Taci come il mare

Taci come il mare,
a ondate lunghe vaporose,
ogni tanto un gabbiano riporta un segno,
non sai apparire,
che nel fischio denso dell’alba,
parli soltanto
con la voce calda del mare.
Sei un’onda che si frange
e ritorna morbida come i tuoi capelli di schiuma
contro al porto, contro ai miei piedi
perché ho anch’io un corpo
che resiste alla sera
al tuo cuore duro, alla distanza.
Resisto la tua meraviglia, i tuoi capricci,
la bellezza infinita del tuo sguardo.
Avvolgimi,
mi avvolga la notte
di tutto quello che mi resta di te,
mi penetri il mare nelle vene,
nei plessi ancor cavi della mia coscienza,
sorrida col sorriso che ha ancora il mondo
e si sovrapponga, disperato, al tuo nome.