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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • giovedì alle ore 11:55
    Al-ibi(Vorrei essere altrove)

    Tediato dalla monotonia ripeto ogni giorno gli stessi gesti e in quella m'esilio pervaso dal desiderio di ciò che non ho E mi avvolgo prostrato nel sudario dei miei abissi nei deserti della mia interioritá nell'ozio che mi consuma nel mio tempo che scorre e corre a cercare scampo nel suo perdonarsi

     
  • giovedì alle ore 11:53
    Anch'io

    Raccolto nella mia insignificanza sovrastato dalle angosce seduto guardando verso cio' che più non vedró combatto o almeno cerco di combattere i disorientamenti delle ansie quotidiane che prendono con desolazione il mio pensare mentre aspetto il calore di quel sole che ancora non splende E in questo stare inquieto dell'anima rimango al margine della gente . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 11:51
    Il vento delle Veritá

    Esiliato nel mio soffrire e chiuso nel mio narcisismo mi specchio nel torpore del vivere chiedendomi cosa di diverso potrei essere io adesso quando nel mistero di questo mondo vive il male e il suo degenerare E mi rintano nel mio scrivere benedetto dalla solitudine e con il corpo vezzeggiato nella certezza della sua inutilità col vento delle mie Veritá che soffia freddo e silenzioso nei sentieri dell'esistenza in un alternarsi di luci e ombre dove tutto s'inasprisce anche le rughe dell'anima Con i cammini che si incrociano si perdono si ritrovano in motivi che hanno più di un significato e intrappolano le persone nell'utopia di una felicità che entri da una porta appositamente dimenticata aperta E mi sento dentro una musica che si ascolta ma non si suona in cui ogni ripudio delle note genera solo miseria e fango . Cesare Moceo poeta

     
  • giovedì alle ore 11:49
    Io,figlio d'ieri

    Vaga la mia anima arroccata su se stessa povera incapace di trovare il perché del suo esser schiava del mondo e delle sue inverosimili speranze E se ne va a spasso sottobraccio al cuore dentro la mia interioritá insieme in ogni oggi padre d'ogni domani a cercar angoli del mio mondo reconditi e ovvii dove trovar fragranze . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Passeggio nel mio Paradiso canticchiando le canzoni che nascondono i miei ricordi e immagino in quell'andare desideri di riconciliazione con me stesso inventandomi immerso dentro impossibili sogni dove vivere in un significato diverso la mia esistenza libero dalle grate delle utopie dai drammi concepiti dall'anima e dall'etá quasi in balìa della sua incoscienza naufragata nel mare dell'indifferenza e dell'abulia senza sentimento E scaccio lontano ogni pensiero di vecchiaia rivestita d'abiti consunti con la pelle lasca e penzolante con le labbra cadenti e senza risa e la lingua a non pronunciar più parola nella voce roca di silenzi nei giorni cisposi e senza ore che veloci vogliono corrermi incontro . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 14:21
    Ventagli che non sventolano

    Incapaci di confrontarci con noi stessi rimandiamo il tutto al domani nascondendo alla mente la nostra inquietudine E in questa finzione che sfugge e svanisce scriviamo la nostra "biografia senza fatti" nei diari dell'anima attraverso immagini ansiose e tormentate che regaliamo alla nostra coscienza . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 14:20
    Radio Adelaide

    Umidi calcinacci,ricordi portati da carichi gravanti,sono ora i miei intonacati passi. (Capitanucci Vincenzo) Vago in compagnia della mia solitudine arida e deserta ascoltando il mitico Aurelio e i suoi saluti a mitigare il calore delle sofferenze che ardono nel mio andare ignavio scarno e afflitto E metto da parte l'emotivitá senza farmi coinvolgere dalle pene del mio vivere negli intrecci di riflessione che impregnano i pensieri mentre ancora le note della radio pregnanti e pervasive m'invitano a riempire i miei vuoti . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 14:19
    L'albero della vita

    Combatto il perdermi nel vuoto del mio negarmi cercando utili colloqui con i miei sogni ad occhi aperti nei quali lenisco dolori e tormenti nel dare sostanza al mio dire Mi sento fortunato nel sentirmi discepolo della mia vita uomo vulnerabile nella vulnerabilitá dell'umanitá degno della dignitá che mi distingue nella claudicanza che non é zoppia E mi diletto in queste nobili notti d'inverno che accompagnano le mie delusioni nel loro crollare spinte a frantumarsi sui miei giacigli . Cesare Moceo poeta desttierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 14:17
    Persisto nella mia inutilitá

    Soffro il rifugiarmi nelle illusioni Io nato un giorno settembrino con la camicia in mano e i piedi in faccia travolto dalla causalitá di quell'evento vivo fluttuando in ció che accade tra l'indifferenza e la desistenza nel pentirmi di non aver commesso peccati e tradurre alla mente i fallimenti dell'anima a fregiarmi del capire il mio cammino e il destino che la morte ha scelto per me a pregare e piangere e chieder per dono l'amore . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 14:16
    Le catene della libertá

    Sensi di tedio s'atteggiano in questo mattino d'ansia frustrata a invadere la povertá della mia anima Assaporo la futilitá del vivere nel perfido sorgere del sole d'alcuni nella pallida luce del destino che illumina i loro tristi giorni impregnati d'incoerenze e malignitá a aleggiare come avvoltoi sulla sottomissione alla miseria e alla notte che invade i cuori E me ne libero volando libero dentro l'inutilitá delle mie illusioni . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 14:14
    Incanto

    Fermo sulla sommitá della mia terza scala nego l'occhio al malvedere a cui é condannato il mio piacere il mio annusare e anche il mio godere In questo poco vien la meraviglia a dimostrar quanto inutile sia la memoria dell'uomo a inneggiar ancora a arcani architetti dell'Essere nel donar lasciapassar per l'insuccesso Giro il volto verso baci ricambiati a guardare le guglie del mio mito impegnato a scrutare i cuori dei suoi figli colmi di talento e d'amor patrio E non perdona colui che nel suo selvaggio tormento nell'aviditá e nell'ambizione indice festini e immense celebrazioni per festeggiare solo con se stesso... il "Nulla" . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 novembre alle ore 21:43
    I tini di san Martino

    Immote e lontane stelle ignare impassibili ai piaceri del mondo e corazzate di consumato splendore s'avvolgono nell'esigenza quotidiana del vivere a esprimere contentezze e rassegnazioni nel confronto con gli spazi tenebrosi della coscienza umana a far a gara a chi trova prima l'arcana origine dell'Essere e del suo confessarsi E giu' a pigiare sentimenti e far colare emozioni e passioni ubriacature a confondere l'immenso universo nel quale si muove il sapere . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 novembre alle ore 16:24
    Evanescenze

    Nella paura che un futuro capriccioso non permetta che si conservi il giusto racconto di me costruito dal tempo abbandono i sentieri certi del mio sapere e m'inoltro per le vie della mia interioritá deserte e impervie profonditá cupe e spaventose in cui trovo la disperazione utile a farmi conoscere le angosce del mondo E così da lì vado incontro alla mia salvezza

     
  • 10 novembre alle ore 16:08
    Ereditá da dissipare

    Con negli occhi non piú intensa la nostalgia per le mie radici ripenso all'infanzia e al picchiar duro la testa contro altre teste tutte corazzate di purezza e povertá a crescere in quei giorni nella tenerezza di sospiri sempre sull'orlo della propria rovina E afflizioni e tormenti cicatrici nel cuore d'ognuno di noi accompagnavano quella colpa ricevuta in ereditá nella volontá di dissiparla pensieri emozioni passioni un deserto senza oasi consacrato nell'ariditá . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 novembre alle ore 16:07
    Invoco un giusto castigo

    Gioie maligne regalano sorrisi convulsi in sguardi d'oltretomba aridi e fiammeggianti E amari singulti a far capire in quell'esaltazione spasimi repressi tristezze e frustrazioni a percorrer la stessa strada fanno da cornice a volti vili e emaciati intrisi di vacue speranze di conversione e pentimenti Dove andremo a finire ? Come potremo salvarci ? . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 novembre alle ore 16:06
    Resto nel mio angolo di Paradiso

    Riposan le mie membra su morbose parole come fossero ruvide lenzuola di pensieri giá espressi In quel sonno sogni che assomigliano a profezie sul destino del mondo invadono il mio dormire facendolo divenire un viaggio nell'inconscio e trasformandolo in un'inquietante avventura E resto nel mio angolo di Paradiso sferzando bruscamente l'aria intorno a me per allontanare dalla mente le più nefaste fissazioni e convergere il pensare sul nascere e sul vivere quali facce della stessa medaglia . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 novembre alle ore 16:04
    Angeli e nobiltá d'animo

    Interstizi di volontá dove cicatrici labirintiche disegnano mosaici d'amore e trame d'interioritá risaltano sotto la luce accaldata dell'anima a rendere friabili vie d'intelletto e di piaceri Ruderi asfaltati di passione da cui pendono a scacchiera brandelli d'incuria calpestati dagli eroi negl'inciampi della vita . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 novembre alle ore 16:03
    Desiderio infranto

    Nella terra ferita, quando annunci di morti rimbombano vicine e il dilagare delle paure diviene più intenso, il faro della pace interiore m'illumina d'immenso. Speranze d'albe liete posan le carezze ai nuovi giorni e s'avvinghiano a spiragli di fede a portar l'eco del mio sogno, triste scoria di un desiderio infranto. E mi ritrovo a passeggiare nel nulla in strade piene di spine e sguardi sbuffanti, disseminate tra le parole in mezzo ad eroi, da acclamare alla morte ma sordi alle grida dei cuori soffrenti, ai quali la sete del potere rimane fino a che un atroce rimorso verrà a batter cassa appena la fine sarà immane. . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 novembre alle ore 16:02
    Giorni cosí

    "L'unico modo per sopravvivere é preservare la nostra cultura" Vivo contrastando momenti di follia voluta con infime banalitá nella sagacia con con cui abbraccio la vita E nel ribollir della rabbia per temerarietá represse esalto nell'anima piaceri d'allegrie e d'ardimenti nel timore che il destino abbia in serbo qualche piano ben dissimulato che da un attimo all'altro possa stravolgere il mio Essere . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 novembre alle ore 16:00
    Nera é la notte

    Cosa succederebbe se da un giorno all'altro perdessi i pensieri ? Se in un attimo sotto la mia anima si aprisse un baratro ? Le avversitá del vivere potrebbero causarmi tutto ció ? Mille domande tempestano la mente provocando tormenti e disastri E atmosfere crepuscolari invadono il mio respiro lasciandomi ansante e rassegnato . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 novembre alle ore 15:59
    3.250kg di felicitá

    Rimango immerso nei miei pensieri con gli occhi a guardar non so dove verso quel passato che mi ha reso padre Brividi di felicitá mi penetrano la mente al ricordo dei passi pesanti d'ansia e rumorosi di fierezza che davanti una porta risuonavano a intonare un dolce futuro finché un guaito d'amore piombó come raggio di luce nel cuore ad annunciare il tuo arrivo Lí smarrimenti confusioni e pacche di congratulazioni sul collo piovvero assieme alle lacrime che finalmente libere sgorgarono impazzite dagli occhi esausti Eri arrivata come un dono dal cielo...ti amo Manú . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 07 novembre alle ore 11:35
    La sacralitá delle disgrazie

    Oggi mi accolgo con un freddo sorriso al pensar quell'anime prese dal Cielo Vado su e giù per la mia strada riflesso nelle vetrine che incontro con lo sguardo a farmi pena fisso sul mio viso lacrimoso il capo chino e le braccia abbandonate nell'angoscia E rimango prostrato davanti all'orrore di quella sofferenza vissuta a quel sentimento divenuto sacro nella volontá di un atroce destino . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 07 novembre alle ore 11:33
    Il parlare dei muri riflessi

    Che destino avra mai il mio dire mi chiedo nella paura di perdere le mie memorie Momenti d'inquietudine m'assalgono sensazioni che partono dal cuore a farmi sentire senza dimora senza un futuro dove poter conservare il mio vissuto Io che mi sento legato alle mie radici mi domando alla luce di quei muri riflessi dove ciechi han guidato altri ciechi a che cosa sta servendo il mio scrivere ...e mi punisco con l'ira che quel pensare impone alla mia anima . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 06 novembre alle ore 13:04
    La Madonna della Pace

    Sento ancora nell'anima il piacere del vivere al percorrer distante con il lento andare degli occhi quest'orizzonte bello e infinito nell'aria tersa del sole lucente che altri occhi e altri cuori piú non apprezzano E voglio dir a me e al mondo il mio soffrire in quel guardare al di lá del mio vedere e oltre il mio pensare da pensionato perdigiorno Non ho piú lacrime da aggiungere al mio capire le aspre vie non più brillanti e disinvolte impervie e lastricate di ripugnanze a gettare veli d'ombre sul suo ardire che la Madonna della Pace incontra nel suo pellegrinar nell'anime

     
  • 06 novembre alle ore 13:02
    Il mio sortire

    Rimango spesso nei mattini assolati di questo novembre fermo sulla battigia rivolto al futuro così qualche minuto semplicemente per guardare da vicino i sentieri che s'inerpicano sui giorni in piedi con gli occhi sull'orizzonte ad aspettare che succeda qualcosa E m'accorgo d'aspettare con ansia la mia libertá con l'inquietudine a dire al mio cuore che forse il tempo si era fermato in quella strana angoscia e che era ancora lontano il mio sortire

     
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  • 07 novembre alle ore 11:40
    Biografia

    Come comincia: Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l'educazione era affidata "alla cinghia dei pantaloni".In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l'aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarant'anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha appena compiuto 65 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 60) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo.Un'antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell'esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.In questi giorni gli é stata assegnata da un'associazione culturale "I Rumori dell'Anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Pubblica le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 21 settembre alle ore 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.