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Autore

Walter Lazzarin

in archivio dal 02 nov 2011

08 ottobre 1982, Padova - Italia

segni particolari:
Nato a Padova ma vivo altrove. Morirò? Forse. Intanto scrivo.

mi descrivo così:
2011: pubblico il romanzo "A volte un bacio"; 2012: pubblico la raccolta di racconti "21 Lettere d'amore"; 2015: pubblico "Il drago non si droga"; romanzo che promuovo tramite il progetto Scrittore per strada; 2016: lavoro per la Rai, a Dribbling; 2017: pubblico Ventuno vicende vagamente vergognose.

16 novembre 2015 alle ore 21:23

Il drago non si droga

di Walter Lazzarin

editore: Red Fox

pagine: 160

prezzo: 12.00 €

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“Il drago non si droga” di Walter Lazzarin (RedFox 2015) è un prodotto narrativo adorabile, dal tono garbato e dai contenuti intelligenti, che racconta di un “quasi” rapimento ma passa attraverso la coscienza dei bambini. Lo sguardo resta basso, a misura dei piccoli anche quando si sposta sugli adulti, che forse per l’occasione rispolverano il loro lato più semplice, semplificando a loro volta anche le introspezioni. Ci sono una mamma con il senso di colpa, un papà senza una famiglia, una coppia senza indipendenza, ma al centro della storia ci sono soprattutto Giacomino e il suo pupazzo Prezzemolo, il drago di Gardaland: è lui il suo fedele amico, il suo grillo parlante, il collegamento con i suoi amichetti Elio e Pollo, che, come tutti i bambini, sono un po’ magici.
La scrittura procede a un ritmo sano, senza sbrodolarsi. Le descrizioni sono sempre essenziali e si avvalgono spesso di rapide metafore molto efficaci. Ci vuole talento a essere sintetici e Walter Lazzarin lo ha. Il lavoro di editing può competere con quello di una grande casa editrice, ogni cosa risponde alla grammatica interna al romanzo e non fa una grinza. Tutto è in sintonia con la personalità carismatica dell’autore, protagonista dell’avventura “Scrittore per strada”: un vero e proprio tour per le città italiane, in cui Walter Lazzarin si trasforma in un busker della scrittura e dedica ai passanti piccoli tautogrammi realizzati al momento con la sua Olivetti.
Da ottobre 2015 a luglio 2016 incontrarlo significa anche ascoltarlo raccontare questo suo terzo libro, che mette in campo alcuni luoghi comuni per guardarne le sfaccettature per verificarli e a volte, ironicamente, confermarli. Per esempio: è vero che con i “drogati” non ci si deve parlare?

recensione di Cristina Mosca

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