Memoria dell'incompiuto.

Stare sul fianco del cuore,
dove batte il rintocco del tempo,
il suo fuggente apparire.
uno scandire il pensiero,
di quanto prossimo al silenzio
del suo palpito è il morire.
Sul fianco del rumore.
con l'orecchio ovattato
dal silenzio dell'anima,
questa impressione di essere ,
il suo veloce dissolversi mentre ,
il pulsare del sangue si coagula
in ricordi dimenticati che fanno
la presenza dell'esistere,
un rintocco del cuore,
verso la mezzanotte del sonno,
del vegliare, dello svanire.

Compare una tristezza che,
si morde gli occhi assorbendo
le lacrime negate,
c'è una stanchezza
per ogni vuoto entusiasmo.

Il domani del mondo
non è affar tuo,fronteggiare
il disastro del vissuto ,
è ben più pressante comando,
che i giorni si arenino ,
contro le sperdute lontanaze
di ogni incerto futuro,
il cammini è una nekia,
vertigine e delirio.

Si spegne ogni emozione ,
quando l'ultima voce rimasta ,
è un balbettio d'intenzioni
senza fondamento,
quale  mesta sensazione,
in questo baratro senza fondo,
giù dentro nero abisso,
oltre il sentire del mondo,
verso ogni tenebrosa
mancanza di luce,
in un cadere , un volo che ,
non conosce lo spazio ,
ma la dimenticanza
del proprio senso di essere.
Il pensiero che si affievolisce,
senza contrasti da cui riverberarsi.

Verso il silenzio del non tempo,
oltre la dimensione della vastità,
in un pervadente nulla che,
si comprime in un semplice impeto,
che si fa pressione anche dell'inconsciente ,
perché quando tutto è negato,
qualcosa emerge,
quello che incontenibile ,
sempre ritorna,
un volere inestinguibile che
il vuoto imprime di sè,
senza alcuna identità,
puro potere dell'eterno E'
che ancora e ancora ,
da sempre,
per sempre si fa vita.