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Autore

Tiziano Ardiccioni

in archivio dal 04 mar 2013

24 aprile 1972, Roma - Italia

segni particolari:
Sono del segno del Toro, chiedere a chi mi conosce.

mi descrivo così:
Prima la famiglia. Adoro mia moglie e i miei figli. Ho tanti amici e nonostante la crisi nera nel lavoro, ogni giorno godo di essere al mondo.

27 ottobre 2015 alle ore 15:25

Andata e ritorno con sorpresa

Il racconto

Non è un giorno qualsiasi, è la prima volta per te. Prendi coraggio, entri alla stazione e ti sembra di esser giunta nella terra di nessuno: la paura di essere derubata o molestata dal primo passante, il senso di sporcizia, disordine e l'immancabile ritardo annunciato dalla voce gracchiante di un microfono scassato ti gettano nello sconforto più totale. Lo sapevi, dovevi prendere l'automobile, ma il viaggio è lungo e sei stanca; i tuoi amici comunque hanno promesso di venirti a prendere all'arrivo. Incroci le mani  e alzando lo sguardo invochi l'altissimo "Che Dio me la mandi buona".
Hai pensato bene di non portarti un bagaglio troppo ingombrante, si tratta di star via un paio di settimane e il caldo persistente continuerà a lungo, quindi solo abiti leggeri e lo stretto necessario; si va al mare non serve aver con se troppa roba.
Il cellulare vibra nella tasca dello zainetto, nella fretta l'hai infilato tra bevande e spuntini e quando riesci a recuperarlo ha smesso di vibrare, chi sarà mai? E chi vuoi che sia, è tua madre che vorrà sapere se tutto procede bene, la richiami? Si, altrimenti sai che angoscia, non te lo perdonerebbe mai. Inoltri la chiamata ma dall'altro lato nessuna risposta, succede sempre così quando non riesci a rispondere ed immediatamente provi a ricontattare chi ti cercava: nessun segno di vita. "Accidenti, mi hai cercata tu!" Spazientita stai per chiudere la chiamata quando un flebile "Pronto" arriva alle tue orecchie "Mamma!" Sei nervosa, respiri a fondo e riprendi con calma "Dimmi mamma, tutto ok?" "Si. Tu come stai?" Hai la forza di non rispondere subito in malo modo e in quei brevi istanti pensi a tua madre che ti ha messo al mondo e cresciuta con tanto amore "Bene mamma. Tra poco arriva il treno, se vuoi ti chiamo quando sarò giunta a destinazione" Non era quello che volevi dire ma ormai è fatta "Va bene, come preferisci e mi raccomando, stai attenta" "Si mamma, saluta papà, vi voglio bene"
Hai venticinque anni ma per loro sei ancora la piccola di casa e invece ti sei appena laureata, hai già ricevuto tre proposte di lavoro e gli uomini si scornano per avere la tua attenzione e anche in quel preciso istante un ragazzo, dall'aspetto stralunato, ti sta fissando da pochi metri di distanza. Te ne accorgi e ti sposti vicino ad un gruppo di orientali tutti indaffarati con i loro cellulari ed aggeggi elettronici di vario tipo. Il ragazzo si accorge della tua mossa, sorride e tu non puoi fare a meno di notare di quanto sia carino mentre una vampa di calore ti fa diventar rossa in viso. Uno degli orientali, forse cinesi, nota la cosa e con un cenno eloquente ti indica al resto del gruppo che subito sorride; a questo punto sei diventata color rubino e istintivamente ti allontani da loro.
Maledetto ritardo, una volta sul treno ti isolerai dal resto del mondo collegandoti alla rete con il tuo ultimo gioiello tecnologico ricevuto in regalo dai nonni il giorno della laurea. La foga e la fretta di allontanarti ti hanno portata ai margini della stazione vicino ad un gruppetto di uomini dall'aspetto poco raccomandabile, hai paura di irritarli con dei movimenti repentini e quando senti un brivido lungo la schiena e stai per urlare ecco che uno di quegli individui domanda "Hai da accendere?" "No! Non fumo!" Rispondi urlando ed arretrando come una bestia braccata "Ok, grazie" Risponde invece tranquillo l'altro. Ma che ti succede? Sei una donna, laureata per giunta, di cosa hai paura? Ma proprio mentre stai cercando di riprendere il controllo della situazione senti qualcosa, forse una mano, che stringe sulla spalla e subito ti si gela il sangue nelle vene. Ti giri di scatto terrorizzata trovandoti di fronte, con la mano tesa in segno di elemosina, una donna sporca e maleodorante; stai per scappare quando incontri il suo sguardo, quegli occhi parlano di una vita fatta di sofferenza e solitudine. Porti le mani al viso, ti hanno educata all'altruismo e al rispetto quindi afferri il tuo portafogli, ne estrai una banconota da 5 euro e la porgi nella sua mano; lei immediatamente la serra e poi si dilegua senza se e senza ma. Che ti aspettavi, dei ringraziamenti? Quella poverina deve vederne di tutti i colori e probabilmente nel suo ambiente 5 euro sono un tesoro, sarà corsa subito a nascondersi.
Ti senti meglio, quel piccolo gesto ha scaricato le tue ansie e nel frattempo è arrivato anche il treno. Hai prenotato una cuccetta con letto per la notte, sai che con te ci saranno altre cinque persone e speri di non fare brutti incontri, sei la prima ad accomodarti, gli altri passeggeri non sono ancora arrivati, ma appena ti sei seduta entra una bella signora non più nel fiore della giovinezza. La saluti per cortesia e lei ti risponde gentilmente accennando un sorriso mentre sistema il suo bagaglio, poi infila degli occhiali da vista e si immerge nella lettura di un libro. Un libro, pensi, che strano modo di far passare il tempo, tu hai già collegato il cellulare alla rete e ti pregusti un viaggio tranquillo, ma proprio mentre la mente si sta eclissando dalla realtà nello scompartimento irrompe rumorosamente un bambino di colore che avrà si e no 5 anni. Lo fulmini con lo sguardo mentre lui ti fissa con i suoi occhioni innocenti spaventato dalla tua espressione e subito una mano lo afferra e una voce squillante lo richiama a se. Un uomo possente ma dall'aspetto gioviale chiede scusa per l'irruenza di suo figlio, parla un buon italiano e subito dietro di lui appare la figura di una bella donna che si presenta come la mamma del bambino. Ok, pensi, vi siete presentati, adesso tenete a bada il marmocchio che non voglio essere disturbata. Al contrario di te la signora anziana accoglie la famigliola con sorrisi e cortesia e subito ne nasce uno scambio di battute che tanto ti infastidisce.
Cosa me ne frega di chi siete, cosa fate e da dove venite. Appena sarò scesa dal treno non vi vedrò mai più, quindi non rompetemi le scatole e mentre fai questi pensieri ti sei messa le cuffiette ed hai alzato il volume del tuo apparecchio.
Il treno si mette in movimento e lentamente prende velocità, sei talmente isolata dal resto del mondo che non ti sei accorta che manca il sesto passeggero e quando te ne rendi conto sospiri di sollievo, uno scocciatore in meno.
Dopo circa dieci minuti dalla partenza ti alzi, prendi con te lo zainetto e ti dirigi verso il bagno, ti fa un po' schifo l'idea di dover entrare in quel piccolo sgabuzzino, ma non puoi pensare di affrontare tutto il viaggio senza mai utilizzarlo, meglio rompere subito il ghiaccio. Dopo aver affrontato quella difficile prova ti avvii verso il tuo scompartimento con la speranza di trovare un minimo di silenzio, da quando siete partiti quei quattro non hanno mai smesso di parlare un attimo e quando arrivi a destinazione trovi una sorpresa, il sesto passeggero è il ragazzo che ti fissava alla stazione. Istintivamente ti irrigidisci sulla soglia e lui, che si è accorto di ciò, sorride, si alza in piedi e con la mano ti invita ad accomodarti.
Carino e pure gentile, speriamo anche riservato, forse il viaggio sarà meglio di quanto credevi. Infatti dopo un primo momento di stallo decidi di interagire con i presenti ed è così che scopri che la famigliola è di origine africana, poco ti importa di quello che dicono ma il belloccio vicino a te pare interessato e non vuoi sembrare scortese cercando anzi di partecipare attivamente alla conversazione. Il ragazzo parla bene, è istruito e in pochi attimi il suo carisma cattura l'attenzione di tutti i presenti, anche il bambinetto sembra affascinato dai suoi racconti. Vi dice di essere figlio di buona famiglia, laureato da circa un anno, ma che non ha ancora deciso cosa fare da grande. Parla dei suoi viaggi, delle sue avventure e di come sia vario il mondo. Senza volerlo ti sei appoggiata a lui, senti il suo calore, il suo odore e in te crescono forte il desiderio e l'eccitazione tanto che anche lui se ne accorge e forse anche gli altri presenti. E' un attimo, vi alzate all'unisono e vi recate verso quello sgabuzzino che tanto ti fa schifo chiudendovi dentro. Unite i vostri corpi con foga animalesca dando sfogo a istinti da troppo tempo sopiti e mai avresti pensato di ritrovarti in una situazione del genere. Sono attimi intensi, momenti in cui ti liberi di ogni vincolo morale e quando raggiungete l'apice del piacere urli come mai avevi fatto prima. Adesso che siete paghi e soddisfatti quell'ambiente stretto e maleodorante vi fa sorridere e con movimenti scoordinati vi divincolate e vi date una sistemata. Rientrate nel vostro scompartimento a distanza di alcuni minuti l'uno dall'altra per dissimulare l'accaduto, ma le vostre facce parlano chiaro. L'anziana signora solleva leggermente lo sguardo dal libro ma ha la delicatezza di non far trasparire alcun giudizio e si rimette a leggere, mentre la coppia, sorridendo, bisbiglia qualcosa nella loro lingua e poi si mette a giocare con il bimbo. Ora lui è seduto vicino a te e senti il suo odore acre, vedi il suo corpo sudato e anche un po' sporco e ti domandi cosa ti abbia spinto a fare ciò che hai fatto e mentre ti arrovelli nel cercare delle risposte lui si è già addormentato; uomini! Pensi sorridendo.
Il viaggio procede da alcune ore senza intoppi, lui dorme ancora, l'anziana si è appisolata mentre l'uomo è uscito dallo scompartimento col figlioletto e ti accorgi che la madre ti fissa. Infastidita distogli lo sguardo, ma lei insiste e allora ti arrabbi "Cos'hai da fissarmi?" La donna non si scompone e di rimando ti pone una domanda che mai ti saresti aspettata "Lo ami?" Lo ami? Ma cosa cavolo mi chiede, eppure il suo sguardo fermo ti costringe a darle una risposta, in fondo che ti costa? "No, certo che non lo amo" "Però ti sei donata a lui" Replica subito lei e la cosa ti fa incazzare "Si, e allora? Sono grande, vaccinata e faccio ciò che mi pare" Hai urlato svegliando la signora dal suo torpore, lui no, dorme come un ghiro. "Mio marito mi ha comprata" Dice la ragazza con naturalezza "Da noi è ancora pratica comune, ma non credere che siamo dei selvaggi. Prima di arrivare a ciò ha dovuto superare delle prove per ottenere il benestare della mia famiglia ma soprattutto il mio. Lui mi rispetta, come moglie e come donna, e io rispetto lui. Non so cosa voglia dire amore per voi, noi però ci vogliamo bene" Sei turbata, cosa centra quella storia con te? Perché ti ha detto quelle cose? "Sapete" interviene a bassa voce l'anziana "Io facevo il mestiere" e per conferma ribadisce "La prostituta" e appena vi vede pronte ad ascoltarla prosegue "La mia è una famiglia ricca, da generazioni. Non mi mancava nulla, tantomeno gli uomini, eppure dopo aver provato per gioco a vendere il mio corpo con il tempo ho capito di essere più rispettata dai miei clienti che dagli uomini che si dicevano disposti a fare follie pur di avermi tutta per loro" Lascia in sospeso il discorso e dopo aver sospirato a fondo conclude "Adesso ho smesso, sono stanca. Raggiungo mia sorella, al mare" E senza aggiungere altro infila gli occhiali e si immerge nella lettura.
A questo punto per te il quadro è chiaro, stai viaggiando con una schiava e il suo padrone, con una puttana e con un belloccio che dopo aver soddisfatto i suoi istinti sessuali ronfa accanto a te. Tu non sei una schiava, decidi del tuo destino, e tantomeno non sei una prostituta, il tuo corpo non lo vendi, lo dai a chi ti garba e per quanto riguarda il giramondo ti è anche piaciuto, sei una donna libera. Eppure perché non ti senti a posto con te stessa?
Si è fatto tardi ed è ora di preparare le cuccette per la notte, senti la famigliola borbottare qualcosa prima di coricarsi, forse una preghiera e dopo aver preso posto nei rispettivi lettini il padre augura una buona notte a tutti. La signora anziana chiede di poter leggere ancora un po', non vuol disturbare con la luce accesa, si accontenterà del lumino della sua cuccetta; le fate un gesto di assenso e ti chiedi che diavolo mai avrà di così interessante da leggere.
Non hai sonno e nemmeno il belloccio, di cui non sai neanche il nome, mostra segni di sonno, ha dormito tutta la giornata, pensi, come farà ad avere sonno? Uscita nel corridoio incontri il suo sguardo e non c'è bisogno di parole, in un baleno siete nuovamente rinchiusi nell'angusto gabinetto: lui è una furia, lo desideri, ma questa volta la tua parte razionale del cervello analizza ogni cosa, ogni istante e alla fine neppure raggiungi la pienezza del piacere. Vi ricomponete con calma, in silenzio. Di dormire non se ne parla, vi accomodate su due sgabelli e cominciate a parlare come due vecchi amici di scuola; più che altro tu ascolti, lui è un fiume in piena e continua a parlare di se, della sua vita senza freni, della sua libertà. Sprizza gioia da tutti i pori coinvolgendoti nelle sue emozioni ma quando gli menzioni la tua meta si rabbuia all'improvviso e ti confessa di essere stanco. Prima di lasciarlo andare ti rivolgi a lui in modo diretto anche se il tuo rossore in viso tradisce la vergogna. "Senti, lo abbiamo fatto due volte e neppure so come ti chiami. Io sono Silvia, e tu?" "Carlo, io sono Carlo. Buonanotte"
Il sole sta sorgendo ad Est, la famigliola e la signora anziana sono già svegli e stanno consumando la colazione in cabina ed anche tu accusi un certo languorino. Ti alzi piano e dopo aver dato il buongiorno ai presenti estrai dallo zainetto la tua colazione, un frutto e una bottiglietta d'acqua naturale, lui dorme ancora. Tra un'oretta giungerai a destinazione, dopo aver percorso tutta la penisola senza mai fermarsi, da ora il convoglio fermerà in tutte le stazioni locali. Il padre esce con il bimbo che comincia a non resistere più dall'eccitazione, probabilmente sono anche loro vicini alla meta e infatti la madre del piccolo ti chiede "Allora, stanotte hai capito se lo ami o no?" Non hai voglia di rispondere, non sai che dire, ma lei insiste "Alla prossima fermata noi scendiamo, allora?" Vi siete incontrate da alcune ore, su un treno, eppure senti che la sua non è solo curiosità femminile, lei vuole veramente conoscere la tua risposta, o forse semplicemente ti ha presa a cuore, chissà? Ok, tanto non la rivedrai più "Si, penso di essermi innamorata di lui, sei contenta?" Per tutta risposta lei si alza, recupera il bagaglio e si appresta a raggiungere la sua famiglia, ma quando il treno comincia a rallentare si ferma sulla soglia e ti fissa di nuovo con quegli occhioni profondi "No ragazza, non sono contenta. Ti auguro buona fortuna, ma stai attenta, lui non ti porta rispetto" E senza aggiungere altro se ne va lasciandoti con quel dubbio. Quando il treno riparte hai già sistemato il tuo bagaglio, vuoi essere pronta per quando sarà il tuo momento di scendere, non hai dato seguito alle parole della ragazza africana, hai rimosso tutto e ti sei concentrata sul pensiero di lui, affascinante, avventuriero e caliente, forse ti stai proprio innamorando. Con la coda dell'occhio noti l'anziana signora riporre il suo dannatissimo libro nella borsa e con calma olimpica preparare il suo bagaglio, anche lei ti ha osservato. "Tra poco tocca a me scendere, vi lascerò soli per un po'" Parla a bassa voce, come sempre "Se ho capito bene ti sei innamorata, giusto?" Oddio anche lei, ma che gli prende alla gente, perché non si fa gli affari propri? Ti costringi a stare calma, in fondo è stata una compagna di viaggio educata ed assolutamente non fastidiosa e non rivedrai più neppure lei. "Si, mi sono innamorata e appena saremo soli lo obbligherò a dirmi dove vive e cosa fa" " E poi andrai a vivere con lui?" Ti anticipa lei "Chi lo sa?" Ti limiti a rispondere.
Il treno rallenta fino a fermarsi e la signora con calma si appresta ad uscire dallo scompartimento, ti offri di accompagnarla "Grazie ragazza, faccio da sola. Ti auguro tanta felicità, ma ricorda, quell'uomo non ti rispetta" E nel dirti ciò estrae il suo libro dalla borsa e te lo infila nello zaino.
Il treno riparte, la prossima fermata è la tua e mentre sei immersa nei tuoi pensieri lui si alza, si da una sistemata e prepara le sue cose "La prossima fermata è la nostra" Dice. Il tuo viso si illumina come un faro, ecco un segno del destino, se scende con te avrai di sicuro modo di rivederlo quindi pensi di esporre subito i tuoi pensieri. "Senti Carlo, io pensavo.." "Di rivederci una volta scesi dal treno?" Ti interrompe bruscamente "Di dare un seguito a quello che è accaduto stanotte? Di provare ad uscire insieme? No Silvia, non hai capito nulla, tu per me sei stata solo una bella avventura. Io non amo i legami fissi, anche se in realtà ho una fidanzata a cui voglio molto bene e che a modo mio amo sinceramente, ma lei è una ragazza semplice e garbata e magari un giorno, quando sarò stanco di questa vita, la sposerò e ci farò dei figli, ma oggi mi sento uno spirito libero e tu sei l'ennesima preda cascata nella mia rete" Talmente è stato duro e diretto che non hai la forza di replicare. In cuor tuo lo sapevi che sarebbe finita lì, ma sentire quelle parole uscire dalla bocca di colui a cui hai donato tutta te stessa ti ferisce e in quell'istante ti tornano alla mente le parole delle due compagne di viaggio: quell'uomo non ti rispetta!
Il treno rallenta, negli ultimi minuti di viaggio nella cabina si era creato un clima surreale e ti sembrava di essere sospesa in un universo parallelo. Lui non ti ha più degnata di uno sguardo e adesso i tuoi movimenti sono quelli di un automa; il convoglio si è fermato e lentamente scendi dalla scaletta ripida e stretta e subito vieni avvolta da una vampa di calore e nelle orecchie rimbomba forte il tuo nome "Silvia! Silvia!" Sono le tue amiche Cinzia e Anna che ti corrono incontro a braccia aperte e subito ti sommergono di abbracci e baci, ma sei ancora in stato confusionale per la faccenda con Carlo. "Carissima, come stai? Come è andato il viaggio? Gli altri sono al villaggio che ti aspettano, abbiamo un sacco di sorprese per te e la prima la vedrai tra poco" Cinzia è il solito fiume in piena, neppure volendo potresti tenerle testa, men che meno adesso che hai il morale sotto i piedi, al contrario Anna è più silenziosa del solito, dopo gli abbracci iniziali si è messa in disparte come se attendesse una punizione. Cinzia vi conosce e subito interviene. "Che avete voi due? Allora Anna, vuoi dirle la novità o devo pensarci io?" Osservi Anna che a testa bassa traffica nervosamente con il suo cellulare e poi tutto d'un fiato esclama "Mi sono fidanzata!"
Anna la timida, Anna la secchiona, ma anche Anna la bella ragazza e soprattutto Anna dal cuore d'oro. Ti torna il sorriso e subito la abbracci "Sono contenta per te, che tipo è" "Oh, tra poco lo conoscerai" Interviene Cinzia che proprio non riesce a stare zitta "Era sul tuo stesso treno"
Vi raggiunge con il suo intercedere caracollante e lo sguardo stralunato, l'orribile presentimento che ti aveva colto pochi istanti prima si è materializzato davanti a voi. "Lui è il mio ragazzo" Riesce a bisbigliare la cara Anna che poi vi presenta "Lei è la mia amica Silvia" Ti viene da vomitare ma reciti la tua parte alla perfezione e allunghi la mano afferrando la sua "Lui è Carlo" conclude Anna rossa in viso.
Siete in spiaggia, la brezza marina ti da un gran sollievo, è una magnifica giornata e mentre sono tutti in acqua tu preferisci restartene distesa sul lettino ad arrostire al Sole, immersa nei tuoi pensieri. Hai avvisato i tuoi genitori dell'arrivo a destinazione, li hai rassicurati e hai promesso loro di chiamarli almeno una volta al giorno, li hai fatti contenti.
Quando frequentavi il liceo hai avuto una breve ed intensa storia con un ragazzo che allora ti sembrava l'amore della vita: il tuo primo rapporto completo, le promesse e i sogni da adolescenti, il tutto condito da picchi di gioia e dolore. Vi eravate lasciati dopo circa un anno, senza un motivo preciso, forse solo perché stavate crescendo e cercavate nuove esperienze. In fondo lo avevi amato intensamente e tutt'oggi quando vi capita di rivedervi passate momenti di spensieratezza stupendi, in effetti hai un buon ricordo di lui, delle sue tenerezze, del suo modo di sussurrarti parole dolci. Quel ragazzo ti rispettava e forse un domani, chissà?
Quella sera uscite tutti insieme, si va in un ristorantino che vi hanno consigliato gli animatori del villaggio.
Avevano ragione, l'ambiente è adatto a compagnie di giovani ed il cibo, accompagnato da abbondante vino, è squisito. La serata fila via liscia, tra canti, brindisi, rievocazioni di vecchi episodi e speranze per il futuro. Senza volerlo ti sei seduta vicino ad Anna che a sua volta sta accanto a Carlo e quando lui si lancia tra i tavoli con gli altri ragazzi improvvisando  un ballo senza senso ti trovi a fissare la tua amica che canta e sorride.
Anna la timida la chiamavate, ed ora è lì che stravede per il suo ragazzo, il bel Carlo. Ci hai pensato bene, non hai colpe, non sapevi e quindi non devi farti perdonare nulla, ma quel tarlo che ti frulla per la testa ti fa male, ti sta massacrando. Bevi ancora un bicchiere di vino nella speranza di avere la forza di dire ciò che va detto e senza esitare oltre afferri delicatamente il braccio della tua amica che si gira verso di te e di nuovo ti assale quel senso di vomito "Anna" "Dimmi Silvia" "Sei innamorata di Carlo?" Per un attimo lei si irrigidisce, poi, convita che tu abbia bevuto un bicchiere di troppo ti  risponde come si farebbe ad un bambino "Che domande, certo che lo amo e lui ama me. Continua a ripetermelo da quando siete arrivati" E adesso? Chiudi gli occhi  e stringi forte i denti, poi la guardi e le dici "Ne ero sicura, ma volevo sentirtelo dire. Ti voglio bene Anna" "Anche io Silvia"
ll treno sta per partire, si torna a casa. Stai leggendo il libro che hai trovato nello zainetto, per tutto il viaggio d'andate ti eri chiesta di cosa si trattasse e adesso stai soddisfacendo la tua curiosità. 
Hai passato due splendide settimane in compagnia dei tuoi amici visitando posti fantastici e mangiando come un maialino. Hai visto Anna felice con Carlo, hai sopportato stoicamente Cinzia che non ha mai smesso di parlare; cara Cinzia lei si che avrebbe bisogno di un uomo.
Con te nello scompartimento ci sono due giovani ragazze abbronzatissime probabilmente reduci come te dalle vacanze, una coppia di anziane sorelle e un uomo sulla quarantina, non bellissimo ma fascinoso. Il convoglio parte e tu ti alzi con movenze inequivocabili fissando l'uomo che immediatamente ricambia quello sguardo e capisce le tue intenzioni. Esci dalla cabina e ti dirigi verso il piccolo bagno assicurandoti che lui ti segua e poi vi chiudete dentro.
Nel frattempo il libro che avevi appoggiato malamente sul sedile è caduto per terra ed una delle ragazze lo raccoglie per riporlo al suo posto e intravede il titolo. "Chissà che cavolata di libro è" Dice rivolta all'amica "Perché?" "Senti che titolo <Donne, fatevi rispettare>"
Sorridono le due ragazze, mentre tu, dopo esserti data una sistemata, stai incassando il compenso per la tua prestazione.

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