NOTTI D'ESTATE

Mentre l'occhio su, guardando in alto,
dalla campagna alzo a scrutare,
corre il pensiero a quando tutto un altro
era il cielo che potevi ammirare.
Eran le notti delle calde estati,
tutte magnifiche per le tante stelle
che tremolanti splendere vedevi,
chè l'aria tersa non poteva oscurare.
Nessun rumore a rompere il silenzio!
Solo il lontano abbaiar di un cane,
della civetta il verso, dal camino
dov'era giunta a sfamar sua prole.
Al tuo andare un grillo si zittiva.
Scarse le luci, anche nelle case;
niente autostrade e fari nella notte;
solo del profumo del grano mietuto,
i tuoi polmoni potevi riempire.
Oggi la notte è più tetra del giorno!
Corron le auto spandendo veleno:
appestano l'aria, velano il cielo,
vietan che l'occhio si sazi del bello.