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in archivio dal 13 apr 2014

Federica Bucciarelli

08 luglio 1990, Vasto (CH) - Italia
Mi descrivo così: Mi sto ancora cercando, mi sto ancora inventando....
ho riscoperto la bellezza del silenzio.
scrivere mi snoda le vene e posso viaggiare senza pagare il biglietto, riesco a dormire sul tetto e faccio tutto quel che posso senza dar troppo peso al loro verdetto.

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  • 03 settembre 2015 alle ore 22:11
    STELLAPOLARE

    Credo...anzi no...non credo...
    Il diminutivo del mio nome....Fede...
    Ma fede un corno...io non ne ho più un briciolo in corpo
    Non credo più a niente...nemmeno a me..
    A nessun accidente...
    Ma credo...di non ricordarla più per niente...
    La sua voce...
    La voce di chi non si è dato mai per vinto...
    Mai l ho visto perdente,..,
    Mio padre....
    E non ricordo che poche cose, forse sbiadite anche quelle
    Ho sulla testa una trapunta di stelle
    Plastica biadesiva che con la luce
    Regala una finta opaca luce riflessa
    Io nemmeno più incontro me stessa
    Nello specchio, un foruncolo difetto
    Della natura umana il dispetto
    Lo inforco tra le unghie con disprezzo 
    E la cicatrice ne è il prezzo
    Etichetta sulla mia buccia spessa
    Di ananaspescamela 
    Raccolgo i capelli a vela 
    Butto giù uno schizzo sulla tela...
    E intanto credo di non ricordarmela 
    Affatto....la sua voce...
    Che per me...era come ragnatela...
    E ci finivo dritta nella trama
    Come una moscaFalena
    E mi venderei questi quattro stracci
    Spicci 
    Per riaverla indietro...
    Sentirla scavare nelle mie orecchie...
    Sentirmi chiamare ancora...
    STELLAPOLARE
    E ancora sentirmi scavare...
    STELLAPOLARE
    E ancora sentirmi brillare....
    STELLAPOLARE
    E Ancora sentirmi amare...
    STELLAPOLARE
    E ancora sentirmi...
    Chiamare...
     

     
  • 08 giugno 2015 alle ore 11:28
    Anima piazza mercato rionale

    Uragano di vento caldo
    Cadaveri di ombrelli ai lembi della gengiva della tangenziale,
    correva ruggente la nostra moto metallica,
    rovente la marmitta mi cucinava di avvertimenti le suole dei sandali
    il casco troppo stretto, la canottiera troppo piccola, la collana a cappio attorno al collo
    mi vibrava il naso ad ogni metro in piu…
    e ridevo infastidita di non poter godere del tragitto. avvinghiata di vento alla sua maglia gonfia di sbuffi
    l’unica cosa che mi teneva in vita, aggrappata alla bellezza di quel breve viaggio in scomodità
    era
    il suo profumo di fresco
    che controvento sfondava i muri della resistenza del mascherino
    con imponenza e strafottenza mi spiegava le porte del naso e si parcheggiava come un tir dal carico di frutta
    nello spiazzale dell’anima mia, nuda come una piazza che attende i mercanti
    e le folle vivaci del mercato rionale...

     
  • 18 febbraio 2015 alle ore 17:15
    Ultima camera in fondo a destra

    Mi ricordo come si corre fuori
    mi ricordo i rumori
    qui, a stento dieci passi dal letto al bagno
    una goccia uno stagno
    le correnti sono maligne, entrano nelle pieghe dei pigiami
    e portano brividi,malanni
    qui dentro i minuti sono anni.
    beati voi fuori, a correre inconsapevoli
    a non salutarvi neppure fra parenti
    qui noi tra sconosciuti siamo diventati fraterni.

    ospedale
    ultima camera
    in fondo
    a destra
     

     
  • 02 luglio 2014 alle ore 21:06
    Io resto...resisto,insisto!

    Come un cane tormentato nell'attesa del ritorno del padrone 
    ...Resto...appesa alla ringhiera
    Come una sposa sull'altare alla sua ultima preghiera
    L'occhio languido da chi sempre sogna una chimera
    I sensi vigili di chi dà sempre spera
    Illudo il tempo spogliando il mio polso delle spade di clessidra
    Dondolo ciondolando, mi canzono 

    Tuffo la maschera di cera sciolta nelle sue armature
    Tessuti di metallo che dall'armadio sprigionano amore
    E sento cedermi le giunture
    Vorrei che nessuno mi vedesse attrice di certe figure
    Ma l'uomo mio è lontano e lotta forte contro la morte

    M'insegnò l'amore, la rabbia..
    poche volte mi concesse di costruir con lui castelli di sabbia
    Mi ubriaca  ora il naso il ricordo della sua pelle nuda al mare 
    Il petto sotto il crocifisso
    E sento che mi perdo dentro un silenzioso abisso

    L'assenza è nuda e non si veste
    Porta un coltello, è malata a peste
    Ci tiene per i crini, le teste
    Ci sputa e corre...ci lascia e investe
    L'assenza è belva con tante creste
    Troppi occhi han quelle sue teste
    Gli occhi di chi ha pianto e piange e insiste
    Che indietro vuole colui che resiste
    Lo vuole e prega, si piega e spiega
    L'assenza è nuda trattiene cruda 
    Chi ancora lotta
    Chi ancora lotta 

     
  • 10 giugno 2014 alle ore 15:33
    La partita dell'AMORte

    Ha tutte le carte in regola per essere perfetto
    Perfetto... per dire...come non detto!!
    Quelle persone che incontri per caso quando non chiedi niente
    Quando non rivuoi indietro il tuo resto
    Quando ti basta un cucchiaio di pasta al pesto
    Quando dimentichi ogni pretesto
    Quelle persone che fanno la differenza
    Quelle con cui devi avere molta pazienza
    Quelle che hanno la vocazione all'allegra malinconia
    Quelle che non dicono mai....sei mia
    Il coltello perfetto per arrivare alla verità 
    Il silenzio assoluto che sà di calamità
    Penso di essermi persa e non mi resta che per bussola il suo nome
    L'ho gridato senza pronunciarlo
    L'ho inciso senza scriverlo
    Ha tutte le carte in regola per sedersi al tavolo della mia vita
    Con gli assi nella manica
    Giocare questa partita
    E Ad ogni bacio lasciarmi sfinita!

     
  • 05 maggio 2014 alle ore 19:38
    Insonnia

    Costruisco una casa di cartone
    Un muro col cuscino 
    Un recinto di piumone
    In mezzo al fumo col fiatone
    Ti ho sbranato in un boccone

    Ingoio lame 
    colazione con pane e salame
    Non mi guardo mai i piedi
    Non lasciare che ti spieghi

    Costruisco le mie armi 
    Mentre mi dò non voglio darmi
    E mi nascondo nel cassetto con in mano quel gessetto
    Mi manco già da un pò
    Non so cosa farò 
    Già sò...non dormirò...

    Costruisco il mio alibi al cartone
    Mi tuffo a fondo nel piumone
    Soffoco la ragione
    E mi regalo la mia unica ossessione

     
  • 05 maggio 2014 alle ore 19:36
    Esplode quasi

    Mi esploderà il cuore a forza di rimandare
    a forza di questo continuo trasformare.
    sono come uno di quegli animali che sà cambiare colore
    che pur di non farsi acchiappare, pur di non morire, sa cambiare.
    ed io mentre diventò altro inizio un pò a morire
    non mi basto più, lo senti il ribollire?
    mi manco....
    e riesco a mancarmi persino nello specchio
    non riesco a sputarmi
    non sento niente
    è indecente
    non sono niente
    è incombente

    mi esploderà il cuore
    senza far rumore
    e sembreranno artifici lontani
    d'un paese in festa
    visti da dietro una finestra

     
  • 02 maggio 2014 alle ore 14:06
    Disinnescami

    Disinnescami
    Stropicciami
    Accendimi e poi fumami
    Stordiscimi
    Stupiscimi
    Scuotimi
    Allacciami e poi slegami
    Sparami 
    Tagliami
    Stroncami
    Inventami,disegnami
    Disinnescami
    Lanciami
    Offrimi
    Prendimi 
    Vendimi e poi comprami
    Lasciami e riprendimi
    Sfiniscimi 
    Custodiscimi
     
    ma se non mi ami..
    non amarmi..
    piuttosto amati...
    aRmati

     
  • 02 maggio 2014 alle ore 14:04
    Odiami tu!

    Odiami tu, che io ho da fare..
    Sto facendo bene l'amore
    Ho cambiato ai capelli il colore
    Se mi guardo nello specchio certe volte somiglio
    A quella specie di abete vestita da coniglio
    La tua nuova compagna
    Ne ha alle spalle di campagna
    Non fraintendere le rime
    Se lo fai c'è nè ragione
    Sono dell'opposizione
    Dopotutto non mi pento
    Odiami tu, se sei in grado
    Io non mi abbasso tuo malgrado
    Odiami tu, che io ho da fare
    Ho una vita da imbrigliare
    Un lavoro da cercare
    L'arte mia da assecondare
    Odiami tu, che io ho già lasciato stare
    Ancor prima di cominciare!

     
  • 29 aprile 2014 alle ore 16:22
    Liber-ami

    Scoperchiami da questo cielo barattolo
    mi sento una lucciola spenta sotto vetro 
    di un capriccio resto il giocattolo
    mi svanisce la vita, divento spettro

    stappami come la birra che berrai
    sono la schiuma sui tuoi baffi
    torna sempre nel mio porto, mi avrai
    e sulla tua pelle mi firmo con i graffi

    spogliami di queste vele
    dammi una lametta che mi taglio le pene
    accartocciami come un promemoria
    sono pronta alla fine senza gloria

     
  • 29 aprile 2014 alle ore 16:18
    Ti ricordi?

    L' avrei chiamata Margherita
    Nostra figlia, l'avessimo concepita
    Ma come vedi, come vedo...è già finita
    Una storia lunga, più d'una partita
    Giocata male cosparsa di ferite al sale
    E non ti penso che raramente
    Te lo dico veramente
    Non m'importa della gente
    Parla senza sentire quel che si sente

    Ti ricordi? mi piacciano i balconi
    Le terrazze,gli spazi aperti...le piazze
    Ho paura di viaggiare eppure ho la mente
    Che parte spesso e non si sa fermare
    Ti ricordi le poltrone meccaniche
    La farina e il pane,le luci psichedeliche
    L'areoplano e le eliche?

    Ti ricordi le tempeste alle nostre finestre?
    Ti ricordi le invenzioni da maestre?
    I diari chiusi, gli spilli gli sblusi?
    Ti ricordi come mi sentivo?
    Come mi percepivo?
    Io lo sapevo,non ti sentivo

    Sono di un altro pianeta,una stella cometa
    Velenosa e formosa,sempre a dieta
    Ti ricordi l' esplosione Appesa al mio balcone?
    Scrivevo una canzone
    E mi spianavo il varco alla prossima maledizione

     
  • 28 aprile 2014 alle ore 13:40
    Se mi tocchi

    Mi sono tolta il cemento dagli occhi
    forse tremo se mi tocchi
    Strada senza sbocchi 
    e dentro un bacio abbocchi

    mi sono svegliata con l'ombra sotto gli occhi
    quasi sempre sola dopo i quattrocento rintocchi
    non sono una bambola, nei capelli non porto i fiocchi
    sdraiata smorta sotto un cielo di albicocchi

    resto una ciarlatana col fumo in bocca e in mano i tarocchi
    guardami ancora, affondo , a fondo negli occhi
    Vivo di più se mi tocchi
    questo non è il paese dei balocchi

    se ancora mi tocchi
    crollano i ginocchi...

     

     
  • 26 aprile 2014 alle ore 19:30
    Squame

    Avevo la pelle di squame
    quasi sempre avevo fame
    mi riempirono la gola di larve
    per molto mi brucarono le tarme
    presi a starmene da sola
    ma si sà l'anima non si consola

    persi le squame
    con queste la fame
    divenni di carne 
    lasciai le caverne
    concimai l'aiuola
    nessuno mi diede aureola

    persi le speranze
    non mi organizzai come loro per le vacanze
    tornai ad abitar le mie stanze
    con la pelle di squame
    e l'inestinguibile fame!

     
  • 17 aprile 2014 alle ore 23:37
    gusto giusto

    Di notte mi cammina nei pensieri, nei sogni.. Macchio le lenzuola di pensieri profani, mi vive nelle mani.. Mi chiedo, non ti vergogni? Rispondo di no..lo sento nell'aria, persino quando esco e porto il cane a pisciare..perché mi dovrei vergognare? È una presenza di cui non mi posso liberare, Perché io solo così so fare... Non è vero,se non mi fa ammalare... E mi cammina come un male nelle vene, si nutre del mio bene e delle mie pene Silente come.se avesse le risposte ...infondo il segreto è non avere domande.. E mi ammalo e lo scelgo Mi ammalo.ma non mi svendo... È un.gusto.perfetto.per avere difetto

     
  • 16 aprile 2014 alle ore 12:14
    diverso non è male..

    La storia ci ha fatti diversi Della stessa specie ma comunque diversi Per occhi, bocca, naso, sesso Per colore, capelli, trucco Per come ti muovi o non ti muovi Per come pensi o non pensi Per come ami Per come amo Diverso è brutto, sa di qualcosa che non va Negazione Come quella cosa che non si dice e non si fa, Eppure tu come me sei qua.. Tu non puoi correre ed io che posso..non lo faccio mai... Tu non puoi camminare ed io che posso lo faccio male... La storia ci ha fatti diversi..ed io credo che questo sia normale...

     
  • 15 aprile 2014 alle ore 14:58
    lato finestrino

    Incantesimi d'uragani Proiettati dalle mie mani Sarò altrove domani E intanto piange il mio finestrino come fosse un capriccioso bambino Gli chiederei il nome al mio destino... Ma la linea è sempre occupata, contaminata Respiro nella cornetta dopotutto non ho fretta!

     
  • 14 aprile 2014 alle ore 19:14
    Tua moglie, non sono io.

    Vorrei esser stata tua moglie,insieme a te gioire del l'attesa d,un figlio...insieme fare un viaggio...insieme dormire,piangere,sorridere...insieme camminare per strada senza destare scalpore,senza dover sentire il peso delle parole biforcute di chi vede solo le nostre differenze...vorrei esser stata tua moglie,per abitarti nella vita in maniera quotidiana e naturale,in quel modo che stanca,che poi fa litigare che poi ti fa prendere e andare...vorrei essere una donna,per starti accanto come vorresti...in un modo che non mi chiederesti ma che infondo speri,cerchi,insisti...
    Vorrei essere altro,ma se fossi altro da me...non sarei ciò che sono con te...
    Qualcosa senza descrizione,perché la perfezione non si può descrivere...mi abiti nelle braccia con la serenità incastonata nella faccia,un sorriso dolce che sa di dolore...che mi stringe infondo al cuore...non fa rumore la felicità...riesco solo a ridere stolta...ho paura...troppa,molta!!!
    Non voglio partire,non me ne voglio andare...dammi tu il coraggio...
    Dammene ancora...ancora e ancora...

     
  • 13 aprile 2014 alle ore 18:49
    Posacenere

    Conca di corpi morti,
    colore fetido di ceneri disciolte
    restano residui sordi,sepolti
    di cicche contorte...
    s'annidano in un crescendo
    aggrovigliate in un abbraccio aranciongrigio
    colore nuvoloso dei viziati figli del fumo.
    stanze piene di spiriti dissolti,
    dalle mille forme, dai bei volti.
    vi riconosco familiarità ...

     
  • 13 aprile 2014 alle ore 18:39
    Nomignoli

    Mi dicono:
    - i nomignoli non sono una garanzia,
    non significano voglio farti MIA.
    mi ammalo di molte cose e in quei giorni in cui sono veggente
    incontro molta, troppa gente...non mi concedo niente.
    mi sento pendente, pendolante...dipendente...
    mi ripetono:
    -i nomignoli non sono una garanzia...
    ed io rispondo...
    PERÒ PER UN MOMENTO NON MI SENTO SOLO MIA...
    torno a nascere malattia, e malattia sono quei suoi voli pindarici...
    poi plana...e torno sana.
    sono piena di cose da dire e omettere, la mia amica mi aiuta con la punteggiatura..
    che io non sono capace
    m'improvviso rapace
    finisco per essere mordace...
    e allora pace se i nomignoli non significano niente
    lo terrò a mente...
    come terrò a me lo scricchiolio delle falangi...
    e non piango...non piangi....
    restano i nomignoli..
    silenziosi e rotti...come i miei mignoli...

     
  • 13 aprile 2014 alle ore 13:38
    La caduta

    Ringhiere di scritte appese
    Ciottoli lanciati come pretese
    Sulle rive tessevamo intrecciandoci 
    Il nostro tempo,rincorrendoci..
    Nelle scarpe, tra i capelli 
    la sabbia il mare e i suo granelli...
    Dentro un'addio dicemmo basta,
    Il cuore mio di cartapesta..
    Crollammo a terra,battemmo la testa
    Si sciolsero i nodi,ogni promessa..
    Come gabbiani senz'ali quella riva non sembrò più la stessa...
    Tornai da sola,sembravo un'isola

     
  • 13 aprile 2014 alle ore 13:32
    Pensiero

    E nel bel mezzo del mio tempo, mi sorprendeva l'irruenza di quello sparo di velluto che mi inarcava la schiena... Lo pensavo nei momenti meno opportuni e mi attraversava come si attraversa un fiume in piena. 
    Uno schiocco di frusta ed ero domata,
    criniera intrisa di respiro e mi teneva mentre correvo incontro all'inferno....imbambolata!

     
  • 13 aprile 2014 alle ore 13:23
    Inter-feriscimi!

    Le interferenze dell'indifferenza sciabordavano agli orecchi del telefono come onde d'alta marea...e mi sentivo annegare in quel mare di silenzio,salato e denso come un debito impossibile da saldare ....con quei pochi spiccioli di parole rimaste sulla punta della lingua!

     
  • 13 aprile 2014 alle ore 13:15
    Ai caduti verso l'alto

    Ai caduti verso l'alto,al baciato dall'asfalto..
    a chi ha corso contro il vento..
    a chi ha sentito lo spavento!
    a chi è morto..non morendo!

     
  • 13 aprile 2014 alle ore 13:12
    Stelle sporche

    Vento di stelle sporche di cenere con le ciglia pesanti di mascara,mutande piene di voglie mute...mani tremule come fiammelle in una cattedrale...odor d'incenso,d'incesto..carni molli e polverose come le tende raccolte ad una finestra..una ciminiera sputa parole di fumo,in faccia al cielo che malizioso si contorce in orgasmi di tuoni,piovendo le sue interiora sui pini e le aiuole...piedi di bambini scalzi nelle culle accennano passi sconnessi verso un futuro incerto,madri che pregano per loro il lurido successo...le pentole non ribollono più di passioni ardenti,minestre scotte da dividere con i parenti...serpenti dai fini denti son le malattie che colpiscono come tempestosi venti..le stelle si stemperano e svaniscono i disincanti...disillusi sono i canti delle donne al lavoro nei campi...e treman le mie mani nell'accender questo vizio..

     
  • 13 aprile 2014 alle ore 13:08
    È un dono

    prenditi tutto,tutto quello che ti do...perché è un dono..
    prendi il mio tempo,i miei modi di starti accanto,il mio muso imbronciato,i miei occhi...i miei passi svelti....il mio braccio legato a te su e giu per le scale..
    prenditi le mie spalle,i miei piedi...le mani,le labbra...i respiri e i sospiri...
    quando tutto sarà finito,prendimi ancora...da lontano come se mi avessi sempre vicino,respira il cuscino..senti il profumo...senti il veleno...
    la pelle traspira suda,anche sotto l'acqua puoi sentirmi grondare...
    prendimi,tienimi,conservami...qualunque cosa succederà...
    accadrà comunque...e tutto finirà...
    sarò preda delle colpe,dei ricordi,degli spasmi della notte,delle canzoni,dei riflessi,dei tagli e delle botte....ma tu prendimi,prendimi..macchiata,ferita,strappata...morta....tu prendimi...
    ed io in qualunque modo...ti apparterrò per sempre...
    ogni volta che lo vorrai...potrai farmi nascere nella tua mente...
    e tornerò..come mi hai vista...come mi hai avuta e voluta...
    tornerò...e lo farò per restare...una notte...una sola...o altre mille ancora

     
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  • 11 agosto 2016 alle ore 15:59
    Stropicciato e taciturno

    Come comincia: Stropicciato e taciturno, pelo ispido, sguardo magnetico da mulo, aria da redentor martire, ex reginetto di notti stupefacenti, artista moderno, poeta, musicante, esperto viaggiatore, amante saltuario, chef panciutamente goloso. Stampato da capo a piedi come una cartina geografica fatta di pupazzetti colorati che chissa cosa narrano del suo passato a me sconosciuto. La storia non mi è mai piaciuta, le date il mio più grande incubo, eppure di quel bell’ amante tenebroso avrei voluto saperne di più, almeno per dare un volto o una misera carta d’identità alle mie rivali in amore o sue ex, almeno per comprendere se quella sua natura di orso bruno fosse vena vera e propria del suo dna o semplicemente il riassunto di quei 40 anni di cose finite a metà. Tutta la mia curiosità finiva strangolata da quei suoi occhi gonfi come laghi color del ghiaccio, mi spalmavo con la faccia sulla facciata della sua schiena definita e dormivo nel profumo del bagnoschiuma, contenta e arresa al fatto che non avrei mai avuto il coraggio di chiedergli di più. A me bastava infondo, ero cambiata in quell’anno e mezzo, avevo avuto paura e temevo di non averci capito un bel niente di quel fottuto quadro animato…ma dietro c’era scritto più o meno tutto. Era come una ricetta, il bugiardino nascosto nelle scatole dei medicinali, il fascicolo delle istruzioni di uno di quegli arnesi tecnologici, dovevo fare tutto quanto era scritto in quel retro. Se solo, se solo avessi saputo decifrarlo, forse troppo giovane, pigra e artisticamente corrotta decisi di inventare ciò che non sapevo decifrare. Lo amavo a modo mio, in tutti quei ritagli di tempo riuscivo a infilarmi come acqua nelle crepe dei suoi ghiacciai, iniziavo ad abitargli dentro senza invadere troppo, senza chiedere né pretendere. Costruivo il mio palcoscenico su cui mettere in piedi la trama delle mie sceneggiature. Abitavo nella sua vita come Geppetto nella pancia della balena, tutto veniva sballottato di qua e di là durante le maree, ma stavo bene alla luce della sua ugola, scrivevo, disegnavo e studiavo, dormivo rannicchiata sulla base della sua lingua e mi svegliavo agli sbuffi del suo sfiatatoio, nuotavo con lui nel grande mare del tempo e dei guai, un dolore ci accomunò e piangemmo impiastricciati in piedi contro lo stipite della porta del bagno, la mia crema colorata dipinse di chiazze la sua maglietta bianca e mi sentivo in colpa per aver macchiato la sua corazza,non sapevo se fossi stata in grado di sostenere anche la sua battaglia, ero tutta rotta come le conchiglie vomitate dalle maree sulle labbra delle spiagge. Dopotutto ero lì e avrei fatto di tutto, me l’avesse chiesto. Sapevo di non sapere e questo mi faceva consapevole e seppur inesperta mi rendeva un amante niente male, lui mi meritava più di chiuque altro. Ero finalmente nel posto giusto al momento giusto, e la vita faceva meno paura di quello che temessi.