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Autore

Walter Degrassi

in archivio dal 07 lug 2010

03 ottobre 1974, Trieste

segni particolari:
Vivo.

mi descrivo così:
Vengo dal niente e vado verso il nulla.

15 dicembre 2016 alle ore 20:54

Quel pomeriggio di un giorno da caccia

Intro: Certe volte nella mia città può capitare che San Niccolò porti regali inattesi, e non necessariamente ai piu' piccini...

Il racconto

Un pomeriggio di inizio Dicembre, sara' stato il '01.
Decido di andarmene a fare un giro per gli affari miei, ho proprio voglia di vedere le bancarelle, di gustare le luci, i profumi, l' atmosfera, di starmene per conto mio ma in mezzo alla gente, a guardare e osservare tutto con la curiosità e l' ingenuità di un bambino e respirare quell' aria tipica di Dicembre.
La vita sta ricominciando, le cose iniziano a girare, penso anche che i tempi siano ormai maturi per una nuova relazione, mi sto guardando intorno senza preconcetti.
Così senza fretta arrivo sul molo, ho smania di rivedere il mare dopo settimane di tempo pessimo.
E' una di quelle giornate invernali abbastanza miti, non si può dire che ci sia il sole ma neppure delle vere nuvole, il cielo è coperto ma c'è comunque una certa luminosità diffusa.
Il mare liscio ha un colore un po' plumbeo e dove riflette la luce del cielo sembra quasi sia coperto di cellophane.
Ed eccomi lì, bello rilassato, tranquillo, anche felice, quando mi sembra di vedere una ragazza che conosco, intenta a studiare.
Ma potrebbe anche non essere lei.
Mi fermo, guardo e non riesco a capire se sia lei o no, mi secca passare per orso ma anche fare figure oscene, così esito.
Dopo qualche minuto lei si alza e si allontana con tutta l' aria di andarsene.
Beh, adesso che è in piedi dal culo non sembra lei, ma le assomigliava parecchio.
Poi, dopo una dozzina di metri, fa dietro-front, mi squadra e viene verso di me.
Vorrà da accendere? O chiedermi cos'avevo da guardarla?
Mi guarda negli occhi e mi dice:
"Io ti conosco. Tu vieni spesso qui a suonare, sono stata spesso ad ascoltarti...è da tanto che vorrei conoscerti! Sei geniale, hai una gran passione quando suoni!".
Credeteci o no, (io stesso non ci sto credendo: da dove è uscita questa nuova fan?) queste sono le parole esatte con cui la studentessa sconosciuta si è presentata.
E adesso? Diretta la bambina, e anche piuttosto carina.
 Il trucco dov'è?
Le spiego la verità, per quanto poco credibile: l'ho scambiata per un' amica che viene spesso lì ma di non averla fermata per non fare brutte figure.
Ok, ghiaccio rotto.
Parliamo per una decina di minuti, sembra una a posto.
È piuttosto carina,  e questo l'abbiamo capito, ed è abbastanza il mio tipo, dei bei capelli scuri fin poco sopra le spalle, occhi nocciola abbastanza birichini, aria molto sciolta e simpatica, mi sembra di conoscerla da chissà quanto.
Del resto mi ha messo subito a mio agio, tutto fila liscio e naturale.
Poi all'improvviso l' impennata: "Mi dai il tuo numero?".
Wow! Cotto e mangiato, babe! E senza neppure tanti complimenti!
Non ha il cellulare con sé, così le chiedo carta e penna (ha dietro gli appunti sui quali stava studiando poco fa, l'ho vista!).
Credeteci o no, l'intrigante moretta si alza la manica della felpa, mi porge il braccio e mi dice:
"Scrivi qui".
A questo punto ho in testa un coro di diavoletti glam che ululano Babe's on fire. Sia come sia le incido praticamente il mio numero sull'avambraccio, lo guarda come un trofeo e con un ghigno di sfida mi notifica:
"Non ti libererai facilmente di me...".
 E chi ha detto il contrario??
Ci salutiamo e poi, scalza com' era arrivata, lentamente, sinuosamente, se ne va ancheggiando leggermente con gli appunti fra le braccia, un po' studentessa e un po' ninfetta.
Il coro di angeli glam ormai è diventato Bach vestito da Elvis con una permanente da metallaro anni '80 che salta in piedi sull'organo suonando il solo di Jump.
Ed eccomi lì incredulo a osservare quel bel culetto allontanarsi ritmicamente mentre mi sto ancora chiedendo che diavolo sia successo.
Semplice, ragazzo mio: sei stato rimorchiato, proprio come di solito fanno i marpioni piu' sfacciati con le ragazze sul molo nelle sere d' estate.
E io che non avevo neppure scritto la letterina a San Niccolo'!

 

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