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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • Ieri alle 21:10
    Non ho piu' tanto da dire

    Modi brevi
    modi secchi
    a mostrare e dimostrare
    del proprio vivere
    la capacita' semantica
    di vestirlo con sentenze
    passate in giudicato
    senza abbandoni vittimistici
    Resistere alle alienazionidell'Essere
    con disillusioniprive di rassegnazione
    e cariche di espressioni
    del vuoto di valori
    e d'ogni desiderio d'amare
    .
    Cesare Moceo destriero DOC @
    TUTTI I DIRITTI RISERVATI

     
  • Ieri alle 21:06
    Sono io la Pace

    Fili di seta
    intravedo tra un ramo e l'altro
    intessuti al primo mattino
    dalla tenacia di ragnetti
    che osannano la vita
    Sollecitudine e amore io vedo
    nel loro arrampicarsi
    tra i fiori degl'ibisco rossi e gialli
    e tra le rose variopinte
    bianche e rosse
    incuranti del diverso colore
    che la vita ha lor donato
    E l'ulivo che guarda compiaciuto
    a dire...sono io la Pace
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 10:05
    Di certi trionfi ne faccio a meno

    Aggiorno
    ogni mattino
    riaperto alla speranza
    a scongiurare trionfi
    senza scampo
    d'equilibri spezzati
    dalle notti d'insonnia
    mentre l'anima
    asciutta del suo colore
    soffre il giorno che arriva
    E si risvegliano
    anche i battiti del cuore
    a intonare cantilene
    indecenti e sovversive
    e inneggiare alla vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 7:41
    Certi attimi

    In certi attimi
    dall'aurora all'alba
    solo pensieri tranquilli
    s'azzardano a riflettere
    L'occhio appena sveglio
    del sole mattutino
    mi trova beato
    carezzandomi la mente
    con i suoi tiepidi sguardi
    e baciando con amore
    le rose felici di quel contatto
    E io
    sogno limpide felicita'
    e in quelle
    la mia nostalgia vive
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • lunedì alle ore 20:00
    Arroganze

    Occasioni
    che spalmano nelle menti
    toni affettuosi
    sotto mentite spoglie
    sfumature patetiche
    che abitano dirimpettaie
    a false identita'
    nel tentativo di accaparrarsi
    nuove carezze dalla vita
    E non s'accorgono
    del senso di tristezza
    che le avvolgono
    nel sentimento d'aver perduto
    le parti migliori del vivere
    impedendo al cuore
    di commuoversi
    e anche di piangere
    sulla propria infelicita'
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • lunedì alle ore 20:00
    Perche'?...io proprio non capisco...

    Nel passare del tempo
    che non dovrebbe mai intaccare
    i pilastri del giusto vivere
    e le radici dove essi sono ancorati
    assurdi moralismi
    mi percuotono il cuore
    nella degenerazione della stima
    per l'alternativita' di gesti e parole
    che feriscono l'anima e il suo valore
    nel dimenticare il predicare
    l'idea aberrante del possesso
    gridata a gran voce contro gli altri
    nel potere corrosivo del proprio sguardo
    specchio dell'identita' d'ogni fare
    E in me che son rimasto
    tra le mascelle di quel tempo
    diviene quasi un'esigenza
    esprimere il mio disappunto
    dall'alto sentire
    della mia interiorita' scontenta
    dell'eccitazione a ira
    che manifesta il mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • lunedì alle ore 7:46
    Sotto gli occhi della notte

    Scrosci forti di silenzio
    irrigano l'aridita' di fogli bianchi
    ancora non scritti
    nei pensieri
    che rivolgo a me stesso
    Muti
    nella coscienza di non aver coscienza
    e oppressi da una monotonia
    a volte vivace
    pur se incompresa
    E li riconosco e li amo e li odio
    nel loro rumore
    che m'opprime e mi umilia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • domenica alle ore 21:07
    I luoghi della poesia

    Affascinato dai simboli
    del mio realismo
    e interessato al mio futuro
    m'incammino in incognito
    per le strade dissestate
    della mia coscienza
    scorciatoie cercate dai desideri
    per ridurre la distanza
    tra i sogni e la realta'
    E cerco il mio Cielo in quell'andare
    e il mio mare in quel vedere
    a volare radente alle buche che incontro
    e tuffarmi felice dentro i miei occhi
    a vivere cosi' i miei sogni e la mia realta'
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • Resto basito Io
    e mi sorprendo come non lo siate Voi

    dei ricordi raccontati dal nonno

    fame combattuta con le mitragliatrici
    a saziare soltanto i cimiteri

    vite vissute non vissute

    pace raggiunta col sangue degl'innocenti

    E oggi che facciamo

    Vogliamo tornare al suono del ratatan

    al pane di nuovo tesserato

    a altri spargimenti di sangue

    Uomo ma quanto fai schifo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • domenica alle ore 21:05
    Raccontarmi

    Spogliarmi

    per raccontare tutto di me

    tra brezze di realtà
    e aliti perspicaci di sogni

    emozioni smaglianti
    delle mie nostalgie

    nell'intimismo più aperto

    con l'umore agitato e assorto

    nella passionalità della piu'
    candida innocenza

    tra brividi e batticuori

    con le luci del destino
    accese intorno al cuore

    avvinghiato all'amore

    a sentirne i sapori delle voluttà
    nel gioco della vita

    venature riflesse per innalzare l'ardore

    tempeste gradite che ravvivano
    le braci della passione

    nella mente

    ingannata da desideri sconosciuti
    e annichilita da travolgenti desideri.
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • domenica alle ore 21:02
    Stasera a colloquio con Freud

    Capirmi? Non e' tanto facile

    Resto avvinghiato
    ai segni del mio vivere

    frutti del mio pensare

    infinite stanchezze
    nel desiderio d'armonia

    che mi prende
    a inseguir le nostalgie

    che corrono veloci
    dentro gli spazi tetri dell'angoscia

    Drogato dagli ornamenti

    talvolta mi sento
    straordinariamente vivace

    a teorizzare
    il mio complesso di Edipo

    E provo a far l'artista

    un affascinante
    esempio di vitalita'
    con la sofferenza
    non piu' sopportabile

    a cercare dentro di me

    il giusto lasciapassare
    che mi permettesse
    di trovare il coraggio
    di esprimermi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • domenica alle ore 21:00
    Le strade del cuore

    Strade

    da intraprendere
    per assopire presenze d'assenze

    da percorrere

    in mattine di bufere

    scalcinate solitarie

    dove non incontri nessuno
    se non te stesso

    da evitare

    nello scompiglio dei pensieri

    per non incontrare
    il tuo esser "nulla"
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • domenica alle ore 20:58

    La mia dignita' non si tocca

    Se volete
    vi regalo la mia aureola

    ma restate lontani
    dalla mia dignita'

    Essa

    mi e' stata lasciata in eredita'
    dalle mie Croci

    ...non toccatela
    ...non discutetela
    ...non e' merce di scambio
    ...non e' in vendita

    ...quella

    e' l'unica cosa che lascero' in eredita'
    alle mie Croci
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • domenica alle ore 14:37
    Il dolore non ha sesso

    Destini
    che si prolungano al di la'
    della loro apparente estinzione
    a evocare nell'anima
    aspirazioni alla vita
    ricavarne essenze e nutrimenti
    e a essi delegarne
    l'espressione dei sentimenti
    La' il dolore non ha piu' sesso
    e violenta l'uno e l'altra
    e gli altri ancora
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 13 giugno alle ore 21:54
    Il paesaggio aspro del mio vivere

    "Tutto cio' che seduce
    allo stesso tempo inganna"...Spazi dell'anima

    riaprono spaccati vecchi
    a nuove ambizioni

    E avrei desiderato altro nella vita

    quanto meno saper recuperare
    e restaurare i miei pensieri

    affinche' raccontassi le mie aspirazioni

    e poterli rivivere

    anche in cunicoli tremendi
    pronti ad accogliermi con atmosfere spettrali

    dove subire i miei tormenti

    immerso nel paesaggio aspro del mio vivere

    in quelle visioni
    che coinvolgono nella mente

    e che portano
    a scavare dentro se stessi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 13 giugno alle ore 21:14
    La liberta' del mio volo

    Momenti

    come adesso

    che sostituisco le incertezze
    di questa vita vissuta

    con il mio sapere

    la mia conoscenza
    e con il possesso dei miei ricordi

    quasi a voler perpetuar l'intelletto
    senza perder il senno

    E me vado vagabondo
    per le rime dell'aria

    segugio dalle chiuse narici
    confuso dagli effluvi del mondo

    in accordo d'istinto
    con la liberta' del volo

    E libera e istintiva scivola la mia penna
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 13 giugno alle ore 21:12
    Il mio gruppo

    Fanciulleschi
    desideri di diversita'

    volano disperati
    in cerca di trasgressioni

    nella mia umana volonta'
    di donare e ricevere amore

    E brividi di passioni

    in questo interiore bisogno
    pervadono la mente

    facendola viaggiare
    nella sensualita' della fantasia

    a sognare baci e abbracci

    nel calore dell'affetto
    di cuori che si cercano

    che si vogliono

    che si amano
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 13 giugno alle ore 21:09
    Pensieri e lacrime di gioia

    E vivi sdolcinato
    con la tua perspicacia

    a far diversamente

    resistendo alle lodi

    a ridere

    seguito da chi ti ride davanti
    e anzi

    contento di quella ilarita'

    E non pensi che domani
    saranno lette pagine deliziose

    con lo stupore del mondo
    a abbeverare la terra e il cielo

    con lacrime di gioia

    nella Verita' sempre promessa

    finche' felice

    godrai del piacer
    d'ammainar la penna
    .
    Cesare Moceo destrierodoc@
    Tutti i diritti riservati

     
  • Un giorno forse
    serviro' a qualcosa

    testimone diretto

    di tormenti che uccidono
    le anime indifese

    E mi chiedo

    cosa c'e' di piu' difficile
    in una vita cosi ?

    una vita prigioniera
    del suo stesso vivere

    Salgo ogni dì
    scale ripide

    dai gradini tremolanti

    per arrivare all'attico
    del mio pensare

    E mi ritrovo a lottare
    per riprendere al tempo

    i miei pensieri
    rubati dal destino

    nelle notti di luna piena

    macerie di visioni poetiche

    che non riescono a superare
    il loro lutto

    e che piangono
    il non potersi piu' esprimere

    E sto qui
    ad abitare le mie tombe

    dentro cui vivo
    con quel che resta dei sentimenti

    brandelli di emozioni

    che un tempo erano
    le ridenti passioni dell'anima
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 13 giugno alle ore 21:04
    Rosso sangue

    Matto e senza amici

    potete definirmi anche maledetto

    ma racconto ciò che sono
    e ciò che altri non voglion dire

    ai tanti che non vogliono ascoltare

    E scrivo

    nella volonta' di cogliere e esprimere
    i suoni e i misteri della vita

    con i miei versi

    figli del mio essere

    del mio vivere

    del mio sapere

    del mio fare

    del mio andare

    del mio sorridere

    e del vostro leggermi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 13 giugno alle ore 21:01
    Noi...tra fantasia e realta'

    Viviamo sospesi
    dentro i nostri limiti

    e nei confini di essi ci muoviamo

    con la nostra esistenza reale
    a contrapporsi a piu' dolci fantasie

    testimoni ancora
    del loro matrimonio impossibile

    tutto adornato d'eguali destini

    fedeli al ricordo di incontri fugaci
    e di sensuali abbracci

    luci e ombre

    fantasia e realta' a conservarsi
    nella memoria del tempo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 13 giugno alle ore 20:58
    Il trionfo del bene

    Presagi di vilta'

    trasformano nel male assoluto
    volonta' di pace

    e le mutano in profanzioni
    di valori propri della civilta'

    incutendo paure
    e rendendo inutile l'esistenza

    nella sua impari lotta per il bene

    E sintomi d'ottimismo

    nell'interesse del mondo

    pervadono i cuori e le scie dei mari
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 11 giugno alle ore 23:15
    Ancora tu

    Parlo d'amore vegliando in questa notte di sogni e di baci infoiati nudi nel corpo e nelle lingue Svuoto i cassetti dei desideri sessuali colpi di reni e teneri sudori scandiscono i ritmi d'amore tra gonfiori di petti ansimanti e slanci d'orgasmi mentre lente s'espandono nell'aria...le voglie . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 11 giugno alle ore 20:57
    A Cesare

    Questa e' una poesia che la mia amica e poetessa Antonella Chelidonio mi ha omaggiato a esaltare la stima che nutriamo l'un per l'altra...Di questo ne sono piacevolmente lusingato e affettuosamente grato...

    A CESARE

    Sopito nell'assolato meriggio
    cullato dallo sciabordio delle onde

    la lieve brezza sussurra melodie
    che ammansiscono l'anima

    nella dolcezza delle armonie
    che inebriano i sensi

    e liberano la mente da ogni turbamento

    Palpebre dischiuse

    nell'estasi di un abbraccio
    che unisce la realtà alla brama di un sogno
    .
    Antonella Chelidonio Stella splendente
    Tutti i diritti riservati

     
  • 11 giugno alle ore 20:55
    La liberta' della mente

    Nel silenzio del vedere
    al di la' del mio vivere

    alternanze

    di pensieri non pensati

    di detti non detti
    e di fatti non fatti

    nella fantasia delle mie notti

    culminano nel sapore
    del piacere sensuale

    di intime storie vissute
    nell'intensita' del desiderio

    E aspetto ancora la mia alba

    per dire

    per fare

    per capire
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
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  • 09 giugno alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.