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Poesie di Alexander Luttazzi

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  • 25 novembre 2013 alle ore 19:44
    Das Haus am Meer

    Non sono fatto per amare.
    Lo vedo nelle scintille della mia mente che accende l'aria quando impatta con la realtà.
    Il mondo che mi fa da orfanotrofio è colmo di personaggi, attori, commedianti e istrioni che fanno volare i loro piedi sul terriccio avido; non hanno colpe, è la vita .

    Io non recito, fingo.
    E' diverso.

    Fingo di vivere, fingo di essere adeguato, mi aggrego all'universo. Fingo di essere solo quando in realtà sto con me stesso.
    Non posso fingere di amare. E non amo.

    Il mio ego è stato maledetto da mille Dèi di chissà quale cosmo infame, non riesco ad amare e non so cosa significa essere amato davvero, perchè chi dice di avermi amato voleva togliere il mare dai miei occhi, le foreste dai miei occhi, il fuoco dai miei occhi.

    A volte disegno case sul mare.
    Mi sento così.
    Così vicino all'acqua ma immobile per il resto dei miei giorni, sperando solo che un'onda mi distrugga.

     

  • 25 novembre 2013 alle ore 19:16
    Bitterkeit

    E tu da dove vieni?
    Io vengo dalla terra dei pianti senza fine.
    Le mie montagne graffiano gli occhi di chi lancia uno sguardo impervio, i miei silenzi violentano il vento che si spinge fuori dalle bocche.
    Certe sere vorrei morire tra le braccia del freddo per poi risorgere con il viso immerso negli occhi di qualcuno.
    "Qualcuno" fa paura.
    Mi sanguina la sigaretta.
    Vorrei spegnere la mente ed usare la mia anima come una bandana, un pirata maledetto che naviga nelle vene della gente.
    I piedi mi dolgono.
    Scusa se sono incomprensibile, da dove hai detto che vieni?