consapevoli che è un buon mezzo per farsi pian piano desiderare. Ti raggiungono, senza fretta e quando raggiungono te, sicuramente raggiungono almeno altre dieci donne, vittime dello stesso copione e ignare di chi hanno di fronte. Hanno sempre un'aria gentile, ma solo con il tempo capisci quanto invece essa sia subdola. Dicono di essere sensibili, ma l'unica cosa verso cui nutrono una sconfinata sensibilità è il loro ego. Pianificano ogni cosa con il solo scopo di plasmarti a loro piacimento e quando ti hanno in pugno ecco che si apre il sipario... Le parole si tramutano in pugnali, le attenzioni in indifferenza, la sensibilità in egoismo narciso e cattivo. Ribellarti serve a poco, ti troverai a scontrarti con il loro copione finale; quello dove recitano la parte della vittima. Tu salvati e vattene, perché loro in verità sono veramente vittime... Ma di se stessi! E ovunque andrai ricorda sempre che una cosa importante l'hai imparata: QUESTI NON SONO UOMINI! Ma burattini nelle mani delle proprie DEBOLEZZE!

     
  • 19 gennaio alle ore 19:44

    Sogno in grande, libera, in silenzio...
    Sogno e anche se non sembra io spero, credo e attendo.
    Sogno la semplicità di due mani che si stringono e due occhi che si guardano.Sogno da donna e non da ragazzina, in una realtà difficile e avida io ci continuo a sperare. Perché nemmeno le realtà peggiori possono stapparti i sogni. Sogno parole che possano arrivarmi al cuore attraverso le dimostrazioni e ostacoli creati dalle avversità del destino e non dalle menzogne o da meschini tradimenti. Sogno in libertà perché nessuno mi imporrà mai più qualcosa che non sento mio. Nessuno condizionerà mai più il mio umore e sono certa, saprò arrivare in alto. Aspetto che il mio volo mi porti di fronte a quel sogno che potrò concretizzare. Attendo che quei principi in cui ancora credo possano avere un nome e un volto da poter chiamare "Amore"!

     
  • 15 gennaio alle ore 22:53

    Non sono cattiva. Sono semplicemente una persona che a dirti ciò che ti piace non ci sta. Non mi creo problemi se questo irrita chi lo riceve, non è un mio problema. Non sono scettica. Sono solo una persona che diffida dai troppi "Io sono"... e pochi "Adesso te lo dimostro"... Non sono insensibile. Sono una persona che ama mostrare la sua sensibilità solo dove la trova. Non sono nessuno, ma scelgo sempre io e in modo molto restrittivo per chi diventare "Qualcuno"! 

     
  • 14 gennaio alle ore 17:29

    La consapevolezza di sentirsi bene. La consapevolezza di vivere in armonia con se stessi e con gli altri. La consapevolezza di essere affini e di avere vicino qualcuno che ti fa sentire con le spalle coperte anche quando le mostri nude al mondo. Potersi arrendere ad un momento di fragilità e di debolezza senza aver bisogno di nasconderlo. Lasciarsi andare senza preoccuparsi di cadere. Essere se stessi in ogni sfumatura senza aver paura di essere calpestati. Prendere le proprie debolezze e porle sul palmo della mano dell'altro, affidandogliele con la certezza che mai ti verranno girate contro. Fidarsi ciecamente di qualcuno che conosce il tuo valore e per questo lo rispetta. Non so cosa sia per voi l'amore vero, ma io lo vedo così... Esattamente come l'ho descritto in queste poche righe.

     
  • 12 gennaio alle ore 20:57

    Tu sei speciale. Lo sei quando ti osservano dall'alto in basso. Lo sei quando ti chiudi in te ed evadi da ciò che gli altri vogliono farti sentire. Sei speciale e non devi dimenticarlo mai. Tu sei migliore. Sei migliore di chi ti giudica e non conosce niente di te. Sei migliore di tutte le parole che ti hanno pronunciato alle spalle. Sei migliore delle mille facce che ti hanno mostrato. Tu sei più forte. Sei più forte di ogni schiaffo che la vita ti ha dato. Più forte delle tempeste che hai attraversato. Più forte del male che ti hanno fatto. Tu sei un essere fatto di volontà. Di quella volontà che non molla. Tu sei l'unica ragione per cui devi imparare a non guardare troppo a lungo nella stessa direzione, soprattutto quando non hai più un motivo per farlo. Tu sei "Strada"... La strada che ti porterà verso il "Domani".

     
  • 11 gennaio alle ore 19:49

    Ho fatto i conti con le parti più spigolose di me e non è stato facile. Ho spezzato quei fili che mi tenevano incatenata a fatti e persone negative ed è stato difficilissimo. Mi sono rovesciata l'anima completamente per riordinarla e mi ha fatto un male enorme. Ho cancellato, distrutto, ricostruito e spesso mi sono imposta regole, limiti e scelte. Ho assaggiato la mia rabbia, ho bevuto le mie lacrime e mi sono curata con il bene che sopravviveva in me dopo ogni battaglia interiore. Facile... Niente c'è stato di facile nella mia guerra interiore, ma posso giurarvi che l'esperienza più intensa l'ho vissuta proprio dentro me stessa. Nel petto mi sono pugnalata e sulle guance schiaffeggiata. All'occorrenza ho saputo prendermi a calci perché negavo anche l'evidenza. Quell'evidenza che i miei occhi si rifiutavano di vedere. E' vero sono una persona difficile, ma quando mi dite che sono troppo dura e rigida sappiate che lo sono principalmente con me stessa... E anche di più!

     
  • 11 gennaio alle ore 0:17

    Parlano di te e nemmeno sanno che cosa puoi aver attraversato. Non sanno, ma giudicano. Non capiscono, ma colpiscono. Non conoscono, ma si sentono sapienti. Ho sempre pensato che ognuno debba essere ciò che sente di essere, perché è giusto. Ma ad una certa età se dici una cosa e ne fai un'altra non è solo incoerenza, ma una vera e propria scelta voluta! Ad una certa età se credo a ciò che dici pur vedendo che è altro ciò che fai, non sono fiduciosa o buona,ma qualcuno che accetta di farsi prendere tranquillamente per il culo. Si definiscono diversi da chi ti ha ferito fino ad oggi e poi fanno peggio. Si definiscono sensibili, ma poi feriscono in piena consapevolezza. Promettono, ma poi l'unica cosa sanno mantenere è quella maschera sul loro volto. Lasciate stare, che il mondo è in evoluzione e lo sappiamo. Scarseggiano valori, sincerità e sentimenti. C'è abbondanza di chi si accontenta di due parole, qualche complimento e due attenzioni. C'è limitazione di intelligenza e coerenza. Tutto quello che volete io ve lo concedo! Però... Sappiate che esiste ancora una parte di mondo, se anche piccola e in minoranza, che si è rotta di queste persone! Si è scocciata delle vostre menate e paranoie. Del vostro vittimismo ormai sbiadito dai vostri finti piagnistei! E' sì! Esiste ancora una piccola parte di persone che non ci sta ad adattarsi! Sappiatelo, comprendetelo, memorizzatelo, accettatelo e girateci a largo!!! Finti romanticoni pieni di buoni propositi e finte donne piene di valori in cerca del principe azzurro andate a giocare nella parte di mondo che vi si addice di più, che da questa parte si ama far sul serio. E nel fare sul serio è compreso anche mandarvi a quel paese!

     
  • 10 gennaio alle ore 13:31

    Dentro di me ho tutto quello che serve per amare qualcuno. Rispetto, sentimento, passione, dolcezza e se voglio aggiungo anche la giusta dose di provocazione. Ho solo bisogno di trovare quel qualcuno che sappia aprire quella porta dove ho chiuso tutto questo per non sprecarlo più. 

     
  • 07 gennaio alle ore 20:04

    Tu nemmeno lo immagini quanto mi sia costato lasciarti andare. Quanto doloroso e lacerante sia stato il distacco. Quanto devastante sia stato il peso dell'assenza e dell'indifferenza. No, nemmeno te lo immagini, credimi... Non puoi nemmeno lontanamente capire come ci si sente ad aprire il cuore e trovarlo vuoto... Spoglio e afflitto. Vestito solo di cicatrici e bagnato di lacrime. Non puoi capire quanto duro sia stato aprire il palmo della mia mano e mollare la presa, vederti allontanare e non riuscire più a muovere nemmeno un passo per raggiungerti. Però... Non puoi nemmeno lontanamente immaginare quanto da quella scelta la mia vita sia cambiata. Avevo perso tutto di me. Ormai priva del mio sorriso, della mia energia e di quella luce che mi ha sempre contraddistinta, ho iniziato a coccolarmi. Sono tornata ad occuparmi di me. No, credimi, non puoi neanche immaginare quanto rincorrere se stesse, riconquistarsi spazio, autostima, coraggio ed energia possa essere stato ancora più doloroso e faticoso di quanto lo sia stato stare dietro a te. Ai tuoi capricci da bambino viziato, al tuo egoismo, al tuo orgoglio e a tutti i tuoi finti valori. Non puoi capire, quanto ricostruirsi possa essere difficile, ma chi non ama, di conseguenza non soffre e non si perde mai. La mia vita dal buio totale è tornata a splendere di una luce ancora più bella proprio da quando ti ho lasciato andare! Fiera di aver aperto il palmo della mia mano e di aver mollato la presa; perché lasciando andare te io ho cominciato a tornare a camminare piano piano verso me stessa. Mi sono finalmente riabbracciata. Anche se tu non immagini cosa voglia dire... Io so che certe cicatrici sapranno ricordarmi quanto preziosa sono e credimi, chi ci ha veramente perso sei solo TU. 

     
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  • 27 gennaio alle ore 3:48

    Come comincia: - L'ABISSO -
    Questa è solo una testimonianza e non una lettera rivolta a qualcuno che tanto non la leggerà mai. E' una testimonianza... La mia. Perché ogni tanto si sente il bisogno di svuotare l'anima da ogni dolore nascosto, da ogni paura e anche da tutti quei pensieri sbagliati e inquietanti che spesso con il tempo si insediano in noi rendendoci più difficile il cammino e oscurandoci la giusta via. Ho sofferto e tanto. Ho toccato il dolore in un modo talmente profondo che riesco a ricordarne per sino l'odore da quanto mi ci sono immersa dentro. L'ho toccato e gli ho permesso di impossessarsi di me, di umiliarmi e calpestarmi senza riuscire a difendermi. Era un dolore padrone il mio, uno di quelli che parte dal cuore. E mentre il dolore mi lacerava e a fatica restavo in piedi, attorno a me ho assistito alle rappresentazioni teatrali dei miei aguzzini. Ho assistito al loro pietoso giustificarsi. Alle loro dichiarazioni di sensibilità ed empatia. Ho ascoltato le loro testimonianze dichiarare quell'altissima capacità di immedesimarsi negli altri. Li ho visti passare da vittime con ancora il coltello tra le mani e mentre urlavano al mondo il proprio finto dolore sola ti lasciavano... E io sola e in silenzio continuavo a restare ferma, subire e morire. Mentre morivo dentro poco a poco continuavo a camminare solo per istinto, solo perché la vita me lo imponeva e nel cammino ho visto persone darmi addosso, calpestarmi, insultarmi e prendersi ancora gioco di me. I loro sguardi compiaciuti nel vedermi barcollare non mi sono sfuggiti e me li ricordo tutti... Uno ad uno! Li ho contati e ben memorizzati nell'anima. Ognuno di loro ha lasciato un fregio profondo che ha alimentato il mio dolore. Ci sono arrivata sul quel fondo che in molti dicono di aver toccato. Ci sono arrivata calma e rassegnata. Ho alzato gli occhi verso la luce, ma era troppo lontana per me, troppo alta la scalata e troppo poche le mie forze per percorrerla. E mentre sul quel fondo ci morivo ho continuato a tacere e a fare finta di niente. Non era orgoglio il mio, ma semplice rassegnazione di fronte alla mia morte apparente. Dopo aver visto persone pugnalarmi senza scrupoli conoscendo le mie ferite a niente mi sarebbe servito parlare... O almeno così credevo! Ho conosciuto la paura e giorno per giorno limitava i miei passi. Giorno dopo giorno li rendeva più insicuri e incerti. Ho avuto paura anche dell'aria che respiravo, fino ad aver paura solo al pensiero di averne ancora troppa da respirare. Ho avuto così tanta paura del dolore che sentivo che ormai smettere di respirare era per me l'unica via di uscita. Ho avuto paura di non farcela a risalire fino alla luce, convinta che nel momento in cui ci avrei provato le signore malvagità e cattiveria mi avrebbero di nuovo spinta sul fondo... di nuovo e ancora... Sono arrivata ad essere paralizzata dal dolore e ingabbiata dalla paura. E mentre mi lasciavo morire adagiata sul fondo di chissà quale abisso la mia mente elaborava cose assurde. Era arrivata a pensare che niente in me fosse giusto, che io fossi una persona sbagliata e priva di qualità. Auto stima non ne avevo più. Avevo o... Avevano fatto a pezzi tutto ciò che ero. Io non ero più una donna, non ero più nemmeno una persona, ma un bozzolo completamente vuoto che aspettava la sua fine inconsapevole che con le mosse giuste avrebbe potuto diventare farfalla. Sono arrivata a pensare che mi dispiaceva che quelle persone avessero avuto la sfortuna di incontrarmi, che il mondo sarebbe stato migliore senza di me. Sono arrivata a pensare che per non far soffrire nessuno dovevo chiudermi in fondo a quell'abisso. Mi guardavo allo specchio e vedevo "Qualcuno" non me, ma semplicemente qualcuno e credetemi se molto spesso faticavo a sapere chi fosse. Non ero più una persona, ma un involucro vuoto che respirava ossigeno. Ho avuto così tanta paura che la notte ho smesso di dormire, perché quando non dormi le tue energie si bruciano più in fretta e tu la tua fine la vedi più vicina. La mia unica meta era diventata la "FINE". In quel maledetto fondo però non c'è solo l'abisso, il buio e il vuoto. In quel fondo non c'è solo la luce lontana e praticamente irraggiungibile... C'è anche qualcos'altro! Su quel fondo, tra te e il fondo c'è una cosa che si chiama "Istinto di sopravvivenza"! Ne avete mai sentito parlare?! Io l'ho conosciuto proprio là in fondo a quell'abisso e non vi so spiegare la potenza che nasconde in se'... Posso però dirvi che se mai vi trovaste su quel fondo e quell'istinto dovesse mai bussasse alla vostra anima aprite quella porta e lasciatelo entrare. E' come indossare un paio di occhiali che vi mostreranno le cose in modo diverso, più semplice e meno doloroso. In realtà quello che è chiamato istinto di sopravvivenza non è altro che la risposta che cercavate. E se scatta è il vostro grido alla vita... A non volerla lasciare andare. Credetemi che è un grido potentissimo, così forte da far tremare l'intero tunnel in cui vi siete persi. Un grido disperato che parte da dentro. Qualcosa di quasi "Disumano", ma presto capirete che quel grido è molto più umano di tutte le persone, fatti e circostanze che vi hanno spinto là in fondo. Afferratelo forte, stringete i pugni, chiudete gli occhi...
    Avete un'energia nuova dentro, ma se pensate che il peggio è passato, pensate male. Il peggio comincia proprio nel momento in cui prenderete per mano il nuovo alleato, ossia L'istinto di sopravvivenza! Lui vi porterà a sorreggervi di nuovo in piedi e vi insegnerà di nuovo tutte quelle piccole cose che avete completamente dimenticato. Così è stato per me... Lui prima mi ha mostrato che la maggior parte di ciò che ero diventata era dipeso più da me stessa che dagli altri. E mi ha fatto male... Mi ha fatto male capire che il 70% della responsabilità di ciò che ero arrivata ad essere in realtà apparteneva a me. In fondo, le persone possono deluderti, i fatti metterti in difficoltà, la vita porti prove faticose e la cattiveria ferirti, ma sei TU e sempre tu che scegli se permetterglielo o meno. E quando capirai che non hai reagito e non ti sei amato abbastanza, ma hai fatto il loro gioco finendo inconsapevole il loro lavoro non sarà facile accettarlo. Aspetta! Non sederti di nuovo su quel fondo, non allentare i pugni e non aprire i tuoi occhi. Pensa... Pensa a come eri prima di cadere così in basso. Pensa che nella vita non hai incontrato solo gente sbagliata, ma anche qualcuno che ti ha voluto bene davvero. E così... Tenendo ancora ben stretti i pugni, ho cominciato a pensare. Ho visto mia madre abbracciarmi stretta, mio padre insegnarmi i valori e mio fratello condividere con me il suo tempo. Ho pensato alla scuola, all'asilo e a quel primo giorno di scuola in cui mi veniva da piangere perché la mia migliore amica dell'asilo,Claudia, 
    non era stata messa nella mia stessa classe in prima elementare. Sorrisi... Sorrisi di fronte a quel pensiero, la prima grande delusione, il primo scalino da superare. La prima volta in cui dovetti trattenere le lacrime imponendomi forza, perché ormai ero diventata "Grande". Sorrido ancora, mi faccio tenerezza, ma la tenerezza è un sentimento. Un sentimento che porta emozioni ed io di emozioni non ne avevo più da molto. Capisco in quel momento, mentre una lacrima scende che sono viva... Dentro di me io ancora esisto e forze non è tutto perso. Penso ancora e ricordo le scuole medie e le scuole superiori. Ricordando quanto mi sono divertita in quegli anni. Spensierata e piena di vita. E anche li non erano mancati amori sbagliati, delusioni e lacrime. In fondo è un percorso che affrontiamo tutti, ma non avevo toccato quel fondo all'epoca. Cosa avevo sbagliato questa volta?! Avevo semplicemente perso di vista la cosa più importante, la consapevolezza di me stessa, della persona che sono e delle mie capacità. Avevo smesso di credere in me stessa dando ragione agli altri. Eccolo il mio errore... Non so per quanto tempo io abbia tenuto gli occhi chiusi e i pugni stretti, non so dirvelo credetemi... So che il peggio non era ancora arrivato ed io ero stremata, ma tenevo stretto ancora quell'istinto e il mio grido era ancora forte e disumano. Mi vibrava dentro al petto, nello stomaco, nel cervello... Ovunque. E mi sembrava di impazzire, ma tenevo duro! Dovevo cambiare tutto, dovevo cambiare me stessa e dovevo ricostruirmi... Eccolo il PEGGIO! Ricostruirsi, perché per farlo servono pezzi da mettere insieme e io non avevo più niente di me. Niente da raccogliere, da riordinare, da ricomporre per poter ricostruire. Allora uno pensa che è finita e che una via d'uscita non c'è, ma se è così perché quel grido disumano ancora mi esplode dentro?! Ancora più forte e questa volta è colmo di rabbia. Quella rabbia non va sottovalutata sarà il vostro primo tassello. E' il momento di riaprire le vostre mani e così feci pure io... Aprii i palmi e presi quella rabbia e cominciai a plasmarla con le dita, piano e poi sempre più forte, senza fermarmi mai! La rabbia poco a poco mutò divenendo forza! Avevo fatto il mio primo progresso, avevo imparato a tramutare la rabbia in forza. Nel caso fossi riuscita a risalire da quel maledetto fondo, sapevo di essere in grado di difendermi. Nel momento in cui mi fosse capitato di incontrare ancora qualcuno pronto gratuitamente a gettarmi fango addosso con lo scopo di ferirmi, non avrei provato rabbia e se mai mi fosse capitato di provarla, mai più mi sarei fatta sopraffare da essa, ma avrei saputo tramutarla in forza... Nella forza dell'indifferenza. Quell'indifferenza che puoi provare verso qualcosa che non ti appartiene e che ti suscita solo pena. 
    Quella forza non va mollata, ma bisogna continuare a plasmarla. E' troppa ancora per essere lasciata libera e voi non siete ancora in grado di gestirla. Qui comincia il cambiamento e quella forza vi darà modo di rialzarvi e risalire un pezzo dell'abisso. Risalii anch'io... Ecco che risalendo per un tratto, ho cominciato a guardare di nuovo le persone negli occhi, non con lo stesso sguardo di un tempo, è cambiato. Adesso ho uno sguardo duro e diffidente, ma ben proporzionato e attento. Ed è con quello guardo che comincio di nuovo a muovere qualche passo ed è camminando che ritrovo alcuni pezzi di me a terra. Alcuni integri, altri distrutti e irrecuperabili e qualcuno leggermente modificato. Li raccolgo uno ad uno e li riordino dentro me. Prendo di nuovo forma, almeno apparente e risalgo un altro pezzo del mio abisso. C'è confusione adesso in me, troppa e comincia un'altra fase, quella del riordinarsi l'anima. Prendo i pezzi non recuperabili e irrimediabilmente distrutti e li ripongo nel cassetto delle esperienze passate. Accettando le sconfitte e i cambiamenti, comprendendo e imparando che vivere e crescere significa anche questo. Prendo i pezzi di me mal conci e un po' modificati e li appoggio da una parte e guardo quei pezzi ancora integri. Li guardo bene uno ad uno e comincio a ridare loro un posto. Ecco che ho di nuovo la mia capacità di ascoltare, la mia intelligenza e la mia positività. Ritrovo anche i miei valori principali, la mia dignità di persona e quella sana vena di follia che amavo a dismisura. Finito questo lavoro torno a guardare quei pezzi modificati e tento continuando a camminare di trovar loro un nuovo posto, un giusto senso e di adattarmi ai nuovi cambiamenti. E mentre lo faccio qualcosa mi sfiora il viso... La luce. Avevo risalito tutto l'abisso... Ero fuori e finalmente ero baciata di nuovo dalla luce del sole, ma non era finita ancora, adesso dovevo mettere in pratica tutto ciò che l'abisso mi aveva insegnato. Prima di proseguire e cominciare a vivere la mia seconda possibilità c'era una cosa ancora che dovevo fare... Per mettere al suo posto i miei pezzi ritrovati avevo estirpato da me stessa il dolore, la rassegnazione, i fatti e tutte le persone che là in fondo mi avevano condotto e me le ero messe in una tasca in attesa di decidere che cosa farne. Nell'altra tasca avevo riposto un pezzo di me che ancora non ero stata in grado di ricollocare, mi era sconosciuto. Ora vedendo la luce avevo capito cosa fare. Infilai la mano nella prima tasca ed afferrai tutto ciò che da me avevo estirpato... Mi voltai un'ultima volta indietro e lo getta giù... Nell'abisso. Un volo libero fino a raggiungere quel maledetto fondo. Un volo da cui ero certa mi sarebbero risaliti, perché chi vive nell'ombra... Nell'ombra muore. Infilai la mano nella seconda tasca per riprendere quel pezzo che ancora non avevo saputo ricollocare e aprendo il palmo della mano lo riconobbi. Era il mio SORRISO... Mi voltai verso la vita e indossandolo me ne andai. 
    - Tratto da "Un giorno nuovo" -

     
  • 07 ottobre 2017 alle ore 4:04
    Diventare adulti

    Come comincia: Dentro ogni vita c'è un percorso scritto che solo chi lo ha vissuto e percorso conosce. Il mio percorso non è stato sicuramente facile e nemmeno in discesa, ma posso assicurare che è stato redditizio per la mia anima e la mia personalità. Un percorso degno della crescita interiore che ho raggiunto. Ho sopportato, ingoiato e superato delusioni, cattiverie e sconfitte. Da esse ho ottenuto come bonus le armi migliori per proseguire... esperienza, sesto senso e saggezza. Ho decifrato comportamenti, parole e atteggiamenti. Da essi ho elaborato le sfaccettature delle personalità nelle quali avrei potuto imbattermi ed ho imparato a rapportarmi ad esse. Ho ascoltato vite, segreti, confidenze e lamentele. Un grande insegnamento anche la vita e i percorsi altrui. La mia anima ne ha fatto tesoro, perché anche dal peggio, dal poco e dal superfluo c'è sempre qualcosa di buono da imparare per far crescere noi stessi. Ho rincorso, aspettato, sperato e supplicato. Gesti e azioni da non ripetere mai più nella vita. E' stato proprio quello il momento in cui ho cominciato a camminare voltando le spalle verso coloro che si credevano Dio e non erano nemmeno degni di fare il Chierichetto. Ho imparato a non mostrare il mio vero volto a chi ha saputo sempre e solo mostrarmi la faccia che più gli conveniva al momento. Ho anche vinto, ottenuto i miei traguardi e avuto le mie soddisfazioni. Loro mi hanno fatto assaporare quanto bello sia il sapore di una gioia dopo l'amaro di mille delusioni. Sono una Donna di 44 anni ormai e mi sento tremendamente "Dura" con il mondo e con me stessa. Cambiata fino alle radici dell'anima da un percorso non facile e pieno di spine. Una donna che non ci sta più a raccogliere i suoi cocci, figuriamoci quelli altrui. Una donna che non fa più la crocerossina a nessuno, che non vuole più salvare nessuno e tanto meno vuole salvare il mondo, purtroppo il tempo che ho a disposizione mi basta solo per cercare di salvare me stessa da quella parte di mondo che a volte tenta di divorarti anche la dignità. Oggi non vanto niente se non la mia esperienza. Un'esperienza di crescita interiore di cui vado fiera. Attaccata molto spesso per i suoi muri, per la durezza che traspare. Indecifrabile e spesso non raggiungibile. Pronta a difendersi con le unghie e con i denti. Spesso come un cane inferocito ribalto persone, fatti e situazioni se non li trovo corretti. Sono una che si incazza se ferita, tradita e soprattutto se si sente presa per il culo. La donna che sono è una di quelle donne con cui non puoi giocare, ma che sa come si gioca e se la provochi saprà mostrartelo a dovere. Definita forte, una che non crolla, che è pronta a tutto. Sì, sono una donna di quelle pronte a tutto, una donna forte, ma non una di quelle che non crolla. Anzi... Ho lasciato pezzi di me nei cuori di gente che non meritava nemmeno di conoscermi. Ho lasciato parole su messaggi mai letti. Ho lasciato il buono di me a piccole dosi dentro le ferite che mi sono state inflitte. Crollo! Si, crollo anch'io come ogni essere umano, ma ho imparato che da una sconfitta si può rinascere in modo meraviglioso. Oggi vivo quasi per me stessa e per quelle poche persone che hanno dato colore e sapore alla mia vita. Ci sono per chi merita, ci sono anche per chi ha bisogno di una mano, ma faccio molta attenzione a chi la tendo. Ci sono stati momenti in cui io non sentivo più nemmeno il mio respiro, credetemi... Momenti di buio e di vuoto assoluto... Ma è stato proprio dal buio e dalla notte che sono uscita così... So che forse la durezza che oggi mi accompagna può sembrare eccessiva agli occhi del mondo, ma in fondo chi non mi conosce può pensare ciò che vuole. Chi vuole conoscermi la porta è aperta. Sono diventata una donna spesso intollerante. Intollerante a uomini che pensano che perché sei single da un po' cadrai con due complimenti ai loro piedi. Intollerante a tutte quelle parole mielose che l'amore stereotipo impone. Intollerante a chi tenta di "Comprarmi". Intollerante alle bugie, alla poca lealtà, alla mancanza di coerenza e di personalità. Intollerante a chi è convinto di sapere cosa vuole o di cosa ha bisogno una donna, come se fossimo fatte tutte con lo stampino. Intollerante anche ai: "Ciao" di chi non conosco e continua malgrado le non risposte a scrivere comunque. Intollerante a quelli che ti dicono che sei troppo forte, che fai paura e non si sentono uomini, perché non hai bisogno di protezione. Detto così sembrerebbe che io sia diventata intollerante all'uomo in generale, in realtà non è così. Io non cerco nessuno che mi salvi e mi protegga, ma che semplicemente ci sia. Un uomo deve sentirsi uomo a prescindere dalla forza che la donna che sceglie si porta dentro. L'uomo che vorrei non è quello che deve far da scudo alle mie fragilità, ma quello che sa ascoltarle, quello che sa farmi togliere la corazza che per necessità la mia pelle ha scelto di indossare. Io non devo sentirmi donna se protetta, aiutata ecc... IO SONO DONNA a prescindere. Io non voglio essere ricoperta di frasi mielose a me non servono, voglio essere circondata da una sincera presenza. Ad una certa età, quando raggiungi un'indipendenza e una maturità elevata, non è facile adeguarsi all'altro. Soprattutto non sei più disposto a rischiare, a perdere ancora pezzi di te. Non ti serve più avere qualcuno al tuo fianco per forza, ormai sai camminare da sola e anche bene. Questo non significa che non si ha bisogno di nessuno. Io ho bisogno di un amico fidato con cui parlare. Di qualcuno con cui io possa aprirmi nel profondo e lasciar uscire anche le lacrime più intime. Ho bisogno di qualcuno che mi faccia ridere fino a stare male. E avrei anche bisogno di qualcuno da amare e che mi ami. Qualcuno che mi faccia provare ancora quella strana sensazione di essere invincibile che l'amore ti regala. Non è vero che non ho bisogno di nessuno, ho anch'io i miei momenti di solitudine, di paura e di sconforto. Tutto questo però non fa di me una donna che si accontenta, che si lascia trascinare in situazioni che già sono "Fallite" in partenza. Sono una donna che ha imparato a scegliere, che ha imparato a stare con se stessa nei momenti migliori e anche nei momenti peggiori e questo fa di me una di quelle donne che darà quel posto speciale solo a chi saprà amarla come merita, con serenità, senza ferirla e senza imporle niente. Sono una di quelle donne che sceglierà quella persona che saprà guardare dietro la sua durezza, senza crocifiggerla al primo confronto più acceso. Perché sceglierò solo colui che con i giusti tempi darà di nuovo vita a quel meglio che è in me. A tutta la dolcezza e la delicatezza che ho sotterrato. Da sola ho camminato, da sola mi sono difesa, da sola ho lottato e da sola ho imparato a farcela e se questo per alcuni è un motivo per sentirsi meno uomo mi dispiace, credo che abbiate da fare voi un bel lavoro su voi stessi. Io per uomo intendo semplicemente qualcuno che mi tiene la mano non solo nel momento del bisogno, ma sempre. Qualcuno che con rispetto, sincerità divide il suo tempo con me e condivide con me attimi, quotidianità di una vita semplice. Qualcuno che sa assumersi responsabilità senza trovare scuse, giustificazioni ad azioni che non dovrebbero più far parte di un uomo dai tempi del liceo. Non sono stupida, non sono snob e non sono una che crede che come lei non c'è nessuno. Io sono semplicemente una donna che ha sofferto a sufficienza. Ha dato sia in amore e sia nella vita in generale e per questo adesso l'unica strada che vede è quella che le fa mantenere la serenità interiore che ha raggiunto. Solo chi saprà alimentarla e rispettarla potrà far parte della mia vita, magari camminare con me e chissà forse fermarsi anche per sempre nei miei giorni. Tutto questo non è legge e nemmeno una regola di vita. Tutto questo è semplicemente il mio percorso, le mie esperienze e il frutto di esse. Continuo a camminare e sento che da qualche parte in questo strano e vasto mondo, qualcuno sta camminando verso me, con la stessa voglia di incontrare qualcuno che possa donargli di nuovo quei pezzi mancanti che il suo cammino gli ha sottratto. Quando il giusto momento arriverà, le nostre strade si incroceranno, io ne sono certa. Intanto vivo... E ho detto vivo... Non sopravvivo.
    NON FA DIFFERENZA NASCERE UOMO O DONNA, MA SAPER CRESCERE INTERIORMENTE E DIVENTARE ADULTI SI! 

     
  • 23 settembre 2017 alle ore 14:33
    Odiami

    Come comincia: Odiami, non importa, in fondo cosa mi cambia. Disprezzami, non fa niente, vivo lo stesso. Non mi sento nemmeno dispiaciuta del fatto che la mia serenità possa crearti disagi e fastidi, scusami, ma non lo ritengo un mio problema. Ho una vita, tutti abbiamo una vita, ma la differenza che passa tra me ed altre persone è che io mi occupo e mi concentro proprio sulla mia di vita e non su quella degli altri. Non ho super poteri, non ho niente di speciale, non ho niente in più o in meno di nessuno, semplicemente esisto. Semplicemente respiro e vivo. C'è chi mi ha sostenuto, chi mi ha aiutato, chi mi ha voluto davvero bene per ciò che sono... Poi c'è chi mi ha schifata, detestata, odiata e addirittura mi ha augurato la "Morte"! Che tristezza... Ci sono frasi che a mio avviso possono uscire solo da bocche ignoranti, prive di buoni sentimenti e superficiali. Frasi che solo menti estremamente fragili e annullate dal rancore e dalla frustrazione, possono partorire. Non sento il bisogno di dare importanza a queste persone, alle loro uscite di poco conto, ma tutto questo mi spinge solo di più verso le mie mete. Ho sempre pensato che l'odio non fosse buona cosa, si può avere simpatie o antipatie, affinità o non affinità, ma mai ho dato spazio a sentimenti malvagi perché tali sentimenti sono distruttivi solo per chi li prova. C'è stato anche per me il tempo in cui ho provato rabbia nel subire cattiverie anche gravi da alcune persone ed ho provato dolore nel sentirmi schiacciata dal loro odio. Poi un giorno ho capito che il loro scopo era proprio questo, farmi sentire "Niente", annullarmi, distruggere la mia positività, la mia serenità interiore, la mia forza ed è stato li che ho smesso di ascoltare, di assorbire e di reagire. Reagire mi portava ad alimentare un pessimo stato d'animo, ma soprattutto davo loro modo di gioire nel vedere che avevano fatto centro, il loro bersaglio era stato colpito e prima o poi sarebbe affondato. Tutto ciò mi conduceva verso reazioni che non hanno mai fatto parte di me, facendo di me una persona diversa, una persona che non andava più d'accordo con tutti, ma era incattivita con il mondo, nervosa ed erano più le volte che litigava di quelle che comprendeva ed ascoltava. Ogni volta che mi colpivano e reagivo, la mia rabbia, il mio schifo ed il mio rancore verso di loro aumentava inconsapevolmente anche verso il mondo e questo faceva in modo che io ogni giorno fossi sempre più vicina al "DIVENTARE COME LORO"! Ogni giorno davo loro un "Punto", ogni giorno ero più sola. Ed era questo il loro gioco... Volevano vedermi sola, schifata da tutti, odiata, scansata e non amata!

    PECCATO!

    L'odio non mi ha divorata e non è stato lui a prendere possesso di me, ma io della mia persona. Peccato! La mia intelligenza mi ha detto: "Fermati"! Così, mi sono seduta ed ho riflettuto. Mi sono guardata dal di fuori ed ho notato che molti dei miei atteggiamenti erano diventati esattamente come quelli che fino a poco tempo prima criticavo e ritenevo stupidi, ingiusti e non sani! Ho mollato l'ascia di guerra e ho ripreso me stessa. L'ho cercata dietro i muri pieni di rancore e dietro quella fitta e densa voglia di "Fargliela pagare". Ecco che finalmente ho avuto la gioia di poter accogliere il ritorno della voglia di "Giustizia", dicendo definitivamente addio alla voglia di "Vendetta"! Non tutto si può perdonare e credetemi che certi gesti mai li perdonerò, ma la vendetta non serve a nulla se non ad arricchire ancora di più la vita di chi vi detesta. Si può vincere contro queste persone! Non assorbire il loro odio e lasciare che le cattiverie, le parole sbagliate, le trame, le trappole e tutti i gesti infami che esse compiono possano scivolarci addosso. Ricordate sempre che chi vive per mettervi in un angolo è perché al centro della stanza brillate troppo. Oggi non odio, non disprezzo e non porto rancore a queste persone. Semplicemente sono inesistenti.

    ECCOLA LA DIFFERENZA TRA ME E VOI:

    Voi mi augurate la morte...

    Per me avete già smesso di esistere pur respirando ancora!

    Questa è la vera vittoria.

    Una volta che muori.. Muori... Ma quando agli occhi di molti sei come morto pur essendo ancora vivo, credetemi è vivere morendo un po alla volta... Ogni giorno. Non sono nessuno per dirvi chi siete e cosa dovreste fare, ma sono sufficientemente saggia da augurarvi che possiate trovare un "Interesse" superiore alla vita degli altri che vi porti a generare amore e non a covare odio. Vi regalo bene e speranza in cambio del vostro odio perché capiate che è come si vive che fa la differenza e non quello che si dice. Vi regalo gratitudine. SI! Vi dico GRAZIE! Perché anche questa è stata per me una lezione di vita! E' stato un passaggio che ha segnato un grande cambiamento in me, una crescita interiore non indifferente. Grazie, perché il percorso che mi avete offerto è stato nettamente a mio favore. Io oggi sono una persona migliore. Una persona che ha imparato ad usare la rabbia non in modo distruttivo scagliandola verso gli altri, ma in modo costruttivo per se stessa. Una persona che ha imparato a capire che certe azioni nascono da profondi vuoti e lacune interiori, di cui non sono colpevoli gli altri, ma che solo noi possiamo guarire. Guardarsi dentro fa paura e a volte fin troppa... IO L'HO FATTO! Cominciate anche voi... Prima cominciate e prima tornerete a vivere. Sia ben chiaro che non dimentico e il non cercare vendetta non significa che lascio correre, ci sono cose che non si possono lasciar correre, ma per ogni cosa c'è il momento giusto, la sede giusta ed i tempi giusti. Perché il tempo passa e prima o poi ad ognuno rende il suo! L'odio si può vincere e non lo insegna DIO, ma l'anima e i valori che uno porta dentro!

     
  • 16 settembre 2017 alle ore 4:16
    La crescita interiore

    Come comincia: La fiducia che perdi negli altri spesso la ritrovi in te stesso. Poche cose deludono o feriscono quanto una fiducia che viene tradita. E' dolore quello che provi nel preciso momento in cui guardando le tue mani "Pulite" capisci che quelle che stringevi invece, non lo erano. E' senso di impotenza quello che senti quando capisci che indietro no, non puoi tornare e l'unica cosa che dovrai fare è trovare il coraggio di affrontarne le conseguenze. E' proprio in quel momento che senti un po il cuore come anestetizzato e ti dici: "Beh... Passerà"! Invece è proprio quello il momento in cui comincia il peggio. Comincerai a porti domande che non riceveranno mai delle risposte. Ad analizzare situazioni, frasi e comportamenti senza trovarne un giusto senso. Ed è qui che comincerai a sentirti stupido, forse inadeguato e talvolta anche sbagliato. Non sarà facile capire che non è tua la responsabilità, che niente c'è di sbagliato in qualcuno che spinto da un sentimento sincero (qualunque esso sia, di amicizia, d'amore o fratellanza) dona fiducia a chi ha di fronte. Sarà un periodo lungo e doloroso, che affronterai con te stesso, internamente. Un percorso da cui uscirai con i tuoi tempi e sicuramente vincente, ma diverso, sappilo. Così, svegliandoti una mattina capirai che ne sei fuori, che il peggio è ormai passato, ma ancora non sei consapevole in modo totale di cosa dentro ti sia successo. Di cosa dentro te, rimettendo determinati pezzi al loro posto sia cambiato e se sia veramente tornato tutto nel suo posto di "Origine". E' proseguendo la vita, la tua strada che avrai la possibilità di capirlo. Quando essa ti mostrerà che hai nuove reazioni, un diverso modo di pensare ed un sesto senso più acuto e sveglio. Capirai che non guarderai più le persone come un tempo, ma coglierai in loro piccole sfumature che accenderanno in te, possibili avvisi di nuove "Trappole". Noterai la sottile differenza che può celarsi dietro differenti modi di guardare e saprai riconoscere in essi eventuali nuove maschere. Valuterai i modi differenti in cui verrai cercato, quando e quanto sarai cercato e saprai capire se sei solo un momento di "comodo" o una compagnia voluta e desiderata. Nonostante tutto questo porti a pensare che siamo diventati migliori, più attenti, più maturi e più svegli (Ed è anche così, credetemi) c'è anche il rovescio della medaglia. Tuttavia cari miei, malgrado l'esperienza ha portato saggezza e più scaltrezza nelle valutazioni, ha saputo anche accendere in noi paura e durezza. Saremo più svegli, ma anche quelli che scappano al primo "Punto" interrogativo. Saremo quelli che pur provando a fidarsi, inconsciamente spesso faranno un po' "Di tutta l'erba un fascio". Saremo meno stupidi, ma tuttavia a volte troppo prevenuti. Saremo quelli che non saranno più disposti a concedere fiducia sulla parola, ma saremo anche quelli che saranno diventati forse troppo duri con se stessi e soprattutto con gli altri. Perché quando sorge un dubbio, quando qualcosa non renderà serena la vostra mente, tornerete indietro. Ci tornerete, anche solo per una breve frazione di secondo e ricorderete quanto tutto questo vi è costato. Ricorderete il tempo che ci avete impiegato e quanto sia stata dura quella lotta con voi stessi. Vi ricorderete delle lacrime che avete versato, della rabbia, dei perché privi di risposte e di quanto sia stato difficile sentire di nuovo le vostre gambe sicure dei propri passi, la mente leggera e quella sensazione di essere finalmente tornati a far entrare aria nei vostri polmoni dopo un lungo periodo di apnea. Avverrà tutto in un secondo, ma sarà un secondo intenso. Un secondo che procurerà scompiglio in voi stessi e vi porterà a pensarci bene, prima di mettere nuovamente a rischio ciò che (quasi) con il "Sangue" avete pagato. Farete questo percorso più volte nella vita. Lo farete più volte perché purtroppo ancora vi succederà che verrete traditi, feriti, che sbaglierete a valutare le persone ecc... Ecco che quindi ricomincerete da capo... Superare il momento, rimettere tutti i pezzi in ordine, scoprire la rinascita e i cambiamenti interiori che essa ha portato. Riprendere il cammino e scoprire i progressi dell'esperienza ed eventuali cambiamenti che può aver portato all'interno della vostra personalità. Forse fino a qui ci siamo arrivati tutti, me compresa. Adesso mi trovo di fronte allo scalino successivo. E' si... Perché non finisce qui. Lo credevo anch'io. L'ho creduto ogni volta che mi sono rialzata, ma non è esattamente così. Adesso dovrò con coraggio, in parte "Scombinare" nuovamente me stessa per tornare qualche passo indietro nella mia crescita interiore. Mi trovo a dover smussare gli angoli in cemento armato che tutti questi procedimenti hanno formato. Sono angoli che proteggono me forse, ma che possono ferire persone che non hanno colpe. Angoli taglienti, pronti a schierarsi per andar a coprire i miei punti più deboli. Si, lo so... Sono la mia difesa, una difesa che mi è costata tempo, fatica e dolore, ma bisogna adesso riuscire a dare la giusta forma a questi angoli. Bisogna che adesso, io conoscendoli e conoscendomi bene, impari a dosarli in modo giusto ed equilibrato e in alcuni casi anche a saperli domare. Ecco, credo che questo sia veramente l'ultimo passaggio di un processo sorprendente di crescita interiore. L'ultimo "capitolo" che dobbiamo scrivere in noi stessi, all'interno di quel "Libro" che è la nostra personalità. Questo farà in modo che noi possiamo raggiungere il giusto equilibrio emotivo, psicologico e fisico. 
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    Ci sono molti altri processi di vita per la crescita interiore, io ne ho raccontato "UNO" dei tanti in base al mio percorso e alla mia di esperienza.