Io, da gay, non sono niente, anzi sono tutto...compreso umano, compreso gente. Gente che ride, che piange, che sente. Gente che soffre ma che, nonostante le ferite, ancora vive intensamente.
Se la mia omosessualità ti disturba così tanto, al punto di influenzare le tue scelte e il corso della tua vita, la colpa non è né mia né dei miei simili, è bensì solo frutto delle tue supposizioni oppure delle tue convinzioni, o meglio, pseudo tali.
Ehi, senti, guarda che al mio agnellino non importa affatto se Gesù è risorto o meno. Ciò che a lui importa è che io non sono più cattolico e che, di conseguenza, al pranzo di Pasqua lui non verrà crudelmente sacrificato e golosamente degustato da me.