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Autore

Walter Lazzarin

in archivio dal 02 nov 2011

08 ottobre 1982, Padova - Italia

segni particolari:
Nato a Padova ma vivo altrove. Morirò? Forse. Intanto scrivo.

mi descrivo così:
Nel 2011 ho pubblicato un romanzo (A volte un bacio) e nel 2012 una raccolta di racconti (21 Lettere d'amore), entrambi con Il Foglio. Nel 2015 è uscito il mio terzo libro (Il drago non si droga), che ho promosso per le strade e le piazze d'Italia. Da settembre 2016 lavoro per la Rai, a Dribbling.

15 dicembre 2011 alle ore 10:54

A volte un bacio

di Walter Lazzarin

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 200

prezzo: 11,90 €

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“A volte un bacio”, romanzo d’esordio di Walter Lazzarin è uno di quei romanzi che ti proiettano in una dimensione onirica, complessa, ambigua, misteriosa, una dimensione fatta di personaggi simili a uomini reali ma dotati di quella carica di follia in più che ne fa soggetti destinati a restare impressi nella memoria. Lazzarin riesce perfettamente, mediante un sapiente utilizzo dei personaggi e un’attenta costruzione della storia, nel tentativo di dipingere gli atteggiamenti umani più particolari ed eccentrici, accentuandoli, deformandoli e rendendoli così universali e sempre attuali, come quelli rappresentati nelle migliori commedie, dove l’assurdo e il volutamente esasperato si fanno incisività e tecnica di comprensione dell’essere umano nelle sue più varie declinazioni. La storia è ambientata in un luogo di fantasia, Guado, capoluogo di un’isola singolare, popolata da individui spesso incomprensibili e retta da leggi inverosimili ma non troppo. Il romanzo è strutturato sottoforma di racconto epistolare. Troviamo infatti un Lui scappato di casa e approdato oltre oceano, che scrive a una Lei tanto amata. Una Lei che si chiama Giulia e che, per tutto il corso della storia, brilla intensamente come una stella sempre troppo lontana. In un’escalation di colpi di scena e di vicende che si intrecciano e che culmineranno in un finale inaspettato, l’autore dissemina fruttuosamente nel testo diversi spunti di riflessione che fanno dell’opera un testo intenso e profondo. “I personaggi dei libri sono molto più interessanti: nella vita hanno uno scopo, che inseguono insegnando a me chi sono io. Alcuni di loro sembrano capaci di leggermi dentro e ci dialogo in modo costruttivo” (pag 34): così l’autore esprime quel forte sentire che tutti gli scrittori esistiti ed esistenti hanno provato almeno una volta senza, forse, essere in grado di comunicarlo, quella sensazione magnifica per la quale si comprende di scrivere affidandosi ad un viaggio verso l’ignoto, dove sono parola, scrittura e personaggi a guidare l’autore e non viceversa. “ E continuai la passeggiata pensando a quante impalcature si costruisce la gente per arrivare al divino, ma il divino è già in noi: è Dio chi sta scrivendo una cosa che gli sembra geniale, è Dio lo scienziato che ha avuto un’intuizione, è Dio l’atleta che festeggia correndo per il campo ed è Dio chi si sente l’entusiasmo addosso, chi ha voglia di espandersi e conoscere, come chi sta viaggiando senza alcuno scopo tranne il viaggiare” (pag 86): quale migliore manifesto dell’immensa bellezza dell’essere umano se non proprio queste righe dove l’uomo viene innalzato a livello di Dio e dove Dio stesso parla attraverso la complessa meraviglia di quegli uomini che hanno come unico obiettivo del proprio esistere, un continuo peregrinare alla ricerca di un senso inafferrabile? “A volte un bacio”, insomma, è un romanzo che coniuga magistralmente una storia ritmata e interessante con una profondità di pensiero resa assolutamente fruibile da un linguaggio semplice e diretto. Lo stile di Lazzarin, almeno quello utilizzato in questa sua opera, è esilarante, a tratti ironico e corrosivo, che cattura l’attenzione. Un romanzo, come si può ben intuire, che parla di noi e della nostra umanità. Un romanzo che indaga nelle pieghe dell’essere.

recensione di Claudio Volpe

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