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in archivio dal 04 dic 2006

Fedel Franco Quasimodo

04 agosto 1960, Catania
Mi descrivo così: 57 anni, impiegato scritti aforismi, poesie introspettive, sociali, religiose, numerosi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali ed internazionali; presente in varie antologie. Accademico dell'Accademia Costantiniana di Palermo; Accademico e Cavaliere della Cultura Dell'Accademia il Rombo
Mi trovi anche su:

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  • 10 maggio alle ore 10:23
    Epitaffio

    Non si pensa mai
    alla morte;
    fardello che grava 
    solo sugli altri.
    Poi ti lascia
    una persona cara:
    svesti la  morte
    insieme a lei.

     
  • 05 maggio alle ore 18:11
    Perchè cercate...

    Perchè cercate tra i morti la vivente?
    La morte non esiste.
    Ella vive tra noi.
    Presenza in spirito,
    tutto scruta e sorveglia.
    Tanfo insopportabile
    di cadavere, non conosce.
    Profumo intenso e irresistibile
    emana il suo corpo.
    Il martirio non spezza le sue reni.
    Il bastone
    non le piega le gambe.
    Eterna vita
    in una fede costante..

     
  • 04 maggio alle ore 18:05
    L'aviatore

    Ignoto aviatore,
    tormentato dal rimorso
    venuto sul luogo del massacro.,
    con la croce sul dorso.
    Una giornata limpida
    non oppressa dalla nebbia.
    La nera croce
    non vidi
    scolpita sul tetto.
    Sganciai a volo radente,
    quella bomba assassina.
    Il pianto dei fanciulli
    risuona stridente.
    Ogni capello
    del mio capo,
    conosce la sofferenza.
    I cimiteri sono pieni
    delle mie colpe.
    Cadaveri inumati
    disseppelliti dal peccato.
    La condanna 
    di vivere in eterno
    lontano da Dio
    e dai fanciulli.

     
  • 04 maggio alle ore 9:30
    Inutile eroe

    Via conclusa
    nel disonore
    di una disfatta.
    La truppa ammutinata.
    tanti soldati
    giacciono esanimi
    nella vallata.
    E i famelici lupi
    canteranno vittoria.
    Strazieranno quei corpi
    pezzo per pezzo.
    Festa baccanale,
    succulento banchetto.
    Il superstite catturato.
    Lungi interrogatori
    e torture.
    Non rivelano bellici 
    segreti.
    La vita erge monumenti
    agli eroi ignoti
    Ripudia 
    quelli in carne ed ossa.

     
  • 03 maggio alle ore 16:39
    Ossa

    Ossa consunte
    riposano 
    in fredda dimora.
    In aperta campagna
    trovarono eterna sede.
    Qui neanche
    una stella per esse
    brilla.
    Nè un essere umano
    vuole passare
    feccia reietta dal 
    mondo.
    Ossa imperscrutabili
    all'ennesimo linciaggio.
    Violenza immane
    osa scalfire
    ciò che per tutti
    è un cane.
    Ossa entrate
    nella pace di Cristo,
    col cranio mirante il cielo.

     
  • 03 maggio alle ore 11:25
    In marcia per la pace

    Due amici
    i viaggio per la pace.
    Ill treno di poche carrozze.
    I posti in piedi eran tanti.
    Si contesero i viaggiatori
    quei pochi spazi vacanti.
    Dalle parole sconnesse
    alle grida paurose.
    dalle minacce verbali
    agli oltraggi ignominiosi.
    Bastonate volarono
    tra i contendenti.
    I due amici
    restaron sani e svegli;
    <il locomotore marciava
    senza manovratore.
    Qualche mano anonima
    aveva sganciato dal treno
    tutte le altre carrozze.
    La stazione PACE
    attende invano
    l'arrivo di quel convoglio.

     
  • 02 maggio alle ore 18:21
    Canzone

    Quella canzone
    odora di poesia.
    Perfetta armonia
    si immerge
    in labirinto celestiale.
    Sublimi parole,
    sorrette
    da coro eterogeneo
    di voci bianche 
    e mature.
    Spiegano
    le ali della fantasia.
    Passaggi ritmati,
    uniti
    a poderosi strumenti
    di accompagnamento,
    rendono
    musicalità soave.

     
  • 02 maggio alle ore 9:57
    Duello

    Scontro inevitabile
    tra il cantore e il menestrello.
    Voce melodiosa
    e toni alterati;sintassi armonica incompatibile.
    Episodico litigio formale,apparente-
    La diatriba rientra
    in un disegno biblico permanente.
    Il cantore
    ha la stentorea voce
    e canta l'onestà.
    Menestrello infame
    stecca ogi strofa,
    sbandierando malvagità-
    La sinfonia latita
    nell'ombra
    e scade nello stridore.
    Come una rofonda ferita
    che non conosce il sollievo 
    dell'oblìo.

     
  • 01 maggio alle ore 7:17
    Cenni

    Brevi parole,
    forse sincere,
    un po' di fretta..
    Quel lineamento del volto;
    non riuscirò
    ad impararlo a memoria.
    Incontro a lungo cercato,
    avuto di recente;
    proposito prudente,
    soverchiato
    da animo dissennato.
    La fragilità impera
    su un corpo malato

     
  • 30 aprile alle ore 18:18
    Pioggia

    Pioggerellina
    costante e infinita
    inganna le nostre visioni;
    sembriamo vivi nel cogitare,
    pieni di forza e celerità;
    fradici d'acqua,
    versiamo aridi
    nella solida inanità.

     
  • 30 aprile alle ore 9:47
    Bambina

    Solo una bambina
    può donarmi un sorriso
    vero,genuino.
    Correggere col rimprovero
    la cattiva condotta.
    Supplicarmi,
    col pianto insistente,
    di porla al centro dell'attenzione.
    Addormentarla,
    recitando la favoletta preferita
    o la ninna nanna tanto anelata.
    Invece, tu donna,
    mi regali
    un sorriso artefatto.
    Rampogne mi scagli
    come dardi avveenati.
    Mi calpesti
    come uno zerbino affezionato.
     

     
  • 29 aprile alle ore 9:30
    Metamorfosi

    Mi son fatto povero
    per sfuggir alla brama dei ricchi.
    Son diventato brutto
    per evitare la contaminazione
    di una superba beltà.
    Ho messo a nudo la mia stupidità,
    per confondere la somma intelligenza
    di dotti e sapienti.
    Ho scelto la debolezza,
    per distruggere la sicurezza
    dei forti;
    reso pellegrino in patria
    e straniero in famiglia.
    Sordo alle dichiarazioni di guerra;
    cieco alle barbarie di una società;
    muto ai più vili oltraggi.

     
  • 28 aprile alle ore 17:26
    Irruenza

    Fantastica antitesi
    di calma e ponderazione;
    lo sbuffo
    di una parola ad alta voce;
    rossore purpureo
    che tinge pallide guance;
    accelerati battiti cardiaci
    inseguono un concitato favellare,
    scatenando dissidio.

     
  • 27 aprile alle ore 10:01
    Noia

    Lo spazio
    di un vuoto mattino;
    la limacciosa malinconia
    di non avere nulla da dire
    e nulla da fare.

     
  • 27 aprile alle ore 10:01
    Noia

    Lo spazio
    di un vuoto mattino;
    la limacciosa malinconia
    di non avere nulla da dire
    e nulla da fare.

     
  • 23 aprile alle ore 9:48
    Nemesi

    La vendetta
    è una giustizia nobile e settaria.
    Denominazione di figura mitologica
    non altera l'essenza originaria.
    Fonte: la colpa dell'uomo.
    Accalappiato dalle passioni;
    putrefatto da trame amorose
    contorte e poligamiche,
    votate all'egoismo del piacere.
    Nemesi:panacea catartica;
    rimedio che deterge la sozzura
    dell'uomo,
    restituendolo
    alla originaria purezza.

     
  • 15 agosto 2017 alle ore 8:03
    La vispa Teresa

    La vispa Teresa
    si muove felpata,
    tra lezolle di erba bagnata.
    Stupida farfalletta,
    poggiata su un basso ramo.
    Veloce animale,
    ma di Teresa a portata di mano.
    Agguanta il volatile
    la fresca bimbetta,
    tra lo scricchiolìo di legno.
    Sorride sgargiante Teresa,
    mentre torna a casa gridando:
    "L'ho presa! "L'ho presa!"

     
  • 14 agosto 2017 alle ore 8:04
    Leggi una mano

    Scruta una mano,zingara:
    scopri la linea della vita:
    breve nel piacere,
    lunga nel dolore.
    Regalami l'illusione
    di un incontro di amore.
    La retta della fortuna
    appare spezzettata
    in più punti.
    Non voglio scommettere denaro
    e affidarmi alla brama degli stolti.
    Ma la linea della salute
    è per te, zingara,arcana.
    E tergiversi,soprassiedi.
    Un sorriso emaciato
    rimanda ad altra occasione
    la bellezza del malore.
    La sottile etisia
    che l'illuso consuma,
    e che non hai voluto rivelare,
    rende più caldo,o zingara,
    il tuo fuoco di prestigio.

     
  • 13 agosto 2017 alle ore 8:12
    Inutili verba

    Le parole sanno solo parlare.
    Sono scie di fumo
    svanenti in un battipaleno.
    Invano si cerca una traccia
    di flebili verba
    che non stanno in piedi.
    Nemmeno con un bastone.
    Inutile librarsi in aria
    a catturare l'immenso.
    Lo smog fagocita parole,
    tutte senza senso.

     
  • 12 agosto 2017 alle ore 10:06
    Scherzi della mente

    Pensiero controverso rivolto a te.
    La mente non arriva mai a fotografarti.
    Nei totali contorni.
    Figura a volte minuta,spesso ingigantita.
    Occhi troppo grandi,ma fessure assai piccole
    per intravedere la bellezza di un'anima.
    Neo sul mento
    piazzato sul lato sinistro.
    Bacio di bocca divina
    o vezzo spiritoso di natura?
    Tanto distante mi libro;
    tanto vicino mi pongo.
    Raramente la mente si chiude
    per una preghiera non esaudita.
    Sempre si apre
    per un frammento di speranza,
    orgogliosamente sfavillante
    nel far della notte.

     
  • 11 agosto 2017 alle ore 9:16
    6 agosto 1945

    Il giorno lentamente scompare,
    inghiottito dal crudele fungo.
    Si slancia alto nel cielo,
    con posa abnorme e tronfia,
    a spodestar persino
    il trono di Dio.
    Il fungo fagocita la vita
    con insaziabile voluttà.
    Tra ruderi di case abbandonate,
    in mezzo agli scheletri
    che non conoscono sepoltura,
    l'immane fragore di una superpotenza
    immortala d'infamia
    la storia di una civiltà.

     
  • 10 agosto 2017 alle ore 11:31
    Sorriso

    Guardo e fisso
    sorriso gioviale,
    scolpito in eterno.
    La bellezza profuma
    di sguardi intramontabli.
    Quell'essere buono
    non simula ilarità.
    Incapace di frodare
    anche gli ingenui.
    Acqua torbida si mesce
    al fluido puro.
    Liquido bianco traspare
    sul fondo di una valle.

     
  • 09 agosto 2017 alle ore 7:52
    Anonima

    Lei presente
    nelle mie preghiere;
    per lei supplicherò
    la misericordia di Cristo,
    prostrandomi a Lui
    tutte le sere.
    Proclamo una consapevolezza:
    di avere sorpassato
    la sua giovinezza;
    portare addosso
    un tetro e abietto mostro,
    che ho sconfitto
    nel Padre Nostro.

     
  • 08 agosto 2017 alle ore 17:18
    Aurora e crepuscolo

    Fogge indefinite di un corpo
    non ancora modellato.
    Aurora:tempo nitido
    che illumina di vermiglio
    un giorno ancora da scoperchiare.
    Un lasso che potrà trasfigurare
    in emozione rosea
    o degenerare in cupo abbattimento.
    Crepuscolo:tonalità cromatica
    di occhio illuso di turchese:
    preludio di una notte turbolenta,
    animata da angoscianti sogni.
    Prefazione di anima pia
    che lascia un corpo piagato
    che ora tace,
    per librarsi
    verso una senpiterna pace.
     

     
  • 06 agosto 2017 alle ore 7:40
    Eclissi

    Eclissi di luna si interpone
    tra la coscienza e il Divino.
    Fase primordiale,risuona stentorea
    di forza bruta.
    Ciascun barlume di coscienza
    risulta annerito.
    Il ruolo della ragione
    è miseramente sguarnito.
    Controverse emozioni
    si ripropongono
    in un abito rosso.
    Esplodono desideri repressi.
    Infieriscono turpi oltraggi;
    si riaccendono antichi rancori
    che sembravano sopiti.
    Eclissi: un nero sipario calante,
    ad epilogo di noioso
    spettacolo di periferia,
    scarsamente affollato.

     
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