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in archivio dal 21 giu 2017

Viola Corallo

24 gennaio 1990, Ferrara - Italia

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  • 1 ora fa e 7 minuti fa
    Ossesione

    Che poi l’amore
    Inebria e ossessiona
    Disseta e affama
    Dissolve e riempie
    Disarma e fortifica
    Appaga e distrugge
    Illude e abbaglia
    Plagia e mortifica
    Colma e svuota
    Imprigiona e libera
    Che poi
    l’amore alla fine
    acceca
    e accecando
    illumina ognuno di noi

     
  • 1 ora fa e 9 minuti fa
    L'amore ti consuma

    Toccare con mano
    l’amore
    è attizzare un camino
    senza precauzioni
    maneggiare il fuoco col rischio
    di scottarsi le dita tra faville
    e mille scintille
    per poi aspettare al suo calore
    l’esaurirsi di legna
    e l’improvvisa sorpresa
    di un ritorno di fiamma
    che illumina una vita buia
    come un moribondo un alleluia
    o che ne brucia
    ogni residua traccia di fiducia
    perché alla fine l’amore
    inesorabilmente si consuma
    oppure inesorabilmente
    ti consuma

     
  • 08 gennaio alle ore 11:31
    Da sola

    Ti aiuterai da sola
    A fianco ai pensieri
    Ad affrontare sola
    I tuoi tristi giorni neri

    Ti stringerai la mano
    Forte come prima
    E a capire quanto
    Eri sola prima

    Ti guarderai il viso
    Dolce, delicato
    Per ricordare tutto
    Ormai dimenticato

    Eppure l’ombra
    Sarà tuo amico
    L’abbraccerai piangendo
    Guardando la tua vita

    Ti aiuti sola, quando
    Nessuno è capace
    Di affrontare insieme
    Ciò ch’è dimenticato

    Da sola ti abbraccerai
    Nascosta nei silenzi
    Avrai bisogno ieri
    O forse anche oggi.

     
  • 02 gennaio alle ore 12:04
    Tremo

    Come se io bruciassi
    Come luce frontale
    Come ghiaccio traditore
    Come mondo di polvere
    Come sbucciata
    Come goccia di sangue
    sul palmo
    Come spina
    Mi tocchi
    Mi sbirci
    Non stringi
    Non tieni
    Sfiori
    Tremo
    Lascio..

     
  • 02 gennaio alle ore 11:49
    Il mio cuore

    Come se in un alito di vento
    potessi respirare
    tutto il mio destino,
    come se potessi
    prenderti per mano
    e con uno sguardo soltanto
    farti capire che il mio cuore
    non desidera nient'altro
    che respirare te.

     
  • 01 gennaio alle ore 11:31
    Voglio essere dove sei tu

    Voglio essere dove sei tu
    Nei tuoi sogni, sia fisicamente
    Non sono senza di te

    Vicino alla carne come ossa
    Nel tuo cuore, nei sentimenti
    O metà della tua anima

    Come le stelle e la luna
    Come il sole e la terra
    Come l'oceano e le onde

    Come le nuvole e un arcobaleno
    Come il cielo e le montagne
    Come il vento e i fiori

    Come l'inchiostro di un poeta
    Come carta e penna
    Come musica e testi

    Come l'eleganza e l'abbigliamento
    Come corpo e anima
    Proprio come me e te
    ............... Voglio essere dove sei tu .........

     
  • 25 dicembre 2020 alle ore 19:12
    L'ora Blu

    Danza di luce e d'ombra,
    indaco bacio della malinconia,
    effimero sospiro dell'immensità.
    Poesia Sospesa,
    nei contorni rubati dall'oscurità
    alla quale l'anima si schiude in
    un momento magico tra sogno e realtà
    in attesa di verità.

     
  • 18 dicembre 2020 alle ore 11:38
    Sei tu la mia casa

    Non dimenticare il mio nome
    Nei vicoli ciechi di questo lungo inverno
    Non dimenticare la mia voce
    Mentre i giorni si trasformano in un Arrivederci eterno.

    Io sogno ancora di te
    nei vicoli bui di questo inverno crudele
    Ogni tanto alzo gli occhi al cielo
    E comincio a cercarti anche tra le stelle.

    Non dimenticare mai il mio nome
    Tra i suoni del mondo cerca la mia voce
    Cercami anche tu nelle canzoni alla radio
    Sono nascoste lì le nostre timide sillabe d'amore.

    Cercami e non fermarti mai
    Finché il vento non ti avrà indicato la strada
    In questo inverno freddo e pieno di guai
    Non dimenticare che sei tu la mia casa.

     
  • 11 dicembre 2020 alle ore 12:21
    La notte di Natale

    L'aria fredda dalla neve
    si colora di rosso, per via di quel fiocco
    al portone d'ingresso
    Se schiudi un po' l'uscio,è aria di festa
    già stata annunciata
    da luci di vetrata
    Ed all'interno profumo di cannella
    girotondo di bambini e di cuscini,
    odor di brodo che vien dalla cucina
    sfrigolío nelle teglie, di arrosto e cotechino
    profumo di ciambelle e biscotti.
    E' vigilia
    Sarà ressa questa notte
    alla messa di Natale tanto attesa
    Saran salmi, saran preghiere e profumi forti
    d'incenso e di candele.

     
  • 10 dicembre 2020 alle ore 19:15
    Al tuo cuore

    Mia piccola realtà,
    lasciami avvicinare
    al tuo cuore,
    ai suoi lamenti
    e alle sue gioie,
    al suo battito
    di vita
    e ai suoi sogni.
    Lascia che ti dia
    le mie mani
    e partiamo
    sul sentiero
    dove saremo
    tu ed io
    per sempre.
    E in quella
    bolla magica
    nessuno potrà entrare
    per ferirti. Mia piccola realtà,
    lasciami avvicinare
    al tuo cuore,
    ai suoi lamenti
    e alle sue gioie,
    al suo battito
    di vita
    e ai suoi sogni.
    Lascia che ti dia
    le mie mani
    e partiamo
    sul sentiero
    dove saremo
    tu ed io
    per sempre.
    E in quella
    bolla magica
    nessuno potrà entrare
    per ferirti. Mia piccola realtà,
    lasciami avvicinare
    al tuo cuore,
    ai suoi lamenti
    e alle sue gioie,
    al suo battito
    di vita
    e ai suoi sogni.
    Lascia che ti dia
    le mie mani
    e partiamo
    sul sentiero
    dove saremo
    tu ed io
    per sempre.
    E in quella
    bolla magica
    nessuno potrà entrare
    per ferirti.

     
  • 10 dicembre 2020 alle ore 19:12
    Soffio di vita

    Un lampo
    e sei tu,
    un lampo
    e sei altrove.
    Una folata di vento,
    un pensiero fugace,
    un soffio di vita,
    un caldo abbraccio
    dell'anima
    e tocchi l'infinito.

     
  • 05 dicembre 2020 alle ore 18:40
    Bacio

    Quando succede un bacio, le anime si riconoscono, il sangue comincia a fluire veloce, il cuore batte forte, forte e come per magia si asciugano gli oceani, le montagne spariscono, la notte e il giorno si incontrano.
    Quando succede un vero bacio, due persone iniziano a capire cosa può succedere nell’amore, nell'amore di un bacio si possono scrivere storie di mani sulla pelle e sensazioni nuove; perché quando succede un bacio la realtà diventa malleabile come cera calda,
    labbra su labbra, baci su baci e amore tanto amore.

     
  • 05 dicembre 2020 alle ore 17:00
    Stai con me

    Stai con me
    Quando cadrà la notte
    e la terra sarà buia
    e l'unica luce che vedremo sarà la luna
    no, non avrò paura, non avrò paura
    finché tu sarai con me, sarai con me
    e caro, caro sta' con me.

    Se il cielo che noi guardiamo
    dovesse crollare e cadere
    e le montagne dovessero sbriciolarsi nel mare
    non piangerò, non piangerò, non verserò una lacrima
    finché tu sarai con me
    e caro, caro stai con me.

    Ogni qualvolta sarai in difficoltà, starai con me?
    oh adesso, adesso stai con me
    o stai con me, stai con me.

     
  • 05 dicembre 2020 alle ore 15:59
    Pensieri di marzapane

    Fumo fatto di zucchero. 
    Disegno pensieri di marzapane sui vetri umidi. 
    Squittisce un sussulto fra le nubi dell'est. 
    Eccoti,vestito di bianco,oh vento d'inverno. 
    Indomito amante senza catene. 
    Seta fatta di miele. 

    Si spoglia d'ogni rancore il cielo. 
    Sfrecciano come dadi senza peso i piccoli passeri 
    su per le grondaie vetuste. 

    Eccoti,coperta di lapislazzuli,o pioggia leggera. 
    Seducente vestale dal pio sguardo. 
    Il tuo tocco reclama baci di mandarino. 

    Sinfonie d'acacia screziate. 
    Allungo una mano per afferrare il sorriso del tempo. 
    Freme un sussurro sul davanzale. 

     
  • 05 dicembre 2020 alle ore 13:38
    Piove

    Qui piove,in ogni dove piove,
    piove, sul mondo che si lacera di dolore,
    piove sui fiori che non ci sono più,
    piove sui volti che vorrebbero subito
    la grazia della pace,piove su chi ti cerca
    ma non ti può trovare,piove sulle piazze
    che specchiano deserti,piove sulle mani
    che non possono più lavorare,
    piove sui vecchi che aspettano
    che se ne vada il male,piove sulle chiese
    dove regna la polvere, piove sui bambini
    che non nascono più, piove sugli ospedali
    e sulle bare degli obitori, piove sulle tombe
    che non visita più nessuno,
    piove sugli amori che non si baceranno
    a Natale, piove sulle madri
    che piangono un figlio,
    piove sui figli che piangono una madre,
    piove sulle feste rinchiuse negli armadi,
    piove sul selciato che ora sto calpestando
    mentre cerco il tuo volto,
    piove sulle mie pelle, piove sul mio cuore
    che ti ama
    anche se il sole è nascosto dalle nuvole.

     
  • 17 novembre 2020 alle ore 20:31
    Ovunque tu sia

     Ovunque tu sia
    in giro per il mondo
    o per i corridoi di casa tua,
    tra le grandi capitali europee
    o tra i negozi della tua città,
    ovunque tu sia
    qualunque strada tu prenda
    e con qualunque decisione
    ovunque tu sia
    il mio cuore sarà sempre la tua casa.

     
  • 17 novembre 2020 alle ore 20:31
    Mentre fuori é autunno

    L'odore della tua pelle, al risveglio.
    Il silenzio della casa alla domenica mattina.
    Universo ovattato, di te e di me.
    Dei nostri corpi allacciati, nell'intimità della stanza.
    Labbra che si posano alle labbra,
    a cercar baci, silenzi, e...

    È autunno, fuori.
    Caldi i colori delle foglie dipinte.
    Ornati d'oro e rubino, i rami bruni
    s'intrecciano all'azzurro del cielo.

    Delle nostre voci, ai vetri della cucina.
    Mi prendi in braccio e mi fai girare,
    sorrido al soffitto, le mie mani sul tuo viso.

    L'autunno, fuori.
    Nei viali vestiti a festa al primo freddo,
    di sciarpe colorate, giacche strette al petto,
    occhi che si cercano.

    Delle nostre risa, quando gioco a nascondermi
    e tu, complice,
    vieni a cercarmi.

    Dei tuoi occhi che si fondono a miei
    mentre fuori
    è autunno.

     
  • 08 novembre 2020 alle ore 11:29
    Controcorrente

    Come un vulcano, la mia testa
    Affolla di pensieri…
    Tutte le emozioni, le gioie, i dolori…
    Imprigionati,dentro di me
    Scalpitano per uscire
    La paura mi prende la mano
    Mi sento tirare

    Vado controcorrente...

    I miei occhi
    Dallo sguardo insicuro e
    Perso nel vuoto
    Si vestono di sorrisi e di lacrime...
    Le mie braccia si aprono
    Lasciando liberi i miei pensieri
    Come farfalle...
    Dalla mia bocca
    Un sibillio delicato
    Canta parole poetiche...
    Il mio cuore… Lui…
    Il mio maestro d’emozioni

    Vado controcorrente...

     

     
  • 30 ottobre 2020 alle ore 20:02
    Vento d'autunno

    Apri la mano.
    Non stringere più.
    Lascia che cada.
    Lascia che accada.
    Voglio ricordarti
    che non c'è tempo,
    non c'è più tempo.
    .
    E non dirmi
    adesso
    goditi queste carezze,
    mentre il tuo respiro caldo
    gioca sul mio collo
    come il vento d'autunno con le foglie.

     
  • 30 ottobre 2020 alle ore 19:58
    Soprattutto dentro

    Come note
    Inserite tra le righe
    Di un pentagramma
    Invisibile.
    Come parole
    Scritte su un foglio
    Immaginario.
    Come voce
    Di anime inquiete
    Che urlano
    La loro tempesta.
    Il rumore della pioggia:
    Nulla da leggere,
    tutto da ascoltare.
    Fuori
    Ma soprattutto dentro!

     
  • 30 ottobre 2020 alle ore 19:55
    Mai

    Non dubitare mai del mio amore.
    Mai.
    Anche se non posso gridarlo al vento.
    Anche se è tutto stretto dentro al mio cuore.
    Tu non dubitare mai.
    Perché saprai sempre dove trovarlo.

    Nel primo bacio in una giornata d’estate.
    Tra le lenzuola stropicciate di una camera d’albergo.
    Al tavolo di un piccolo bistrot.
    In una passeggiata mano nella mano.
    Nella lacrima trattenuta di un addio.
    In un sms inaspettato.
    Nel verso di una poesia.

    Allora, tu non dubitare.
    Mai.

     
  • 18 ottobre 2020 alle ore 8:37
    Dedicata

    Spingerti a me, a piccoli morsi
    assaggiarti e poi esplorarti
    come se i miei respiri
    fossero i tuoi; carezze
    per dilatare e sciogliere
    i nodi del tuo cuore ribelle
    perché ogni cosa bella o brutta
    sia leggera e veloce, cristallina
    come l’acqua che dalla sorgente…
    sgorga

    Se Amore ha di sé coscienza
    per minima che sia
    di desiderio e rivelazione,
    nell’oscurità profonda in attesa
    di fiorir a giovinezza nova
    per carezze e trasgressioni,
    tu prova a dargli il mio nome

     
  • 01 ottobre 2020 alle ore 19:40
    Papà

    Mi manchi,
    mentre le foglie
    iniziano a danzare
    nel loro staccarsi,
    da quei rami,
    mostrando
    le loro braccia verso il cielo,
    inaugurando
    questo nuovo autunno.

    Tutto mi ricorda di noi,
    il rumore dei tuoi passi,
    su il tappeto
    di lamine gialle e marroni,
    il mio osservarti
    mentre riprendi la tua anima,
    lasciata vicina alla mia.

    L’hai indossata
    con la stessa facilità
    con cui l’hai tolta,
    e vorrei tornare a vederti
    anche solo per un ’attimo,
    perché
    è l’immagine più bella
    che ho di te.

     
  • 22 settembre 2020 alle ore 9:53
    Autunno

    Autunno
    sei per me 
    il vento freddo 
    che trascina in un soffio
    l'ebrezza dell'estate

    E da una finestra 
    aspetto l'arrivo della notte
    profonda certezza
    che ogni desiderio si spegne
    ogni mancanza si sente
    mentre tutto 
    dentro
    tace

     
  • 13 settembre 2020 alle ore 11:58
    Prendimi

    Come sabbia tra le tue dita.
    Modellata al tocco delle tue
    carezze,
    fatta carne e aria e vita
    amata come mai, nessuno mai.

    Sguardo trasparente, che del mare ha i riflessi.
    Le tue onde sfumano i pensieri,
    sciolgono i nodi
    disegnano stelle,
    per i miei sorrisi soltanto.

    Lascia che sia per te bianca spiaggia,
    morbide dune i miei fianchi,
    il mio collo fresca riva per le tue labbra.

    Sfiorami, cullami,
    fammi danzare, tienimi sospesa a mezz'aria
    come solo tu sai fare.

    Come marea le tue mani, su di me.
    Alla corrente mi abbandono, in un sospiro.

    Prendimi.         

     
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  • 11 marzo 2019 alle ore 11:24
    Il dolce pentagramma

    Come comincia: E adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino, ovunque spingano la barca. 
    Dare un senso alla vita può condurre alla follia ma una vita senza senso è la tortura dell'irrequietudine e del vano desiderio.
    Edgar Lee Masters

    E' uno di quei giorni in cui vorrei essere su una barca a vela. 
    Non necessariamente in mezzo al mio adorato mare. 
    Magari in un piccolo porticciolo, o in una caletta, raggiungibile solo con il flusso della marea.
    Me ne starei un pò sul ponte a godermi la brezza di questa fine d'inverno, inaspettatamente dolce e temperata.
    Al calare del sole scenderei sottocoperta.
    Aspetterei la quiete del sonno ascoltando lo sciabordio delle onde, il tintinnio delle sartie mosse dal vento e il cigolare dei cavi di ormeggio al ritmo della risacca.
    Poi, ammaliata dai colori dell'aurora, isserei la vela al vento propizio, e sulla mappa dei miei giorni a venire imprimerei una nuova rotta alla mia anima.
    Il dolce pentagramma di Offenbach agevola il pensiero.

     
  • 27 luglio 2018 alle ore 10:24
    Viola

    Come comincia: Dolce Pensiero,
    Dolce Notte,
    Dolce Vita,
    Dolce Sguardo,
    Dolce Imbarazzo,
    Dolce Tutto.
    Quante volte invece il pensiero è stato Amaro,
    quante la Notte è stata insonne,
    quante la Vita è stata atroce,
    quanti sguardi sono stati Lame.
    L' imbarazzo invece conosce solo un senso, intoccabile e indiscutibile.

    Con le mani tra le mani accarezza il sogno, Viola, gote rosse e sguardo scomodo, non sa dove posarsi.
    Vuol Versare da bere ma le trema il braccio esile, che nasconde con un maglione di due taglie più grande.
    Non saranno dissetati i desideri. Non ancora. Perchè Viola guarda in basso.
    Perchè Viola insegue un punto nero immaginario che la porta non sa dove.
    Si siede Sul respiro e sospira tra la folla. Scava per trovare il senso di quel dis-senso.
    Ed i capelli che hanno il colore del petrolio inghiottono l'aria minacciata dalle nuvole.
    Viola non si cccorge, che sbadata! Ha gli occhi del Sole e un sorriso di Luna.
    Viola non regge gli sguardi che spogliano il suo corpo. Carezze troppo pesanti per la sua insicurezza
    Inciamperà  durante la Fuga sbucciandosi le ginocchia, perdendo la speranza.
    Avrà  voglia, forse, di tornare indietro, ma Viola sa, che indietro non si torna.
    Perchè il mondo cambia forma e il tempo non aspetta.
    Sarà la magia più vera, il rossetto quasi andato, mangiato dalle unghie nella bocca.
    Si sentirà  sempre nuda Viola, nel suo facile imbarazzo.
    Ma è dolce il suo pensiero, è dolce il suo sguardo..
    Dolce Notte e Dolce Vita Viola. - L'amaro sarà  dimenticato -

     
  • 26 luglio 2018 alle ore 16:47
    A mille ce n'è.

    Come comincia: Mi ricordo quando ero piccola piccola. Mia mamma mi faceva ascoltare un disco che cominciava così: "A mille ce n'è.. nel mondo di favole da narrar.. da narrar".
     
    Quella canzone mi scombussolava fino alla punta dei piedi.
    Era come se mi aprisse la porta di un mondo incantato e che non poteva che incuriosirmi, appassionarmi. Più della nutella nascosta sopra al frigorifero.
    Poi una voce si metteva a raccontare di intrepidi spazzacamini, di splendide regine e di orchi famelici.
     
    Io rimanevo lì, in silenzio, ad ascoltare e a guardare il giradischi.
    Intanto mi mettevo a meditare sul perchè non riuscissi a introdurmi di soppiatto dentro a quella porta, diventando favola anch'io.
     
    Mi chiedevo come fare ad avere una vita da favola.
    Doveva essere davvero meravigliosa, entusiasmante, qualcosa che devi in tutte le maniere provare. Era una questione di volontà? di coraggio? di altezza? di follia?
    Forse c'era un trucco che io non conoscevo ancora.
     
    E un giorno mi decisi, dopo aver indossato il mio completo da principessa delle favole.
    Scavalcai la finestra, montai sopra un balcone senza guardare di sotto, mi arrampicai su un cornicione e raggiunsi il tetto.
    A dir la verità fu molto più facile di quanto si possa immaginare.
    Niente di così sorprendente o rischioso, visto che ero solo al secondo piano e il tetto in questione era poco più su della mia finestra.
     
    Però arrivarono comunque i pompieri a salvarmi.
    Come nella migliore tradizione delle favole, i buoni aiutano i buoni, e i pompieri erano indubbiamente buoni e gentili.
     
    Dopo quella volta, mi convinsi che tutte le favole hanno purtroppo un prezzo da pagare.
    Da allora non è che le cose siano tanto cambiate.
    Ho ancora avuto modo e voglia di scavalcare finestre, salire sui tetti, toccare il cielo con un dito.
    Devo ammettere che lo faccio ancora e credo che lo farò sempre.

     
  • 21 giugno 2018 alle ore 20:37
    Estate

    Come comincia: Se l’estate potesse essere definita senza parole, se la sua stessa essenza potesse essere raccolta en masse – da un frutteto provenzale in agosto, da un mare di Corfù a giugno ... da un assaggio di un po’ di fragole e panna a St. James Park, o da una pesca perfetta mangiata su una veranda protetta in Ferrara –, e se quella essenza potesse essere cristallizzata in un unico momento onnicomprensivo, allora l’estate non potrebbe che essere questo, certamente.
    Di sicuro, questa è la definizione stessa dell’estate, o perlomeno è quella che meglio si confà a me.
    Sto guardando – mento dal più profondo! – in un mare color zafferano, con il ronzio delle api da miele che riempiono l’aria, una moltitudine di piccoli violinisti che si accordano per suonare la loro sinfonia quotidiana di mezzogiorno. Sotto un oceano di cielo senza nuvole, mi trovo al centro di dieci acri di girasoli, un semplice punto di lino bianco su una tela d’oro. Fedeli alla loro natura, poiché sono sempre i più gentili dei fiori, mi rendono la benvenuta, annuendo e salutando mentre passo dopo passo sono sempre più a fondo in mezzo a loro; i girasoli, fino ad ora, sono tutto ciò che vedo. Mi sento quasi una di loro, una loro rappresentante vivente che respira d’estate.
    Scegliere quali girasoli portare a casa per poi metterli nei miei vasi è un compito più difficile di quanto immaginassi, perché ognuno è unico nella sua bellezza e grazia, e ognuno sembra desiderare un’avventura, un viaggio lontano verso luoghi sconosciuti. Sentendomi più ricca di Mida, il mitico re della Grecia, riempio d’oro il mio secchio verde e mi meraviglio della mia generosità. Alla fine, faccio ritorno attraverso i campi di girasoli.
    E adesso... ci sono vasi e vasi di facce color giallo-burro ovunque io scelga di guardare.
    Le mie stanze sono piene di estate.

     
  • 26 febbraio 2018 alle ore 13:11
    Cade la neve

    Come comincia: Pensavamo che le nevi dell'inverno fossero completamente scomparse, ma ci sbagliavamo.
    Mentre sognavamo attorno al fuoco, avvolti strettamente nei nostri pensieri, i fiocchi di neve erano raccolti dal loro stato di fusione bagnata dagli staia e dalle barche, dai cesti e dalle casse, in tutta il paese, le nevi bianche dell'inverno sono riapparse sugli alberi di pero, di melo,copiosi, vaporosi e puliti, la passamanerie degli angeli, il primo segno della primavera.

    E io, che mando sempre fiori bianchi per onorare i morti, ho sentito il grande silenzio vuoto che da molto oltre gli oceani mentre migliaia di anime si alzavano tra le nuvole bianche.
    Quindi pianto un fiore importante che si chiama la regina di primavera,è bianca e la pianto in fioriere e finestre che dal giardino si rovesciano sulla pietra.
    La loro fragranza galleggia nell'aria del pomeriggio.
    Con una bellezza delicata, sono fiori abbastanza coraggiosi da resistere a tutto il freddo che deve ancora venire - ciascuno sboccia una preghiera, ogni petalo un ricordo.

    Ho pensato che quando ero abbastanza grande avrei capito di più, pensavo che le candele della mia torta di compleanno avrebbero significato una saggezza.
    Ma ci sono misteri più enormi e domande più complesse di quanto avrei mai potuto immaginare quando riponevo la mia speranza nell'ampiezza dei miei anni.
    Così pianto e prego e mi tengo per mano con la terra.
    Mentre il mondo diventa bianco

     
  • 12 dicembre 2017 alle ore 12:10
    Colme gli occhi di una bimba

    Come comincia: Un passo dopo l’altro, l’aria distratta di chi non ha fretta. Passeggiavo, tra vicoli stretti, vestiti di luci. Lo sguardo verso il cielo, l’azzurro limpido tutto invernale, le mani in tasca.
    Avevo l’impressione di poter leggere i pensieri di chi abitava nelle case sulla strada e riuscivo a vedere le luci dell’albero che tingevano le pareti. Un gatto passeggiava, sui cornicioni. Più in alto, il fumo usciva tra i tetti.
    Non potevo fare a meno di incantarmi ad osservare le vetrine, gli occhi come quelli di una bambina e le guance arrossate dal freddo pungente.
    Avevo scelto con cura una panchina, dalla quale avrei potuto anche sbirciare tra i ritratti degli artisti di strada. Avrei voluto essere ritratta anche io. Da lui. Vedermi con i suoi occhi.
    Sarebbe arrivato in serata. Con quel suo strano modo di camminare, l’aria distratta di chi non ha fretta, di chi ha negli occhi molto più di quel che vede.
    Nell’attesa, ho rivolto lo sguardo ancora una volta verso il cielo e proprio in quel momento un piccolo bianco fiocco mi ha baciato il viso.

     
  • 08 dicembre 2017 alle ore 16:45
    Quel dolce brivido di speranza che è Natale.

    Come comincia: Un brivido di speranza
    A volte arriva presto. Un brivido momentaneo che fa sobbalzare i nostri sensi in una mattina di dicembre altrimenti insignificante. Chiudiamo gli occhi per prenderlo nel momento in cui evapora, lasciandosi alle spalle una sfumatura sbiadita di grigio ghiaccio e verde. Forse lo sentiamo passare come un ricordo, trascinandosi disinvolto sulle note di una vecchia canzone familiare. Istintivamente, la nostra anima protende, ma è improvvisamente scomparsa, scomparsa come un vapore di nebbia di neve. Un trillo lontano di campanelli della slitta, una certa sfumatura di rosso. Non sappiamo mai quando un accenno di esso arriverà di corsa, solo per ridurre rapidamente prima che possiamo rivendicare tutta la magia che offre. Ma ancora, riconosciamo. Ancora ricordiamo lo spirito del Natale.

    Ogni Natale era una fantasia quando eravamo bambini. Non abbiamo mai pensato a Spirito natalizio, non ci siamo mai chiesti quando, o se, sarebbe arrivato su di noi. Babbo Natale. Babbo Natale. Il bambino nella mangiatoia. Biscotti di zucchero con granelli  scarlatti, regali, vestiti di velluto. Ogni singolo elemento della stagione delle vacanze era un incanto tangibile e si muoveva e tutti insieme, creavano un magico incantesimo di bontà e speriamo di non averlo mai messo in discussione. Era sempre degno di fiducia, mai mercuriale; sapevamo che sarebbe venuto come sicuramente sapevamo che le pagine del calendario si sarebbero trasformate, a riempire i nostri cuori e inondare le nostre menti con un calore ineguagliato per tutto il resto dell'anno.

    Ma l'età adulta porta, e occasionalmente ruba, molte cose. Abbiamo più responsabilità e meno innocenza. Sappiamo dove sono nascosti i regali perché siamo noi a nasconderli. A volte nel turbinio di biglietti natalizi e pasta per biscotti, improvvisamente ci fermiamo e ricordiamo quel vecchio sentimento d'infanzia. Tornerà da noi quest'anno? E se l'intera stagione scivolasse senza di essa? Che cosa succede se il Natale diventa solo un'altra serie di compiti di dicembre da completare, semplici oggetti su una lista di lavori domestici, anche se festivi? Potremmo disperare al pensiero, se solo avessimo il tempo.

    Ma poi una sera ci ritroviamo seduti in una cappella piena di candele e piena di ceri e proprio mentre una bambina lotta per colpire la nota più alta in O Holy Night, lo sentiamo. Quasi casualmente, come un sussurro, ritorna come mai prima d'ora. Il vecchio stupore, il ben noto buon volere. Il brivido della speranza è il regalo del Natale. Chiudiamo gli occhi e ricordiamo la sua dolcezza. Raggiungiamo la mano dei nostri amati seduti accanto a noi mentre rievochiamo di nuovo la ragione di tutto il colore e la luce, i regali e l'amore.

    La fantasia del Natale di un bambino non è persa per noi da adulti. Forse più calmo, e più sereno, fluttua verso di noi sulle brezze della memoria. Non lo diamo mai per scontato adesso. Attraverso le lenti lunghe delle nostre vite, lo vediamo come il tempo del bene supremo che porta la bellezza in un mondo stanco.
    E così leghiamo archi sontuosi. Noi appendiamo ghirlande.
     Non desideriamo altro Natale di quello al nostro tavolo
     e sentiamo la sua presenza come una fiamma di candela nelle profondità più oscure della nostra anima.
    Se fosse in mio potere, darei un regalo a ciascuno di voi.
    Quel dolce brivido di speranza che è Natale.
    Che tu possa sentirlo di nuovo quest'anno

     
  • 20 settembre 2017 alle ore 14:02
    *Buon Autunno a tutti*

    Come comincia: La barca dà un brivido morbido mentre corro sulla sabbia,sono sorpresa di vedere le sue vele piuttosto tritate e strappate, le sue strisce bianche e blu, una volta vibranti, svaniscono in un grigio stanco. Mi tolgo gli occhiali e guardo in giro. Quando la luce del mattino, una volta così cotta e pallida, diventava abbastanza nitida per dipingere il paesaggio con ombre? Quando i sentieri, una volta scintillati di sabbia di spiaggia, si trovano ora cosparsi di foglie gialle morbide.
    Sospirando, raccolgo i miei capelli e salgo fuori dalla stanca nave estiva.
    Ogni mezzanotte, il giardino rimarrà in silenzio, la sua orchestra di cicale è sparito.
    Presto gli alberi si stancheranno dei loro abiti verdi e si impregneranno nei vestiti ardenti della caduta.
    Iniziamo il viaggio in un'altra stagione e il mio cuore si avvia con ogni passo che prendo. Passo attraverso i giardini sbiaditi e sorrido, sapendo che saranno presto pieni di cavoli,già ci sono le zucche viola,arancio, azzurre. Dal nulla, un vento agile comincia a ondeggiare sui miei capelli. Il mio passo accelera,intorno ad una curva in strada, si respira una fragranza debole di fumo di legno e cacao caldo,cannella e abete.
    Penso che solo alcuni giorni fa, mi sono seduta nella languidità di agosto sotto quell'abete. 
    Voglio correre direttamente nelle braccia dell'autunno con un sorriso sul viso.
    Chiunque voglia e desideri può unirsi a me?:)
    "Signore è il momento, l'estate è stata molto grande, posa la tua ombra sugli alberi, e sui prati lascia che i venti vadano lenti, gli ultimi frutti che siano pieni e dolci.
    Dà altri giorni caldi meridionali, premi loro per il compimento della dolcezza nel vino celeste ".

     
  • 10 agosto 2017 alle ore 22:27
    Occhio per occhio, mano per mano

    Come comincia: Luca era mio, ora sta con Tamara.
    Lo voglio, mi vuole, però non deve avermi.
    Giovedì, tre del mattino.
    Sono sveglia come un grillo e il cervello, affamato di sonno, proietta densi spettri nel buio fitto che avvolge la stanza.
    Tamara, la ragazza che vive al piano di sopra, è rientrata incespicando, sfatta e ridacchiante, poco dopo la mezzanotte insieme a Luca, il suo ragazzo: da allora non sono più riuscita a chiudere occhio.
    L’anno scorso abbiamo frequentato lo stesso corso di Etica e le ho fatto ottenere un voto eccellente, ma ora- sarà il senso di colpa, sarà l’imbarazzo, saranno entrambe le cose quasi non riesce a guardarmi negli occhi.
    Però ho sentito mentre amoreggiavano.
    Alle cinque rinuncio definitivamente all’idea di dormire. Mi infilo un pullover e mi muovo in punta di piedi verso la cucina, che è in comune. Mi appollaio sul davanzale e guardo la città davanti a me. Una fioca luna sembra vigilare sui palazzi del quartiere. Poi nella calma assoluta dell’alba, un cane emette un grido. 
    Un attimo dopo sento lo strisciare di pantofole nel corridoio, la porta si apre e un fascio di luce mi acceca. "Spegnila", sibilo. 

    E’ Luca. Si scusa e spegne immediatamente la luce. Ammorbidisco il tono. "Non riesco a dormire", dico.
    Si versa un bicchiere d’acqua e si siede sul davanzale di fianco a me. E’ in boxer."Nemmeno io" risponde a bassa voce. Il suo torso di ragazzo mi attira, e la linea di peluria che prosegue oltre l’elastico dei boxer mi eccita all’istante. E’ bello Luca: grosse labbra screpolate, capelli nero vinile, e una carnagione bianca farinosa. Al punto che viene quasi voglia di soffiarla via.
    Si sistema dall’altro lato del davanzale. Il cane guaisce di nuovo, in lontananza.
    "La prima volta che l’ho sentito ho pensato che stessero uccidendo un bambino" dice.
    Sbuffo sentendolo pronunciare quelle parole: "la settimana scorsa, là fuori è stata stuprata una donna. I residenti hanno ignorato le sue grida d’aiuto, pensavano fosse un cane".
    Luca guarda in basso e fissa la piazza vuota, gli occhi grandi da bambino piccolo. 
    Devo fare uno sforzo per non allungarmi verso di lui e togliere con una carezza quell’inquietudine dal viso. Accavallando le gambe per crearmi una base d’appoggio, lascio che il pullover scenda lentamente verso il basso facendo intravvedere il mio corpo. Il pensiero che Luca possa guardarmi, odorarmi, allungare una mano e toccarmi mi scatena piccole scariche d’eccitazione. Accendo una sigaretta, tengo la punta verso l’alto e da sopra quel luccichio lo osservo, me lo gusto. Appoggiandomi al muro, raccolgo le ginocchia al petto. Mentre gli passa il fumo si sforza di mantenere il contatto visivo, di guardarmi negli occhi, ma non resiste e lo sguardo scivola in basso verso quel triangolo scintillante nell’annacquata luce della luna. Mi accorgo che cambia posizione, il petto si gonfia, si contrae e riesco quasi a sentire il battito del suo cuore.
    Restiamo seduti in quel silenzio carico di tensione, senza dire una parola, quindi lascio cadere le gambe per attirare il suo sguardo. Fissa a lungo e in modo ostinato combattendo con la coscienza.
    "Devo andare" dice serio e se ne va.Più tardi sobbalzo nel sonno, quando Tamara sbatte la porta uscendo per la lezione del mattino.
    Resto in ascolto: sento Luca annaspare fino al bagno, poi tornare a gettarsi pesantemente sul letto, infine il lieve oscillare del materasso. Salgo nella stanza di Tamara. Busso una sola volta ed entro. 
    Con un gesto repentino, furtivo, si alza fino a sedersi.
    Non dico una parola, mi limito ad avvicinarmi e scivolo sotto il rifugio offerto dalle coperte.
    "Non posso farlo", dice. "Lo voglio, ma…". 
    Mi tolgo il pullover."Non ti preoccupare,cerco solo un po’ di compagnia. Non dobbiamo nemmeno toccarci". Mi sdraio di nuovo e con un gesto gli indico di fare lo stesso.
    Spalla a spalla ci masturbiamo come due adolescenti a occhi spalancati.
    Luca geme fuori di sé, cerca di trattenersi per non venire rallentando il ritmo mentre accellero per mettermi pari. Raggiungiamo l’orgasmo assieme, i nostri corpi si contraggono verso l’alto e di lato, le anche si sfregano l’una contro l’altra, gli spasmi continuano anche dopo l’abbandono finale.
    Mi sollevo mentre lui mi guarda con occhi imploranti, desideroso di possedermi decentemente – ancora, ancora. indica il suo corpo che si solleva in modo regale.
    Una parte di me vorrebbe accondiscendere al bisogno espresso dal suo sguardo, un’altra e ancora affamata, non appagata, desidera essere soddisfatta.
    Ma sono già in ritardo per la lezione.
    Mi infilo il pullover ed esco dalla stanza.

     
  • 08 agosto 2017 alle ore 16:46
    Respiro profondamente.

    Come comincia: Il riposo non è inutilità, sedersi talvolta sull'erba
    In una giornata estiva ascoltando il mormorio dell'acqua,
    O guardando le nuvole che galleggiano attraverso il cielo,
    È forse un spreco di tempo?
     
    Le piccole perline di condensa sul piatto d'argento della torta gelato.
    I segni incisi su cosce nude dalle sedie di vimini all'aperto.
    Il metronomo sonnolento che vortica dal ventilatore a soffitto e la frescura del condizionatore.
    I raggi del sole che sembrano fiamme appena coperte dalle tende che rende il brillare di arancione in un breve secondo prima di rilasciarlo alla notte.
    Il cane pigro dorme con la testa in grembo.
    Le felci del portico.
    Ie ortensie blu.
    L'odore di mais fresco sulla griglia.
    La sensazione di una notte ancora calda.
    Lo schiaffo della vecchia porta schermata.
    Sabbia.
    Rose.
    Anguria.
    Estate.

    È una tale ironia che l'ora in cui celebriamo l'arrivo dell'estate è l'ora in cui iniziano il viaggio in inverno. I giorni si limitano da qui. A un tratto, questi pomeriggi estivi così amati hanno i loro secondi baciati dal sole, rasati dal tempo, ognuno crescendo più brevemente, infinitesimilmente, appena notato, finché non solleviamo i nostri volti a un cambiamento del vento e un incantesimo che trasforma l'acero Verdi a ruggine e margherita gialle all'oro. Di tutte le stagioni, l'estate sembra effimera. Come le meravigliose memorie di spiaggia che facciamo in questo momento, i bordi di ogni giorno d'estate si sente morbidamente sfocata, come le vecchie fotografie così tante di loro sono destinate a diventare.
    Quindi chiudo gli occhi. Respiro profondamente.
    E amore ogni giorno d'estate.

     
  • 03 agosto 2017 alle ore 16:13
    Helios (4 mani con Giuseppe Iannozzi)

    Come comincia: Mi siedo e guardo dalla finestra.
    Anche se la nostra terrazza è lussureggiante di fiori e arazzi, siamo sicuramente intrappolati dentro di noi. Già dall’alba la calura si spande sopra il giardino, sbianca i fiori, gli conferisce un colore, per così dire, appassito, e fa presto l’erba a perdere la sua freschezza quasi volesse diventare paglia. Soltanto una camera, di tanto in tanto, riceve un po’ d’ombra. Helios fa fin troppo bene il suo dovere, porta in alto il suo carro di fuoco e il cielo lo illumina e lo riscalda: forse non vede che l’azzurro è bucato, o forse gliene frega niente, perché siamo stati noi, noi uomini a rovinare tutto con l’inquinamento. Fa il suo lavoro Helios perché così gli è stato comandato da un’autorità che sta più in alto di lui. Da oriente a occidente si muove, spunta delle montagne i ghiacciai, e giorno dopo giorno prosciuga fiumi e torrenti. Si specchia Helios sul mare che subito si scalda ma troppo davvero; e si frangono le onde contro scogli e faraglioni, non è però felice il mare inquinato com’è, e agonizzano le tante creature marine che, forse, mai noi vedremo. È di un blu sporco il mare, di un blu che non è bello, che non è più quello che un Dio, o chi per esso, pensò all’inizio dei Tempi.
     
    Parole amare, quasi orwelliane, le ascoltiamo alla radio: il consiglio che da un po’ tutti ci viene dato è quello di non uscire nelle ore più calde del giorno. Avventurarsi fuori di casa non è facile per nessuno, nemmeno per i più giovani: il caldo sfianca, fa lacrimare gli occhi, e non basta tenere un passo misurato e calmo, e non sempre è possibile camminare riparati dall’ombra di qualche caseggiato e più di rado da quella di qualche macchia verde. Quel che ci resta è di spiare il mondo di fuori affacciandoci alla finestra, consolazione ben magra questa. Sono giorni torridi, roventi, che non lasciano respirare, sono giorni pazzi che ci conducono alla follia. Aspettare l’autunno, questa sembrerebbe la soluzione, avere una pazienza mica da ridere. E però tutte le stagioni, anche quelle che dovrebbero essere fresche, sono oramai bizzose: un giorno fa un caldo da morire, quello appresso invece ci investe con un freddo straordinario. Ecco, siamo noi testimoni di un mondo che, lentamente e in maniera inesorabile, sta andando a farsi benedire. Il domani è incerto e non solo sul piano climatico: i poveri diventano sempre più poveri per colpa di una società egoista all’ennesimo grado, l’etica e la cultura si perdono e nessuno se ne cura, e avanza solo chi non guarda in faccia nessuno, chi vende panacee e menzogne. 
    Un giorno ci affacceremo alla finestra e scopriremo un paesaggio triste, deserto, sbiadito, privo di quella sana lussuria che certi romanzi classici ci hanno insegnato ad amare. Un giorno spalancheremo le nostre finestre e ci sarà poco o niente da ammirare. L’estate non è più l’estate florida di un tempo che sembra lontano un’eternità, e nemmeno la primavera, l’autunno e l’inverno sono più quelli di una volta.  
    È tutto molto triste, è qualcosa che non può non deprimere chi ama la vita, o no?

     
  • 23 giugno 2017 alle ore 14:05
    Aspettando l'uccello a cantare

    Come comincia: Comincia spesso intorno alle due del mattino. Una canzone così lirica come qualsiasi angelo, scivola fuori dagli alberi quasi casualmente, come se il cantante non avesse idea di come è magico. È un canto di pura gioia, i suoi lillies e trilli sono come la risata attraverso l'oscurità. Spesso scivolo dalla biancheria fresca di aria condizionata e vado alla finestra della terrazza  per ascoltare, per stupirmi, per applaudire. Non ho idea di che tipo di uccello sia, o anche se qualcuno altro possa sentirlo. Forse canta solo per me, una creatura spettrale che visita una che sa è sveglia e ascolta.
    E naturalmente sono sveglia.
    Sto leggendo.
    Notti estive, quando l'aria è ancora come uno sguardo fisso e si siede pesante sul tetto della casa, spesso mi trovo a leggere. La pila di nuovi libri sul mio letto è una torre di tentazione che mi è impossibile resistere. Ci sono nuovi libri e alcuni vecchi che mi sono persa.Sto facendo la mia strada attraverso la pila come se fosse una scatola di cioccolatini preferiti, ognuno più delizioso dell'ultimo.
    In questi momenti difficili trovo che sto raggiungendo sia comfort che fuga. Forse.