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Claudia Magnasco

17 ottobre 1973, Sassari - Italia
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  • 28 febbraio alle ore 16:53
    Il giardino derivato

    Intingo le dita
    nel giallo polline di una margherita
    per graffiare il blu della notte
    che col mio sonno a volte fa a botte
    E se non potrò saltare in fronte a una stella
    l’azzurro del mare sarà la mia culla più bella
    fino allo schiudersi di un nuovo mattino
    nel madido verde del mio solitario giardino.

     
  • 28 febbraio alle ore 16:36
    Solo tu

    Se un vecchio sordo 
    prestasse orecchio al mio petto
    udirebbe la mia essenza
    ch'è mancanza di un respiro
    uno solo -solo tu.

     
  • 28 febbraio alle ore 16:08
    Che vuoi che sia

    Che vuoi che sia 
    questo tempo avaro
    è ciò che avanza 
    di un vuoto colmo 
    di nulla più
    se non di un sogno

    Legnetto acceso 
    a far falò 
    di troppe notti
    mai consumate
    muri di fumo 
    con mille crepe 
    solo accennate

    E il giorno è arreso
    al cielo appeso 
    sulla tua bocca
    che sputa tinte 
    in acque opache

    che vuoi che sia...

     
  • 28 febbraio alle ore 16:00
    Rovesciati in me

    Questo raggio di sole
    è gioia d'amore
    il cielo suo scrigno
    il bacio la chiave
    E le tue mani 
    come nuvole 
    mi turbano la pelle 
    Rovesciati in me
    fino a farci risplendere.

     

     
  • 28 febbraio alle ore 15:54
    Contienimi e scaldami

    Contienimi e scaldami
    bevendo i balsami
    del mio gesto più semplice,
    quelli che innevano il tuo calice

    e spento il verbo diurno
    ascolta il mio intimo taciturno
    acquietarsi dentro te,
    inverso intarsio di me

    Aspetta, non ti scordare
    che le mie mani devi lavare
    con tinte di un mare
    da reinventare

    Raccontami poi
    la fiaba più breve
    che sappia condurmi
    in un tempo più lieve.

     

     
  • 28 febbraio alle ore 15:48
    Atomo d'attimo

    C'è stato un tempo
    in cui credetti di non riuscire
    a strappare dal cuore
    quei rovi roventi
    i cui frutti altro non erano
    se non i miei vari peccati d'ingenuità

    Mi convinsi
    che era quello il mio castigo
    e tutto per aver capovolto
    il mondo intero
    per scalar montagne
    iniziando dalle vette
    senza considerare
    che alberi e alberi avrebbe pianto
    le loro foglie neonate

    E poi fu atomo d'attimo inatteso
    e quei rovi roventi
    presero forma di braccia

    Le tue.

     

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:35
    E poi di te

    In questo mio contemplare 
    il risveglio della natura
    mi son compagne 
    ilarità e afflizione

    Entrambe indispensabili 
    per potermi meravigliare 
    anche quest'altro aprile, anzitutto di me 
    ancora così capiente da starmi dentro tu

    E poi di te 
    che fischi e soffi
    come vento nelle vene
    -poesia.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:34
    In bocca al baccano

    T'ho perduta tra l'erba di aprile
    e per adesso non se ne parla di ritrovarti
    ma tu resta là, mia solitudine
    anche se intanto l'erba si allunga

    Sono solo caduta in bocca al baccano
    e non so come uscirne
    ma tu resta là.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:33
    In pace o suppergiù

    Non lo avrei detto 
    di riuscire a spargermi 
    ai piedi del vecchio ulivo
    in pace o suppergiù

    Anche se tra le fronde
    c'è più azzurro che in tutto il mare
    -pallido lui

    Come stesse evaporando
    per mostrare al mondo 
    gli avanzi dei suoi misfatti

    Eppure per assurdo resto in pace
    almeno un poco, almeno io.
     

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:20
    Per non pensarti

    Non lo saprai
    che ho smesso di morire 
    per non pensarti più 
    e nemmeno saprai 
    quanto ancora mi costi
    alitarmi il sangue

    Eppure, viva come sono e sono,
    ti penso ancora, in modo diverso

    ma

    fai per esempio 
    che incontro un fiore solo sulla sabbia, 
    ti penso e sai, non piango
    m'inginocchio casomai alla buona
    per guardarmici dentro
    -spettina petali il vento

    e se ancora non piango
    lo raccolgo e lo immortalo

    Ucciderti vale sempre la pena 
    per fare poesia, ricordo mio 
    di te.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:19
    Fino a che puoi

    Timido marzo, 
    quando la sera tolgo le scarpe
    è un passo in meno 
    da qui ai tuoi acquosi schiamazzi

    e forse sarai ancora com'ero un tempo io, 
    figlia del mare come adesso 
    ma gli occhi sai, non bruciavano 
    nel risalire il profondo

    Fino a che puoi
    conservati in stato di grazia
    amore mio fanciullo
    -ascoltami.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:16
    Del fiore di melo

    Del fiore di melo
    m'incanta e mi turba 
    quel suo neverosa sottile 
    simile a carta velina
    però più fragile,
    come me talvolta.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:14
    AnimAvara

    Anima piatta,
    camminandoti sopra
    non inciampo
    non sprofondo
    non c'è gusto 

    ché sei avara tu!

    Di te...

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:13
    Semi di mandarino

    Continuo a sputare semi di mandarino 
    dalla notte di Natale in punto,
    mirandoli al cuore di madre terra 
    ché a quell'ora già sentivo
    sale di madre tintinnare
    e le pietre cantare del giusto la morte

    Povero Cristo
    ma chi te lo fece rifare 
    a venire a questo mondo,
    un altro Giuda sta quasi per baciarti,
    dovresti saperlo a memoria 
    come andrà a finire

    Risorgerai lo sai
    dal belare degli agnelli
    tra le rondini e gli ulivi
    risorgerai lo sai!

    Ma per cosa dimmi
    se tanto poi sarà come sempre 
    e lo sai

    Eppure ancora sputo là, 
    semi di mandarino.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:05
    In nomine Fabo

    Casomai la malasorte
    si accanisse sul mio corpo
    sarei costretto (d)allo Stato
    a dipendere dagli altri,
    più o meno come quando

    -ero un bel pupo

    Solo che non potrò sgambettare allegramente
    quando mamma mi cambierà il panno
    e non potrò farle ciao ciao con la manina 
    e nemmeno le sorriderò
    ma il perché non te lo spiego,
    immagina...

    di avere magari la mente lucida
    e perciò i sentimenti più vivi che mai,
    immagina di non riuscire a sopportare 
    un simile martirio 
    -il cuore che batte come un tempo 
    ormai perduto, come quando eri carne 
    e non l'avanzo

    Immagina di ricordarti
    magari ogni santo giorno
    a quanto era bello 
    quand'eri un bel pupo soltanto

    Immagina di riuscire 
    ad accettare tutto questo
    con serenità,
    infine immagina di non riuscirci
    di voler morire del tutto

    -Staccate la spina-

    e morire per morire 
    che almeno possa morire in patria.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:03
    Sarò il glicine

    Sto chiudendoti 
    un'altra volta gli occhi,
    buona morte mio inverno

    Sarai presto un bacco 
    ed io il tuo succo,
    sarò glicine che risale l'abisso 
    per arrivarti alle labbra
    e lì avvizzire

    Buona morte anche a me.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 20:01
    Ancora non ho finito

    Pensa che germogliarono 
    per giunta i sassi
    ma io no

    Dopo molto accadde 
    d'iniziare a germogliare anch'io
    e ancora non ho finito sai... 

    Non lo so se ci riesco 
    a mettermi al mondo per intero
    in fondo non sto tanto male 
    ad essere un po' sì e un po' nulla

    Forse non ho bisogno di esserci del tutto 
    o forse non ce la faccio e basta.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 19:48
    Tutto il resto è SESSO

    Sono nata, eccomi al mondo
    come chiunque son nata anch'io
    e come chiunque sono nata persona
    - mio padre va urlando - di SESSO femmina!

    L'essere a tratti molto diversa 
    da quei nascituri là, di SESSO maschio,
    non sarà certamente un problema
    anch'io come loro potrò crescere serena 
    per diventare un giorno donna 
    e loro uomini

    - forse

    Quando vorrò realizzarmi 
    forse non mi ostacoleranno
    forse mi aiuteranno
    e quando vorrò fare qualcosa
    o invece non vorrò farla
    forse non mi picchieranno 
    forse mi capiranno

    Forse mi ameranno per davvero
    e ameranno il mio corpo,
    non lo copriranno con la scusa di un dio 
    forse non lo mutileranno con la stessa 
    o con altre assurde scuse

    Dicevo - forse 
    e tu dirai, sono appena nata 
    sono nata persona di SESSO femmina
    e ho così tanti forse, ma che ci vuoi fare...

    manco ero nata 
    che già mi giungevano all'orecchio 
    voci di persone,
    come me di SESSO femmina
    ridotte ad altro
    a tutto fuorché a persone,
    ridotte a una volgare questione 
    di SESSO e supremazia
    (del più debole sul più forte?)

    - perché!

    Il perché in fondo è assai banale 
    si chiama Male e il diavolo non c'entra
    questo lo capisco anche io 
    che sono appena nata,
    ancora non so parlare 
    figurati il resto
    però sorrido e penso (a te)

    Penso che non vorrei piangere 
    se non qualche volta di fame e di sete 
    e di altro anche, fai qualche gioia
    e perché no, pure d'amore se proprio devo,
    d'altronde ho appena saputo 
    che la vita è anche dolore
    ma senza esagerare,
    né sangue né fuoco

    vigliacchi!

    Però so che mai vorrò piangere
    solo perché di SESSO femmina,
    questa colpa che non è colpa
    semmai mielata dannazione

    Prima di guardarmi
    se la scrivano sugli occhi 
    la parola Rispetto
    quei nascituri di SESSO maschio,
    ché come loro sono anche io persona 
    e tutto il resto è SESSO.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 19:40
    Se mai saprò disfarmi

    Se mai saprò spogliarmi 
    di tutto questo tempo 
    avrò da dirti tanto

    Avrò da dirti forse
    di come il vento può farsi musica 
    e non spavento

    Avrei anche da dirti 
    che invece delle fragole
    succhiavo rose bianche

    i petali mie ostie
    e amarti 
    un gran peccato

    Se mai saprò disfarmi
    di quando non ti ho avuto
    mi rifarò le trecce

    poi giocherò col fuoco 
    finché non bruceranno 
    insieme a questa pioggia

    e tu 
    l'ultima goccia 
    di amore mancato.

     
  • 14 aprile 2017 alle ore 19:38
    Potendo

    Potendo 
    me ne andrei via di qua
    lasciando radici 
    a vacillare

    Via, da questo sporco di nome mondo
    nei fatti troppo immondo
    oramai non più casa 
    per niente e per nessuno

    Se ne andrebbero potendo
    pure alberi e fringuelli
    e le vacche belle grasse 
    insieme a quelle tutte ossa

    Potendo anche i nani pacchiani
    dei giardini imborghesiti, via!
    A braccetto con gli altissimi ideali 
    di umiltà e sostanza

    E, sempre potendo
    se ne andrebbero persino i cari estinti
    ché non c'è pace mai
    neppure a star di sotto

    Sì, potendo me ne andrei via di qua
    lasciando radici a vacillare
    e come nulla fossi 
    vagherei per galassie

    in cerca di asterischi
    che sappiano spiegarmi perché 
    questo mondo giri sempre più al largo
    anche solo dall'ombra d'iddio.

     
  • 28 febbraio 2017 alle ore 14:11
    Mattonella disordinata

    Potessi escogitarmi inganno
    sui marciapiedi di questo mondo senza equatore
    transitati dall'ossesso via vai di passi sadici

    Potessi essere mattonella disordinata 
    in apparenza ben posata
    e solo io venir trafitta
    da quei tacchi assordanti

    Ma poi improvviso un crac!

    Tutti giù all'inferno
    e quassù 
    niente più orrori!

     
  • 28 febbraio 2017 alle ore 14:04
    Chiedi alla pioggia

    Ascolta il vento che s'alza 
    quando un tuono spezza il silenzio
    e chiedi alla prima goccia di pioggia 
    cosa si prova ad esser delle sue sorelle 
    la prima a dissetar la nostra vecchia e amata terra 
    per poi morir da sola al sole

    La sua risposta sarà la via
    per giungere in grembo a madre utopia.

     
  • 28 febbraio 2017 alle ore 14:00
    Soltanto un dettaglio

    Non riesco a frenare
    questo amore che s'alza
    quando il vento s'inchina 
    al calar della sera

    Neppure riesco 
    a dartelo in dono
    in quanto potresti
    non fartene niente

    Non ha senso l'amore
    se non può respirare 
    non ha senso nemmeno 
    doverlo strozzare

    Ma intanto l'amore 
    fa ciò che gli pare
    e se m'ami o non m'ami
    è soltanto un dettaglio.

     
  • 28 febbraio 2017 alle ore 13:57
    Come se

    Come se quegli attimi spentisi bruscamente
    e conficcati nel cuore senza apparente rimedio,
    stessero invece lasciandomi
    uno dopo l'altro 
    ma senza urgenza

    Alcuni con passo goffo, a testa alta pochi
    umiliati i più

    Come se avessero fallito il piano
    di ributtarmi dentro un sogno 
    non più sogno
    ma deprimente realtà

     
  • 28 febbraio 2017 alle ore 13:37
    Adesso noi

    Ascoltare i passi dell’amore
    e ritrovarci tra le sue braccia
    per respirarne i rintocchi
    nel profondo del cuore

    Donarne all’oggi il seme
    per camminare insieme 
    sguardi in direzione 
    della nostra destinazione

    Prima di te io, prima di me tu
    adesso noi

    Senza chiederci come andrà
    perché il futuro ancora
    non appartiene alla realtà.