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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • martedì alle ore 21:23
    Ho scelto la solitudine del mare

    Abituato
    a guardare le onde
    ripetutamente
    a abbracciar la sabbia
    ricordo
    la mia liberazione
    incatenandomi
    a quell'abbraccio
    e capire finalmente
    verso quale sentiero
    doveva andare la mia vita
    E cosi' ho accettato
    questo grande dono
    del mio vivere
    a percorrere
    la strada maestra
    e riconoscere il dire
    nel dire degli altri
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 21:20
    La forza della lettura

    E leggo

    e da queste letture e dal loro potere

    m'accorgo chi sono

    Dostojesky Leopardi Bosca Mencarelli
    Cotugno Catullo Camus Pascal Zampini

    insegnano

    e io imparo a capire cosa voglio dalla vita

    quali sono i desideri
    che possono riempirmi le ore

    e trasformarle in giorni meravigliosi

    Con la mente
    a lasciar visibili i pensieri

    a specchiarsi in se stessi
    e moltiplicarne l'intensitá

    e il cuore

    a sentirsi liberato dei suoi silenzi

    lontano da sbalzi d'umore

    nei suoi battiti
    che sembrano rintocchi celesti

    a farmi sentire
    il ritratto allegro del mio vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 21:18
    Vivere

    Nel frattempo ne vale la pena

    pensare

    rifletterci

    non é tanto insensato

    con quell'avvolgersi
    all'aria che respiriamo

    al caldo dei raggi del sole
    che si offron liberamente alla pelle

    E inebriarsi di tutto

    rimanendo in piedi
    davanti a se stessi

    coscienti d'esser vivi

    con la propria realtá tra le mani

    negli occhi

    nella mente

    pur nella possibilitá
    d'esser in un sogno
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 21:17
    Complicitá inaspettate

    La mente implacabile

    continua il suo pensare
    affacciata al vivere

    mentre il cuore piange

    struggenti lacrime
    di condivisione e di stima

    per raggiunti traguardi
    di momenti di simbiosi

    E convivono grati l'una all'altro
    d'ogni palpito d'intimitá

    nel piacere che fluisce e pervade
    appagandone la loro complicitá
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 21:16
    Intellettualoidi

    E chi non sa

    pensa

    E si racconta barzellette per ridere
    e guarire delle proprie ferite

    appartandosi nella propria coscienza

    scriverci dentro
    smontando emozioni raffazzonate

    e accettarne le sentenze

    La rarità però
    é che una coscienza bisogna averla

    ...a trovarla !!!
    .
    Cesare Moceo destrierodoc

     
  • martedì alle ore 21:15
    Nuovi pensieri in nuovo giorno

    Mi faccio spazio
    tra la curiositá dei pensieri

    respirando

    il pensare che essi m'impongono

    Attraverso felice
    quegl'istinti di libertá

    e lá m'immergo

    nella purezza di quelle pulsioni

    a apprezzarne
    l'umiltá e la ricchezza

    E attendo paziente
    lo spuntar dell'alba

    e con essa il nuovo giorno

    a portarmi nuovi intendimenti
    e ancora pace e calmezze

    e insinuarsi piano nel mio dire
    come attraverso un setaccio

    con le sue ore a goccia
    a abbracciarmi l'anima
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 21:14
    Presa di coscienza

    Lacrime diffuse
    saranno stasera nel cielo

    volano da millenni da una graticola
    su cui si e' compiuto un sacrificio

    e io con gli occhi rivolti alla storia
    cucio le mie tele

    abbracciato alla mia passione

    per bagnarle di quella fede

    ispirato da quest'antichitá
    a darmi felicitá e suggestioni

    e riconoscere i miei peccati
    nel desiderio espresso

    di prenderne coscienza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • Sere
    in cui ho come l'impressione
    di trovarmi su una zattera
    trascinata da corde
    che mi tirano
    un po' di qua e un po' di la'
    E me ne accorgo
    nella mia immaginazione
    dopo aver preso il largo
    sballottato senza vergogna
    da correnti istintive
    a giustificare quel navigare
    dentro il mio disagio culturale
    alibi della mente furba
    che si nasconde
    dietro le maschere del vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 21:10
    Ho scelto l'eremo

    Mi sembro un co-pilota

    conscio del suo certo futuro
    e rifugiato in una ribellione letteraria
    dolce e malinconica

    che sta seduto su un aereo sempre in volo
    dove tutti siamo ai comandi

    a viaggiare con le parole nel tempo

    Catapultato
    in una notorieta' non cercata

    commosso

    accetto con gratitudine
    questa corona gia' pronta

    che il tempo non fara' appassire

    E nel desiderio di fermarmi

    ho scelto l'eremo

    ma il mondo e i suoi sentimenti
    mi viene a cercare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • 10 agosto alle ore 12:52
    E poi...poi sei arrivata tu...

    Non mi voltato
    dopo aver chiuso
    per l'ultima volta
    la porta di casa
    Di quella casa
    che mi ha visto nascere
    e della quale adesso
    non ricordo piu'
    dopo cinquant'anni
    cosa vi e' rimasto dentro
    alle mie spalle
    Era il mattino presto
    del giorno dell'avventura .
    e della paura
    il giorno delle incognite
    e delle risposte impossibili
    Ora mi accorgo
    di quanta strada
    ho fatto in quel passato
    che si allontana sempre più
    Quel passato
    a cui sicuramente
    ho aggiunto colore
    e che non ho
    sporcato d'assenza
    Ricordo solo
    che e' stato un mattino lungo
    riempito da un treno
    e tanti chilometri
    con la mancanza del coraggio
    di guardarmi negli occhi
    con l'incoscienza
    a far da carburante all'adrenalina
    Non avevo una casa
    ero senza soldi e senza amori
    e queste certezze
    erano la mia unica compagnia
    Mi conquistò subito
    la pace e il silenzio
    al quale non ero abituato
    e iniziai dai qui
    ...il mare...una balaustra...un ristorante
    E poi...poi sei arrivata tu
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @

     
  • 08 agosto alle ore 20:49
    Inchiostro,passione e...solitudine

    Non so

    se a volte e' l'orgoglio
    o l'innato narcisismo umano

    a tormentare d'umiliazioni
    la mia superbia

    e usare tutte le seduzioni

    per farla divenire
    quel fenomeno che non si lava

    che come il vivere vuole

    risveglia l'impazienza del cuore
    e ne sopporta l'esser compatito

    E resto felice di cibarmi ogni dì
    al buffet della vita

    nobili peccati d'ardimento

    e sentirmi ancora
    una macchia di inchiostro

    di desiderio e di perdono

    che s'espande su un foglio
    bagnato di rugiada e di speranze

    E non mi basterà piu' alcun "nulla"

    lascerò con me

    solo la eco di quei pensieri
    che non cancellerá la mia solitudine

    poiché quella

    sará l'unica cosa che terrò con me
    ...per sempre
    .
    Cesare Moceo destrerodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 08 agosto alle ore 20:48
    Le speranze dei poeti

    Qui

    ora sembra dominare
    un certo stato d'animo

    sembra diffondersi
    la spensieratezza

    forse i poeti

    sperano ancora
    che aumentino i propri lettori

    pur nel rischio

    che la loro poesia
    perda la sua essenza

    e imbocchi la strada dell'inutilita'

    A me piace pensare
    e sorridere di questo

    forse perché poeta non sono

    ...e me ne son fatto una ragione
    .
    Cesare Moceo destrierodoc

     
  • 08 agosto alle ore 20:47
    I silenzi del cuore

    "Come puoi pensare
    di non essere un vero poeta
    se pensi al tuo ultimo giorno
    con rime di poesia"(Angela Costa)

    Entro nei vostri cuori

    felice

    come un contadino
    dopo aver avuto un copioso raccolto

    e strattonato a destra e a manca

    da chi non ha coltivato
    ne' abbeverato bene il suo terreno

    seminandolo di furfantesche dualita'
    e concimandolo di ironiche risa

    E m'accontento dei miei deliri

    a rimanermi fedele
    e col cuore schiacciato nel petto

    nel piacere di nuocere con la mia fantasia

    E scusatemi se adesso vi do le spalle
    ma son rivolto al futuro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc

     
  • 08 agosto alle ore 20:45
    Il fumo di Satana...s'espande

    Audacia
    nel mettere la carne al fuoco

    ardimento
    per togliere la carne dal fuoco

    e non bruciarla ne' bruciarsi

    Pensieri del dubbio
    a varcare soglie d'intelletto

    e conservare riservatezze e confini
    schiacciati nel loro dire dai sentimenti

    e da cio' che non puo' esprimere la mente

    E in pochi a aprirsi alla modernita'

    a capire scetticismi e conservatorismi

    e solcare convinti acque tempestose
    solo con la nave della vocazione
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • Lucide consapevolezze

    rassegnate

    accompagnano la mia eta'

    povera anzianita'
    che soffre d'incertezza e vive d'inutilita'

    E niente di straordinario

    m'accade

    nelle ore d'inezia
    che vergognano il mio fare

    solo soffi di paure

    che m'accendono la coscienza
    e illuminano il mio istinto

    E leggo...e scrivo...
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 08 agosto alle ore 20:42
    Codici a-morali

    Severita'

    che non danno spazio
    alle effusioni

    sentimenti tenuti dentro

    comunicati per osmosi
    in principi perduti

    quando perduta e' stata
    la gratuita' delle emozioni

    Tutti a inchinarsi al dio denaro

    senza accorgersi delle frane
    incombenti sulle teste

    campioni di scacchi in rovina

    a vivere frantumi di passioni
    a trasmettere falsita'

    e vendicarsi
    d'avere il destino che meritano
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • Ableismi senza senso
    insultano il poetare

    a intimidirne oggi il vivere

    col risultato di consolidarne
    il potere e l'eternita' dell'Essere

    E allora giu' metafore
    immerse in seno a versi

    permeati di rivoluzione

    piccoli trafiletti
    che nel loro misero sapere

    spiano le vite che cadono a pezzi

    colmandone i vuoti d'indifferenza
    di dolore e di tormento

    nel dispetto di raccontare al mondo

    quelle uniche Verita'

    pronte a ricevere pessima accoglienza
    nelle menti abituate a flirtare con le falsita'

    E sogno il fumo delle sigarette
    che non ho mai acceso
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 08 agosto alle ore 20:39
    L'uomo che mia madre avrebbe approvato

    Nell'eccitazione della penna
    che scorre lungo il mio scrivere

    mi confronto con la realta'

    nei ricordi che rimangono
    a incoraggiare le sfide

    alla ricerca delle migliori trame possibili
    che possano far felici la mente

    entrare in armonia tra loro

    e penetrare la vita
    uccidendo i sentimenti repressi

    E lá orride visioni di trincee
    si stampano immediate nella frustrazione

    spettacoli di varieta' a rallegrare i pensieri
    e fonderli con la mia cupa solitudine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 08 agosto alle ore 20:37
    Attimi d'aurore

    Pensieri

    che praticamente
    mi tengono sveglio tutta la notte

    dove nel crollo delle illusioni

    porto fuori dai miei inferni
    tutta la realta' vissuta

    fiabe di carta velina

    sgretolata dalle lacrime
    lasciate sole

    al capezzale dell'infelicita'

    con le frenesie
    e i fremiti insozzati di buio

    E nel risplendere dei giorni
    al diradar delle nebbie

    significo i miei versi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 04 agosto alle ore 10:40
    Silenti pianti

    Notti

    a esigere d'ascoltarmi
    con sarcastici disprezzi

    a accorgermi e inorrdirmi

    dei pensieri ostinati
    che percorrono la mente

    Nascondere al cuore
    il loro orrore e l'esasperazione

    e arrivare al mattino
    immerso nel silenzio piu' sprezzante

    mantenuto per ore pagando
    dazio all'insonnia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 04 agosto alle ore 10:39
    Non voglio sposare i peccati degli altri

    Porci a vivere
    dentro un coacervo di pensieri

    con le ali a dare lo slancio iniziale

    a far sentire immersi nel cambiamento

    e partecipare al mondo
    il rapporto alla pari con l'esperienza

    Un branco a rifiutarsi in se stessi

    a trasformarsi

    a estinguersi
    nella loro attivita' creativa di solidarieta'

    e farsi portavoce del niente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 04 agosto alle ore 10:38
    I dialoghi tra l'anima e il cuore

    Pensieri molto profondi i suoi

    e lo ringrazio di questo

    l'ho chiamato Poeta da subito

    anch'io

    e quando la mente mi guardava storto

    e sospendeva i pensieri
    in segno di disappunto

    durante gli anni magici
    e difficili della sua adolescenza

    tra passeggiate di lettura
    e panchine di scrittura

    io non avevo remore a chiamarlo poeta

    Ed era solo l’inizio della sua fantastica avventura

    perché sentivo che sarebbe arrivata
    una passione sempre più grande

    più sconvolgente

    più emozionante

    …e così è stato…
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 04 agosto alle ore 10:36
    La gradevolezza del passato

    Ricordo la mia infanzia
    e il mio lavarmi

    nel quale ho vissuto
    i miei entusiasmi e le mie speranze

    e persino le mie lacrime

    Ora mi sforzo
    a parlare ancora con voce umana

    tra le frenesie
    che mi portano ai deliri

    nell'incontro con il mio infinito

    e l'ascoltarmi con interesse

    nel caso avessi da rivolgermi
    nuovi pensieri

    E faccio da maestro
    e da discepolo a me stesso

    per rimaner attaccato

    a tutto ció che in me
    e' rimasto radicato
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 04 agosto alle ore 10:35
    La calura della mente

    Sottile caligine

    impregna ora l'aria tutt'intorno

    inghiottendo i riflessi dell'estate
    e le sue sfumature

    e trasformandole in un buio acceso
    color nebbie di calore

    emozioni fluenti

    nella sera che scende
    quando ancor non é notte

    E vedo lá

    pittore di malinconia

    i contorni del mio scrivere

    nel pensier d'incontrarmi
    in qualche parola sublime
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • E quelli sono i giorni
    in cui m'accuso dei miei pensieri

    m'ascolto e taccio in quelle ore

    mentre anche il cuore
    mi dice di risparmiare le parole

    Son chiamate della mente
    a rievocare silenzi imposti

    al presente che vivo
    d'immobilitá coatta

    e al mio passato

    che ritorna dall'aldilá
    nelle folgori dei ricordi

    E m'affido ai miei occhi

    nel colloquio con il "Nulla"

    che misura la distanza
    tra ieri e oggi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
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  • 09 giugno alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.