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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • giovedì alle ore 20:58
    Le calorie della penna

    Potrete ritenermi un debole per il mio dire con parole afone a volte tristi e silenziose Scritte di sfuggita travestite a vista da servitori non chiedetemi come e perché io li senta nella loro piena trasparenza energica incisiva provocatoria Perchè per me far capire dove l'arte non arriva m'aiuta a accettarmi nelle differenze Ed è proprio così che io voglio essere scrittore ammirato amato apprezzato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:56
    Le genuflessioni della coscienza

    Nell'ombra agisci tu coscienza mia schiava del tuo temperamento incalzata dagli insulti della vita spiaciuta pel vergognoso alternarsi dell'indifferenza con la stupidità di uomini sfaldati di passioni fiori appassiti nelle nudità delle loro anime infrante e che ormai abbandonati nel proprio destino sono divenute bestie da macello E tu prostrata soffri nel tuo intonar cantilene di sogni e bisogni mentre il sole della tua giovinezza pian piano si spegne . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:55
    Il richiamo della vita

    Quando al richiamo della vita la mente riporta i pensieri fra i freschi prati delle emozioni e l'anima madida d'essenza cerca lo zampillar del cuore ci ritroviamo ogni giorno anime gemelle affacciate alla stessa finestra a contemplare il mondo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Tra il pensare e lo scrivere m'accorgo che si frappongono a volte certi vetri opachi ombre messe là dalla mente impoverita della volontà di rivivere il suo passato e riassaporare umili felicità godute E spasimi di sofferenza quasi fossero passi di malevolo cammino tracciano solchi profondi dove attecchiscono germi partoriti dai germogli del male a fiorire dentro il desiderio di fare Io che da me stesso sono stato ammaestrato alla Verità pur cosparsa da pensieri roventi che trafiggono l'anima non vedo in questo esistere e nel suo perdurare d'orribili vuoti strade d'uscita dall'efferato labirinto che è divenuta la vita E resto qua sospeso seduto su queste mie pietre a trascorrere il mio tempo in vaporosi trastulli a gemere ansante nel ricordo degli amori perduti petulandomi d'antichi rancori in sprazzi di volubili collere e gelandomi nei gesti più di quanto m'accarezzi nei pensieri avvolgendo questo mio ozio colto da vaghi impulsi di dubbia tenerezza nel più tenace detrimento Guardo lontano immerso nei miei pensieri e mi compiango nella paura che il perdersi nei vuoti della memoria possa trasformare ogni Credo in una demoniaca Essenza per giunta senza perdono e creare sfarzi di dolori ostentazione del talento a divenire menomazione sociale . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:52
    Lo spettacolo della natura

    È cosí dolce la sensazione che mi assale nel mio sguardo soave immerso in questo spettacolo che mi si pone davanti appena fuori di casa come se fosse una medicina prescritta al mio vivere sopportabile di me stesso E mi esalto in quella natura a vederci i miei sogni cosí piacevoli che non avverto la differenza tra il sognarli a letto e il pensarli nel conversare con la brezza mattutina E il passare dal tepore delle coperte al fresco rumore delle onde che accarezza la mia anima non diventa altro che un diverso godere nell'estasi . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:50
    Oltre i miei sogni

    Ripenso a quando da piccolo mi raccontavano storielle che mi facevano sorridere Ora alla mia età quelle facezie non mi piacciono più nè mi rendono allegro come allora non mi fanno più ridere Io ferito da petali di rose mi ribello ai grigiori di questa vita vissuta tra le sfumature di mille sentimenti a chiedere l'elemosina alla coscienza nel silenziare che m'indebolisce la mente E mi sento come un pittore attratto da emozioni disordinate che sfoga dipingendo scorci d'immagini la cui vista lascia senza parole e nei quali riconosce tracce di instabili affetti E vado oltre i miei sogni in avventurose peripezie con la volontà di fondere le emozioni del cuore e dell'anima in una piacevole mescolanza di modi garbati e scanzonati per alimentarmi l'esistenza superare il passato e far parte ogni giorno di una nuova storia da tramandare ai posteri . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • Fin da quando cominciai a scrivere mi accorsi che i miei giorni divennero ognuno un'esperienza affascinante nella ricerca del mio Essere in quanto uomo e nell'esplicitare la mia vita per quella che era Mi sento ora simile a un rifugiato quando mi vedo pubblicato nei libri invecchiato tra quei versi dove non è stato mai facile trasmettere le emozioni la necessità intensa dell'intimità di esprimere al mondo le paure e i tormenti e questo a rifletterci ancora oggi mi raggela l'anima Sarebbe stato meglio forse non scrivere affatto e restare anonimo giovane per sempre fermo immobile nel mio pensare a immaginarmi nei miei silenzi perché a volte un silenzio vale più di mille parole . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:47
    Il perché del dolore

    Notti a passeggio come questa a concepire la vita nella battaglia continua sostenuta nel buio interiore dove tumultuosi malcontenti sviluppano sussurri d'allontanamenti sentimentali dai desideri e dalla fede passioni e ritmi a sfidare l'anima con insurrezioni incalzanti che accendono scintille e acredini nel cuore deluso E diventa dolce il respiro di certi effluvi che condannan alle illusioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:46
    Solo

    Sento discorsi che vorrebbero privare d'ogni personalità da certa gente che non tiene in considerazione nemmeno ciò che essa stessa dovrebbe essere Con Questi io rifiuto d'immischiarmi nel respirar arie di tensioni tra Loro a vendere al diavolo la propria anima e me che son sempre stato folle d'amore Io invaso adesso da gelidi scoramenti e spossato dalla fredda realtà sociale <> mano nella mano con me stesso vado per le vie dell'etere nella vana speranza d'incontrar la Verità e in quell'andare incontro i resti dei banchetti di Satana escrementi di pubbliche infamie a farsi beffe scurrili della moralità in danno dell'onestà E il mio pensare si rifugia tra le vertigini silenziose del cuore. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • giovedì alle ore 20:45
    Vivere senza alibi

    Provo a portare sù i miei limiti dando più importanza al perché e non al come dei pensieri pur nel potere della rinuncia anteprima certa del loro successo nella mia arte solitaria che tale più non diviene nel dire dei miei versi senza che essi stessi ne rimangano accecati e afoni Ricordare soffrire subire muri entro i quali mi muovo nella volontà d'oltrepassarli son soavi piaceri che nutron il mio amar quotidiano e innalzan a vette di sublimi aspirazioni la nostalgia delle mancanze che ricordano attimi di felicitá E sospiri d'affanno spargon pianti senza rispetto di moneta sonante tra tuoni ancestrali e rifugi di canti ninnenanne a zittire il silenzio di chi nel tempo se n'é lavato le mani . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Andrai oltre il tuo tempo mi dicesti mamma nel riparo del tuo sonno tra gemiti d'amore e di torpore M'inerpico tra i giorni a tessere illusioni nel vibrar di fremiti e scintille smanioso e ammaliato da quella piacevole verità Scavo così con la mente nel passato per ritrovare le mie radici setacciando tutte le scelte perseguite che potrebbero rivelarne i misteri Ancora intenso è il profumo di quelle tue parole e m'inebria e m'accarezza il cuore nell'orizzonte eterno dello scrosciar del tempo E scendo dentro i miei inferni tra le punizioni dei miei giorni a frugare nelle difficoltà della vita nelle notti che m'avvolgono l'Essere tra frustrazioni e abbandoni nei lamenti per ciò che fui e le lagnanze pel mio non essere stato Ricordi che esaltano ancora la nobiltà del soffrire . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 01 dicembre alle ore 8:14
    Nel mondo dei "chissà"

    Pensieri profusi nella tenerezza della solitudine che scivolano in ore da vivere chissà come portati ai giorni da chissà quali venti arrivati da lontano attraverso chissà quali strade dove all'incontro chissà quali menzogne han dovuto sopportare Anime pregne d'arie necessarie al viver chissà di quali angosce in cui restano solo i ricordi di chissà quali passioni represse e degli spenti sorrisi a significare chissà quali lutti dell'umanità intiera Uomini passati chissà da quali loro notti senza nemmeno guardarsi o neanche conoscersi e chissà se dormienti nell'incapacità innata di sapere d'Essere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 01 dicembre alle ore 8:13
    Terribili tranelli

    Trappole d'emozioni scattano al passaggio d'attimi fuggenti dentro cui si nasconde il buio del mondo Ombre scaldate fino a esplodere in oscurità depresse spontanee senza colore di pensiero a distorcere le percezioni a chiedere energie a sorrisi forzati Stupidità dal linguaggio acceso demoni senza valori malsani a esplorare meandri dentro cui perdersi senza ritrovarsi Ovattati fremiti bruciano seduzioni fortuite nell'anima a far rivivere disinvolture e devastazioni con le verità a scarmigliarsi nel piacere di rimaner composite in fredde serenità bave di nebbie che avvolgono arroganti insinuazioni spiriti effusi a ledere la dignità degli uomini desiderosi di arcobaleni e baci E la mente scaltra che accarezza il suo egoismo e si fa largo nei varchi della memoria tra vellutate immagini di pensieri mesti nel trionfo delle utopie una dopo l'altra in un'altalena di sensazioni a farci amare il Diavolo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 29 novembre alle ore 20:46
    Il risorger del giorno

    ...ma guarda intorno a te,che doni ti hanno fatto...ti hanno inventato il mare...meraviglioso (Domenico Modugno) E lo godo tutto per me questo giorno felicemente allegro che ristagna i suoi colori lucenti e vivi nell'aria frizzante del ponentino fragranza universale che trascende i sensi e seduce i cuori Sotto di esso annaspa il mare davanti ai miei occhi peperini ad amarmi e morirmi dentro silente nel rumore giovane delle onde che donano al mio vedere stupori di conforto in quella nitidezza che par scorrere di vita E quì si perde il mio spirito ribelle tra le nostalgie del vivere nelle tenerezze che emana l'anima ora completamente nuda e spogliata dei suoi sfuggenti tormenti nel desiderio vivo e senza tempo di voler risplendere per sempre . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 29 novembre alle ore 8:43
    La libertà di vivere

    Inariditi pensieri martellano il cuore provato quasi a fargliene perdere i battiti e emettere sconsolati guaiti che ben si accordano con i rintocchi asciutti del pensare Vado stantio e smarrito nel cammino del mio fervore col fuoco invisibile dell'illusione a travolgermi in cupe trame cloni di sensi di colpa che vanno al di là dell'anima nel ticchettio del silenzio a scoprire lo spirito ribelle che mi rende libero di vivere Or che le luci son tutte accese trasfondo questo mio sentire nell'arguta solerzia di perseguire vittorie come raggi di fede a irradiar la mia strada d'immortale splendore e m'avvio tranquillo per sentieri d'aurore e tramonti a cercar quel che amo qual spontanea speranza emozione e candore a frenare e calmare gli astrusi tormenti del mio mondo interiore . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 29 novembre alle ore 8:41
    Palermo-Cefalù..solo andata

    È stato triste il mio partire e gran tormento maritato al pianto mi diede il treno con il suo fischiare nella speranza che dentro al cuor celavo d'esser felice al mio nuovo andare Io solitario e nel dolore avvinto a tener testa a questo mio tormento arrivai al tuo mar di sacre onde e là sentii l'alma mia vibrar M'eran compagni di quell'umil viaggio fede follia paura e occhi bassi e ancor pensieri di malinconia E col cuor di ghiaccio e con la mente calda trovai l'amor e ogni umano abbraccio . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 28 novembre alle ore 12:58
    Giorni d'autunno

    Passa leggera la brezza seducente armonica virile tra le pieghe soffici della spiaggia sorridendo felice ai granelli di sabbia silenziosi e svolazzanti a rappresentare idolatrie del cuore sfiorate da quel lieve soffio Il vento gioca dolce e allegro col mio viso solcando con bonaria pietà le rughe vaneggianti consapevoli della loro vecchiaia E onde placide sublimati specchi dell'azzurro del cielo vivono riflesse negli occhi nel mio sguardo cosparso di miele Scorre così il mio tempo elegante e frizzante fin quando il tramonto si sveglia dal suo inerte torpore a sorprendermi di piacere avvolgendo di buio e d'amore le trasparenze del giorno . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 28 novembre alle ore 12:57
    Il sublime rumore delle catene

    "Non credete a nulla di ció che ascoltate e solo alla metá di quel che vedete" Ah quanto é bello star da solo a stuzzicar lo spirito vagabondo e far viaggiar l'anima dentro il mondo delle passioni ! E così nella fantasia ci s'inventa una nuova vita semplice e innocente dove immergersi e piacersi Lá in luoghi allegri e affascinanti anche se la mente barcolla si resta segnati nella felicitá dalle pulsioni del cuore capaci di creare una catena di battiti uniti tra loro da profondi sentimenti sopiti e risvegliati forse dalla gioia di voler amare . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 28 novembre alle ore 12:50
    E per questo...che scrivo

    "Nel breve relax quotidiano( quando non ordisco pensieri come te )ti leggo, faccio un respiro e disseto la mia arsura." (Aurora Rinaudo) Nacqui nella polvere e nella povertá sballottato tra il maestrale e lo scirocco tra i soffi freddi della fame e i venti caldi della dignitá all'ombra di un indaffarato orgoglio a inveire contro la tirannia esotica dell'invidia e del suo tanfo dolciastro che infettava la mente agli uomini incapaci di trovare l'equilibrio che accontentava tutti Nacqui dentro la puzza di marcio arruginita in quell'orgoglio putrefatto che copriva l'innocenza dell'infanzia e svuotava i cuori e le anime Piaghe a trascendere quella comprensione che nessun pianto è riuscito mai a guarire É per questo che scrivo . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 28 novembre alle ore 12:48
    La terza scala

    ...e mi trovo nel mio Essere,io picciutteddu di sutt'o marciapedi abituato fin da piccolo a sedermi 'nto scaluni...(Cesare Moceo) Qua son solito sedermi davanti casa mia a contemplare con aria vagamente serena il via vai dei gabbiani nel fruscio del vento tra l'eternità degli alberi la mia voglia di scrivere e gli occasionali colloqui con qualche bella persona intenta a immortalare bellezze splendori e fragori del sole il tutto ad agire sui miei sensi e farsi varco nella mia interiorità E ricerco con attenzione quei lampi di cortese interesse con il loro tumultuare nell'atmosfera di quiete che traspare nelle mie fattezze per accendere le fiammelle dei lumi dell'intelletto nella mente ingombra del suo stesso sapere non ancora opacizzato dalle nebbie dell'imbecillita' nell'oblio delle verità perdute . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 26 novembre alle ore 14:00
    Il cancro,all'improvviso

    D'un tratto m'è sembrato d'esser sfuggito ai miei giorni quando hai abbattuto d'un sol colpo il mio sorriso con gli effluvi della tua intima superiorità e lasciato in me dubbi incoscienti a dar sospetti ai pensieri senza che ti abbia interessato la sorte della mia anima e facendo divenire all'improvviso la vita mia solo un momento della mente E ho dovuto pensare a certe altre menti intelligenti che ti sorridono sol perchè hanno l'abilitá di nasconder ciò che si potrebbe vedere sentendosi pure migliori riconoscendosi illusi nella finzione del tutto e scrivendo il loro romanzo ancor prima d'averlo vissuto indossando per altro abiti eleganti di corte per accettare tranquilli la falsità della loro vita interiore Io invece pur nell'inquieto terrore che si era trincerato fin dentro i miei occhi ho voluto essere delicato con te senza dispiacerti e non ho provato nè rabbia nè trasalimenti o afflizioni solo per il fatto che avevi scelto me convinto com'ero che la tua storia non doveva avere alcuna importanza e che in ogni caso la tua redenzione futura era cosa certa . Cesare Moceo poeta di Cefalù

     
  • 26 novembre alle ore 13:58
    Essere

    Cosa resta da dire di me ? Nulla ! Soltanto che soffro impaziente la mia eterna adolescenza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 26 novembre alle ore 13:57
    Tra abissi e miasmi

    Fisso con le parole ciò che il giorno reca alla mia anima intorpidita in quel sentirmi un errore che accompagna i disagi della mente Vago senza meta sperduto nel mio labirinto di stantìa calma e dolce quiete tra spegnimenti d'astri e stelle cadenti brividi finti e bugie festanti dove ciò che io sono più non mi sento E mi restano appiccicate nel pensare le larve dei declivi su cui s'inerpicano i pensieri vestigia sporche del mio sapere dubbi dei profondi abissi dentro cui scivola la mia coscienza E mi perdo implorante d'abbracci di vita fra i miasmi della mia intimità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 25 novembre alle ore 13:10
    Io non penso,scrivo

    Insopportabile presente Continue esplosioni d'odio regalano putride emozioni al quotidiano spettacolo della vita E Io col cuore sanguinante nel petto profondamente segnato prego affinché gli uomini riacquistino il loro senno mentre la mia mente vaga nei sogni dell'abbandono a questo vivere ripugnante che gronda d'apprensioni e sangue con gli occhi della paura a vedere solo corpi martoriati da mille ferite E fremo al pensiero del nuovo mondo che potrebbe nascere dai vermi di quei cadaveri putrefatti un mondo brutale vissuto in mezzo a follie e demenzialita' guardandoci gli uni dagli altri in cui l'unica morale è l'attacco che uccide prima che altri ci uccidano Io che non sono uno di questi Io che assomiglio solo a me stesso . cesaremoceo proprietà intellettuale riservata Copyright

     
  • 25 novembre alle ore 8:19
    Il mio destino,la mia fortuna

    Non so se sia stato per destino o fortuna,che abbia trovato molto presto la mia ragione d'essere. Là dapprincipio mi sono accorto di non aver nulla da dire,pur nel piacere intrinseco di raccontare,dibattuto tra la logica e la passione, la storia d"ogni giorno, di questo mondo che dovunque lo si guardi è sempre in divenire E cerco di vivere appieno la logica delle passioni, essendo io stesso ragionevolmente passionale (Cesare Moceo)

     
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  • 07 novembre 2018 alle ore 11:40
    Biografia

    Come comincia: ...per Voi dal sito "Musicalità e Espressioni dell'Anima" Sono stato invitato da Mara Taresh a raccontare un po' di me e quali potrebbero essere le mie aspirazioni.Innanzi tutto La ringrazio,così come ringrazio tutta l'amministrazione del gruppo Musicalità ed Espressioni Dell'Anima, per questo invito sintomatico della stima che si nutre nei miei confronti.Cosa posso dirvi,ho sessantasei anni,sono felicemente sposato con la più bella e buona donna che abbia conosciuto,sono padre di due splendide figlie e nonno di due "terremoti" Maria Teresa e Christian.Sono nato a Palermo ma ho quasi sempre vissuto a Cefalù,una cittadina turistica rinomata molto bella, dove sono stato titolare di un ristorante abbastanza famoso che ho gestito per quarantacinque anni insieme con mio fratello.E già questo da la dimensione pacifica del mio carattere;gestire in società un'attività per tanti anni...Da tre anni sono in pensione e qua sono cominciate le conferme che lassù qualcuno mi ama Già nel 2013 sono stato operato al cuore con sostituzione della valvola aortica e l'innesto di by pass miocardici,e non più di due mesi addietro mi sono fatto la mia bella operazione di cancro con l'asportazione della mammella sinistra per un carcinoma duttale infiltrate.E per questa operazione ho dovuto subire un'angioplastica con l'innesto di stent coronarici.Diciamo che non mi faccio mancare nulla.Le mie aspirazioni? Intanto continuare a coltivare la mia passione di scrivere poesie,sperando che i messaggi che esterna la mia anima giungano a altre anime cosicché in uno spirito di emulazione queste a loro volta esprimano il loro sentire.Continuare a raccontarmi,a donare quello che mi "frigge" dentro per una riflessione di bontà e d'amore in questo mondo invaso d'odio e vendette.Non mi sento un "poeta" ma solo uno scribacchino dell'anima che vuole essere ricordato in un futuro d'assenza che prima o poi si concretizzerà .Sono un umile uomo che ha conosciuto anche le ristrettezze di tasca e di pancia,ma questa è un'altra storia.Adesso vi regalo la mia biografia sperando d'aver assolto al mio compito. Cesare Moceo Biografia... Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l'educazione era affidata "alla cinghia dei pantaloni".In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l'aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarantuno anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha appena compiuto 66 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 60) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa.La sua lirica "La leggerezza dell'essere" è stata premiata con la Menzione di Merito e la Lode alla creatività al 2° concorso nazionale Vox Animae. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo.Un'antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell'esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.Nel settembre 2018 gli é stata assegnata dall'associazione culturale "I Rumori dell'Anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Ha pubblicato le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 21 settembre 2018 alle ore 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno 2018 alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo 2018 alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.