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in archivio dal 05 gen 2012

Maria Rosa Cugudda

Sardegna - Piemonte - Italia
Mi descrivo così: Sono una persona solare, amo l'arte in tutte le sue manifestazioni, ma in particolare la poesia e la pittura! Sono un'insegnante, ho pubblicato alcuni libri di poesie: "Il dolce calore della vita", "Inesplorato lago","Emozioni", "Spirito libero" 2011, e "Anima di corallo" 2015 casa editrice Kimerik.

elementi per pagina
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  • 15 gennaio 2016 alle ore 19:22
    Lettera a Mary

    Forse non è necessario scriverti,
    voglio farlo ugualmente.
    Ti ho lasciata all’improvviso e da sola,
    il buon Dio mi ha chiamato
    all’appello sai, non si può tacere.
    Sappi, però, non ti ho abbandonata,
    abito il luogo dove tutto è splendore, armonia e amore.
    Tu, piccola stella, fragile minuscola donna,
    nello sconforto e nel vuoto,
    quando lacrime la sera inondano, nel silenzio, il vuoto nido
    e l’esistenza sembra non appartenerti,
    sentore di primavera a me riporta e ti è negato stringermi,
    quando il mare ti chiede dove mi sono imbarcato
    fai emergere, allora, dalla mente e dal cuore il bene
    che nel calice della tua essenza ho versato già dal principio.
    Nel tuo vascello a salire volti nuovi e teneri cuori ho invitato
    e vecchi amici imploro affinché la fiaccola tengano accesa!
    Degli altri prima di noi rammentati,
    nell’eterno amore siamo noi uniti,
    tra discordie alcuni vivono, molti nella miseria piangono
    e soffocati nell’indifferenza muoiono..
    Tu, adorata mia sposa, non piangere
    “ …  i poveri, i veri poveri anche di te hanno bisogno”.
    Non privarmi mai del tuo sorriso, Mary.
    Con te sempre,  e tu, amor mio, lo percepisci.  
    Lucient

     Da "Anima di corallo - 2015

     
  • 07 dicembre 2015 alle ore 19:06
    Vivo nel gelo

    Di solitudine lacrime amare
    scorrono
    da sguardo sofferente
    non s’accorge il cuore
    che vita la stagione offre.
     
    Spenta s’è l’Essenza
    notte d’inverno glaciale
    allorché
    l’Amore adorato
    è stato chiamato.
     
    Lo sguardo mi ha donato
    e a Dio s’è affidato.
    Più cammino non distinguo
    rinata son io
    a vita di Morte.
     

     
  • 02 dicembre 2015 alle ore 10:28
    Recensione - Anima di corallo - silloge -2015

    Se poesia è canto dell’anima, distillato di sentimenti, essenza di valori, allora scorrendo questo saggio il lettore si può abbeverare di ‘vera’ poesia. Perché qui Maria Rosa Cugudda dimostra di saper cogliere dalla vita attimi universali e ce li rende in versi liberi, ma incatenati all’esperienza non sempre lieta del vivere.
    Nelle pagine si alternano visioni d’incanto, una natura trionfante e apportatrice di gioia, a spazi grigi, disperati, solitari. Mari azzurri, bagliori di luce, estati infuocate, germogli di spighe, profumi di paglia, mattine di fiori profumate, lasciano spazio a istanti permeati da profumo di tristezza, da pianto, da solitudine. Geme l’animo dell’autrice, ma “in voi parole inutili vane - fredde vuote - ritrovo conforto - alla mia disperazione - e vi chiamo a lenimento - del mio dolore”.
    Eppure c’è fame di vita quando, nella sua missione di educatrice, sospinge un ragazzo lontano dalla droga mortale; quando guarda alla morte dei cari, rievocati non in spoglie mortali ma come creature sempre vive; anche quando arriva l’autunno del cuore, e si è travolti dall’uragano che sconvolge la quotidianità mai abbastanza valutata, ma evocata con profondità dall’anima straziata.
    Su tutto brilla l’Amore per lo sposo che non c’è più. Era ‘il Medico degli umili’ Luciano Serra, e aveva intrecciato la sua vita all’esistenza della poetessa. Per sempre. In un sentimento che travalica le soglie incerte della vita. E si trasforma in sentire universale, in canto soave: “Con te amor mio sempre - anche se non ti vedo - dall’alba rosata - al cobalto tramonto. - Nel tuo essere invisibile - nella tua mente nella tua anima - vita mi regali ed io - in te continuare ad esistere vorrei”.
    Per Maria Rosa “La morte sì - annulla ma la carne - esalta invece lo spirito - che inonda e travolge - luoghi e cuori - che ti  conobbero”. La poesia nata nell’incontro con Luciano diventa “mio canto di te si nutre - che mi ami - e immensamente - anch’io ti amo”.
    Altre figure si affacciano nei versi: indimenticabile la figura ieratica della madre, un affetto infinito come quello che lega Maria Rosa alla terra natìa: “Calde le mani tendevi - a chi con filo di dolore il cuore aveva cucito”. Altrettanto densa di affetto fraterno l’immagine di Grazia: “Cerca la pace abito nella luce - dove tutto è gioia e Grazia senza fine”.
    Poesia dopo poesia, tante sono ancora le gioie e altrettanti i dolori, le sofferenze che incidono graffiando le pagine di un’anima che porta il colore del corallo: “Nel ripostiglio - ormai in disuso chiudo il mio spirito”.
    Infine ‘il cuore tace’ e lascia spazio a parole scritte nelle emozioni: “Libertà sento - anche di mostrarmi piccola debole e fragile - da quando Lui - con lo sguardo più non mi abbaglia - e nel suo vezzo più non mi perdo”.
     
    Mariella Debernardi
    giornalista e docente
     
     

     
  • 02 dicembre 2015 alle ore 10:25
    Anima di corallo

    Dai tuoi occhi
    il mare intravedo
    non  per l’azzurro delle pupille
    ma per il profondo orizzonte
    che mi offre.
    Dalle tue labbra sorseggio
    l’acqua cristallina che vita mi dona.
    Nel tepore del tuo cuore
    teneramente distendo i pensieri
    che la mente invadono.
    Ma la dimora più sognata
    nella tua anima incontro
    dove in unica entità eternamente
    ci avvolgiamo e l’amore confine
    non intravede
    perché l’anima è in noi
    e noi siamo anima che brucia d’amore
    al par del rosso corallo.
     

     
     

     
  • 27 febbraio 2015 alle ore 18:06
    "Il medico degli umili"

    Più il mio Sposo non ritrovo
    il suo cuore all’improvviso (ed anche il mio) si è fermato
    col sorriso sollievo ha donato a quanti
    da sofferenza e malattia invasi
    orai in Cielo lui è stato condotto
    spazia adornato da candidi Angeli.
    Quaggiù, io son rimasta
    sola e desolata trafitto ho l’animo
    mentre il volto inondano amare gelide lacrime
    lo sento mi abbraccia
    tendo la mano percepisco l’Amore
    ma non lo vedo.
    Non più respiro senso non riscontro
    vegetare o morire nello struggente
    dolore che attanaglia?
    Mio Gesù, a Te mi unisco
    disperazione solamente posso offrirti
    trasformala in dono, Dono vero.
    Anche per me hai versato il sangue innocente
    debole e fragile  ai tuoi piedi mi abbandono.
     

     
  • 02 novembre 2013 alle ore 18:14
    Sarà chiesto

     
    Quando l’appello si farà
    richiesti non saranno denari accumulati
    auto possedute viaggi intorno al mondo
    cultura appresa figli generati.
    E neanche quanto felice sia stato
    libri divorati coraggio dimostrato
    tempo sprecato malinconia ricercata.
    Semplicemente verrai interrogato
    sull’ Amore donato.
     

     
  • 01 novembre 2013 alle ore 20:19
    Gocce

    Gocce di rugiada
    lambiscono
    il volto del bimbo
    che nel prato piange
    Gocce di sangue
    inondano
    il viso del fanciullo
    che lotta nell’umano deserto
    Gocce d’amore
    uniscono
    il mondo se al pensiero
    si sostituisce il cuore.
     

     
  • 23 aprile 2013 alle ore 19:54
    Dal Cielo

    Di nulla manco
    se il cuor m’accendi,
    Signore Gesù.

    Salvezza incontro
    nel distorto mondo
    se Amor concedo
    a chi con amarezza
    ricambia genuina bontà.

    Il passo arrestar non posso
    breve è la strada
    e  se il buio mi coglie
    più Speranza non ritrovo.

     
  • 08 marzo 2013 alle ore 21:46
    Donna alla catena

    Con la mente cinta
    dalla dorata invisibile catena
    col corpo disteso
    alla nuova alba
    coi desideri
    nell’attesa del domani
    con lo sguardo
    a volte pilotato
    con la leggerezza
    abbandonata nel tempo
    con la luce fra le imposte
    rinchiusa
    col sentimento
    coatto all’evidente
    col sogno
    che mai in realtà
    si è tramutato
    col timore
    che tu sempre piccola eri sei e sarai
    con la costante che tu donna folle sei nata.
    Così tanto tempo
    alla tua vita hai regalato
    forse perché prigioniera anche di te.

     
  • 03 marzo 2013 alle ore 20:17
    Ciò che non sai

    E’ un’altalena la mia felicità
    quando ero bimba mi rendeva
    viva ciò che agli altri annoiava.

    Oggi odio tutto ciò
    e sono esclusa
    dalla felicità del semplice.

     
  • 16 gennaio 2013 alle ore 19:28
    A Te

    Prendi la nullità di donna
    Dio gestiscila
    non so che farne .

    Arduo
    tutto appare
    vacuo il mondo si rivela.

    A  Te
    che forse poco amo
    questa fragile esistenza
    nelle mani  umilmente  pongo.

    Riuscirai Tu
    in altro modo
    a percepirla
    da questi  occhi stanchi
    senza filo di speranza.

     
  • 06 gennaio 2013 alle ore 20:15
    L'Abbraccio

    Carezzare il sole
    che vita mi dona
    è il pensiero
    ultimo
    nella notte che scivola
    nell’esistenza che fu.

    Ma il mio amore
    con l’abbraccio a sé mi stringe
    e nel sognato mondo
    mi conduce.

     
  • 02 gennaio 2013 alle ore 21:00
    Colore luce e calore

    Nel colore dell’Acqua
    cristallina
    osserva il  Vecchio che geme

    Nella luce delle Stelle
    infinite
    pensa al Bimbo che tende la mano

    Nel calore del raggio
    del Sole
    dài conferma alla Pace che nasce.

     
  • 24 dicembre 2012 alle ore 21:06
    Bimbo al freddo

    Carpita da frenesia
    del giusto e ricercato dono
    apparenza nelle vie cullate
    da mascherati volti o distratti, no!

    Visitata dall’apatia
    nell’indifferenza calibrata, sì!

    Poco mi scalda
    ancor meno l’evento
    sollecito m’appare.

    Leggero intervento
    per sminuire l’esistenza
    del povero sul ciglio
    che di lacrime tacitamente s’inebria.

    Forse anche il mio
    un cuore di ghiaccio
    che sventola le ali su prati di parole.

     
  • 11 dicembre 2012 alle ore 21:20
    Nella mia casa

    Mi sentivo piccola
    ma sommersa dalla vita
    nella mia prima casa
    non pensavo
    che a quando sarei stata grande
    per essere da sola
    nella spiaggia.
    Tutto era immenso
    e normale
    nella mia prima barca
    forse perché
    dal mio tenero padre guidata.

     
  • 05 dicembre 2012 alle ore 21:33
    Pennellate di filosofia

    Della vita i colori raffiguri
    il mare scorgo spumeggiante
    come il mio spirito
    i flutti si incontrano con l’aria che respiro.

    La terra intravedo fra nascoste colline
    alla gioia e al dolore
    presente sarà l’impulso.

    Ma oltre colore rosso
    che gaiezza dà
    l’orizzonte incontro
    sconosciute terre immagino.

    Lo spirito a indietreggiare sollecita
    poiché la vita
    inizia dal mare e se l’azzurro non distinguo
    è  perché  oltre i colli
    nell’intimo del cuore
    silenziosamente si è nascosto.

     
  • 22 novembre 2012 alle ore 21:15
    Discorsi oltre

    Il silenzio è scomparso
    onnipresente è il rumore
    come fiumi scorrono
    i discorsi
    e oltre poco rimane.

     
  • 17 novembre 2012 alle ore 19:05
    Se dovessi

    Se dovessi
    chiedere alla vita
    dov’è la sua dimora

    mi risponderebbe
    una briciola
    in terra
    l’eternità ben lungi.

     
  • 14 novembre 2012 alle ore 21:29
    Albero indifeso

    Betulla era il tuo nome
    notte e giorno a stendere le fronde
    t’adoperavi.
    L’ usignolo sul  flebile ramo
    la  reggia costruiva
    per non turbare la quiete tua.
    Nella calura estiva
    al ritmo del danzante vento
    l’ombra spargevi.
    Maestosità palesavi
    mentre il bimbo gaudente
    al sorriso esortavi.
    Ora che resta
    delle intarsiate fronde negli avviluppati rami?
    Poco! L’uomo t’ha preso
    una mattina di marzo
    con ardore storpio t' ha reso.
    Povera mia voce combattuto ha la guerra!
    Dopo essersi annoiato
    t’ ha lasciato.
    E ora … la tua forza ammiro
    pur nello strazio novella esistenza offri
    a ciuffi di foglie dei mutilati ceppi.

     
  • 12 novembre 2012 alle ore 20:55
    Pianto incompreso

    Piccola stilla
    dall’occhio stanco
    dolorante sgorghi
    scivoli lentamente
    piatta su di un tavolo,

    t’assorbe
    quasi il tempo che scorre
    nulla sei per l’indifferenza
    regnante,

    una farfalla ti scorge
    nel tuo lago si disseta
    ti prende per mano
    sul ramo ti conduce
    dove il fiore nuova dimora
    non rifiuta,

    il canto della cicala ti culla
    mentre nella polla
    teneramente fai ritorno.

     
  • 23 ottobre 2012 alle ore 21:15
    Il sole più non scorge

    Si spegne la sera
    e lentamente scorre
    per posarsi sul ramo
    che l’alba attende

    Si accendono le stelle
    e penetra la luce
    nel cuore impietrito
    dell’uomo che più

    il sole non scorge
    perché il pensiero
    è granitico e l’orizzonte
    non sogna.

     
  • 19 giugno 2012 alle ore 19:25
    Eppur tutti

    Sento vicina lei genitrice
    per abbracciare il Cielo
    mi ha lasciata in un freddo giorno d’inverno
    per unirsi alla schiera degli angeli.

    Lui genitore una mattina d’estate
    mi ha sussurrato
    “tu aspetta”.

    La sorella tanto amata
    per dialogare col suo Gesù
    in terra il suo posto mi ha affidato.

    E intanto ancora con gelide lacrime
    presenti li sento
    la mano mi tendono per cogliere l’amore
    e donarlo a chi in solitudine prosegue nel buio.

     
  • 15 giugno 2012 alle ore 21:05
    Col sogno

    Ho sostato
    dove il tempo si è arrestato.
    Ho rivissuto
    con candore i volti
    illuminati dall’amore.

    Simili erano
    al tempo in cui furono.
    La bontà dai loro occhi
    sprizzava.

    I bimbi erano
    ancora bimbi
    e con la favella indicavano l’età.

    Semplici e sempre
    adorabili i luoghi
    che l’animo scaldarono.

    Quanta mestizia
    al risveglio
    nel riprendere la vita
    che più Sogno non è.

     
  • 10 giugno 2012 alle ore 15:45
    Ad un vecchio poeta

    Omaggio silenzioso
    a chi nella sofferenza ha sempre detto no
    al patimento senza valore.

    Doveroso rispetto
    a chi l’estro poetico ha donato
    per incoraggiare
    gli sconfitti già prima di esserlo.

    Dono semplice
    a chi l’uomo ha scrutato 
    nel profondo dell’animo per amarlo
    e gli autentici valori fargli scoprire.

    Sentimento profondo
    a chi cultura con modestia ha armonizzato.

     
  • 03 giugno 2012 alle ore 21:27
    Anima di corallo

    Dai tuoi occhi
    il mare intravedo
    non  per l’azzurro delle pupille
    ma per il profondo orizzonte
    che mi  offre.

    Dalle tue labbra  sorseggio
    l’acqua cristallina che vita mi dona.

    Nel tepore del tuo cuore
    teneramente distendo i pensieri
    che la mente invadono.

    Ma la dimora più sognata
    nella tua anima incontro
    dove in unica entità eternamente
    ci avvolgiamo e l’amore confine
    non intravede perché l’anima è in noi
    e noi siamo anima che brucia d’amore
    al pari del rosso corallo.