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Poesie di David Pierini

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  • 07 gennaio 2008
    L'incontro col Messia

    Sono venuto
    alla luce malata di questo mondo
    e all’aria irrespirabile di questo secolo
    il quindici agosto del cinquantacinque.

    Fino al giorno della mia resurrezione
    ho vissuto come un pover’uomo
    meglio non può fare
    col suo carico di schiacciante umanità.

    Poi...
    sulla via della disperazione
    l’incontro col Messia…

    folgore che squarcia le tenebre
    respiro che inebria l’anima
    fuoco che spegne ogni sete del cuore…

    la liberazione dai lacci della morte
    la promessa di fedeltà assoluta.

    Poco resta di quello che ero,
    nulla più amo
    di quello che possiedo.

  • 07 gennaio 2008
    Trentatré anni

    Trentatré anni
    affascinante età
    che induce ad eroiche soluzioni.

    Ma chi potrei salvare io
    e chi potrei redimere
    se non me stesso
    o la mia sbiadita immagine.

    Questo mondo
    non reclama eroi
    né tantomeno redentori
    ma minuscoli parassiti
    e modesti sognatori.

    Troppo modesti
    per essere emulati.

  • 07 gennaio 2008
    Oasi

    Lasciami riposare
    per un’ora fra le tue braccia
    all’ombra del tuo sguardo
    col conforto del tuo respiro.

    Lasciami bere
    alla fonte del tuo amore
    perché sono un uomo
    e ho sete di baci e carezze.

    Lasciami sognare
    che tu sia stella cometa
    che mi guida verso l’eterno
    e patria tua sia il cielo.

    Poi...
    lasciami andare
    e non odiarmi
    se ti spezzo il cuore.

  • 07 gennaio 2008
    Vorrei liberarmi...

    Vorrei liberarmi
    con tutta la violenza di cui sono capace
    di ogni cosa che mi circonda
    con un ultimo possente
    ruggito a piena voce.

    Liberarmi da ogni schiavitù
    velata e non velata
    presunta o vellutata
    con la stessa veemenza con cui il tuono
    si libera nella tempesta,
    con la stessa dolcezza con cui la morte
    rende liberi dal martirio,
    con la stessa speranza con cui il primo vagito
    esplode nella vita
    liberando il corso del respiro.

    Liberarmi e fuggire via
    sulla cresta di un'onda portentosa
    nuotando come un pazzo
    e per l'ardore furibondo
    scrollarmi di dosso persino me stesso
    ed approdare al più remoto lido.

  • 07 gennaio 2008
    Canto di primavera

    Era bianca come un giglio
    e s’innamorò di me.
    Anch’io m’innamorai
    di tanto candore.

    Era bella come un sogno
    e s’innamorò di me.
    Anch’io m’innamorai
    di quella visione.

    Era folle come un’artista
    e s’innamorò di me.
    Anch’io m’innamorai
    di tanta poesia.

    Era viva come una ferita
    e s’innamorò di me.
    Anch’io m’innamorai
    della vita.

  • 07 gennaio 2008
    Supplica

    Signore...
    sono stanco di gridare
    nei deserti del cuore.
     
    Ti prego...
    spogliami da profeta
    e colmami del tuo amore.

    Rendimi capace
    d'essere un sorso d'acqua
    per ogni anima che incontro.

  • 07 gennaio 2008
    Il piccolo gregge

    Non resta che un pugno
    di pecore nere
    a tenere saldo
    il vessillo della croce...

    in questo tempo in cui Satana
    ha oscurato il sole della verità
    tolto alla chiesa la sua luce
    ed abbattuto dal cielo della santità
    un'infinità di anime.

    Per seguire il Signore
    hanno odiato la propria vita
    e i tesori di questo secolo
    considerato spazzatura.

    Se ti senti estraneo
    a questo mondo pagano
    e smarrito in quest'ambiguo
    universo cristiano
    sappi che non sei solo:

    il Signore è con te.

  • 07 gennaio 2008
    Impotenza

    Ogni mattina
    col pensiero della morte
    spingo il sole ad occidente
    per indurlo a tramontare.

    E se per caso
    d'improvviso
    il soffio della vita
    mi sfiora...

    fra le mie ansie
    spira.

  • 07 gennaio 2008
    Desiderio

    Puledra ribelle
    ai sospiri del mio cuore
    ogni volta che mi sfiori
    mi fai ardere!

    Come vorrei inseguirti
    per i sentieri scoscesi
    di questa selvaggia passione…

    circondandoti di fiori
    sotto un cielo stellato d’illusioni…

    stordirti al profumo
    virile dei miei versi…

    poi sfinirti di baci
    spossarti di carezze…

    al chiarore della luna
    strapparti il velo del pudore
    per scoprire il volto incandescente
    delle tue nascoste bellezze…

    finché avvolta nel sudario
    di quell’ora inevitabile
    sulla terra nuda
    inchiodarti a me.

  • 07 gennaio 2008
    Cantico degl'innamorati

    Signore,
    rendici degni di questo amore.

    Dai aria pura ai nostri polmoni
    sangue buono all’arsura dei nostri cuori
    luce salda al corso dei nostri pensieri.

    Dai argini possenti
    a questa piena di tenerezza
    che ci sfugge dagli occhi e dalle mani.

    Dai pazienza al tempo
    un talismano ai nostri petti
    e le nostre voci al vento
    quando saremo deboli e distanti.

    Rendici degni dell’amore.

    Degni d’abbracciare
    con lo slancio della fede
    il più vasto orizzonte che ci circonda.