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Poesie di Claudia Magnasco

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  • 28 febbraio 2017 alle ore 13:32
    Era sempre domenica

    Era sempre domenica
    quando soffiavi solitudine
    sulle tende infiammate d'estate

    e col dito appeso al cielo
    pigiavi le tue ore andate a male: 
    acini rossi trafelati di rimpianto,
    indegni d'esser vino

    È sempre domenica adesso
    eppure fingo che non lo sia
    e ubriaco l'autunno
    con le strofe della tua malinconia.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 13:30
    Respiriamoci nudi

    Respiriamoci nudi
    al centro di questa notte 
    scesa apposta per noi,
    ma rinvia all'infinito
    il travaglio del giorno
    ché i lamenti d'aurora
    squarcerebbero il grembo all'amore
    derubandoci a turno:
    privo di me, io senza te
    separati alla nascita.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 13:16
    Io confesso

    C'è stato un tempo 
    in cui morivo dalla voglia 
    di sbarazzarmi di te
    magari soffocandoti col cavo che pendeva 
    di lato al divano a tre posti,
    quel filo su cui rischiavo d'inciampare 
    ogni volta che mi recavo alla finestra 
    per osservare il vuoto del mio cuore

    Mi ero convinto che l'avida cannuccia 
    che trapassava il mio petto
    poggiasse tra le tue labbra di donna devota 
    moglie mia ingombrante, seduta con tutto il peso 
    sulle mie ali annodate alle dita di una promessa
    fatta a dio_amore eterno

    Invece, un mattino come tanti
    ho veduto il tuo corpo nudo
    riflesso allo specchio
    e non ho saputo fare altro 
    che cingerti i fianchi 
    e annusare le tue spalle
    fresche di talco

    Eri vita, eri mia 
    eri aria, ero tuo
    amarti daccapo era l'unica via 
    da intraprendere in due 
    per giungere adesso 
    all'ultimo bacio.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 13:11
    A un bacio da me

    Sei l'amore 
    che allontana dal cuore 
    ogni dolore,
    in questo spicchio senza patemi
    sul caldo azzurro in cui mi hai distesa

    Sei l'amore 
    che disarma la realtà
    fino a metterla in castigo
    tanto quanto lo vorremo

    Tu sei qua
    a un bacio da me
    un bacio solo
    dal sapore di poesia

    e il mio sguardo adesso,
    vuol scostare l'alba 
    che travolge le tue forme

    O forse l’alba
    siamo proprio io e te.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 13:07
    Quando il vento viene a va

    Quando giunge il vento 
    tutto si muove,
    sia esso discreto o sfrontato
    e tutto fa musica 

    Le foglie, il mare
    le pagine di un quaderno 
    dimenticato in giardino
    i panni stesi

    Le ombre incastonate
    sulle pareti dell'anima
    sembrano danzare
    tanto che a volte qualcuna 
    rotola altrove

    anche se poi
    fanno sempre ritorno
    quando il vento si placa
    e la musica anche 

    A quel punto
    la cappa 
    riprende a premere.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 12:55
    Pagine di marmo

    M'incanto all'imbrunire
    e la notte non sfoglio
    per timore di trovar la luna spenta 
    tra le pagine di marmo
    di quest'epoca beffarda.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 12:52
    (S)memorandum

    Ho scordato
    le carezze al mattino 
    e pure gli attimi appresso 
    ma non il prima,
    quando d'ogni altezza 
    toccavam la cima 
    e poi per cosa...

  • 28 febbraio 2017 alle ore 12:49
    All'Uomo

    Non temere 
    il ruvido sintomo
    nella calma mischia di cielo

    Quello sei tu,
    un po' meno forse 
    o magari poco più

    Tuttavia tu,
    dopotutto in coda al resto
    ed il resto prosegue:
    con te o senza
    non fa alcuna differenza.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 12:43
    Girotondo in armonia

    Sarebbe bello incontrarci tutti
    dentro un ricordo che sappia obliare
    questo infecondo presente
    accecato da ori e vizi bugiardi
    con cui gli opulenti potenti
    imboccano il mondo
    e noi, deboli come non mai

    Perché non c'incontriamo?

    Magari tra le rughe di un vecchio diario
    ove parole e disegni alla buona
    narrano ancora del bosco in festa
    e di tasche zeppe di ghiande
    da tirare al di là del recinto

    Frugando tra sassi vestiti di muschio
    potrebbe capitarci di ritrovare i nostri occhi
    fissi su briciole in spalla a formiche frementi
    e i nostri respiri ansimanti
    per essere giunti fino alla fonte

    Potrebbe anche capitarci
    d'inseguire le danze di un tramonto arlecchino
    col naso incollato al finestrino di un treno in corsa
    verso il futuro in fiamme, che però sapremo spegnare
    coi passi di un girotondo, tutti insieme in armonia

    Ma prima dobbiamo incontrarci...
    perché non c'incontriamo?

     

  • 28 febbraio 2017 alle ore 11:35
    Domani saremo le onde

    Domani saremo le onde 
    che baciano terra 
    e l'amore sarà 
    solamente un bel sole 
    anche se il cielo dovesse franare
    finendo nel nulla di fatto
    di un vago progetto 
    lasciato sotto il cuscino 
    dopo una notte in bianco e nero.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 11:31
    Le vele di una poesia

    Ciò che dell'amore
    ancora non sapevo
    tuonò dentro fulmineo
    spiegando le vele
    di una poesia.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 11:30
    Per riuscire ad amarti ogni giorno

    M'innamoro di te ogni mattina 
    quando la sveglia isterica mi ricorda 
    che un altro giorno per amare
    è cominciato

    E m'innamoro di te nuovamente
    come se ieri non ti avessi amato abbastanza 
    perché in fondo è così, di più non so darti 
    perciò debbo amarti daccapo ogni giorno
    affinché questa mia notte tramonti 
    almeno quel tanto che basta 
    per riuscire ad amarti ogni giorno.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 11:26
    Mattino d'inverno

    Mattino d'inverno
    sgambettano i gabbiani 
    sulle tegole ancora imbiancate
    e anche oggi l'odore del mare 
    si mescola al ricordo di te.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 11:24
    Ora che non lo immagino sei qua

    Prima di te non lo sapevo
    dove andavano i gabbiani
    dopo che volavano tutti in cerchio
    all'ombra di nuvole pronte a scoppiare

    Li perdevo di vista ogni volta 
    come se gli occhi non volessero inseguirli
    per discrezione forse
    o per un paio di fitte al collo

    D'un tratto poi soltanto pioggia 
    e correvo al riparo
    chiedendomi imperterrita 
    dove andassero i gabbiani

    Mi sarei giocata buona parte del cuore
    che non erano scesi e non erano saliti
    e non avevano virato a occidente
    tanto meno a est

    Così, scaldandomi alla luce
    di quelle tremolanti mie certezze, 
    sognavo che fossero usciti fuori dal mondo 
    magari per vie traverse ignote persino agli dei
    per giungere all'eremo blu

    Qua! Ove il silenzio sfora in limpida musica

    Ora che abitiamo l'immenso
    lo sappiamo dove andavano i gabbiani,
    ora che non lo immagino sei qua.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 11:08
    E le ore a seguire rotonde

    Scaleranno gli uomini il silente abisso
    e zeppe di cielo torneranno le bocche
    Del verbo in ginocchio solo esile sibilo
    una fuga di gas, il boato dell'alba 
    e le ore a seguire rotonde.

  • 28 febbraio 2017 alle ore 10:54
    Timido mi sfiori

    Timido mi sfiori
    con dita imbevute di luna
    e l'anima mia si spoglia
    come a maggio una sposa.

     

  • 28 febbraio 2017 alle ore 10:51
    Parole di neve

    A dire il vero 
    non osavo afferrarle 
    quelle tue parole,
    mi piaceva la musica che spargevano
    cadendomi negli occhi, adagio

    Ma tutto divenne in fretta
    talmente chiaro e freddo 
    da fare inferno:
    eri cielo a febbraio 
    e le tue, parole di neve.

     

  • 28 febbraio 2017 alle ore 10:50
    Non lo so dire

    Ci provo e fallisco, riprovo 
    ed è un fiasco di sillabe liquefatte 
    da svuotare piano in pieno silenzio,
    quella pozza rugosa a forma d'immenso 
    che tracanna ogni volta la mia voce 
    dopo avermi cucito la bocca col fumo,
    fili di Chesterfield naturalmente blu

    E chissà se ti accorgi 
    del disagio che impazza in me
    o davvero mi credi rapita
    dai libri che sfoglio per farmi aria

    Riuscissi almeno ad espormi al gatto 
    invece continuo a inspirare il sottobosco 
    perché io non lo so dire
    quanto fa male e cosa,
    ancora no.

  • 27 febbraio 2017 alle ore 14:30
    Tra cielo e mare

    Il sapore della tua voce
    mi sfama nel silenzio che ci separa
    slegandomi da un cielo
    troppo assente di te

    Perciò mi annullo
    in tiepide lacrime di meraviglia
    che si fondono col mare
    per cercarti in ogni suo abbraccio di sale.

  • 27 febbraio 2017 alle ore 11:15
    Tempo d'amor perduto

    Quanto tempo sprecato
    a parlare d’amore,
    tutto tempo rubato
    soltanto all’amore
    mentre la neve beffarda
    seguita a imbiancare
    le primavere riposte nel cuore
    in testarda attesa
    d’esser srotolate
    come matasse al sole.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:54
    L'ultimo verso

    Quando nel dì funesto
    tutti i fiori appassiranno 
    avrò comunque bisogno di un fiore
    oppure Poesia perirà, oh sì!

    E di ciò ne ho certezza 
    poiché or ora ho giaciuto 
    sin da codesto attimo appena trascorso 
    sulle ciglia dell'ultimo verso 
    che non scriverò

    in assenza di calle 
    o di un fiore qualunque
    senza più alcuna essenza
    mancando tu a me 
    oh Musica! 

    Ammansirò tutto il mare per te
    giungerai mai ove l'albatro 
    riposerà la mia penna? 

    Non rispondermi adesso
    quando starai arrivando
    un'alba gentile sussurrerà il tuo nome 
    ed io ti sentirò

    E s'anche non dovessi giungere mai
    spargerò i tuoi silenzi
    su quell'ultimo verso 
    che non scriverò.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:20
    Il poeta

    Il poeta sfiorisce
    dentro le notti gremite di ombre
    e di ruvide ore feconde
    che senza clemenza
    graffiano il cuore
    per schiudersi poi
    in grembo a un'alba materna
    tra lacrime d’estasi
    e nettari eterni.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:18
    Poesia?

    E cos'è mai la poesia
    se non un modo come un altro
    di affrontare l'inverno
    meno ingombrante di un cappotto
    più leggera di una foglia che gocciola via
    dalle nodose braccia di un albero qualsiasi.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:16
    Poca per volta

    Forse è tutto qua
    tra le mie mani a forma di barchetta,
    quell'antico sapore di sorgente
    che mai più dissetò voci di bosco
    dopo che l'ombra arcigna
    giunse nitida e sprezzante

    Ma non sento i fili in erba,
    quelli che solevano 
    bighellonar tra le mie dita
    nei meriggi riversi 
    sotto un sole
    stanco di essere stella

    - tace pure il martellar d'un becco

    Nelle mie mani 
    non v'è nulla dunque
    oppure solo miopi sguardi 
    di vita rafferma
    da sbriciolar pei molti gorghi
    che avidi mi bevono
    poca per volta
    perfidi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:12
    L'asciutto intervallo

    La pioggia
    ciarliera e sfacciata
    ammutolisce i miei sensi
    scandendo l'asciutto intervallo.