Mi accompagno volentieri con la morte. La invito alla mia tavola. Le dedico un pensiero ogni sera, ed uno ogni mattina quando mi sveglio, grata per la sua distrazione. Ma non riesco a farmela amica.
E' il tempo dello sdegno per tutto ciò che è ingiusto, della collera a volte, ma non è più il tempo della rabbia: svanita, portata via da un vento guaritore che ha riempito ogni fessura, curato ogni ferita, asciugato ogni cicatrice, soffiato via ogni lacrima, che ha lasciato zolle di terra dissodata, dove germogli di serenità hanno attecchito e creato un tappeto morbido sul quale, camminando a piedi nudi, la mia infantile vecchiaia si commuove