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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

elementi per pagina
elementi per pagina
  • Pomeriggi a spasso

    rendono protagonista
    un ensemble di pensieri

    sonoritá dell'anima
    dalle memorie classiche

    nel loro diritto
    di manifestarsi diversi

    in libertà

    pronti a raccontarsi
    cullati dalle melodie del mare

    E ritraggo nei miei occhi
    la sua bellezza interiore

    a rendersi essa stessa
    vera icona di resilienza
    .
    Cesare Moceo poeta

     
  • Scrivo

    ed è come se risorgessero in me
    i desideri dell'infanzia

    con la loro impulsività a sfociare ora
    in fervori tremolanti

    Versi

    vellutate sinfonie dell'anima

    che nella mia fragilità emotiva
    trasformano sottili scie di emozioni

    in solchi d'Essere
    seminati a pane duro e sacrifici

    e concimati d'orgoglio
    a germogliare struggenti nostalgie

    che fanno tanto amare che odiare
    con la stessa passione

    E nel mio esser vecchio ponte
    che nessun più attraversa

    mi sembro d'appartenere ormai
    a crepuscoli di futuro

    prosternati al tempo che fugge
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • Ieri alle 20:34
    Dolori assopiti

    Non voglio raccontar
    dei miei viaggi

    affinchè vi dèstino tristi pensieri

    ma solamente i sentimenti
    dentro la solitudine e l'abbandono

    E supplico le Nereidi
    e il loro soffrir d'amore

    a accompagnar le mie vigorie perdute

    e spinger le emozioni
    verso salvifiche certezze

    a coprirle di stupore

    cedendo l'una
    negli abbracci dell'altra

    e cospargendole di sfumature eroiche

    strette

    in immense passioni
    e sorrisi di disperazioni e ebbrezze

    E s'accolgon invero

    con preferito orgoglio
    d'esser zimbelle

    nella venialità del tempo

    rassegnandosi piacenti
    alle insidie dell'interiorità del mondo
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • martedì alle ore 20:36
    Profumo di primavere già scorse

    Scrivo

    ed è come se risorgessero in me
    i desideri dell'infanzia

    con la loro impulsività a sfociare ora
    in fervori tremolanti

    Versi

    vellutate sinfonie dell'anima

    che nella mia fragilità emotiva
    trasformano sottili scie di emozioni

    in solchi d'Essere
    seminati a pane duro e sacrifici

    e concimati d'orgoglio
    a germogliare struggenti nostalgie

    che fanno tanto amare che odiare
    con la stessa passione

    E nel mio esser vecchio ponte
    che nessun più attraversa

    mi sembro d'appartenere ormai
    a crepuscoli di futuro

    prosternati al tempo che fugge
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • martedì alle ore 20:34
    Quando l'anima parla di...nascosto

    Pomeriggi a spasso

    rendono protagonista
    un ensemble di pensieri

    sonoritá dell'anima
    dalle memorie classiche

    nel loro diritto
    di manifestarsi diversi

    in libertà

    pronti a raccontarsi
    cullati dalle melodie del mare

    E ritraggo nei miei occhi
    la sua bellezza interiore

    a rendersi essa stessa
    vera icona di resilienza
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrerodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • martedì alle ore 20:32
    L’anima parla

    Che meravigliosa sensazione che pervade quando tocchi con mano l'affetto e la stima che ti vengono elargiti...grazie Antonietta Caramanico...

    Un segno...
    attendo,
    e,
    questa volta,
    la mia anima
    parlerà.

    Prenderai
    la mia mano?

    Sarai con me?

    Il mio io
    è affranto
    e
    i miei pensieri
    scivolano
    a ricordi dolorosi.

    Sarai capace
    di rinfrancarlo?

    Sai,
    mio dolce amico,
    i miei nodi
    vogliono
    una chiave
    per essere
    sciolti!

    Ecco,
    mi sono
    raccontata!

    Ho voglia
    di sentirmi
    libera
    e
    spiccare
    quel meraviglioso
    volo,
    che appartiene
    all’eternità.

    So
    che non è
    ancora
    il momento
    di andare
    e
    allora
    il cuore
    ti affiderò!

    Curalo!

    @antoniettacaramanico
    ore:22,59
    20 maggio 2019....dedicata a te Cesare.....ed è per te

     
  • lunedì alle ore 21:02
    Ondate d'emozioni

    Ondate d'emozioni

    a divenire essenze del "nulla"
    e spargersi ovunque

    sentimenti

    trini e unici o forse ancora meno

    simboli di voler essere
    luci luminose di sregolatezza

    Illusioni

    seduttrici e inquiete

    solitarie e tristi

    coraggiose e ribelli

    a sentirsi bizzarrìe difettose
    tra pensieri stirati

    nell'abitudine a viver da sole

    e procurarsi gli alimenti
    tra gli assedi d'ogni parte
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrerodoc @ Tutti i diritti riservati

     

     
  • lunedì alle ore 20:59
    Ironiche parole

    Inchiostro e pennino s'abbracciano
    a stringer la morsa del pensier languente

    giocarci accanto

    insieme

    nella passione più sfrenata

    a colpire in pieno
    le meravigliose note del vivere

    Restauro il mio volere
    nell'ironia buia e sconsacrata

    di farne rivoluzionario spirito
    d'ogni tempo

    e regalarne gli estremi frutti

    con la loro essenza
    a contrastare e combattere

    l'ingordigia affamata
    e trasgressioni di finte tradizioni

    La' uomini e situazioni
    restano a convivere

    con il pensare più impuro

    dove tormenti e tumulti
    impazziscono d'odio

    e nascondono tutte
    le interiori tensioni

    in questa volontà e nell'illusione
    di una felicità... conquistata

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • lunedì alle ore 20:57
    Il divenir dei giorni

    Mi è tempo di percorrer
    il viver con altri ritmi

    mi è tempo di dar spazio
    ad Angeli e Demoni

    narrar del futuro
    che potrebbe più non essere

    e con i battiti a saltar
    osarne il canto

    Un tempo
    la gioventù parlava d'amore
    e d'altro lui stesso adesso conta

    tremule passan le ore
    a raccontar la vita

    d'anima trafitta e gioie violate

    E mentr'io continuo a far "il grande poeta"

    do vile incenso a poveri riti
    e vano lamento al mio destino
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrerodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • sabato alle ore 21:37
    Cuore... perché?

    Stai a godere del ricordo
    di lotte interiori

    e li assurgi a passioni vissute

    ridendo adesso
    di quell'esser stato "nemico"

    e ne doni sensazioni di letizia
    pur nella sconfitta patita

    Umiliazioni di piacere
    a far rumore

    a districare sentimenti
    di vassallaggio e d'assuefazione

    di repressi desideri

    al battito di ritmi pretestuosi
    tra note d'egoismo

    allegri soffi senz'aria
    e attimi di silenzio

    E mi chiedo ancora...perchè proprio io ?

     
  • sabato alle ore 21:31
    La vita quasi rubata

    Ammutinato nel cuore

    a perdere pezzi d'esistenza

    vado in cerca
    di terapie per combattere i tormenti

    eroi senza paura
    d'apprezzare la sofferenza

    che potrebbero consolarmi
    senza impedirmi nei miei pensieri

    e salvarli anzi
    dalle intemperie culturali

    Diventa così uno spettacolo
    il mio vivere

    tra visite e scintigrafie

    a donarmi da me stesso la gioia
    con il mio scrivere

    E chiudere il mio cerchio
    regalandomi a Voi
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Tu cuore

    che godi al piacere
    di tormentare la mente

    abbi almeno

    qualche briciola di pietà
    per chi hai amato

    Ozi a accettarne il futuro

    senza volontà

    e capirlo
    rifugiandosi in equivoci immensi

    più grandi di sè

    dentro alibi riscoperti

    nell'intento di perdonare
    la propria meschinità umana

    in favore di rabbie represse
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 16 maggio alle ore 20:50
    Apoteosi della realtá

    Solo le grandi poesie

    riescono a scavare
    nell'animo di chi le legge

    In quei momenti

    i viali d'ogni tramonto

    divengono solo
    una infinità di consuntivi

    e a far la differenza

    non son più le rughe

    ma i sentimenti

    gli unici
    che sconfiggono il tempo

    Il cuore e l'anima

    anche se entrambi
    di un buon casato

    restano spesso incapaci
    d'andar d'accordo

    con la passione a compiacersi
    di questa complicità disattesa

    e pel loro mostrar

    d'essere introversi
    con chi li stima

    E stanno sempre
    ognuno a viver per sè

    negandosi l'un all'altra

    a illudere di bontà la ragione
    nascondendo la reciproca apatia

    e facendo rinunciare i sogni
    a qualche lieta speranza
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 14 maggio alle ore 21:51
    24 ore d'assenza,scusate

    24 ore d'assenza,scusate

    Continuo il mio viaggio

    sulle strade dissestate
    dell'interiorità

    tra privazioni e disagi
    a patire tormenti

    e accettarmi in questo stato
    disfatto di tutto

    senza nient'altro da perdere

    E piango nel silenzio
    le mie lacrime

    consapevole che

    quando si cammina
    sulla via dei tormenti

    gli stessi vengono da sè
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 14 maggio alle ore 21:50
    I limiti del volere

    E quando arrivi
    a un certo punto della vita

    tra le letizie dei pianti

    chissà perchè
    l'anima non ha più bisogno di sè

    ma esce dalla propria spiritualità

    e va in cerca d'attimi di intimità
    e d'amorevoli attenzioni

    E rido tra me e me al pensiero

    che non vale per niente la pena
    barattare la felicità

    per quattro capriole di vanità

    tra i madidi desideri che esternano

    offese di falso godimento
    alle esigenze emotive
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • Mi guardo intorno quasi inconsapevole
    del mio riflettere senza goderne
    e vedo visi contriti di persone
    abituate ognuna a sentirsi felice
    solo dentro la propria solitudine
    a aspettare che siano gli altri
    a vivere per loro

    E non immaginano per niente
    quanto questo sia la causa sovente
    dell'infelicità che li costringe
    a soffermarsi su ciò che è più sgradito
    e lacerarsi l'anima al pensiero
    che le fantasie sognate e desiderate
    possano esser state fatalmente inutili.

    Sto a sentire e taccio silente
    di questi penosi pensieri
    come fossi uno spettatore a teatro
    che s'aspetta nuove e migliori trame
    perché nella sua vita ne ha già sentite tante.

    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 14 maggio alle ore 21:45
    Riflessi d'anima

    Scorgo il buio

    del mio "sentirmi"...
    genio e sregolatezza

    forse col carattere di merda

    ...Io

    visionario lucido
    gratificato dal mio ego

    con gli occhi da bambino

    l'anima bella

    e con il pensiero proteso
    oltre i confini del dire

    esposto a guardare
    l'aldilà dal nascondermi

    retaggio d'adolescenza

    malinconico e nostalgico
    nella ritualità d'orpelli e bordelli

    mi urlo dentro
    il piacere d'amarmi

    mentre il tempo scorre
    tra le paure che incalzano
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
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  • 14 maggio alle ore 21:42
    Paesaggi mozzafiato

    Conservo

    ancora allegri interessi nel cuore

    per ciò che rasserena l'anima
    e la fa rivivere

    e non c'è parola che mi sfugge
    per esprimere i miei pensieri

    soste piacevoli della passione

    a goder delle emozioni
    ammassate nell'eremo dell'interiorità

    E replico empiendomi gli attimi
    di desideri realizzati

    con voglie di recupero
    e disprezzo d'eccessi di cerimonie
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 14 maggio alle ore 21:40
    Dal vero all'illusione

    Consegno al mondo
    punti interrogativi

    peccati di proiezioni psichiche
    a cercare felicità terrene

    e nella condanna delle varianti
    alla stima dell'esperienza

    mettere a nudo la propria interiorità

    Ambiguità senza continuità
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 14 maggio alle ore 21:39
    Pagine in carta patinata

    Pensieri

    nitidi in ogni dettaglio

    si muovono spontanei
    davanti al presente

    senza forzare la fantasia

    Ombre che abbracciano
    d'intimo volere

    frutti della speranza
    di transitori desideri

    accresciuti dalle emozioni
    immolate all'altare della passione

    che maturano ostinati

    sotto il cielo terso
    dei più leggiadri fiati di vita

    pregni di invidiabile aria

    respirata il tempo di un entusiasmo
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 14 maggio alle ore 21:37
    Il cuore sospeso nel sole

    Tale diviene agli occhi

    al lèggere nuove rime
    in fronte al passato

    il considerare abbracciate

    la nascita dell'emozioni
    e la loro morte

    L'una a donar vita all'anima
    stupefatta da nuovi clamori

    l'altra a suggellar l'arrivo
    nel suo viaggio amabile e mite

    e invidiarne il conforto

    E non ci si accorge

    che tutto il fermentare del mondo
    dona sempre un'altra vita

    e che non sarà mai il buio della notte
    a confonder la passione

    nè ci si accorge che il tempo
    sprecato nel nulla

    non tornerà indietro

    e che fuori di noi
    niente è più importante

    del nuovo giorno
    che l'amore potrà raccontare

    E nel domani che verrà

    forse

    ricevere la giusta intuizione
    a far da luce soave al sognare
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 14 maggio alle ore 21:34
    Se fossi Poeta...

    S'inerpica tortuoso
    il mio Essere
    dentro l'anima repressa
    silenti i passi
    battono i ritmi dei desideri
    avvinghiati al destino
    Ah! se fossi Poeta...
    godrei ancor più
    della mia sofferenza
    allora si che potrei forse meritar
    il donar piacere agli amici
    di leggermi nel ventre di casa mia
    Ma son soltanto Cesare Moceo
    e il mio dir
    cantato dall'onde del mare
    l'ascolteranno felici
    sol tortorelle e gabbiani...
    mentre triste
    mi cullo d'ardor lacrimato
    perchè purtroppo...
    laggiù... lontano...
    a Roma a Firenze a Milano
    mi han "esiliato"
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 08 maggio alle ore 21:02
    Desiderio e passione

    Desiderio e passione

    M'impongo l'autarchia nello scrivere
    vagando tra mosaici di ricordi
    intessuti nella carestia dei pensieri
    espressi dalla povertà del mio dire
    ristretto alla futilità delle intenzioni
    E virgulti in tardiva giovinezza
    s'accettano mettendosi seduti
    al tavolo della mia senilità
    e acconciandosi con fiducia
    alla saggezza dell'età
    preservata agli sgomenti
    a stringere in un tutt'uno il passato e l'avvenire
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 08 maggio alle ore 21:01
    Clausure

    Confuso
    dentro il ciclo continuo
    della mia storia personale
    indebolito
    dal pensar sempre al domani
    concedo alla vita
    questi ultimi camei
    ancor nella freschezza
    dei pensieri più chiassosi
    alla ricerca del mio "vello d'oro"
    E cammino
    in questa penombra misteriosa
    con la volontà di commuovere
    Voi e me stesso
    per qualche altra unica
    e bella poesia
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
  • 08 maggio alle ore 20:59
    Sofferenze di un fiume in piena

    Algide parole
    a prima vista inarrivabili

    si lasciano andare

    aldilà del cono dorato
    del loro significare

    a proporsi insulse

    egoistico medicamento
    ai malesseri del mio vivere

    nel tentativo di guarirli

    E nell'ansia di quell'attesa

    donano al mio cuore
    nostalgie e malinconie

    abbracci sganciati
    dalla realtà che mi circonda
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

     
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  • 07 novembre 2018 alle ore 11:40
    Biografia

    Come comincia: Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l'educazione era affidata "alla cinghia dei pantaloni".In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l'aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarant'anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha appena compiuto 65 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 60) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo.Un'antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell'esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.In questi giorni gli é stata assegnata da un'associazione culturale "I Rumori dell'Anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Pubblica le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 21 settembre 2018 alle ore 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno 2018 alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo 2018 alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.