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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

elementi per pagina
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  • 2 ore fa e 16 minuti fa
    Luci

    Non c'è giorno

    in cui mi dimentichi
    di ringraziare la Provvidenza

    per ciò che mi ha donato

    E mi ripeto nell'anima
    il mio corso della vita

    i rapporti con me stesso

    ricordi inconsci
    d'accadimenti fortuiti

    a risvegliarmi pensieri
    di momenti amari

    a ricondurmi a paure
    e impulsi oscuri

    nei quali la mente s'è abbandonata

    E succede

    che pur illuminato
    da tanta esperienza

    nella mia consuetudine ai divieti

    alcuni giorni
    trascorrano senza luce
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

     
  • 2 ore fa e 20 minuti fa
    La mia identità assoluta

    Le mie poesie scritte

    domande interiori
    che chiedon risposte

    sono il mio diario a dare l'effigie
    del mio essere

    talvolta sordo e grigio
    ma sempre a cercar la pace

    a richiamarmi alla mia realtà
    a ricondurmi ai miei criteri etici

    E m'accorgo talvolta
    di sbagliarmi in quel dovere

    sentendo in me punte di rimorso
    che cercano compromessi con la vita

    nella collaborazione incondizionata
    dell'anima e il cuore

    con il pensar della mente
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 2 ore fa e 21 minuti fa
    La mia felicità più grande

    Sto quì ad abbracciare
    in un colpo d'occhio

    le diverse viste
    che mi offre il tuo splendore

    Immenso è lo sconforto
    che mi dona il tuo veder

    al pensiero
    di non poterti più goder

    in un domani

    Cefalù mia

    Le tue curve le tue finestre
    gli angoli dei tuoi respiri

    che accompagnano
    ancor oggi il mio fare

    sento già che mi mancheranno

    quando le volontà divine

    mi condurranno
    oltre questo mio scrivere

    aldilà di questo tramonto
    generoso d'amore e di vita

    E se mai potrà consolarmi
    il solo ricordo di questo presente

    in quel futuro a divenir passato

    godo così

    ora

    d'averti amato
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     

     
  • 2 ore fa e 26 minuti fa
    Oggi e domani

    Ciò che sono adesso
    sognai spesso nel mio vivere

    schiavo dolente dei giorni

    a preservare dall'oggi ogni domani
    e differire le illusioni e gl'inganni

    avvolgendo l'anima d'amore

    E ora

    ispirato da questi pesanti scrosci
    di pioggia incessante

    che bussano alla mente
    ai ricordi e alla vecchiaia

    potrei farvi racconto sottovoce
    di quante porte ho avuto chiuse in faccia

    Alla famiglia e alla fede

    devotamente ho dedicato i miei anni

    succhiando nel tempo dall'oggi
    il nettare dolce pel mio domani
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • venerdì alle ore 20:35
    I poeti e la poesia

    Gettiam di getto
    parole in gran diletto
    e far d'amor poesia
    giacchè nessuno sa
    nè mai saprà cosa ne sia
    Come ciechi
    viviam nel fitto buio
    noi poeti
    a chiederci cos'è
    questa illustre arte
    a dimostrar così
    che essa tutto può
    tranne che
    spiegar sé stessa
    pervasa com'è
    da sconforti e allegrie
    a celar l'angustie
    e provveder di necessità
    l'anime e i cuor
    nei debiti tra lor
    a sopportar tormenti
    gioie passioni e patimenti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    [email protected] Tutti i diritti riservati
     

     
  • venerdì alle ore 20:32
    Desiderio di pace

    Passioni e doveri

    guerreggiano tra felicità egoiste
    e dimenticati rispetti

    profonde verità
    al meglio della loro virile età

    conflitti tra germogli dei rami

    fioriti nel tempo all'albero della giovinezza

    con le sue radici saldate alla vita

    a spaziare senza indugi
    tra i terreni della volontà

    rampicata tra ameni desideri di pace

    Ah ! chissà com'è amara la vita
    per chi si sente escluso dal vivere
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Desrrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • venerdì alle ore 20:30
    È primavera...

    Sussurra la primavera
    che risveglia le speranze

    gemme di sogni
    nei cuori palpitanti

    che si vorrebbe
    non cessasser mai di battere

    in giorni
    che sappiano solo d'amore

    E stringerci in abbracci
    che tolgono l'aria con ricordi felici

    e alimentano il vivere

    artefici ognuno del proprio destino
    senza ipocriti e finti compatimenti

    che si conficcano
    come aghi pungenti nell'anima

    Noi tutti

    liberi di correre nei prati verdeggianti dei sentimenti

    a colorare il cuore d'emozioni

    cancellando le tracce delle malinconie malcelate

    e come girasoli volgere gli sguardi sempre verso il sole

    Vieni Primavera nei miei sogni

    col Tuo candore ad allietarmi i sonni

    a sussurrarmi dolci parole
    nenie soavi per la mia anima in festa

    e trasportarmi mano nella mano
    dentro altre dimensioni

    Abbracciami d'allegria

    con le onde della nostalgia
    a bagnarmi lo spirito

    e cavalchiamo assieme il Paradiso

    ubriachi di gioia

    nei momenti avari d'ansia e ricchi d'amore

    Hai l'allegria di un bocciuolo di rosa
    appena fiorito

    con la frenetica fragranza d'impregnare il mondo

    e arrivare col Tuo profumo al di là della pelle

    a inebriare o assopire le irrequietezze del cuore

    E andare oltre

    in questo sogno che ridà la speranza alla mia esistenza

    e... continuare a sognare.
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • venerdì alle ore 20:28
    Sfumature di vita

    Resto affacciato alla mia sensibilità

    rabbrividito dal freddo dei miei pensieri

    E febbri
    da mancato ritrovamento interiore

    che poche persone posson soffrire

    subito mi procuran sofferenza
    nelle linee marcate dei miei orizzonti

    dove continuo a cercarmi

    tra la marmaglia di intelligenze perdute

    trovando nel veder dei miei occhi
    solo sfumature di vita
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • venerdì alle ore 20:26
    L' aridità dei giorni

    Avvoltoi volteggian lassù
    seguendo prede barcollanti
    pronti a calarsi su di esse
    al primo inciampo
    lasciando agli sciacalli
    quel che resta del loro
    naturale istinto.
    Motto del mio vivere
    lascio ogni giorno
    il pormi con l'anima
    predisposta all'accettazione
    sforando indolentemente
    in sorsi di vetriolo di vari colori
    affilati attimi d'inerzia
    della mia coscienza
    che non riesco a fermare
    per ritrovarmeli dentro
    inghiottiti dall'anima
    nei vortici oscuri
    dove sento il piacere d'intridermi
    e che mi spingono a vagare
    in apatiche ebbrezze
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • venerdì alle ore 20:25
    Nelle more del mio dormire

    Si stendon davanti al mio pensare

    silenti tormenti bianco-nero-rosati

    costituiti di piccole drupe

    a tinger di madreperla
    le afflizioni accese dalle emozioni

    Si posan costanti sui riflessi del fare

    appesi alle pareti scurite del cuore

    dissuaso nel suo ritmo
    da battiti ignorati

    E carezze d'annullamento

    ricevo a margine della mia paura acconsentita

    e accanto a tutto questo

    sento il mio "Essere"
    attorcigliarsi dentro rovi spinosi
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 20:58
    Aldilà della vita

    Gelidi pensieri

    avvolgono l'angoscia
    nella fuga dei giorni

    e il mio vedere
    aldilá del tempo e della vita

    Volti che non vedrò più

    che ora vedo ogni dì

    nel mio andare abituale
    per le strade di sempre

    L'uomo chiaccherone

    col suo cane grasso
    e il suo parlar continuo

    con cui m'incrocio
    nei miei mattini

    le dolci ragazze rivestite d'alba
    che fan pulizie nei ristoranti

    il gran talento dai capelli rossi

    che fissa il volo dei gabbiani
    e gli attimi del suo essere

    panorami intensi di vita

    sempre di corsa
    ad accudire i suoi amori

    Che succederà ai miei occhi
    ricchi di questa vista

    quando smetteranno di vedere

    sapendo che altri occhi
    chiederanno al loro passato

    che ne sarà stato di me

    di quel passante

    che non si vedrà più
    nella quotidianità di queste strade ?
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • martedì alle ore 20:54
    Non mi proclamerò mai Cesare

    Non mi lascerò trascinare
    nell'abisso senza risalita
    che vorrebbe inghiottirmi
    nell'ampio voler vivere
    che manifesta la mia anima
    e la mia storia intrinseca
    Ci sarà di che capire del perchè
    del mio piacere d'andar
    verso lo spazio infinito
    orfano del mio fascino
    sorvegliato dalla fantasia
    sedotta e abbandonata dalla mente
    ma costretta come lei
    a dipendere l'una dell'altra
    E scrivo nell'impellente bisogno
    di continuare a parlare
    rimanendo comunque fermo
    nella mia certezza
    che proclamarsi Cesare
    non sarà mai una cosa facile
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • martedì alle ore 20:53
    Diavolo dei giorni nostri

    Impalpabile zefiro aleggi
    dilatandoti a dismisura
    sulla pelle degli innocenti
    a sfumare l'anima
    in mille volti diversi
    tra tormenti e dolori;
    inviti a vincere
    con l'abilità di un Ulisse
    in quest'epoca
    dove spadroneggiano
    spavaldamente
    tanti Achille;
    tra inferi e inferni
    fai pagare il prezzo
    di giorni senza domani.
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
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  • martedì alle ore 20:51
    La mia casa oltre il mare aperto

    Nelle anime

    dove vivono le emozioni

    il sorriso è l'unica cosa
    che ne alimenta la vita

    Così diceva il mio cuore
    quando d'un tratto s'ammalò

    quel giorno del richiamo di Dio

    nel contatto con il dolore
    e con la sofferenza

    che mai scorderò

    nella sua riservatezza

    a mettere ordine e memoria
    tra i battiti sfrenati

    E ho cercato di non perder tempo

    nel restauro di questa mia casa
    al di là del mare aperto

    con le sue stanze ampie

    dalle pareti complesse
    ma via via divenute semplicità

    dipinte dal mettermi in gioco

    e continuare a condividere
    la generosità e gl'impulsi

    che la passione vi ha attaccato
    come modello di fede

    con l'educazione alla coscienza
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
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  • martedì alle ore 20:49
    Le ombre del futuro

    Transitano dentro l'anima

    ombre dietro ombre
    che portan con sè

    l'ignoto futuro e la falsa verità
    nel buio che l'accompagna

    Guardo il mare
    e il suo lontano orizzonte

    succhiando dal mio sguardo
    estasi di felicità

    a donarmi l'illusione
    che per qualcosa io stia vivendo

    nonostante il mio essere
    scala senza ascensore

    sulla cui sommità

    si trova il mio viver stanco
    e il mio ridere a crepapelle

    privato d'allegria

    nell'interiorità
    imbrattata nel suo cuore

    dall'inutilità del piacere esteriore
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
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  • martedì alle ore 20:48
    Le rime della povertà

    Cerco il riscatto
    dalla paura e dall'odio

    donando in baratto
    il mio scender dal podio

    e ritrovar me stesso
    nello stesso episodio

    confessando da adesso
    d'aver ricevuto il premio

    riservato ai mascalzoni

    d'esser costretto astemio
    di gloria e passioni

    Non era certo ciò che sognava
    la mia anima inquieta

    nè la fine che immaginava
    di raggiunger questa meta

    ma purtroppo son questo

    un uomo il cui viver vieta
    d'esser crudele e pur disonesto
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • Mi rifugio volontariamente

    nella capacità di non sgomentarmi
    di fronte ai cambiamenti

    nei nodi del vivere
    che non si sciolgono

    anzi si attorcigliano sempre più
    nell'incarnare i desideri

    Cerco sempre
    qualcuno che sia un vero amico

    con cui riflettere
    sui tormenti della vita

    sull'allegria uccisa dagli ignoranti
    che parlano a sproposito

    E io invece sto ancora quì
    a dir la storia della mia povertà

    che mi provoca nell'anima
    brividi fremiti e eccitazioni

    e lacrime piene di speranza

    nella voglia di capire
    chi sono e cosa sono
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • martedì alle ore 20:44
    Pensieri incorniciati d'orizzonte

    Si confonde in me
    tutto ciò che l'anima sente

    con il desiderio di non sentirlo

    nel mormorìo di queste onde
    e delle loro sofferenze

    trasportate nella vaga brezza
    che s'insinua nel cuore

    E questo sole
    che ne indora le creste

    ai miei occhi entusiasti

    rinnova ogni frastuono
    dentro i miei silenzi

    Nient'altro voglio
    che il silenzio di questo mare

    la sua vaga brezza

    un raggio di sole

    e i miei pensieri
    incorniciati nell'orizzonte
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 15 marzo alle ore 20:34
    Le strade dell'odio

    Intrecci
    che si annidano dentro l'anima
    intrisa d'astratti colori
    Incroci
    dove s'interseca
    il soffrire della vita reale
    verso cui tutti
    abbiam perso sensibilità
    e sentimenti
    andando contro noi stessi
    con la costanza che proviene
    dall'interiorità malata
    a farci viver la vita
    in altrettante malate fantasie
    che saziano i nostri egoismi
    Noi
    uomini sempre con i nervi in superficie
    capaci soltanto
    d'accontentarci d'astratte fughe
    e di camminare a testa alta
    sulle strade dell'odio
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
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  • 15 marzo alle ore 20:32
    Le idi di marzo

    Giorni

    in cui sento in me

    leggere i miei versi

    mendicati senza povertà
    quasi fossero nenie d'uccello di rovo

    E soffre il mio Cesare
    nella sensazione vaga

    incerta

    spenta

    d'immaginarmi nostalgico

    nella persona che non sono mai stata

    dentro il frastuono che diviene silenzio
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 14 marzo alle ore 21:01
    La mia vita...inchiostro compreso

    Sono pressoché al termine
    della mia poesia più lunga

    di cui ho scritto già
    circa sessantasei versi

    e mi rimangono ormai
    solo scarse parole impossibili

    ma anche impassibili

    assenti distanti

    gelidamente anormali

    E m'accorgo

    dopo esser giunto
    quasi al limite dell'erta

    che forse anch'io
    dovrei tornare indietro

    riscendere a valle

    e smetterla di cercar davanti a me

    ciò che potrei aver
    lasciato alle mie spalle

    Lo scorrer del tempo
    degli anni e dei versi

    ormai mi dice proprio così
    d'accettarmi in clangori di ricordi

    prima che l'eterno letargo
    asciugli il mio inchiostro
    .
    Cesare Moceo Poeta di Cefalù
    [email protected] Tutti i diritti riservati

     
  • 14 marzo alle ore 20:57
    Pollini di piacere

    Mi rallegro
    nel risveglio del mattino

    dei primi raggi del sole
    che penetrano il mio torpore

    e che sembrano consolarmi
    d'essere me stesso

    E mi portano conforto

    nel contrasto tra l'esuberanza
    di questo mio sentire

    e il tormento perennemente a vista
    del mio patire

    con le offese affilate e taglienti
    che questo dona alla mia anima

    E nel desiderio di voler raccontar il mondo

    mi lascio sprofondare

    nel piacere sommesso della mia serenità

    facendolo quasi diventare
    giostra d'amore concupito

    nella nostalgia precoce
    di questo mio volontario esilio
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 14 marzo alle ore 20:55
    Albe e tramonti

    Albe

    che recano in sè
    i privilegi della vita

    che porgono all'anima
    la placida offerta della serenità

    che solleticano gli occhi
    senza lasciare che questi si chiudano

    Tramonti

    che vivono ancora
    i privilegi della vita

    che parlano all'anima
    appesantita da eterne insonnie

    che pesano sugli occhi confusi
    dall'imbrunire della speranza

    Albe e tramonti

    a inseguirsi e susseguirsi

    nella postura simbolica
    che la vita impone
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 14 marzo alle ore 20:53
    Le mie ricchezze

    Non sono mai stato
    un agiato di questo vivere

    pur se è verità il mio dimorar
    dentro un castello incantato

    Abito tra le mura fragili
    della malinconia

    dove finestre senza ante

    s'affacciano su vedute di nostalgia
    che rallegrano gli occhi

    stregati dall'andamento lento

    della vita che là vi langue
    in tutto il suo mistero

    E in tutto questo

    i versi che scrivo divengono
    la mia ricchezza e il mio tesoro

    la mia alba e il mio tramonto

    nell'allegria del poeta
    che non potrò mai essere
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 14 marzo alle ore 20:51
    Un'alba qualsiasi...

    Guardo involontario

    perso nell'aria mite
    di questo mattino

    d'in fondo al lungomare

    e rifletto sul tuo spettacolo

    dolce e nitido ai miei occhi
    nel bagliore della tua bellezza

    E mentre scorre leggera la vita

    nella mansuetudine mattutina
    della mia anima in calore

    ascolto in me
    il mormorio felice del cuore

    acquetato dal vago soffio
    del tuo torpore

    nel sussurrìo pigro dei pensieri

    che mi aspettano
    lungo i declivi del giorno

    tra le sue ombre e le sue luci
    fratelli carnali del vivere
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
elementi per pagina
  • 07 novembre 2018 alle ore 11:40
    Biografia

    Come comincia: Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l'educazione era affidata "alla cinghia dei pantaloni".In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l'aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarant'anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha appena compiuto 65 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 60) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo.Un'antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell'esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.In questi giorni gli é stata assegnata da un'associazione culturale "I Rumori dell'Anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Pubblica le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 21 settembre 2018 alle ore 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno 2018 alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo 2018 alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.