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Poesie di Claudia Magnasco

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  • 24 gennaio 2017 alle ore 22:41
    Il rumore del freddo

    Conchiglia di latta,
    nel barattolo di un mendico
    qualche spicciolo di pietà
    e il rumore del freddo

    Un dito di lana mozzato
    fa cenno che no, 
    quel rumore non scema 
    neppure a coprirsi di oro 
    gli orecchi

    Ma già lo sapevo
    che la vita è una pena
    da scontare perlopiù soli
    e ultimi o primi, cosa vuoi che importi 
    alla morte, infine.

  • 24 gennaio 2017 alle ore 22:38
    Non può essere

    Non può essere
    che nel cuore dell'inverno
    non ci sia un occhio di sole
    fai anche cisposo

    Altrimenti dimmi come mai
    può essere invece che in estate
    il sale sugli scogli
    sia pianto di tutte le genti
    di oggi e di ieri

    Oh sì, non lo sapevi?
    Come può essere...

  • 24 gennaio 2017 alle ore 22:31
    Quante le bocche

    Quante le bocche
    che non si schiudono mai abbastanza
    quasi temessero di far trapelare dettagli impertinenti
    e intanto questi rigano da dentro i denti di davanti
    mentre le lingue si srotolano verso l'ugola
    evocando i tappeti dei bordelli
    ai tempi di Al Capone.

  • 24 gennaio 2017 alle ore 22:29
    Luce blues

    Arriva svelto il giorno
    in cui scopri nell'altro
    nuove fragilità

    per esempio in tuo padre
    quando lo turbano i rintocchi del pendolo
    e non te lo dice

    Gli occhi sono vecchi
    ma più di questo 
    è la luce che emanano

    Luce blues

    come l'infelicità che li annacqua
    nel vederti uomo 
    e volerti ancora bambino.

  • 24 gennaio 2017 alle ore 22:01
    Metafore al vento

    Niente può inchiodare il vento
    non c'è trappola che lo possa incastrare
    poiché sfugge alla presa della pretesa
    umiliando la clessidra dell'incombenza
    prima che essa stritoli i suoi gemiti
    sciolti tra le braccia del tempo.

  • 24 gennaio 2017 alle ore 21:44
    Eppure è appena estate

    Sono solo mazzi di lacrime ingiallite 
    quelli che fan capolino
    dai ricordi di un attimo fa

    E non so quanto tempo 
    debba ancora sfilare 
    lungo il mio angolo diroccato
    ove dormo bendata 
    per non sognare a dirotto

    Eppure è appena estate 
    oppure ancora inferno 
    ma amor non può morire
    se nacque blu ed eterno 

    malgrado giaccia esausto
    sotto brace di mare 
    bramosa di un vento
    però troppo curvo
    per potermi per ora 
    anche solo sfiorare.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 20:10
    Cenere d'astro

    Sei cenere d'astro 
    nel malinconico mio
    rovesciarmi a metà

    Ed io solita ti parlo
    tra crepuscoli ed aurore
    spegnendoti addosso
    brace di mare.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 20:07
    Come ombra a mezzogiorno

    Crampi dilanianti m'alzano
    da lenzuola verdi e ruvide
    impigliate al vento d'Africa
    dalla notte dei tempi

    E dopo i mille voli avanti e indietro
    ecco me daccapo
    faccia a faccia col cuscino
    zuppo di un antico rigurgito 

    Oh, se tu potessi scivolarmi addosso
    come ombra a mezzogiorno!

    Inspireresti le mie carni
    così da liberarmi
    anche solo per un attimo
    dall'insonne brivido che mi trapassa 
    come rigido febbraio che non passa
    i cui giorni son crepuscoli nei muscoli

    e poi declineresti labbra tue di mandorla
    sul mio petto in corsa verso il fato avverso 
    che già pregusta avido
    questo avanzo livido: io di te.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 19:52
    Lo scialle dell'assenza

    Il respiro del tuo cuore
    scosta dal mio seno
    lo scialle della tua assenza

    E ti raggiungo
    spettinandomi in te.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 19:51
    Spleen di un déjà vu

    Ammiccano le matrioske di legno sfregiato
    svuotate di sguardo e di bocca

    Le sgrano nell'infinita processione
    del loro contenersi
    liberando vapori di realtà evanescenti

    E così, transumano le percezioni
    fin sulle asciutte labbra dI un vulcano trascorso
    ciascuna a imperlarle di gocce bucate

    Si rivela quindi il mio antico déjà vu
    ora che il Tutto incornicia un beffardo falso
    dalla firma promiscua

    e il Niente frattanto insaliva
    il torvo lucignolo della sua invidia

    È tutto finto, oh sì!

    Ma non l'abbraccio blu e il bacio giallo
    non il bianco del lenzuolo
    e neppure i suoi rossi ricami

    È tutto finto, oh sì!

    Ma non tu, non io. Noi no.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 19:47
    Il fio

    Quello schiaffo che non ti sferrai,
    leggi come infiamma
    le falangi del mio inchiostro

    e quel mio urlo che non ti raggiunse,
    senti come arrochisce
    il muto srotolarsi delle rime

    Ma dopotutto è questo il fio
    il tuo e il mio,
    senza scadenza
    né rinvio.

     

  • 23 gennaio 2017 alle ore 19:45
    Il cielo ormai

    Cosa c'è di più appuntito di uno spillo
    di una spina 
    della punta di un coltello 
    il più appuntito?

    Qualcuno mi dica cosa c'è 
    e se non c'è
    lo si inventi solo per me
    sí da poterlo conficcare 
    nel ricordo suo di me!

    Voglio una punta non banale 
    non la solita punta che fa un male infernale
    bensì un'altra che possa perforare l'incantesimo,
    questo convincimento suo 
    di dover prima uccidere e poi amare

    S'egli comprendesse 
    almeno un rintocco a lutto 
    di questo mio cuore sconsacrato, 
    lui sparirebbe come arrivò:
    zingaro strale a trafigger le vele di lino 

    e cesserebbe quindi
    di presentarmi il conto 
    ciclico -ingestibile
    capriccio suo di me!

    Taglierei le mie mani
    stia pur certo,
    s'anche le trafugasse
    dalle tasche del mio eremo

    Parlo da sola ma non lo sono...
    e tu? Perché ancora qua?

    O forse sei sempre stato qui
    ad origliarmi il cuore?

    Adesso basta, va'! 

    Ove non v'è il ricordo mio 
    e dove nulla canta di me
    Va'! E dimentica me! 

    Io son di cielo ormai 
    e non concedo distrazione alcuna 
    al disumano mio bisogno 
    di non sentirti nell'aria 

    Non un occhio 
    e tanto meno un lazzo avrai
    ché vi è il cielo qua, 
    per sempre sia e credimi, sarà!

    E tu, senza ali né luce
    sei solo fulmine spentosi 
    nel vuoto mio, colmo d'amore

  • 16 gennaio 2017 alle ore 20:13
    In solita solitudine

    Non fingere di non udire il bussare di una supplica
    che giace nei pressi della mia ombra in cammino,
    fammi entrare e vattene!

    Prendi il tuo ingombro, gli armadi, i tappeti
    e il lenzuolo che suda di lividi e insulti
    e poi vattene!

    Ma non prima d'aver esiliato ogni muro
    sotto carta di sabbia
    in cui scaverò la mia rabbia

    Ingoia lo screzio, trapassa lo strazio
    la fine non teme d'esser temuta
    non merita affatto d'esser taciuta,
    tu sei straniero io sconosciuta
    insieme in caduta distanza non muta

    Prendi con te i ricordi codardi
    qua diverrebbero troppo bastardi,
    fammi entrare e vattene!

    Basta doveri pareri misteri
    voglio solere alitare le ore in solita solitudine
    e voglio scrivere, scrivere sempre
    di tutto e niente
    magari di un dubbio latente

    Voglio essere! Essere mare di versi perversi
    in circumnavigare eccentrico
    il mio equatore ellittico
    in questa casa senza più te

    Sí da non doverti più spiegare
    che voglio essere e fare
    sempre e soltanto ciò che mi pare.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:57
    Sbadiglio al sole

    Sbadiglio al sole
    che non mi scalda
    quando parli d'amore
    scordando di amarmi

    sicché non sono quasi mai
    dove annusi il mio respiro,
    il quasi, patetico obolo

    E tu dove sei
    ora che queste note
    crocifiggono il tempo andato…

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:52
    Mira d'amore

    Ci vuole calma e pazienza
    per poter giungere dove per me sola
    non c'è arrivo su cui volermi posare

    Se io volassi ansiosa
    senza aver premura di aspettarti,
    farei solo in tempo a perdere 
    il senso dell'attesa
    perché il senso sono io insieme a te

    Invece scelgo di andare piano
    affinché la mia scia possa ovattare 
    il cielo che ci separa
    così da potersi allungare incontro alla mira 
    stando sempre di fianco alla tua,
    tanto da asciugare insieme il tempo

    anche se poi 
    non dovessimo mai arrivare.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:44
    Dito di luce

    Ricorda di come annaspavo 
    tra i detriti avanzati 
    dal mio petto in piena
    incastrati tra un muscolo e l'altro

    Non chiedevo passaggio
    per timore di far peso 
    su schiene forse già ricurve
    e poi d'un tratto
    fui sazia d'arrancare 
    con borraccia deserta a tracolla 
    e la gola tossiva, friggeva e tossiva

    Pensai quindi
    che forse era giunto il momento 
    di credere in te,
    mio spettatore abbonato, muto e impotente
    col vento in spalla e nelle mani il sole

    Perciò dico che tu,
    per quanto non voglia sentirti dire grazie
    sei stato dito di luce 
    con cui ho potuto sfogliare l'angolo 
    di una stagione prolissa
    in tempo per rinascere.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:12
    Il giorno che aspetta

    Il tuo cuore come il vento 
    mi slega dalla notte
    per ripormi nell'abbraccio di un sogno 
    che però non voglio infrangere 
    sulla riva dell'illusione

    Perciò, non mi farò spazio 
    con ali impigrite d'ipotesi azzardate
    e non rapirò una stella cadente 
    con cui scrivere in cielo 
    ciò che vorrei accadesse

    Vorrei solo esiliare tutto quel che sarà
    tra le rughe di un giorno che aspetta
    in grembo allo spicchio di un tempo
    fatto di ore evanescenti.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:56
    All'ombra del mare

    Se non è oggi sarà domani 
    che questa pazza malinconia 
    riporterà le nostre labbra 
    all'ombra del mare
    così che lì 
    ciascun bacio
    sarà soltanto un altro bacio 
    e nessun bacio 
    il soffio affranto di un addio.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:51
    Tra qui e noi

    Mi spiace la nebbia 
    quando sfiorisce 
    perché tutto riappare com'era 
    anche il liquido dedalo 
    tra qui e noi

    La collina, lo vedi
    non è più alle mie spalle,
    unghie di brezza laccate di sale
    le grattano i fianchi
    ma lei sta ferma, la collina non ride 
    lo vedi? E neanche io

    Vorrei soffocare 
    di nuovo le note blu
    con lenzuola di nebbia
    quindi infilarmici sotto
    per vederti arrivare
    e poi, soltanto poesia
    tra qui e noi.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:48
    Le foglie blu

    È un folto discorrere d'alberi 
    quando la notte sventaglia mollemente 
    come a dire addio al suo amante

    Le foglie blu lo sai anche tu
    che dicono male del cuore
    se ti addormenti 
    senza trovarmi le labbra 

    -un bacio è un bacio sai
    un altro mondo

    Nausea d'inchiostro e sale 
    lecco il bordo del silenzio
    così dolce come adesso
    che ci sto cadendo dentro 
    insieme alle foglie blu.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:43
    Chiedilo alle foglie

    Magari chiedilo alle foglie
    quanto pesa il distacco 
    e se sia lieve poi, vagare ovunque 
    per spirare infine in un posto a caso

    -Sai, sento ancora la terra 
    nelle vene del collo

    Le foglie
    quanto pesò il distacco 
    quand'eri novembre 
    anche solo per capriccio...
    ti sbucavano dagli occhi i bucaneve
    affogarli nel blu non è servito 
    eppure lo rifarei

    Ma del tuo freddo più vero
    non è ora di darti conto,
    fintanto che il tempo c'è
    non lo saprai
    che son morta per sempre di te, f
    olle inverno.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 17:26
    Alla fine del vento

    Che vuoi che sia 
    se la distanza 
    stanca anche le mani

    le mie scavano il vento 
    per giungere almeno 
    a sfiorarti i pensieri 

    E se non altro mi diverto 
    a disegnarti la faccia 
    mentre mi spargo sul tuo ventre
    come un languore di terra perduta

    Quanto manca alla fine del vento...
    ho voglia di parlarti tra i capelli
    di cose soltanto belle, così poi mi baci 
    e l'amore ci riprende con sé.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 17:14
    In quel mentre soltanto

    Ti respiro in quel mentre soltanto
    quando il crepuscolo si dimena tra le fronde
    ed il vento, se c'era cambia aria

    Soltanto in quel mentre
    ma basta per giungere in cima 
    alla notte più liquida
    per poi rotolare allegra
    lungo il blu ideale,
    tra stelle ed ippocampi
    insieme a te che non lo sai 

  • 16 gennaio 2017 alle ore 16:40
    In bocca all'infinito noi

    E dopo tutto,
    dopo che anche le labbra
    non osavano più,
    mi fingevo assopita
    per restarti addosso
    ché mi piaceva da matti
    origliare il tuo cuore ancora in disordine
    e tutte quelle cose belle
    che mi scrivevi sulle spalle

    Mi piaceva così tanto
    da lasciare andare il fiato
    alzare il viso e poi di nuovo
    in bocca all'infinito noi.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 16:31
    Come racconta il senno di poi

    Che fossi incapace di sognare fino all'alba
    era palese sin dallo scoccare del crepuscolo
    eppure sul grande carro c'era posto anche per te

    E questo è di quel viaggio
    e d'ogni altro
    l'esile dettaglio che sempre sfugge
    a chi teme i venti e non la bonaccia
    che inaridisce irreversibilmente l'anima,
    come racconta il senno di poi

    E non lo so dove saresti arrivato
    forse in nessun luogo
    chi mai può dirlo,
    ma lì o altrove
    ti saresti comunque spogliato
    dell'ombra dei giorni curvi
    almeno per un po'

    So però che fa male 
    aver fame di luna
    se non si è disposti a morderla
    solo per conservare intatti i denti
    fino alla vecchiaia

    e ora che la scruti col rimpianto 
    di chi non ne ha conosciuto il sapore,
    non serve neppure che ti narri
    del retrogusto suo
    molto simile a un buco nel cielo

    Poi la notte mi ha risputata quaggiù
    un dente scheggiato o due
    e tuttavia paga di partenza e viaggio
    ancor più paga d'essere di nuovo 
    al posto mio.