Tenere lievi nuvolette ferragostane che nulla sanno di ciò che capita qui sotto. Dirette chissà dove, si trasformano, si allungano e poi disegnano il cielo silenziosamente, discretamente, pronte a scoprirsi solo di fronte a sguardi curiosi, affettuosi, desiderosi di comunicare con loro, ma anch'esse senza quelle risposte che contano. Proprio come noi: senza le risposte che contano.
Vorrei avere una scatola di pastelli, come da bambina quando aprivo il mio astuccio e contemplavo piena di gioia tutte le matite nuove. Lo so che basterebbe riuscire a colorare questo vuoto immenso in cui sono sprofondata. Dal giallino più tenue al rosso più violento, dall'azzurro più delicato al blu più profondo, passando per il verde più brillante, il viola , il ciclamino. Per tornare su e ricominciare.