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in archivio dal 15 nov 2012

Mariapina Abate

08 luglio 1958, Angri (SA) - Italia
Segni particolari: Da ragazzina, scrivevo versi sulla carta del pane...

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  • 12 luglio 2016 alle ore 17:52
    Fotogrammi d'estate

    E non si muove foglia,
    se non là, nel cespuglio,
    al frinire d'una cicala sfaccendata.
    Piuttosto, formiche affaccendate,
    frenetiche risalgono e riscendono
    un muro scalcinato.
    Sonnecchia il vicolo
    sotto la coltre della canicola severa.
    Un vecchio seduto su un gradino
    a raccontarsi il tempo
    mentre lo sguardo annega
    nel lento gocciolio di una fontana.

    Agili e sinuose
    danzano le bionde spighe
    fino a sfinirlo ...il vento.
    Poco più in là, tra sterpi arroventati
    un cardo è già fiorito.
    Parlottio di bimbi e argentine risate
    si fondono allo sciabordio del mare.
    Un gelato si scioglie,
    un maniero di sabbia
    lentamente si dissolve.
    E poi... un'impalpabile salsedine
    insidia pelle e chioma
    di una fanciulla al sole.

     
  • 25 febbraio 2016 alle ore 23:05
    Fondali

    Tornava sovente
    sotto gli occhi della luna
    a sedere lungo la riva
    della sua solitudine
    e come brezza
    con le mani increspava
    scure acque quiete
    quasi a cercare
    un non so che di raggiungibile.

    Scendeva incauta
    tra i suoi fondali
    poichè altro non erano
    che il fondo del gusto del suo dolore
    per poi riemergere
    con la voglia di sentire
    il cielo sulla pelle.

     
  • 29 ottobre 2015 alle ore 21:49
    Prima che sia troppo tardi

    Partirò
    domattina all'alba
    tra i fumi di un caffè bollente
    che lascia in bocca
    l'acre gusto dell'inganno.
    Devo andare
    prima che sia troppo tardi
    prima che la rosa nel bicchiere
    sparga i suoi petali
    sulla nostra indifferenza.

    Sono stanca e forte
    e tu, non avere
    quello sguardo di resa.
    Là fuori
    c'è odore di buono,
    c'è il vento
    che mi soffierà
    aria nuova sul viso,
    c'è una traccia d'arcobaleno
    ed io...devo dar vita
    ai colori del mio disegno.

     
  • 13 ottobre 2014 alle ore 23:19
    Trame d'Autunno

    Ha parvenza di sogno
    la campagna di primo mattino
    col suo fiato di bruma
    lasciato a mezz'aria.
    Dal colle s'affaccia
    già stanco e sbiadito
    il sole d'Ottobre
    e distorta
    tra il pero e il susino
    dalle chiome ancor folte e imbiondite
    filtra soffusa
    una luce color zafferano.

    Sonnecchia la vigna sguarnita
    ancor memore di canti ed allegre risate.
    Arrossito è il melograno
    carico del suo rubicondo tesoro
    e dal mandorlo scapigliato
    un tordo smarrito
    cerca il nido perduto.
    L'Autunno ha già steso
    le sue trame preziose
    e un'antica mestizia
    a poco a poco
    avvolge la terra
    e invade segmenti del cuore.

    Sa bene qual'è il suo destino
    la foglia ingiallita
    che visse una sola stagione.

     
  • 07 luglio 2014 alle ore 18:13
    Sul far della sera

    S'attarda il passo
    lungo il crinale
    a quest'ora della sera.
    Poca e livida
    la luce piove
    su angoli di pietre,
    e tra le ciglia
    punge come ortica
    l'abbaglio di un ricordo.
    Sulla pelle
    polvere di un assolato giorno
    sollevata da folate di rimpianto
    e nel petto
    il cuore ancora guerriero.

    Anche oggi, l'orologio
    ha perso la sua ora
    e in tasca non restano
    che pochi spiccioli di tempo.
    Sul crinale,
    a quest'ora della sera
    si sta come vigili stambecchi
    pronti a sparire
    tra solitari dedali
    di una notte senza luna.

     
  • 12 giugno 2014 alle ore 16:27
    Come vivo ora

    E oramai
    vivo così...
    accampata su un orlo di precipizio
    a snocciolare giorni inquieti
    come grani di un rosario,
    a ricomporre notti
    che una falce di luna
    fece a pezzi.

    E infilo lacrime
    come perle rare
    per adornarmi il petto,
    e mastico ricordi
    che serrano la gola
    senza saziare il cuore.

     
  • 24 aprile 2014 alle ore 20:07
    Certi cieli

    Conosco bene il peso
    di certi cieli bassi
    neri come la pece
    dove arrancano stormi di pensieri
    che a colpi d'ala
    tracciano traiettorie
    per poi sparire nel nulla
    come miraggi.
     Ho imparato ad amare
    certi cieli,
    presagi di uragano
    sono così miei
    che senza guardarli
    posso contemplarne
    il baratro che ci divide.

     
  • 13 aprile 2014 alle ore 22:02
    Lungo la via del dolore

    Greve il passo lungo la via
    intrisa di cotanto amore
    che a fiotti ti sgorgava dalle vene.
    Lacero nelle vesti e nelle carni,
    tradito, schernito,
    percosso, ingiuriato,
    eppure andavi , Signore,
    silenzioso e rassegnato
    incontro all'amaro calice.

    Quanto sarà stato pesante
    il dolore di quel legno
    sulle tue spalle nude,
    e cadevi e ti rialzavi
    sotto il peso della colpa.
    Sul Calvario un palo era già issato...

    Eri pronto, Signore,
    con la tua Misericordia
    a spalancarci le porte del tuo cuore.

     
  • 07 aprile 2014 alle ore 22:09
    Apatia

    Briciole di parole
    sotto il tavolo
    svolazzi di pensieri
    sul cuscino.
    Poca voglia di dormire
    mi lascio consumare dalla noia
    come fa l'onda con la riva
    frantumando il tempo.

     
  • 18 marzo 2014 alle ore 16:34
    Per ritrovarti

    Senza ritegno
    mi lasciavo andare
    in quella folle corsa
    ad inseguire la tua ombra
    tra arcani pendii della mente.

    Senza mai raggiungerti.

    E ritornavo ad ogni alba
    dopo notti senza tempo
    più esausta che mai
    stringendo in gola un pianto
    e tra i pugni brandelli di memoria.
    per ritovarti...ebbra di stupore
    tra gli spigoli del cuore
    da dove, non eri mai andato via.

     
  • 12 febbraio 2014 alle ore 22:05
    Vortici

    Ci bastò
    il tempo di un temporale
    che d'improvviso ci sorprese,
    a smarrirci,
    a farci pregni di un'inesausta passione.
    Ci pensò il vento...poi
    a soffiarci dentro
    il sacro fuoco
    a stringerci
    nei suoi vortici
    fino a plasmarci
    in una carne sola.

    E fummo alberi
    generati dalla stessa radice.

    E si spense, così,
    ogni orgoglio.
    E si frantumarono paure,
    mille grumi di dolore
    si disciolsero per sempre.
    Come ci sembrò vera la vita...
    seppur breve
    e senza fine.

     
  • 24 gennaio 2014 alle ore 20:57
    Sotto il sole...cenere

    Ha latrato ancora il vagone
    al suo arrivo
    questa notte.
    Come un cane rabbioso
    portava tra le fauci
    altra carne da macellare
    altre ossa da accatastare.
    L'ho udito forte
    quel malefico latrato
    nel vento di ghiaccio
    che soffiava libero
    sulle mie rovine.

    Quanto freddo questa notte...
    passata ad aspettare
    un altro giorno senza Dio,
    a fissare un cielo
    che si stendeva nero,
    come un sudario
    sui miei occhi e sulla terra.
    Ma già si affaccia,l'alba nuova,
    reca in bocca il sapore della morte,
    col suo cuore di nebbia
    avvolgerà il mio capo nudo,
    si plasmerà
    sulle mie membra agonizzanti,
    si insinuerà
    tra le striature di una stracciata identità.
    A goccia a goccia
    mi fu distillata questa vita
    ed ora...non sono altro
    che ombra tra ombre,
    consapevole di volar via
    ...domani...
    come cenere
    verso il sole.

     
  • 14 gennaio 2014 alle ore 20:27
    L'aria di Gennaio

    Gennaio...maturo è l'inverno
    come d'Agosto la spiga,
    come la notte quando è alta,
    come dopo il dubbio...la certezza.

    Ha spalancato la sua porta
    l'aria di Gennaio
    e austera si posa
    con ali di neve
    sulla ruggine dei cancelli,
    s'annida
    sotto la grondaia solitaria,
    si rintana
    nelle tasche del viandante.

    Lentamente...poi
    ha raddensato il gelo
    sulle mie pupille.
     

     
  • 11 gennaio 2014 alle ore 20:46
    Ha occhi...l'orizzonte

    Ha occhi ammaliatori
    l'orizzonte che ho davanti...
    da calici di cielo
    io ne berrò tutti i colori
    fino ad ubriacarmi.

    S'invola la memoria
    con l'eleganza del gabbiano
    per soffermarsi
    sul soave confine
    dove il mare ama
    la Prima Stella,
    dove il vento convoglia ricordi
    in un riflesso di luna.

    E' lì che il cuore
    si lava da ogni veleno,
    nel silenzio della lontananza
    che si fa presenza,
    dove oltre
    lo sguardo non sa andare.
    Dove ci si può assopire
    con le labbra
    sporche di malinconia.

     
  • 15 dicembre 2013 alle ore 20:08
    Sentinella del Natale

    Ed è di nuovo Natale
    sulle sue spalle stanche,
    mentre adagio cammina
    ai margini di un vuoto
    ovattato di silenzio,
    a ridosso di un dolore
    che come catene
    trascina
    dal giorno che
    ad un crocevia
    smarrì i suoi sogni.

    Ed è di nuovo Natale
    tra le toppe del suo cuore,
    nelle sue mani vuote.
    Gelida è la sera
    in fretta la gente
    chiusa nel cappotto dell'indifferenza
    rincasa,
    tra vetrine scintillanti
    e profumo di marzapane.
    Resterà da solo
    l'angelo di usurati marciapiedi,
    sentinella della notte
    che dall'alto del suo fortino di cartone
    veglierà sulle stelle...
    ricordando un tempo
    quando assieme alla sua mamma
    in quella notte santa
    adagiava nella grotta
    il Bambinello.
     

     
  • 07 dicembre 2013 alle ore 22:17
    L'ultima recita

    Pulisci la tua faccia,ora,
    pagliaccio,
    anche stasera
    hai recitato bene la tua parte
    sulla pista della vita.

    Scrosciavano gli applausi
    e risate fragorose
    coprivano un dolore troppo grande
    per quel cuore
    troppe volte rattoppato.
    Ma era immenso
    il tuo sorriso disegnato
    e così bene quel cerone
    nascondeva il nodo in gola.

    Pulisci la tua faccia,ora
    pagliaccio,
    la recita è finita.
    Metti via quella parrucca
    e strucca pure la tua lacrima
    per far posto
    a quella vera.
    Non piangere pagliaccio,
    la vita ti ha beffato
    uccidendo tutti i sogni
    a te... che li donavi,
    e tu, deluso
    la congedi
    proprio come sull'arena
    con un ultimo tuo inchino.
    Ma stavolta senza pubblico pagante.

    Dormi pure,ora
    pagliaccio
    e sogna,come quando eri bambino
    di quella rosea nuvola
    che volevi per cuscino.

     
  • 01 dicembre 2013 alle ore 0:29
    Libera

    Tornai a respirare
    il giorno in cui
    scardinai lo scoglio dei miei "perchè".

    E il mare, mi fecondò d'azzurro.

    A testa alta
    sparsi nel vento
    ceneri di un amore
    bruciato in fretta
    come resina di quercia.

    E chiusi il cuore
    in una scatola di latta.

     
  • 10 novembre 2013 alle ore 22:11
    E fui lupo

    Continuai a giocare
    con i miei pensieri
    mentre s'apriva il viale
    dinanzi ai tuoi passi sordi
    e sempre più piccola
    la tua figura
    sfumava nel silenzio.

    In fretta
    dispersi su di te
    l'ultimo freddo sguardo
    e dietro la porta
    che richiusi alle tue spalle
    innalzai un muro di indifferenza.

    ...E fui lupo...
    fiero e solitario.

    Mi rintanai
    tra quattro pareti d'orgoglio
    e la solitudine
    fu la mia coperta.
    Non badai alle lacrime
    che bruciavano di rabbia
    sul mio viso.

    E già il giorno
    si confondeva con la notte,
    e già l'autunno
    si vestiva d'inverno.

     
  • 30 ottobre 2013 alle ore 21:10
    Sassi e diamanti

    Rotolano
    giorni lenti
    lungo il pendio del tempo.
    Sassi
    che con cura
    la noia levigò.

    Da tanto
    la notte è mia compagna
    e insieme andiamo
    a piedi nudi
    su viali di spine.
    Da tanto
    ho parole senza suoni
    sogni senza ali
    e una chitarra
    senza più corde.

    Ma poi...inaspettata...
    in un'alba dorata
    sei arrivata
    ...emozione...
    a scompigliarmi i capelli
    a regalarmi un brivido nuovo.

    E d'incanto...
    attimi di vita 
    come diamanti.

     
  • 29 ottobre 2013 alle ore 20:51
    L'attesa

    Mi è nemico il tempo
    arido e amaro
    che non sa più distinguere
    la mia presenza
    e la tua assenza.

    Mi è nemico il tempo
    gocciolio spasmodico
    sulla mia testa
    mentre attraversa le sue isole
    senza arrivare mai.

    Mi è nemico il tempo
    come roccia crudele
    passato a dipanare pensieri
    come reti intricate.
    E nel silenzio
    di questo tempo avverso
    io ti apetterò
    come una casa vuota
    bianca di sole
    e profumata di salsedine
    in un giorno d'estate
    ove tu...tornerai
    ancora...ad abitarmi.

     
  • 15 ottobre 2013 alle ore 22:09
    Come tela di ragno

    Con flemma
    il ragno tesse la sua tela,
    vi è subdola maestria
    nel suo incessante movimento.
    Viscida
    la sua bava
    con sapienza va intrecciando
    ad ordire
    argentee e silenziose trame.

    Lavora di malizia
    l'abile stratega,
    e al centro
    di un ricamo ingannatore
    aspetterà la preda.
    Somiglia un pò
    al tuo gioco,
    quella tela....
    sottile lavorio
    a cercar di ripiegar pensieri
    come origami della mente.

    Nessuna preda
    cadrà nella sua rete,
    mi terrò lontana
    dall'indissolubile presenza.
    Conosco il ragno
    che non ha sentimento
    e solo da lontano
    ascolterò la trama
    della sua canzone.

     
  • 05 ottobre 2013 alle ore 23:04
    Il nostro tempo migliore

    Io mi ricordo
    del gusto agrodolce
    del nostro tempo migliore,
    che mai assaporammo.
    Del profumo del mosto
    che non ci inebriò,
    e delle dita che non ci scottammo
    mangiando castagne al fuoco.

    Io mi ricordo
    di tutta--quella nebbia improvvisa
    che avvolse notti di cristallo
    dove noi non ci perdemmo,
    e...dell'umido odore
    di terra muschiata
    che non respirammo.
    Delle foglie stanche
    dopo l'ultima danza
    che non calpestammo.

    Io mi ricordo
    di uno sprazzo d'autunno
    che nell'attimo breve
    illuminò di un senso
    la vita.
    E...di quel nostro tempo migliore
    che noi,maldestri,
    ci lasciammo sfuggire
    di mano.

     
  • 24 settembre 2013 alle ore 14:48
    Aspetterò il tuo ritorno

    Aspetterò l'estate
    con le sue chiome
    di grano dorato
    e occhi di more selvatiche.
    Aspetterò l'estate
    e avrà per me
    azzurri d'incanto
    e zefiri
    e lucciole vagabonde.

    Aspetterò il tuo ritorno
    metterò per te
    la veste fiorita
    e profumo di zagara e gelsomino.
    Ti vedrò spuntare
    in lontananza
    tra papaveri ondeggianti
    con la tua camicia bianca
    e il sorriso d'un tempo.

    Tra arabeschi di farfalle
    ti verrò incontro
    e avrò per te
    ancora sguardi di fanciulla
    cornucopie traboccanti
    di grappoli di baci
    e mature carezze.
    E sarà d'ambra
    la mia pelle dischiusa.

    Ti sarò davanti
    e in quell'attimo eterno
    saranno palpiti.
    Infiniti.

     
  • 01 settembre 2013 alle ore 15:53
    Tornerà l'estate

    E già s'appresta a partire,
    l'Estate...
    E' stanca
    come una bella donna
    dal viso sfiorito
    del suo tempo migliore.
    Settembre è già quì,
    col suo mazzo di chiavi
    per riaprire i cancelli
    all'autunno serioso.

    E, triste,
    senza più lucciole tra i capelli
    con cura ripone
    un pezzo di cielo,
    una morbida piuma
    di un fenicottero rosa
    alghe,spume
    e una spiga dorata.
    Amori
    ritagliati davanti a un tramonto
    tra uno sguardo
    ed un gelato,
    fresche risate
    di bimbi chiassosi.

    Sabbia negli occhi
    portata dal vento.

    Ma...tornerà ancora
    col trucco rifatto,
    le sue lusinghe
    e lucciole accese
    tra i lunghi capelli.

     
  • 30 agosto 2013 alle ore 0:49
    Onde

    Onde
    come braccia la cielo
    di un gigante possente,
    rabbioso,sgomento.
    Onde
    come ruggiti di un leone ferito,
    schiumeggianti
    susseguenti
    incalzanti
    galoppanti come indomiti destrieri
    dalle bianche criniere.
    Onde
    fragorose
    impetuose
    che travolgono
    sommergono
    che contro aculei di scogliere
    si infrangono
    e come antichi dolori
    si sfaldano.
    Onde, che mi parlate
    di lacere vele di vento,
    di occhi stanchi
    di spose
    anelanti a ritorni,
    di reti gettate
    e mai ritirate.
    Onde
    come freddi sudari.

    E poi...ancora onde
    come timide fanciulle sospirose,
    sinuose,
    leggere
    gentili.
    Melodiose, come note di una canzone,
    come fresche carezze d'amore.
    Onde
    che abbracciano,
    cullano due barche addormentate,
    che baciano conchiglie,
    che lambiscono
    e livellano
    l'anima come la rena.

    Onde
    come ondate di vita,
    come slanci d'amore,
    onde senza riposo
    sempre uguali e diverse
    onde
    che mi commuovete,
    mi esaltate.

    Onde...che mi assomigliate...