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in archivio dal 20 giu 2018

Emanuele Martinuzzi

07 settembre 1981, Prato - Italia
Mi descrivo così: A mio modo un sognatore. Mi piace camminare nella natura, nei borghi antichi o in luoghi caratteristici, scrivere poesie, fare foto e suonare la chitarra. 
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 21 giugno alle ore 21:26
    Non c'è che un dialogo

    Non c’è che un dialogo, 
    fraintendere l’eternità 
    con attimi di poesia.

    Da Spiragli

     
  • 20 giugno alle ore 21:26
    Un tempo

    Un tempo un tramonto era un tramonto, l’affresco sublime 
    di una feritoia, che esangue si aggira, unico straniero senza patria.

    Un tempo occhi innocenti erano occhi innocenti, ciottoli arresi 
    a sentieri d’amore, che vanno alla sera tra sterpi marciti in passi.

    Un tempo la solitudine era la solitudine, stonata preghiera nel vuoto 
    come terra tra gigli seccati, fuori una bara di mondo ad attenderla.

    Un tempo il canto era il canto, violini di vento strappati da ciò 
    che macchia al lamento, ogni voce chimera, ogni sguardo rena.

    Da Di grazia cronica - elegie sul tempo

     
  • 20 giugno alle ore 21:25
    Non assomigli a nessuna

    Non assomigli a nessuna parola, 
    sei dettata in caratteri che amano 
    tacere, corretta dall’assurdo 
    nella grafia amara dei miei notturni. 

    Qualcosa di te si è intinto e dissolto 
    in ciò che ho di più fragile e antico. 

    Pensavo il tuo amore precedesse 
    ogni meraviglia o fosse una poema, 
    di là da venire, un’infanzia eterna, 
    ed invece è lo stesso inchiostro che mi scrive. 

    Da L'oltre quotidiano - liriche d'amore