Il destino è quello che è. Siamo noi a non riconoscerlo, lungo quella strada che, spesso, consideriamo molto stretta ma che è l'unica percorribile alla velocità del cuore.
Se invecchiassimo come fanno le foglie, accetteremmo di più lo scorrere inesorabile del tempo.
Faremmo della nostalgia una culla in cui riposare e daremmo più valore a quegli autunni che, per un attimo, hanno ceduto il passo a certe estati del cuore.