username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Virna Pavignani

in archivio dal 11 dic 2007

19 ottobre 1978, Bologna

24 gennaio 2008

donna

Sento a volte solitudine amara che sale
E in balia di quell’onde annego nel mare
Salato di lacrime, profondo come il dolore
D’un gabbiano senz’ali, una vita senza amore.
In questo mondo violento dove domina l’orgoglio
Dove vince la rabbia, il disprezzo, è meglio
Indossare una maschera, imparare ad odiare?
Ripudiar la mia essenza, finger e non lottare…
Ogni pianto di donna brucia in me come foco,
Sola, vittima e schiava, per l’uomo questo gioco
È iniziato là dove ha concepito la paura
Di trovarti più forte, magica e sicura.
Forte come un ghiacciaio dove sgorga la fonte
D’acqua pura e vibrante, l’antitesi della morte
Nel tuo ventre è racchiuso il più grande mistero
E come colpa il tuo corpo è protetto da un velo.
Donna amara, violata, derisa, picchiata,
Donna considerata sol per esser sfruttata
Così grande è l’amore che riversi nel mondo
Dignità appassita, ma il coraggio non ha fondo..
Verrà il tempo in cui ogni tua lacrima versata
Sarà nuvola in cielo, l’anima liberata
E dal pianto nascerà un fiore di speranza
E non resterai sola, mai più nella stanza.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento