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in archivio dal 07 feb 2012

Silvia De angelis

Roma

elementi per pagina
  • 26 marzo 2012 alle ore 10:07
    Trasparenze

    nella stiva misteriosa della tua coscienza
    raffiche d'ingenti intrichi
    si mescolano a sofferti pensieri
    e fughe di caldi fiati d'emozione
    trapela sipida espressività
    nella parabola d'effetti coinvolgenti
    su velato alone di luce...
    quella che lasci trapelare
    nell'eco di fragile rancore
    che ho imparato ad amare
    senza districare i nodi delle tue penombre
    ma avvicinando l'anima alle tue trasparenze
    che sanno come sfiorarmi

     
  • 13 marzo 2012 alle ore 11:59
    Luna infinita

    mi avvolge un semicerchio
    nelle ande sconosciute d’intrepidi pensieri
    senza mediazioni si fan forti
    d’una tempra consistente assai
    migra scene di sventura
    ostentate da vermigli sfondi
    sbilanciano coerenze del momento
    disperso in uno smarrimento emotivo..
    ma l’eco del tuo vociare mamma
    sa sopire onde cerebrali
    rese quiete dalla bassa marea
    della tua infinita luna….

     
  • 12 marzo 2012 alle ore 15:42
    Distanze

    Nella tua incapacità d’amare
    ti addentri silenzioso negli spiragli lavici
    del mio sorprendere assensi di vita
    scalpiti sulla linea del tallone
    marcata da sonorità di realtà negate
    Si fan forti in quella mia espansione  vitale
    sagaci porzioni  di tempo
    ove far rivivere angoli in penombra
    impreziositi  da sguardi consapevoli
    e  slanci di polsi liberi
    da  legami trascendenti il senso del caduco

     
  • 10 marzo 2012 alle ore 9:01
    Compagno d'infanzia

    Sboccia una primula nel verde stantìo della mente
    in un  rumore che si fa sentire
    acceso dalla magia corporea del vederti
    Sei un’orbita evoluta  all’orizzonte..
    diviene concavo sfumando le pieghe del tuo volto
    reso ruvido dal fascino dell’esser maturo
    distante  dalla fragilità del fanciullo
    Sussurravamo  passi di vita nel pallore di gote
    nell’attesa d’una esibizione canora
    in trepidanti scampoli emotivi…
    baluardi d’attimi chiusi in un oblò
    trasfigurato in un riso d’oggi sugli zigomi
    e gli occhi neri  in cerca di  suoni accesi
    nei codici emotivi d’espansione 

     
  • 07 marzo 2012 alle ore 22:14
    Poesia

    Nelle mie fughe con te

    si sopiscono quelle sommosse senza mediazione

    difficili da spiegare a chicchessia

    Quasi un moto di ribellione

    a un non consenso di vita

    nei suoi margini severi…duri da condividere

    Mi prendi per mano

    consona di quel fremito sulla schiena

    forte d’un’ispirazione serrata nelle dita strette

    capaci carezzare soliloqui d’eccedenti smanie

    placate da un tenero languore

    che si fa parola

    per avvicinare le sillabe all’anima  sedotta

     
  • 05 marzo 2012 alle ore 6:47
    Er grappoletto d'uva

    Me so' 'mbriacata solo co' l'occhi
    A rimirà quer grappoletto d'uva paffuta
    Che sembra ditte: "pieme a morzi
    drento 'sti chicchi zuccherosi
    che te fanno sorseggià er gusto
    de 'a vita"
    Vita s'aritrova vicino a vite
    e solo peì 'na conzonante spaiata
    sembra cambià tutto er significato
    che 'nvece cià uguaglianza
    pe' quell'amore forte che racchiudeno
    baciate tutte e due dar sole
    co' quer riflesso paierino
    che fa riccontà er zucco de 'n'episodio
    emozionante de 'sta vita

    TRADUZIONE
    Mi sono ubriacata solo con gli occhi
    osservando un grappolo d'uva tonda
    che sembra dirti:" prendimi a morsi
    dentro questi chicchi dolcissimi
    che fanno assaporare il gusto
    della vita"
    vita è vicina a vite
    e solo per una diversa consonante
    sembrano avere un significato diverso
    che invece è simile
    per quell'amore intenso che racchiudono
    baciate entrambe dal sole
    con quel riflesso paglierino
    che fa raccontare il succo di un episodio
    emozionante della vita

     
  • 26 febbraio 2012 alle ore 7:35
    Infiniti inquieti

    Ho messo da parte quella transazione d’amore
    sfumandola su pianali di vento uniforme
    salvaguardo ora l’inclinazione dell’anima
    dedita a cadute irriguardose
    in quel tuo altalentante esigere
    oggettività discordi dal mio encomio passionale
    pone distanza a una dolce visione
    da assaporare in un assolo coinvolgente
    se vorrai vivermi nella dimensione
    d’uno struggente autunno
    sarò foglia sublime che si piega al vento delle tue lusinghe
    vacanti nello spazio d’ascolto aperto a infiniti inquieti…

     
  • 25 febbraio 2012 alle ore 10:30
    Nel divario

    è quasi una breccia consistente...
    forse un confine delimitato
    a motivare riverberi o dense foschìe
    nelle lontane direzioni empatiche dei due sessi
    dolcezza e disponibili persuasioni
    con delicati gesti di sottile spessore
    fan primavera nelle femminee gote
    in quel tenero divaricare
    frammenti di molecole profumate
    cigolano nel sottovoce quelle emozioni
    che sa tener celate il sesso forte
    nell'inverno apparente
    che non lascia trapelare tempeste
    ma solo risonanze in cerchi d'acqua vibranti

     
  • 24 febbraio 2012 alle ore 8:09
    Sguardi della natura

    SGUARDI DELLA NATURA

    Una brezza odorosa inclina a forza
    la maestà d’aridi cementi
    nel volteggio di pollini
    e reclami di fioriture amaranto
    s’insediano a forza su fragili solchi di gelo
    esausti di candide grida
    disperse nella scia d’un silenzio
    provocato dai trilli d’uno zefiro
    svela a corolle imperlate
    fecondi spifferi d’amore
    in quel dolce sibilare di voli
    recitanti focosi sguardi della natura

     
  • 23 febbraio 2012 alle ore 10:09
    Testate aggressive

    Depredano matrici indiziarie d’eventi dolorosi
    insinuando accosti audaci
    nella berlina irriverente a spasmi laceranti
    di coloro immersi nell’incaglio luttuoso

    Nella cronaca martellante editano sfuggenze
    farneticanti soliloqui inesistenti
    Agghiaccianti inventive erompono un disagio solenne
    forgiando uno spessore insostenibile
    di risalite al culmine del nulla più assoluto

     
  • 22 febbraio 2012 alle ore 8:02
    In punta d'occhi

    quando il giorno cade nelle dimenticanze
    e quell'emozione sottile della penombra
    si fa avanti nel disavanzo d'oscurità
    sembra agitarsi una penna oltre il silenzio
    nell'incaglio d'abissi d'aria
    fino al suo celarsi nel totale lutto
    e far riemergere
    nei passi girovaghi della coscienza
    quell'azione sbagliata...
    focalizza lo sguardo
    esfoliando corolle notturne di conflitti e sentenze
    ove vortici e agonie si compensano
    nel plasmare un effetto inaspettato... in punta d'occhi

     
  • 20 febbraio 2012 alle ore 17:35
    Riflessi d'una vita

    nel tratto che si fa disabile
    in quel decadere d'essenziali aneliti
    trascinati via da colei
    che nella tenebra i rossi fa penombra
    s'arresta il flusso di corrente nel ventre
    avvezzo a quella presenza
    dissolta in un vuoto ineccepibile
    complice d'acque riflettenti
    il dolore uggioso per non più vederti
    in quel rifugio dorato
    meta d'un sorriso e dolce parabola d'amore

     
  • 15 febbraio 2012 alle ore 8:49
    Malarmonia

    nelle semine dell’anima
    intristite dal gelo a far inverno
    sa intravedere grigi e salti di buio
    nel tremore attutito di mani
    inabili percepire la dolcezza d’un fruscìo
    che si schiude tra le dita
    incespica in aspre siepi di livore
    inseparabile alleato nei taglienti traguardi
    rivolti incupire iridi femminee
    libere di gioire nei colori del creato
    persa nel riflesso concavo d’ombra maligna
    sa scolpire grinze approfondite di malarmonia
    nell’incarnato che asseconda
    la vertigine intinta in cieli neri

     
  • 14 febbraio 2012 alle ore 9:04
    Rivederti

     
    celo un’animosità sferzante negli occhi invisibili
    mentre suggestive parvenze d’irreale
    si insinuano in quelle stanze vuote della tua presenza…
    l’attesa interminabile di vedere te
    declina irrazionali vertigini d’incertezza

    si imbellisce il corpo dentro l’abito ammaliante
    tramutando sospetti segreti in passi decisi di pervinca
    sempre più provocanti
    accrescono l’insita avidità struggente
    fa inspirare ossigeno leggero
    impalpabile e denso nel suo baleno d’intensità
    capace di bruciare la dolcezza d’un madrigale

     
  • 13 febbraio 2012 alle ore 11:34
    Comete

    Mi accomiato dolcemente dal giorno
    serbando quelle inclinazioni pigmentate d’emozione
    nella provocazione del buio che incalza….
    pensieri raggomitolati si sciolgono lentamente
    ampliando linee d’inconscio addentrate
    nella muscolatura che si rilascia con dolcezza
    si allentano brusche presunzioni di vissuto
    venato nei grigi e beffe pungenti
    raggiungono la periferia lontana fino
    a rendersi improbabili ...quasi invisibili
    il fato sembra ammorbidirsi svestendo
    la mente d’aspri nettari
    sfuma la percezione mutevole di stelle
    in un cospetto di comete avvolgenti la fragilità d’amore

     
  • 11 febbraio 2012 alle ore 10:02
    Prima luce

    chincagli dorati
    in bilico su tenui frastagli d’amore
    si insinuano nel contesto avvincente
    di fervide credenze sacre
    un tratteggio esuberante nella nascita significativa
    dedita espandere un fremito oltre misura
    nel vento che sconfina l’eco smorzato del deserto
    su falde della prima luce
    è il sollievo d’una parabola memorabile che s'innalza
    nell'infinitudine che sa instillare sottovoce

     
  • 10 febbraio 2012 alle ore 8:04
    Al di là d'un pegno

    labbra su labbra
    portento d’un assenso interiore
    d’indicibile voluttà
    soggioga l’anima a duttili simmetrie amorose
    quasi imprendibili e avvolgenti
    eppur sempre mi negasti
    quella languida espansione
    sulla linea della tua bocca statuaria e algida
    nel tornante d’una emozione sconosciuta
    soffiata dalle dita al di là d’un pegno

     
  • 09 febbraio 2012 alle ore 16:33
    Rivalersi nel tempo

    in quei rauchi sibili frammentati
    evanescenti nelle anse del pensiero
    riemerge forte l’aspirazione
    a un quasi indennizzo
    sulle filigrane di chiglie saccheggiate
    ove pastelli ridestati diano colore
    alla coscienza immalinconita
    si imbibisce di lucidità l’iride
    nell’attesa dello schiudersi
    d’esilaranti dettagli
    in quel colare avvincenti vernici
    sui polpastrelli
    carezzano un suadente amplesso
    di docili onde rincorrenti
    in quel bisbiglio che si fa verbo forte
    nel brivido sfiorato

     
  • 08 febbraio 2012 alle ore 17:06
    Quell'acino

    Ebbra di risa
    ti celi goduriosa
    dietro pampini carnosi
    ove racchiudi
    significante impronta femminile
    immersa nel riflesso vermiglio
    d'un chicco d'uva rossa...
    ne mordi vogliosa un acino
    oscillando in eteree volute d'amore

     
  • 07 febbraio 2012 alle ore 11:41
    Illusioni bianche

    Nello sguardo intimorito da soffice manto d’alabastro
    si risveglia l’antica signora
    incantata dalla fisionomia brizzolata di cattedrali e fontane
    negli anfratti solitari di vicoli taciti
    ancor più s’eleva il fascino rinomato
    nell’atmosfera pacata e sofferta
    mossa dal gemere di fragili virgulti
    esacerbati per l’insolito fardello
    singolari geometrie specchiate nel riflesso metallico
    d’una dimensione inconsueta
    donano all’iride rarefatte utopie d’un sogno che si fa vita
    nelle risa adolescenziali soggiogate da illusioni bianche