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Sabato 31 Luglio 2010
19:29

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Home > Autori > M > Maria Vittoria Morokovski > Racconti

Racconti di Maria Vittoria Morokovski


Il pianobar
Visto da noi: Che cos’è che fa di una donna la donna che è? Forse non il carattere o la personalità, forse non i successi evidenti né le ferite nascoste, forse non il vestito né il trucco, ma qualcosa di più profondo ed essenziale: la propria femminilità! Quella forza strana e misteriosa che non accetta di sparire per il semplice passare del tempo e che è sempre pronta a risorgere dalle proprie apparenti ceneri… Mavimor stavolta ci parla di questa forza e lo fa con profonda femminilità!

Come comincia:

E’ sera, cammino senza meta cercando di ritrovare la città amata e odiata tanto tempo fa.

Non credevo di tornarci, e invece sono qui.

Non ho telefonato a nessuno, sono passati troppi anni!

Eppure vorrei rivederli, gli amici di un tempo!

So di mentire, ho voglia di [...continua]


Diario di una passione
Visto da noi: La Morokovski ci racconta sempre storie molto intense, viscerali. Le sue protagoniste cercano sempre il riscatto, la rivincita, e spesso lo trovano. Un bel ritorno ad Aphorism.it per l'autrice de "La cosa più bella della nostra vita"

Come comincia:

Roberto è venuto a prendermi e mi ha accompagnata dall'avvocato, mi sembra che se non mi ci avesse portato lui, non avrei trovato la strada e forse è vero.
Durante il tragitto non abbiamo scambiato una parola, oramai parliamo solo del nostro cane e della spesa da fare, a volte non mangiamo [...continua]


Una canzone
Visto da noi: Notte. Pc acceso, più acceso dei tanti pensieri che vagano liberi. Comincia tutto come una riflessione notturna per poi svelarsi pian piano in ciò che è in realtà: una profonda dichiarazione d'amore per la musica.

Come comincia: Me ne sto curva sul mio computer come ogni sera, sono stanca eppure continuo a picchiettare sui tasti, la schiena mi duole, dovrei sdraiarmi, stendermi sul letto e vuotare la mente, liberarmi dall'assurda competizione che ho ingaggiato con le mie forze ed il mio tempo, forse mi sto drogando di [...continua]

Tatiana ed il quartier generale tedesco
Visto da noi: Dove non arriva la sostanza di ciò che si è, può talvolta arrivare l'apparenza di ciò che si sembra. Tatiana non cede la propria femminilità al dolore e proprio questa, per una quasi rocambolesca coincidenza, eviterà un fatale esito. La Morokovski lancia un altro dei suoi messaggi letterari: essere se stessi sempre e comunque, qualche volta paga.

Come comincia:

I tedeschi aveva appena occupato Parigi.
Tatiana abitava in rue Du Colyseè al n. 11.
Un elegante palazzo in una via elegante.
Tatiana aveva uno splendido appartamento arredato da arredatori di grido, la sua stanza da letto era in pelle di pescecane e tutto in quella casa esprimeva buon [...continua]


Andrej
Visto da noi: Un volto conosciuto solo in foto suggerisce ricordi e fantasie. Bellissima e ricca di piccoli particolari l'introduzione alla storia del protagonista attraverso i rituali ortodossi.

Come comincia: Avevamo appena assistito ad una messa per i defunti celebrata nella chiesa ortodossa di rue Da Rue, Fiorella, la mia compagna di viaggio, mi aveva accompagnata, per vedere com'era una chiesa russa ed anch'io ero più motivata dal voler conoscere i luoghi tante volte descrittimi da mia nonna e da mia [...continua]


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