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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • venerdì alle ore 8:27
    Esistere senza rinnegarsi

    E datemelo questo piacere dopo avermi letto di non subire più alcuna sensazione dallo sguardo degli altri nè di confondervi tra le opinioni del mondo Siate e rimanete Voi stessi in fronte al vostro agire con scrupoli di onestà intellettuale vacua d'inibizioni e vivendo le vostre Veritá senza alcun inganno . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • venerdì alle ore 8:27
    La recettività dei sensi

    L'odore della gioventù rimasto nell'aria d'attorno e che ancora sento in me m'avvolge di quella fragranza speciale che suffragata dall'amore è divenuta l'essenza che stillerà per sempre il mio modo di essere Rimango sopraffatto ogni volta dal mio dire tutto quello che sento a tramortirmi l'anima anche per ciò che suppongo di dire senza distinzioni di sorta nelle elucubrazioni che la stessa anima mi suggerisce e gridate con foga su fogli d'amore a rendere letteraria la recettività dei miei sensi e plasmare l'altro di me che nel mio orgoglio sono adesso E ancora una volta mi convinco che niente avviene per caso nella vita di ognuno di noi . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • venerdì alle ore 8:26
    Conferme

    Mordiamo la vita amando riamati nel nostro grande amore non manca nulla immersi tra soavi sorrisi e seducenti nostalgie Osteggiati da quotidiani dolori e struggenti rimembranze divoriamo costanti istanti correndo incontro alla vita senza mai fermarci per non restare spettatori in angosciosa attesa E non essere schiavi ne padroni del sorriso o del pianto in questo felice presente che fa sbocciare lacrime d'amore dal dolce sapore tra i fiori profumati dei giardini dell'esistenza. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • venerdì alle ore 8:25
    Cosa abita il fondo del cuore ?

    Mi concedo all'amore estatico a rivivere la mia decadenza nello scrivere immagini di pensieri esotici tra tappi di spumante che saltano e specchiandomi nel mio cospetto nell'intreccio squilbrato tra ozio e ospizio E combatto volentieri e tranquillo in mezzo alle mie tranquillità tutte le mie guerre d'amore con il fuoco nello stomaco prendendole come momenti di svago e mescolandomi nel bello del loro immenso splendore . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • venerdì alle ore 8:23
    La mia alba

    Me ne sto tranquillo rannicchiato al mio angolo sospeso tra le nebbie della mente e dei suoi pensieri arriva l'alba e con lei muti e silenti felpati momenti in cui mi vedo da solo in cima al mio pensare a guardare di qua e di là tra ciò che so e quello che potrei sapere corridore stantio della mia corsa al capire a prender di petto brusche folate di venti oscuri E predico pace e amore per diradare quelle nebbie per aiutare i pensieri nei silenzi che incontro nel piacere immenso di rimanere ancora un uomo del mio tempo con l'animo buono e con la saggezza che incanta . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • venerdì alle ore 8:22
    Il mio mormorìo,la mia preghiera

    Tu vita non farmi scherzi lasciati vivere tranquilla scordati di darmi tormenti e afflizioni e cerca d'amarmi per come sai fare Accettami e coccolami nei rumori del tuo scorrere nelle sensazioni sublimi della mia anima riflessiva fa che il mio donare di parole al mondo non ti sia estraneo e nei tuoi sussurri ora bruschi ora soavi e nella mia decadenza rimani per favore nei tremolii inattesi della mia anima ansiosa la definizione esteriore del mio essere la mia ascoltatrice cosciente e il mio conforto . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 12 febbraio alle ore 9:39
    Al centro del mio intorno

    Esisto in me nel mio essere "Nessuno" nei brandelli di vita che raccolgo nell'anima luccicanti alla luce dei riflessi del mio sole al tramonto Conferme di me del mio convivere con me stesso con i profumi emanati dalle mie paure torvacità acute torpori foschi della quotidianità meschina del freddo calore del mio vivere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 12 febbraio alle ore 9:37
    Io e Noel

    Cammino già di primo mattino col mio Noel a leccarci le ferite che la vita c'impone uniti e distinti nei nostri passi separati che si ripetono cadenzati sull'asfalto bagnato di pioggia tra le pozzanghere che riflettono l'immensità del vivere E procediamo guardandoci ogni tanto negli occhi soffermandoci come a interrogarci d'amore ognuno nei nostri pensieri tutt'e due a annusare la vita viandanti nel rumore del fare disgiunto in cui sta l'essenza propria del nostro andare a macerarci e avvolgerci nel nostro incerto futuro . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 12 febbraio alle ore 9:36
    Il mio volere

    "Forse possiamo cambiarla questa vita fatta di stracci" (Giorgio Faletti) Tipici borghi rurali d'aggregazione sono le mie rime agglomerati d'emozioni racchiuse in atmosfere crepuscolari a creare l'incanto del dire a raccontare i miei sogni È quì che passo le mie ore a confabulare con le parole a cercare quelle giuste che emanano odori di sentimento attraversandomi l'anima con gli effluvi della passione Questo è ciò che resta del mio volere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 12 febbraio alle ore 9:35
    Sofferenze e vita

    Annuisco con gli occhi bassi e guardo lontano in questa foschia pomeridiana che copre di silenzio fiati e rumori mentre soffro e vivo di questo soffrire nel nulla indefinito che la mente definisce e plagia a sua convenienza per derubarmi delle mie certezze E mi lascia tormenti e pianti intorno alle sagome dei giorni che proiettano al vivere ombre di confusione e d'oscurità il portarmi dietro ogni mosaico d'un presente che non conoscevo a ricompattarne le tessere finchè il vuoto interiore che incombe adesso dentro l'anima non sia completamente sgravato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 12 febbraio alle ore 9:34
    La mia sera

    Affacciato alle finestre del mio pensare scopro sera dopo sera la luna lassù in cielo e m'accorgo d'amare tanto la terra e sognare nuove frontiere che possano abbracciare la fantasia con immagini che non mentono tra le lande desolate delle loro volontà E resto grato alla vita e al suo buio che mi ha insegnato ad esistere e a vestirmi di pazienza . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 febbraio alle ore 15:38
    L' inverno, il male del nostro paesello

    Viviamo assoggettati all'inedia tedio che consuma nel fisico e nella mente nel sentir in corpo la noia disagio indolente che tiene al chiuso l'anima nelle angustie sposate alle ristrettezze noi ognuno prigioniero di una libertà limitata E ci disgustiamo di ciò che offre la vita senza capire che quel disgusto è anch'esso una vana illusione che cosparge il respiro dei germi delle sfrangie del vivere a farci sentire tutti spettatori inermi di un mondo popolato da attori di tragicomiche commedie a recitare in maschera la loro parte ma in verità essere tutti un'altra cosa molte volte...ancor più sconosciuta . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 febbraio alle ore 8:07
    Il tempo scorre...e la vita va...

    E la mente scaltra trova il suo eremo per rincontrarsi Vivo in me senza memoria volendo dimenticare chi sono nella coscienza confusa di porre intervalli al pensare e intrufolarmi dentro trasparenze alienanti a cercare intenzioni incerte e scarne volontà ai miei giorni Oggi è domenica me ne vado incontro a me stesso predisposto a ciò che non oso a cospargermi d'ardimenti repressi sognando e sperando nel Tuo aiuto senza interesse per abbattere i muri di questa cella angusta e lenire al vivere i dolori nell'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù [email protected] Tutti i diritti riservati

     
  • 10 febbraio alle ore 8:05
    IO non ci sto...

    Queste quattro parole in favore di chi in questo momento è bersaglio d'invidie e malignità... Aborrisco ragioni di principio o d'ideologie accettando tutte le sfide per la mia tutela interiore E ci credo talmente tanto da invitare altre interiorità a perseguire lo stesso intento e combattere le invidie di chi fintamente promulga etiche particolari spacciandole per vangeli E non far passare sotto silenzio il credere che scrivere sia una passione straordinaria della sensibilità umana e far capire al mondo che la poesia sia un bene primario dell'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 febbraio alle ore 8:04
    Sorsi caldi di vita

    ...ai miei colleghi "poeti"... L'inflessibile sole pomeridiano mi coglie nell'attesa perenne che i ricordi ritornino dal passato a espungere i loro frammenti di storia Viviamo tutti nel cieco piacere d'accettarci per ciò che siamo per le emozioni che doniamo certi che la nostra passione non verrà mai sminuita e ci affidiamo consapevoli al sollievo di confessare a noi stessi e al mondo perdendoci nella loro dolce intensità i nostri pensieri cercando in silenzi soddisfatti un'assoluzione reale o immaginaria che possa regalare all'anima nuove vivacità a farci attraversare indenni i pantani d'ombre e le sabbie mobili del vivere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Sono quel che resta d'un poeta a riposo nella coscienza di non esser servito a nessuno Smarrisco a tratti il mio piacere interiore con l'anima a nascondersi nella sua feroce sinceritá dimentica di ciò che è a soffire in silenzio le sue pause d'apatia non apatiche nello sforzo futile del cuore di volerla incontrare E le mette all'amo tra il volo di un gabbiano e un'onda che rotola lieve a riva esche di sentimenti nella loro trasparenza alienata ma Lei non abbocca mimetizzandosi tra false emozioni e vuote passioni in ciò che la coscienza ha sognato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Stasera mi sembra la giusta serata d'ispirazione per raccoglier a piene mani gli attimi d'inaccessibilità che distruggono tutto ciò che la mente prepara alla vita lasciando cicatrici indelebili ai giorni del vivere stesso M'accorgo d'aver negli occhi in stato perenne d'abbandono i ricordi del mio tempo passato così vicino eppure tanto lontano che non potran tornare più e mi ritengo fortunato di poterli ancora rivedere e di poterli ancora rivivere nel mio sguardo nostalgico E voglio continuare ancora a salire tutti i gradini che incontra il mio andare o anche scenderli arrivare lassù nell'alto dei Cieli o quaggiù nella profonda identità degli Uomini a misurare la forza dell'anima mia e la sua capacità d'amare . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 10 febbraio alle ore 7:58
    A Voi io scrivo

    Assaporo lentamente i miei sogni ad occhi aperti cercando di dar loro gusto e colore Rido impacciato di piacere spiaciuto al pensiero di conciliare presente e futuro a discapito delle crude Verità a cui ho sempre creduto e nelle quali ho riposto indolenze e ambizioni E do nutrimento all'anima in pena al ricordo d'angustie che mi sono state sui nervi nella volontà di scioglierne i nodi che vi stanno aggrovigliati dentro E mi ascolto da solo in quello che penso perchè non mi aspetto che qualcun mi capisca mi godo soltanto gli sguardi al mio mare che mi sta davanti mentre a Voi io scrivo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Col viso annoiato pizzicato dal freddo di questo scarnito meriggio vado in cerca d'umili allegrie nel coraggio di dare un senso al mio andare ridotto a parole d'inchiostro scritte a descriver col cuore "lo stupendo fluir della vita come onde o come tempeste di mare a donar momenti di burrasca o di piatta calma in cui la mia anima si specchia e si fonde in continuo mutamento nella nostalgia di momenti perduti" a viver il mondo e le sue contingenze pur stemperate da desideri e riluttanze E mi considero un gran fortunato d'avere Voi che leggete e rileggete i miei versi donandovi in lusinghieri giudizi e andando di vostro oltre le porte che trovate sbarrate . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati I versi scritti in "inciso" sono di Gianfranca del Pennino

     
  • 07 febbraio alle ore 12:06
    Profumo di nulla

    C'è qualcosa di distante nella mia mente stamani ricordi speranze desideri illusioni certificate che s'addentrano fin dentro l'anima nella coscienza di non aver potuto mai essere ciò per cui sono nate In me in questo mio passeggiar mattutino i passi del mio andare sentono questa sensazione di distacco nel subbuglio del cuore nel suo bum bum che si accentua E proseguo scivolando lentamente nell'ignavia che già degradata e travagliata riposa negli occhi che incontro . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 07 febbraio alle ore 12:05
    Astrattismi

    Tengo rinchiusi nei cassetti remoti della mente i miei scritti dove racconto intriso di pace astrattismi e sogni e anche il Purgatorio che raccoglie a mo di smistamento nel calvario per l'Inferno o nell'estasi per il Paradiso tutto ciò che mi passa per la mente nella fragilità senza confini che riesco a esprimere nei miei giorni E mi vien di chieder perdono alla vita per averle ritornato quasi nulla nel mio divorante istinto d'egoismo in cambio dei piaceri che essa ha donato alla versione più giovane di me . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • Leggere brezze brividi da sconforto penetrante e freddo nell'anima indolenzita fanno da contrappasso al caldo degli occhi avvampati di rabbia sotto il pulsar delle tempie Ti guardo mare e vedo Manuel nel suo nuotare che non è più nelle sensazioni d'impotenza che scuotono i miei nervi in questa sorta d'inverno che prende i contorni d'una mesta tristezza relegandomi ai margini del mio pensare lasciandomi senza emozioni a credere che forse il mio tempo non ne ha il bisogno .

    esare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 05 febbraio alle ore 21:21
    Chiedo un armistizio alla vita

    Pensieri a dare impulsi al buio dei capisaldi del vivere esposti a qualsiasi intemperia Dar luce ai patti con il cuore e farli apparire necessari e urgenti E arrivo così ardente anima a conclusioni sofferte clandestine senza consistenze d'amore a svolgere il loro ruolo d'innocente malafede ostili alla mia passione . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 05 febbraio alle ore 9:47
    Intanto il cuore rimane qua

    Tempi spietati di disperazione segnano il destino portando attraenze immobili nell'anima disboscata Calanti feritoie generate dalla natura matrigna fascicoli immortali la cui memoria s'è persa nel vivere spettrali che parlano delle gioie dei dolori a donare alla mente il piacere cinico della vita franata nei migliori ricordi ora intrisi di paura . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
  • 05 febbraio alle ore 9:46
    Amo il mio tiranno

    Soffre il cuore per le ferite di tante battaglie sanguina mesto nel dolore dei battiti non più convinti di viver la vita stanco delle carezze mai ricevute e logorato dagli sforzi mal ripagati Spento muto stordito annullato scandisce d'inerzia il suo tempo nel torpore che insinua la rassegnazione piuma leggera a sfiorare la vita che s'avvia all'estasi dormiente E chissà forse ne potrebbe esser contento a chiuder d'euforia i disincanti vissuti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Desttierodoc @ Tutti i diritti riservati

     
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  • 07 novembre 2018 alle ore 11:40
    Biografia

    Come comincia: Cesare Moceo é nato a Palermo da una famiglia dove la ricchezza era una solo una realtá chiamata dignitá,dove,sono sue parole, l'educazione era affidata "alla cinghia dei pantaloni".In una adolescenza vissuta di stenti riesce a proseguire gli studi concludendo il liceo scientifico col diploma di maturità e iscrivendosi in seguito alla facoltá di Medicina e Chirurgia,che abbandona dopo il biennio a causa di una sopravvenuta crisi interiore che si risolve con l'aiuto del fratello Pietro lavorando insieme nella ristorazione e divenendo ben presto ambedue importanti e di riconosciuto talento in quel settore.È di quel periodo la nascita della sua passione per la scrittura e per la poesia.Nel 1978 conosce la donna della sua vita,Concetta Cerniglia cefaludese doc,una signorina dolce e sincera che a diciassette anni sacrifica la gioventú per unire la sua sorte a colui con il quale ad oggi sta giá da quarant'anni, donandogli due splendide figlie Manuela e Vanessa. Adesso,Cesare Moceo vive ed opera a Cefalù, ha appena compiuto 65 anni ed é marito padre e nonno felice.La sua carriera poetica é ricca di soddisfazioni;é presente in molte antologie (circa 60) che raggruppano affermati e emergenti poeti italiani.Diversi i premi che ha ricevuto nel corso degli anni. Ricordiamo: con la poesia «Il mio essere nonno», è stato premiato a Trevi al primo concorso «Poeta anch’io». A Roma, è stato premiato con la poesia «In corsia» scritta in occasione dell’intervento chirurgico al cuore che ha subito qualche tempo fa. La sua poesia «E mi accorgo di essere un nuovo povero» ha ricevuto la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Città di Genazzano”. La sua poesia «Siamo anime sfuggenti» fa parte in un’antologia dedicata a Papa Francesco.Una sua poesia sul Natale é stata studiata dagli scolari di una scuola primaria di Palermo.Un'antologia contenente una sua poesia è presente nella biblioteca dell'esimio giornalista e importante conduttore televisivo Maurizio Costanzo.Con una sua lirica scritta per la poetessa Alda Merini,inserita in un'antologia a Lei dedicata,é presente con la stessa presso la sua casa-museo ai Navigli in Milano.In questi giorni gli é stata assegnata da un'associazione culturale "I Rumori dell'Anima" di Roma la targa alla carriera per meriti poetici.Pubblica le sue poesie sul giornale della sua Cefalù

     
  • 21 settembre 2018 alle ore 21:55
    Targa alla carriera

    Come comincia: Da Roma arriva una targa alla carriera al poeta cefaludese Cesare Moceo di Redazione21 settembre 2018 Una targa alla carriera al poeta Cesare Moceo. A consegnarla l’Associazione Culturale “I Rumori dell’Anima” di Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta sabato scorso 15 settembre presso il Castello di Genazzano. Al poeta cefaludese è stata consegnata una targa alla carriera e la pubblicazione in una antologia che raccoglie tanti poeti contemporanei. Fondata da Paola Bosca, poetessa e scrittrice insignita tra le altre anche di una onorificenza dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nell’anno 2010 l’Associazione Culturale no-profit ‘I Rumori dell’Anima’, in questi anni si é dedicata ad Eventi e Concorsi quasi sempre impegnati per la beneficenza, con la passione e l’entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta ma soprattutto la consapevolezza di dare sempre il meglio. Nel giugno 2014 le sono stato accordati i Codici IBSN per usufruirne come Casa Editrice e fino ad ora sono stati editati circa 25 libri, tra Antologie ed Autori vari, con la registrazione nelle biblioteche nazionali. Precisa la dedica che si trova nella targa consegnata a Cesare Moceo: «…per un percorso poetico che scaturisce dalla storia personale del Poeta ma che si rende universale e umanistico poiché archetipo di quell’arte impegnata che é profusa a favore dei più deboli e dei perseguitati,senza dimenticare che l’amore é l’ancora salvifica (Bruna Cicala poetessa)».

     
  • 09 giugno 2018 alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo 2018 alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.