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Poesie di Viola Corallo

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  • In questi giorni d’estate
    esplode nell’aria
    dei tigli il profumo.
    Sui tacchi alti ancheggio
    e gonna stretta ai fianchi,
    vacillano però
    un po’ le mie gambe
    da un desiderio di complicità
    infiammate
    per carezze di velluto
    fra santità e peccato.

    Il sole ha già
    stregato il mio volto,
    in fiamme
    denudata
    dalla fronte in giù.

    Cadranno i fiori poi
    uno a uno
    vorticando
    nel silenzio dei prati,
    mille petali
    di luce bagnati
    accompagnati
    dalla danza delle lucciole
    nel folto del verde
    nascoste
    per il nostro amore sì silente.

  • 23 giugno 2017 alle ore 10:55
    Sussurri dal mare

    Ancora c'è luce e il mare stanco
    dona i suoi colori al dì morente,
    madrepora ed argento e latte bianco
    e un grosso solco d'oro appariscente.

    Or l'acqua finalmente riposa
    carezzando la sabbia timorosa;
    la notte, ormai veniente concilia
    l'onda e la riva, sempre un po' ritrosa.

    Dice la sabbia: dammi un po' di pace,
    tu la concedi solo qualche sera;
    per tutto ciò che di me al fondo giace
    deh! Fammi una promessa più sincera.

    Vorrei, le disse il mare, ma non posso
    ché il mondo più s'invecchia, e più va male:
    per quello, tu mi vedi sempre mosso,
    per quello, la mia linfa sa di sale.

  • Non diciamolo,
    non ad alta voce,
    oppure sì: fatto sta
    che in una pozza di vacuità
    - di assenze su assenze -
    si annega il domani 
    che verrà come verrà;
    e il nostro tempo,
    giorno dopo giorno,
    ce lo mangiamo,
    lasciandoci alle spalle
    il bello e il brutto
    simulando felicità,
    sorrisi che non sentiamo.

    Diciamolo,
    diciamolo pure, a bruciapelo:
    questa vita non la capiamo,
    appieno non la capiamo
    mai veramente,
    nonostante lo sforzo
    di darci uno scopo
    che nel domani 
    rimanga ben impresso
    a favore di chi 
    dopo di noi verrà.

    Si sgrana presto il momento,
    quello che - per chissà  
    quale distrazione del Fato o di Dio -
    ieri, subito, lo dicemmo buono;
    in mano poi, 
    a noi, poco o nulla ci resta,
    forse solo una manciata di sale
    che non abbiamo saputo 
    amministrare né somministrare
    a quanti nel nostro cuore o no.

    Eccoli i giorni,
    sempre uguali,
    sempre persi 
    in indecifrabili rotte.
    Eccoli i giorni:
    e tutti ci paiono estranei,
    disposti lontano.

    Così noi si sta
    fra un sonno e un altro,
    fra un amore e uno 
    che non ricordiamo più,
    fra una notte e un'alba;
    ed è un po' come morire.

  • 22 giugno 2017 alle ore 17:31
    Dire fare e baciare

    Lui ha un cuore generoso
    come quel Dio che regala il primo verso.
    La scatola di latta é tonda e ruota una parte sull'altra.
    Si può odorarla vuota e leccarla sa di caramella.
    Pesche, Albicocche,susine
    da dove saltano fuori i sogni, i fiori
    i girasoli,e gli uccelli colorati,un accordo di colori.
    Sulla torre del castello inespugnabile e sicura brilla il sole,
    ha i colori del fuoco e della neve
    Dire fare e baciare è ciò che mi piace e rifarlo é
    ancor più bello.

  • 22 giugno 2017 alle ore 10:28
    Basta chiuder gl'occhi a quattro mani

    Prima che la notte
    sia di voce di campane,
    di antichi fantasmi
    mai sopiti coi loro tintinnii
    di catene, un ago di luce
    dalle stelle vorrei rubare;
    e sul mio petto così appuntare
    l’istante in cui t’appartengo
    uguale al flutto del mare
    che la sabbia lascia gravidaIn questa poesia d’amore
    che da sempre si rinnova
    con l’alta e la bassa marea
    tu m’appartieni

    Barriscono i clacson
    nel traffico odierno;
    ma basta chiuder gl’occhi,
    un momento perché
    sia scalza sulla spiaggia
    a correre con te felice
    rompendo con una risata
    gli alti spruzzi
    che dal mare si levano
    *Di Viola Corallo e Giuseppe Iannozzi*

  • 21 giugno 2017 alle ore 14:06
    Al riverbero del sole

    Bella la Luna,
    che brilla inquieta
    al riverbero del sole
    nel tiepido tramonto
    delle sere d'Estate;
    in questo giardino
    di gelsomini sognanti
    ti ho baciato per
    morire in te
    ti ho amato per
    esistere in te
    e con te, nascere
    al di là dei sogni,
    accarezzando sussurri
    al gracidare di rane
    e suoni d'orchestra lontane.