È incomprensibile comprendere le immani e umane incomprensioni. Eppure, come infida gramigna, esse crescono in noi, proprio perché siamo, sempre più spesso, finti umani.
Vadano al diavolo coloro che considerano, a loro stesso nocumento, discapito e disprezzo, che la poesia non si occupi altro che del nulla.
Il nulla è l’assenza del pensiero, di consapevolezza critica e poetica nell’esperienza peculiare che è l’esistenza di ognuno di noi.