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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • 25 settembre alle ore 12:46
    Sono l'apparire del mio destino

    Mi spiaccio dello spirito drammatico che emana il mio scrivere e del suo sopportare tutto quello che accade intorno e dentro il mio vivere E mi s'incolla addosso come una seconda pelle un vestito di tormenti confezionato su misura perplesso e scolorito che rimane appiccicato a imperturbabile memoria E così spiego il mio essere solitario nel giganteggiar dei pensieri lontano da chi sentendomi suo malgrado diverso si autoesclude respingendo ogni sapere e arrancando nel vuoto che lo circonda . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:45
    Vorrei essere uno struzzo

    Cerco parole dignitose per spiegare a me stesso ciò che circonda il mio fare la merda che calpesto ogni giorno e che fra non molto raccoglierò a mani nude E già ne sento nitido il lezzo che si sparge nell'aria invasa da sciami di zanzare pronte a succhiare il sangue di color che incontran per la strada Vorrei essere uno struzzo scombinato e caloroso e nascondere la testa sotto terra cieco nella mia follia bucolica che diviene il mio orgoglio il mio momento di normalità E così spira bufere di passioni il mio vivere adducendo forte ogni emozione nel cuore piangente mentre la mente gode sorretta dalla ragione e l'anima percossa e impotente sopporta i più acuti affanni e le sue lacrime scorrono invano Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:44
    E così ho provato la mia innocenza

    EUREKA...voglio condividere con tutti Voi la mia felicità...È arrivato l'esito dell'esame istologico...niente chemioterapia niente radioterapia...solo ORMONOTERAPIA...Anche per stavolta San Pietro m'ha assolto e rimandato a casa...perchè il fatto non costituisce reato <3 <3 <3 E così ho provato la mia innocenza Ho cercato e trovato altre frontiere dove il silenzio possa accompagnarmi ai miei rifugi per ricominciare a "essere" Incanto visto dal cuore con la purezza della felicità a "maltrattare" quel silenzio radici amare che mi porto appresso senza alcun desiderio d'oppressione E ora finalmente potrò riprendermi il mio tempo per passeggiare all'interno dei luoghi della mia semplicitá . Cesare Moceo poeta di Cefalù [email protected] Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:42
    Al di qua del mare

    Ringrazio ogni dì il mio Angelo custode e i miei occhi che mi fan vedere ancora i resti ben conservati di me e della mia interiorità dentro cui vado peregrino a raccogliere la vera essenza del mio vivere E apprezzo le emozioni in mezzo alle quali mi muovo a far confluire in un'unica speranza i loro rivoli e farmi capire ogni cosa che vale rintanarmi nella rettitudine a dar il giusto valore all'onore e fondere in questa mia passione le sensazioni che invadono l'anima ...almeno finché potrò... . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:41
    Ho pianto tanto

    Passato tu che torni rigido e dispotico a impormi con fretta d'ignorare i sentimenti buio e silente con i tuoi modi secchi e rabbiosi a suonare continue sirene d'allarme che evocano l'Inferno insinuando in me fermo immobile nelle mie sabbie mobili la sospetta certezza d'essere la causa dei miei mali ti prego abbandona i miei oggi Resta relegato nei tuoi ieri nel tuo mondo nemico e ostile e lascia che io m'inventi ancor coccolato e protetto dalle mie passioni un qualsiasi presente per sopravvivere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:40
    Conflitti senza fine

    Mi ritrovo stritolato tra i divieti imposti dai miei doveri morali e che trattengono nell'asfissia il mio respiro, fino a emarginarlo come scomodo e incompreso. Mi ritrovo perplesso a interrogare questo mistero, tacendo volutamente sulle folate di cenere che sporcano i miei pensieri, e mi punge il bisogno del sapere, addolcito solo dalle delizie di questo stesso desiderio, che m'impedisce d'obliarmi, fino all'esaurimento di quel piacere dove malizie soffuse scintillano, ancora pronte ad accendere certi estatici atteggiamenti che lasciano umiliate la mente e l'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:39
    Un libro... il mio pane quotidiano

    Tratti non ereditati mi distinguono marchiando le emozioni d'incanto che dimorano nella mia anima Resto chiuso nella mia diversità che mi fa preferire e amare il dolce silenzio che emana un libro la sua quiete turbata solamente dal mio sfogliare pagina dopo pagina a esaltare facendomene godere l'efficacia lo scorrer dei pensieri e le loro melodie Momenti sfrontati che appartengono solo a me usati e abusati a riempirmi di piacere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:37
    Io...signor Nessuno

    Facile sarebbe smettere i vestiti della bontà e indossare nere volontà che si avvolgano all'anima Ma a che pro ? Io non sono un Everest nella mia vita mi guardo indietro a ripercorrere i miei sessantasei anni e rivedo ogni giorno di essi quando costruivo mattone su mattone il mio vissuto senza compromessi di cui andare fiero Eppure sono nato povero di tasca ma non di mente con l'emotività che ha permeato la mia intelligenza E stramazzano oggi nell'anima flebili raggi di sole a penetrare la penombra dei tormenti trascinando dietro di sé minute pallide emozioni che si mescolano tra loro nel destino infame di illudermi mentre vortici di venti gelidi s'aggirano con entusiastico fervore in quell'angusto spazio mortale alternati a calde saette in un miscuglio il cui terribile impeto erompe nella delusione e nella follia dando peso e grande valore agli altari fumanti del mio esser Nulla . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:36
    Le onorificenze del corpo

    E adesso devo imparare a convivere con questa nuova cicatrice nel mio seno straziato ancora una medaglia da conservare gelosamente aggiunta assieme alle altre del petto del cuore delle gambe a farla diventare quasi un'altra fiera compagna di vita Non voglio nè posso fingere o mentire a me stesso di questa muta violenza che accompagna il mio corpo accettandola in questa specie di patto silenzioso e segreto stipulato con la mente E me ne vado in giro sfoggiando la mia anima sana asciutta e allegra sempre pronta al sorriso a permeare e intonacare di vita le mura ermetiche erette tra la mia interiorità dolce e orgogliosa e lo scetticismo roboante del mondo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:35
    L'orgoglio di un pregio

    Rivedo il vivere sotto la luce della mia nuova realtà che fa vibrare le corde dell'anima tanto intensamente da mandarmi in apnea E accarezzo con orgoglio il "superpregio" che sento in me che per altri benpensanti potrebbe essere un difetto di far rifiorire col sorriso la vita mia e quella di chi ha sofferto con me E abbraccio e bacio la mia dote stringendola forte al cuore assieme ai fremiti e le emozioni che emanano i suoi battiti negli effluvi che avvolgono i sogni fregandomene del futuro "uggioso" e dei sorrisi di circostanza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:34
    Grida d'avvertimento

    Emozioni fuggite dai cassetti dei pensieri rodono di bile le passioni e mandano al macero verbi d'insofferenza che guarniscono certi discorsi d'incoerenza arenati negli ampi seni delle delusioni e che han dato ritmo di diversità ai momenti vissuti a lume di candela nelle intese imperfette tra la voglia di vita e il desiderio d'eroismo sensazioni a invocare versi diversi che i coraggiosi non hanno mai conosciuto E vecchie e decadenti passioni nel loro desiderio di rinascita cercano tra gli anfratti della mente nidi vaganti a dar rifugio alle poche elette emozioni intente a guadare fiumi senza ponti e intrecciare fili di lino con cui tessere camicie nuziali all'anima nel suo sposalizio con i tormenti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:33
    I fiori di agave, una vela, il mare, il cielo

    Sono gli attimi vissuti insieme a riempire i giorni sono i piccoli gesti d'amore a far la differenza tra loro tenui momenti che regalano trepidazioni intense a far lacrimare gli occhi Dolci stille che bagnano le guance solcano il viso fino alle tumide labbra a dissetare il cuore E ringrazio l'Altissimo per certe sensibilità immense anime che apprezzano e ringraziano per quello che la vita ci offre visioni poetiche che hanno il sapore forte della passione e come fuoco che brucia si espandono dentro nutrendo emozioni che tolgono il respiro e confondono la mente, alimentando la libertà di spiccare il volo nell'immenso cielo... dei sogni. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:29
    Senza rimpianti

    Nell'eremo del mio ego a volte debole e altre forte resto sensibile agli altrui giudizi Timido e timoroso sento nell'intimo la diffidenza del mondo come se nessuno volesse mai capire il mio soffrire interiore E non importa se con questo mio dire divento facile preda di manipolatori e reietti che vogliono ad arte intendere il contrario del mio puro significare Mosaici di onde dove ciascuna cresta col suo suono melodioso incanta il mio cuore e ricorda il piacere di lunghe ore di libertà scandalosa agli occhi dei più a riprendermi un po' alla volta tutto il tempo trascorso incatenato all'onore e alla dignità di lavoratore di marito e padre E passeggio per le vie da uomo semplice magari avaro d'ingegno acuto e pungente per come son sempre stato donando ancora ciò che m'è rimasto nel tempo che mi resta e che porta via passioni ricordi E tu viandante quando ritornerai per questa via ricorderai ai posteri la tua giovinezza e racconterai ancora di me e di ciò che IO FUI . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 25 settembre alle ore 12:28
    Le visioni del cuore

    Nel turbine di fulmini e saette che tagliano all'orizzonte il cielo scuro di pioggia sono qui a rimirare il mare felicemente abbracciato alla mia stupenda solitudine e all'inutilità dei lidi ancora composti sulla spiaggia deserta e squadrati nel loro vuoto d'anime Ah!!! se il mondo fosse il piacere di un sogno... m'addormenterei in questo mio sguardo nel tempo che resta ormai al vivere che mi è stato concesso sottoposto alle condizioni dettate dall'anima con le privazioni e le nostalgie a cullarmi nell'eterno silente tormento a suonare arie di danza e dimenarmi nell'interiorità a soffrire la noia di questa vita meschina E cerco il perchè del sollievo tra le lacrime delle mie voglie poetiche per delinearne i contorni morali e ridurli alla mia chiarezza nel potere arcano d'acquistare la felicità al prezzo d'emozioni sublimi motivo inquieto delle mie angosce e della mia solitudine piegandomi là dove Dio respira nel riflusso dei miei malesseri e del loro incalzante destino E invece non ho altro che questa luce e l'aria che respiro al suono di queste onde mentre lascio che la loro musica si sposi con le note soavi della mia anima . cesaremoceo proprietà intellettuale riservata Copyright

     
  • 25 settembre alle ore 12:27
    Autenticità disinibita

    Fortemente attratto dalla semplicità del mio scrivere seppur rivoluzionario(almeno per me) nel suo catturare l'anima e nel suo scherzare con la vita alla ricerca di un'autenticità disinibita giusto tributo a una costante memoria d'ispirazione mi ritrovo percorso da folgoranti intuiti nel rinserrarsi dei pensieri tra la pace delle rughe che i tormenti hanno impresso sul mio viso offuscato dal sangue versato in affascinanti frantumi della vita a orlare le labbra segnate di dignità e onore Là apro i miei spazi d'esistenza alla Verità che mi circonda col suo sole eterno a risplendere nei raggi della sua mirabile Luce E così vivendo "non consegno il mio tempo allo scoramento né mi contorco nelle rabbie del pessimismo nelle mie notti insonni" . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 23 settembre alle ore 12:56
    Il disperante rumore del silenzio

    Infanzia per strada adolescenza tra un bicchiere e un boccale giovinezza in camice bianco maturità a servir pietanze anzianità col bisturi sul corpo Eppure non ho mai vissuto un'epoca dove mi son sentito normale sempre con una vocina che mi è corsa appresso e che ha blaterato fin'oggi sommessamente <> E ancor non m'abbandona questa mia "diversità" nella felicità di "sentire" l'emozione nell'ordine dei pensieri disegnati come petali in fiore turbato dall'anima a voler essere più "anima" di altre del mio pensar che non potrà mai esser un intervento di mastectomia a compromettere il mio essere mezzo uomo e mezzo leone oppure a consegnarmi tra certe gelide braccia È rabbrividisco fino a farmi violenza nella mia reputazione favorevole al buonsenso della logica quando la paura di non farcela mi devasta la mente nel disperante rumore del mio silenzio . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 23 settembre alle ore 12:55
    Guerra e Pace

    Dimentico del desiderio d'accettarmi nel mio fiorir d'autunno subisco impassibile il disturbo di tentativi estremi disattesi del non rispetto dei miei limiti E non do ascolto agli occhi e a ciò che vedono soffrendo il mio vivere e i conflitti che di esso si nutrono entusiasmi senza clamore a illudere il risolver delle ansie spalmando disagio sull'anima e le sue emozioni nell'intento sublimato di volerla diversa dalla sua diversità E giù intense inquietudini a dichiarar continue guerre e armistizi immediati . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 23 settembre alle ore 12:53
    Il diritto di darmi alla vita

    Immerso nelle mie nuvole di fumo circondato dagli abbracci affettuosi del vivere felici emozioni di piacere arricchiscono i giorni che il nuovo sole risveglian e sgranchiscono Ore prima sfocate dignitose e rassegnate figlie di un assurdo scherzo del destino ora incatenate all'anima splendente di rinascita e di vita mi prendono di gioia nell'oblìo d'aver affidato al vento e ai suoi effluvi di Fede le ansie e i tormenti e nella certezza che con grazia sanguigna un giorno morirò d'amore . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 23 settembre alle ore 12:52
    Il gusto di occuparmi di me stesso

    Pian pianino son diventato fiero dei miei solchi speciali unici diversi bellissimi nel loro intrecciarsi alla vita fertili a germogliare intensità di passioni e fiori profumati d'emozioni su cui avide api si posano a succhiarne il nettare e candide colombe volteggiano intorno a festeggiarne i boccioli Colori d'arcobaleni donati dall'età che incombe anime a cui serve solo un po' d'acqua per sopravvivere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 23 settembre alle ore 12:50
    Dimenticherò mai i miei pettorali?

    Non sono mai stato di quelli che si nascondono dietro il proprio dito(medio) pensando fra sé "finchè non ne parlo,non esiste" A volte i pensieri fuggono dalla mente portandomi via verso illusioni e paure terre remote desideri sconosciuti in cui i sogni arrivano come echi indistinti Nè ho voglia di far sentire intorno gli effluvi del mio tormento odori che non mi appartengono io raggomitolato nel mio guscio di felicità a pensare ai pettorali che non ho più . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 23 settembre alle ore 12:48
    Il trionfo delle allegorie

    Aristocratico mancato conservo stile e portamenti d'umiltá nei dialoghi sinceramente acuti che l'anima intrattiene con se stessa Stazioni di sosta di promesse d'avvenire dei pensieri nei viaggi della mente che si restituisce a se stessa Rimpianti a esaltare l'ambiguità di quel pensare la cui potenzialità volitiva nei suoi viaggi è molto vicina al nulla Frontiere ferme a tracciare confini di fedeltà nella periferia del dire e del fare sui cui piantare bandiere di dignità E aliti di venti silenti trasportano riflessioni morali che esaltano il richiamo di certe tendenze intellettuali a rasentar la paranoia Ed e' come se il mondo fosse sempre alla ricerca di capri espiatori per sopravvivere a se stesso e alla sua fragilita' creata dai suoi fragili pensieri Sciacallaggi della mente che sono la sintesi delle Veritá e cercano il loro riscatto contro i dubbi che liberano i bisogni dell'anima dalla collusione che confonde dubbio e veritá Cenacoli di riflessioni a toccare i fulcri della libertá e far sudare sangue dal cervello . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 23 settembre alle ore 12:46
    Calme tempeste dell'anima

    Esprimo le passioni abbracciando la realtà per viverla in modo vero nella trascendenza di voler creare vita per altri uomini in una comunione di intenti a costruire ognuno la propria dignità nella triade sublimata di desiderio emozione e sogno E in questo percorso vocazionale mi realizzo donandomi e incontrandomi ancora con la mia anima per capire quanto importanti possono essere le mie emozioni quando gli scoramenti mitizzati in disaffezioni m'invitano a dismettere gli ardori che s'accendono illuminandomi per conquiste ottenute a denti stretti E mi amo sempre di più nel piacere di sapermi placido tra i giorni dei tormenti insidiosi e delle afflizioni drammatiche risucchiate in attimi di felicità che avvolgono la mia intimità e potermi comprendere giocando d'ironia con il significato nascosto del vivere E rimango entusiasta e a bocca aperta nel capire da dove arriva il vento che alimenta le calme tempeste dell'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 22 settembre alle ore 8:26
    Ogni uomo ha la sua voce e il suo sangue

    A volte, i "momenti difficili" della vita riescono a farti volgere lo sguardo in angoli tuoi che altrimenti non avresti mai scrutato. (Paola Mastandrea) Avevo fino a ieri un granchio nello stomaco un senso d'angoscia che attanagliava l'interiorità scossa dai brividi e la gola con singulti di paura sensazioni sconosciute a travolgermi come maree incontenibili e sommergermi l'intelletto Adesso quel granchio è divenuto farfalla orgogliosa di svolazzare con dignità tra le speranze e i desideri libera di posarsi di fiore in fiore nel fatalismo dolce che avvolge ora la sua vita . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 22 settembre alle ore 8:24
    Le infide volontà dell'anima

    Non comprenderò mai se si riesce a cogliere la sofferenza e la rassegnazione del mio dire nel non voler fare ombra al suo intrinseco essere disperato e soffrente per essere rimasto spesso prigioniero delle parole a rimpiangere amaramente la libertà che non gli sarà mai stata restituita E nascondo il tormento di questo strazio nell'insolente felicità dei miei sensi di colpa compagni fedeli della mia vita nel mio sentirmi lacerato dall'eterna solitudine a sua volta dilaniata dal non poter confidare sulle volontà dell'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 22 settembre alle ore 8:23
    La soavità dei pensieri

    Vorrei imparare a camminare nel mio vivere a caso affidandomi ai pensieri e a ciò che essi regalano al mio intuito e all'infelice impotenza che mi lega al mondo Mi sottometto alle torture del silenzio senza rivolgermi parola reprimendo il mio fare sostituito dal dire dolci parole a sconquassare i nervi a sorbire risposte terribili e crudeli che sconvolgono innocenti domande in contraddizioni complesse a calpestare i colori della vita e gli equilibri interiori fino a farli diventare umanismi al netto d'ogni morbosità nel galoppo dei drammi che dismettono lutti e compassioni nell'anima per divenire attese di nuove emozioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti risevati

     
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  • 07 novembre 2018 alle ore 11:40
    Biografia

    Come comincia: Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l'educazione era affidata "alla cinghia dei pantaloni".In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l'aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarant'anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha appena compiuto 65 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 60) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo.Un'antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell'esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.In questi giorni gli é stata assegnata da un'associazione culturale "I Rumori dell'Anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Pubblica le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 21 settembre 2018 alle ore 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno 2018 alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo 2018 alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.