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Autore

Beatrice BausiBusi

in archivio dal 14 ott 2012

Firenze - Italia

mi descrivo così:
Dinamica fiorentina, Beatrice Bausi Busi - BBB - è ideatrice, protagonista, partecipe in eventi culturali. Interessi: dal campo poetico/letterario all’Arte, Riuso - Ecologia  - Ambiente, Spiritualità, Multietnicità e Solidarietà. “Fine dicitore”, cantore in letture dantesche, Giornalista Pubblicista

02 gennaio 2013 alle ore 7:41

Calzature, Situazioni, Persone

di Beatrice BausiBusi

editore: Romano Editore

pagine: 152

prezzo: 13,60 €

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All'apparenza un piccolo libro, ma per le immagini ricreate sembra grande il triplo.
I racconti sono divisi in tre categorie: calzature, situazioni e persone.
Per la serie di “Calzature” mi viene in mente una frase di Forrest Gump "Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose, dove va, cosa fa, dove è stata".
Le scarpe sono il filo conduttore delle storie e caratterizzano il modo di vivere dei personaggi, i loro bisogni, le loro speranze e le loro riflessioni interiori. Stupenda l’atmosfera creata per un viaggio teso a ricordare un amore perduto, anche attraverso i quadri descritti  in “Da limone a creme caramel”. 
In “Situazioni” invece, osserviamo schegge di vita da punti di vista insoliti. Usa i cinque sensi per descrivere un viaggio con un finale adrenalinico in “Un viaggio sens-azionale”. Descrive la sofferenza di un mazzo di fiori e mette in luce il nostro umanocentrismo egoista e insensibile verso la natura in “Florvita”. Struggente la storia d’amore descritta in “Prendi in mano il mio cuore” dove il destino ha unito indissolubilmente due persone, racconto che ha vinto tra l’altro il Premio Letterario Nazionale “Elisabetta e Mariachiara Casini” nel 2008 e che io premio personalmente come il mio preferito tra tutti i racconti.
In “Persone” sono i singoli protagonisti con i loro pensieri, a spiegarci le loro aspettative per il futuro. In “Scaglie” Andrea/Andy mostra il suo ultimo tatuaggio agli amici e sa che sarà l’ultimo vezzo di un duro, prima di cominciare a mettere la testa a posto e a farsi una famiglia. Mentre in “Olivia” la protagonista ci racconta di sé, di come si senta un po’ estranea dalla famiglia a partire dal suo aspetto, del suo desiderio di partire per la Spagna, dei sacrifici che dovrà fare pur di poter scatenare la propria passione.
Divertente, fa pensare, commuovere. Il dialetto toscano arrotonda i dialoghi li rende vividi, spiritosi e in alcuni racconti si ha la sensazione di essere realmente nel fiume di pensieri dei protagonisti.
Tutte le storie meriterebbero una minirecensione a parte, ma perché togliervi il piacere di scoprirle da soli? Buona lettura!

recensione di Stefano Bergamasco

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