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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • sabato alle ore 22:12
    Gli occhi del dolore

    Gli occhi del cuore

    Maltrattato
    da me stesso

    ferito

    solo

    a sentirmi sospeso

    interrotto

    senza una parte di me

    nell'incrocio dei tanti volti

    che nascondono
    storie forse anche atroci

    occhi a fissare
    il nulla del loro futuro

    feriti

    soli

    sospesi

    che parlano nel silenzio

    che scrutano con intensità
    nella voglia di sapere

    E riconoscere in questi

    scintille di me

    percepirne l'umanità condivisa
    circondata da speranze

    avvertendone le sensazioni

    dagli stati d'animo che si respirano chiaramente nell'aria

    E cercare di assorbirle

    senza mai "sporcare"
    quello che siamo dentro

    volendo andare oltre le apparenze
    o imponendoci di superare

    gli invisibili muri
    costruiti apposta dalla vita

    E guardare quegli occhi

    in chi potra' essere il nostro carnefice

    pensando che possa essere lui stesso

    prigioniero del suo "mostro"
    e che lo ha reso vittima di se'

    Son bastati quegli occhi
    e i loro sguardi

    per capire

    per guarire

    per gioire
    .
    cesaremoceo
    proprieta' intellettuale riservata

     
  • sabato alle ore 22:10
    Il dire e il fare

    Giorni

    in cui nei visi che incontro

    mi sembra di vedere
    me stesso negli occhi degli altri

    come se quegli fossero
    specchi che riflettono l'anima

    E so che sono misteri
    che non mi verranno mai svelati

    se non quando allo gemer del fiato

    veli di marmo
    copriranno tutto il mio dire e il fare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 22:09
    Le sinfonie della mente

    Me ne sto
    dietro le ante della mia eta'

    seduto in un angolo della mente

    tranquillo

    quasi immalinconito
    dall'avanzar degli anni

    Passeggiate solitarie faccio
    in un altra dimensione

    dove lievi risacche cullan la mente
    nel narrarmi racconti di fantasie

    che mi dan compagnia

    protetto in questo sole di luglio
    dai miei pensieri

    e mi conducon nei sogni
    verso l'Infinito

    E in questa pace

    rirovo le piu' dolci
    sinfonie della mia vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 22:07
    Sera di luglio

    Odori di vita

    sento nell'aria calda
    di questa sera di luglio

    forse brezze di fiati

    felici dei discorsi d'amore
    fatti per le strade del mondo

    E m'illudo che sian

    preludio di tempesta di pace
    in arrivo dal cielo nei cuori ingenui

    che aspettano elemosine di nostalgie

    Pensieri che vanno e vengono
    nel mio guardarmi con sospetto

    per la paura di ritrovarmi ancora
    con gli occhi illusi e il cuore deluso
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 22:06
    Malattie d'infanzia

    Perverse cocciutaggini
    dalle quali non venni risparmiato

    danno ora i loro frutti
    nel sedurre la mia anima

    con il sole d'ogni aurora
    a farla risplendere
    tra la desolazione del vivere

    E non riesco piu' a capire
    se sia divenuta forza o debolezza

    esuberante negli eccessi
    dell'affetto del cuore sensibile

    questa capacita' interiore
    d'affezionarmi alla dolcezza

    quando il sole al tramonto
    lancia i suoi stanchi raggi

    sui cuori avvolti
    dalle ombre della malinconia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 22:04
    Tramonti

    Ed e' in questi tramonti
    che cerco le consolazioni

    tra i pensieri che invocano amore

    tra le emozioni

    con cui ho voglia
    d'esprimere i sentimenti

    e curar le ferite
    che il tempo racconta

    mentre le rughe segnate dai giorni
    percuoton la mente

    e cercano e suscitano compassione al cuore

    clemente

    a darle la gioia
    nel baratto con questi supplizi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • sabato alle ore 22:02
    La forza del ricordo

    E' quasi sera

    nella pace
    che m'ispira quest'orizzonte

    sento violini suonare

    calore di lacrime e d'emozioni
    a inondare l'anima nostalgica

    con le note di dolci melodie
    nel gusto antico dell'intimita' goduta

    frenesie intense

    a dar pepe al giorno
    appena trascorso

    allietate dal fuoco della passione

    Oggi ho cercato di guardare il mare
    con occhi diversi

    in un malinconico desiderio
    che nasce dal mio profondo interiore

    E voglio salutarti
    ancora dalla mia panchina vuota
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 22:01
    Lo scrigno della vita

    Accetto di buon grado
    gli attimi ripetitivi dei miei giorni
    e il convincermi senza speranza
    dell'inutilita' dei miei dubbi
    che capestrano la mia solitudine
    e la sua inesperienza
    E vorrei restarne distante
    e nascondere al mondo
    i contrasti mutevoli del mio vivere
    nel bisogno interiore
    che a intermittenza mi pervade
    di sfuggire la realta'
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 21:29
    Il mio sacrario

    Mi soffermo spesso
    sui pensieri che avvolgono
    questa specie di ‘via sacra’
    che percorro ancora con la penna in mano
    per esprimere al meglio il mio "Essere"
    e donare al mondo
    tutto il sentire della mia interiorita'
    Da lì il mio sguardo
    coperto di modesta sapienza
    volge verso dove sorge il sole
    per fermarsi nel punto
    dove esso tramonta
    E in questo spazio sacro
    dedicato alle mie passioni
    mi sento come un umile credente
    che ogni giorno
    scende all’interno del suo sacrario
    a indossare i paramenti
    del semplice volere
    e sulla piccola ara del poetare
    sacrificare parole e rime
    per innalzare inni alle emozioni
    da condividere con i propro amori
    E cosi' i miei scritti
    come preziose tessere
    s’incastrano tra loro
    a creare un ideale mosaico
    di sentimenti e d'esperienze
    offerto al piacere
    di chi vuol lustrarsi gli occhi.

     
  • martedì alle ore 21:25
    Sofferenza senza pianti

    Deplorevoli ignoranze
    alimentano sogni
    dentro abissi di benevolenze
    che racchiudono pensieri grezzi
    a divenire diamanti e perle
    tra mute parole
    rotolate nell'inedia
    e legami all'anima
    turbata d'arsure
    E cerco specchi infranti
    e nuovi canti d'emozioni
    a rifranger l'oblìo
    e dar nuovo vigore al fervore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 21:02
    Io,mi vedo l'anima

    "...sapete,ho un difetto,possiamo litigare quanto vogliamo,ma non scordero' mai di amarvi..."(Piera Pistilli)

    Sento...tra i brividi

    presenze di passato che m'invoglian
    a rinchiudermi folle tra le parole

    e in esse sentirmi saggiamente libero
    nel mio vivere

    Non faccio il poeta per mestiere

    vedo sola la mia anima
    e la sua vocazione venirmi incontro

    a cercarmi e trovarmi

    tra gl'impulsi trasgressivi
    del mio estremismo mentale

    E mi ritrovo a sognare

    a consacrarmi nelle membra e nei pensieri

    immobile nel mio far di bambino

    ad ammirare i girasoli
    e il loro inchinarsi alla vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc

     
  • martedì alle ore 20:59
    Rendez-vous con la vita

    Rendez-vous con la vita

    Mi do appuntamento qui
    con la mia anima

    per parlare con Lei
    del nostro passato

    e riconciliarmi

    In questi momenti
    purifico il mio pensare

    che raggiunge il suo apice

    quando m'accorgo del sorriso
    disegnato sulla mia faccia

    che m'invita a dimenticare
    amarezze e afflizioni

    e accettare il travaglio
    della mia interiorita'

    trasformandolo in fausto silenzio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 20:58
    Quel che deve bastare

    Non potro' essere
    cio' che non sono
    e che d'altronde
    non potro' mai essere
    recitando la parte
    di chi si fa bastare
    sol l'affetto
    mentre cerca amore
    E amo questi pensieri
    nell'intolleranza
    all'apatia ancestrale
    dove grida del cuore
    si levano alte
    nel dare e ricevere
    cio' che deve bastare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 20:55
    Risvolti senza senso

    C'e' un male nel mondo
    fatto per dare spettacolo

    non piu' umano
    ma solo diabolico

    drammi di coscienze

    senza valore

    che vivono
    nell'appiattimento dell'anima

    colpevoli e a loro volta vittime

    che non sanno piu'
    quali radici abbiano

    E mi sento irradiato
    di luci splendenti

    a coprire il mio bisogno
    commosso e turbato

    d'amore e di vita

    e di desideri che cercano
    il tempo gia' scorso
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 20:52
    Accontentarsi,ma come si fa

    Vivo i giorni

    sedotto dalla solitudine...
    nell'anima inquieta

    arido deserto
    disseminato di spinosi pianti

    tra silenzi e tarli

    che impongono il proprio diritto
    d'esser attesi

    E sono arrivato ormai
    dove s'e' fermato il tempo

    dove echi di note stonate
    fanno mancare il respiro

    e urlano dentro
    lamenti e tristezze

    dove brillano lacrime silenziose
    che scivolano asciutte

    dentro le rughe dei ricordi
    di splendenti ore di sole cocente

    E non servon piu' albe colorate

    ne' attese di caldi abbracci
    o rapimenti d'incanti

    in questo vento di nulla
    che accarezza l'anima ribelle

    e rimprovera al mondo
    Il mancar di compagnia

    senza aver il coraggio
    di dirmi in faccia ...e' solo colpa mia

    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • martedì alle ore 20:50
    Chiedo scusa al mondo

    Chiedo scusa al mondo

    Decisioni

    che riconciliano con Dio
    e con se stessi

    nel confessarsi di non sopportare
    amare infelicita'

    nel vergorgnarsi di non ascoltare
    il sentir del mondo

    e offuscare la liberazione dalla pena
    con una futile petulanza

    E dare libero sfogo alla bonta'

    desiderando ardentemente
    d'esserne alleviato

    e liberarsi dagli strazi
    nei quali conducono i tormenti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 14 luglio alle ore 21:14
    Ora

    Ora

    che i riflessi dei fuochi della giovinezza
    illuminano d'opacita' i giorni

    la mia pazienza spesso s'innalza
    sopra i vapori argentei dei pensieri

    nonostante la mia vecchiaia
    non mostri in alcun modo

    le tracce dell'usura del tempo
    e rimanga invisibile agli occhi del mondo

    intrisa mirabilmente
    da una serenita' ritrovata

    che mi dona letizia e sommo piacere

    Ora

    tengo lo sguardo fisso sui giorni
    temendo quasi che possan svanire

    e assisto impotente e con simulato piacere

    al mio indulgere agli affanni
    e agli ostinati tormenti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc

     
  • 14 luglio alle ore 21:13
    Sole spento e...riacceso

    Correvan veloci nella mente
    nuvole lascive e senza freni

    avvolgendo nell'umido presente
    i piaceri del passato

    Spruzzi di delusioni
    bagnavan come pioggia acida

    i pensieri e le illusioni

    nude pareti ormai di tristi stanze
    cosparse di chiodi vuoti

    e li incalzan di voglia d'oblío

    Volan ora nel vento foglie ingiallite

    scolorite d'ardimentosi sospiri
    per aver ceduto a sentimenti puri

    sperduti in un soffio di vita

    di sfuggevole sguardo di fatui orizzonti
    e di notti senza stelle
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
  • 14 luglio alle ore 21:11
    Filosofando

    Conservo integri i miei principi

    e confido di mantenerli tali
    fino alla fine dei tempi

    vivendo l'esperienza dell'ospite

    ancorato ai miei modelli sociali
    e confortato da gioie e dolori

    nel mio rubare alla vita momenti
    per fare la conoscenza approfondita di me

    e risanare cosi' le mie ferite

    nel mio pellegrinaggio interiore

    nel senso di comunanza e urgenza
    che mi lega agli uomini e alla natura
    .
    Cesare Moceo destrierodoc

     
  • 14 luglio alle ore 21:09
    Conseguenzialita'

    "Non si tappa la bocca ad un grande poeta,troverà sempre il modo di dichiarare al mondo il suo sentire a dispetto di chi lo vorrebbe azzittire" (Lidia Gabriella Giorgianni)

    Or dunque...sono arrivato al punto
    di agire con prudenza

    di parlare solamente
    quando piscian le galline

    in questa mia vita
    relegata ormai a diletto

    che la mia passionalita'
    rende rapida e allegra

    E ricorro
    a mille inganni della mente

    all'ironia dei sentimenti

    a certe astuzie
    che odorano di muffa e di fracasso

    per realizzarmi in nuove eleganze

    e perpetuarmi
    senza rinunciare al piacere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 14 luglio alle ore 21:08
    Il profumo della vecchiaia

    Mi ritrovo d'un tratto

    nel tempo che non voglio piu' ...
    festeggiare ogni mia ricorrenza

    Penso con innata malinconia
    al mio comportamento

    ai drammi interiori che mi regala l'eta'

    conflitti dove stanno in guerra
    il carattere e l'intelletto

    con il cervello
    a divenire una specie di Ponzio Pilato

    a delinearsi a meta' tra la vilta' e l'egoismo

    e con l'anima e il cuore

    a cercar vie di scampo per non precipitare

    E non badate ancora al mio fare mestizio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 11 luglio alle ore 20:24
    Stanotte(10/07/2018 ore 22.45)

    Vivo questo presente

    che segna di sguardi crudeli
    il mio futuro nel mondo

    e mi chiude tra le tenebre
    di questa oscura notte

    privandomi

    la bocca al mangiare
    e la lingua al parlare

    E son silenti
    i fragori del giorno

    mentre le stelle con gioia

    scalfiscono di luce
    tormenti e lamenti

    rivelando al mio cuore
    tutto il loro ardore

    e lasciandomi libere
    soltanto le dita

    E il mio estro

    umile

    all'anima si piega
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 11 luglio alle ore 20:21
    Luci intermittenti

    Mi volto indietro
    a vedere gli anni
    che mi seguono ...
    a giorni lenti
    e provo una sensazione
    di leggero imbarazzo
    a sentire il loro fiato sul collo
    E guardo alle ore innanzi
    sognando soffici nuvole
    su cui adagiarmi
    adagiate a lor volta
    ad altre nuvole
    vuote di vita
    mentre ramoscelli teneri d'ulivo
    forti e sicuri
    m'accarezzano la mente
    a scaldare il mio riposo
    spoglio e povero
    e smarrito negli occhi accesi
    di luci intermittenti
    a brillar dentro
    le palpebre socchiuse
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 11 luglio alle ore 20:20
    Musiche di vita

    Sto qui seduto

    a celebrare
    i grandiosi scenari del mondo

    pensieri mitizzati

    finestre moderne
    da cui sporgermi

    e apprezzare
    sentimenti e passioni

    di capanne d'amori

    dipinte di rosso

    a misurare l'umanita'
    da come si comporta

    e dentro le quali intonare
    inni e tradizioni

    musiche giuste per la vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

     
  • 11 luglio alle ore 20:18
    La strada della follia

    "La poesia...la mia meglio compagnia"(C.M.)

    Gioco con le parole

    acceso dal fascino
    della follia ribelle

    d'accettarmi e abbracciarmi
    ai miei significati della vita

    Vivo obbedendo alla mente

    tra ricercati momenti d'oblío
    a dimenticare il tutto di me

    vagando tra allegri deliri
    con l'anima avvolta a felici sospiri

    e guardando con occhi ridenti
    i miei pazzi pensieri

    E ci sto bene in questa follia
    anche se cosparsa d'ozio

    e di guaiti e latrati
    nel profondo del cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

     
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  • 09 giugno alle ore 11:23
    Quando Rolff mi venne a cercare

    Come comincia: Quando Rolff mi venne a cercare per...salutarmi... Seduto sulla panchina di questa rotonda mi tornano alla mente tanti attimi di un passato non troppo remoto ; flash di ricordi dei quali alcuni che non oso definire ne' tristi e neppure allegri.Uno di questi e' stato quando Rolff arrivo' una mattina col suo saluto a mano tra l'alzata e tesa e la sua parlata in italiano svedesiggiante.Si perche' Lui era un artista svedese a cui Cefalu' era piaciuta talmente tanto che vi aveva messo radici e quasi ogni giorno veniva a mangiare da noi.Alla mia risposta al suo saluto mi disse...Sai Cesare...sono venuto a salutarti...e io perche' parti?..si torno in Svezia...mi hanno diagnosticato un misero tumore che mi ha gia' reso misero...ho appena il tempo di salutare i veri amici...t'ho pensato e son qua...vado a morire nella mia terra..."dai Rolff hai sempre voglia di scherzare tu..." no veramente...e'stato bello conoscerti...Mi ha abbracciato e se ne e' andato non prima di girarsi e con la mano tra l'alzata e tesa...mi ha salutato...Pochi gioni dopo...la triste notizia...Ecco...ho ricordato questo episodio con una punta di tristezza e invidia...per un uomo capace di combattere a viso aperto con la morte.Ciao...Rolff

     
  • 28 marzo alle ore 16:11
    Menzione d'onore

    Come comincia: Menzione d'onore al concorso nazionale fi poesia e narrativa del comune di Genazzano-città d'arte per l'edizione 2017 .E in più il piacere d'essere stato pubblicato nell'antologia della quale fanno parte i partecipanti e i premiati dello stesso concorso. Ti scrivo la motivazione del premio... L'autore ripete un concetto che ci è tanto familiare,sentire il dolore del mondo sulle spalle,per un mondo che va alla deriva.Vivere dei ricordi dei nostri nonni,quando il profumo del pane riuniva tutti attorno alla tavola ed erano sorrisi di semplicità. Oggi...desolazione,poveri di sacrificio,silenzio tutt'intorno,Un senso di superficialità che avanza sovrana,Si rimane silenziosi davanti a tanta povertà seppur nel benessere.Chiude l'autore con un suo pensiero personale,ma ch'e' comune a tutti noi:" per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace Ed ecco la poesia premiata...  Io,ch'e volevo una vita semplice Ardono fioche  le fiamme perpetua fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitare dell'anima tra le fitte tenebre della terra  in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi d'illusoria socialità  e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno  sento il dolore del mondo  assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano  E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo  qualche sintomo di pace  Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

     
  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.