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Poesie di Francesca Fichera

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  • 01 maggio 2011 alle ore 19:49
    Redenzione

    Non canto più
    Non scrivo più
    Per quell'errore imperdonabile
    Che era chiedere
    Che fu pretendere

  • 13 aprile 2011 alle ore 20:21
    Phoenix

    Tutti i posti che ho veduto/avrei ceduto
    Cielo e terra divorati/risputati
    Per rinascere da cenere sprecata

  • 04 aprile 2011 alle ore 23:53
    Ballata nera

    Da quel legno
    che gli anni intarsiarono
    crebbe il patibolo
    sorto in un sogno
    E quelle mani che amare non seppero
    dolcezza spalmarono
    sull’occhio maligno
    Sopra il suo collo
    che gli anni piegarono
    scese la fune
    a lungo intrecciata
    E quelle labbra che il mondo negarono
    si schiusero all’ultima
    severa adunata
    Al suono d’addio
    le mosche risposero
    poggiandosi sopra
    la gabbia stanca
    “Venite compagne, amatemi qui”
    E non sembrò solo
    ma fu così.

  • 15 marzo 2011 alle ore 17:25
    Improvviso

    E quando il pianto
    interrompe il cammino
    e trasforma in acqua
    la mente,
    io sento che è più di niente.
    Io sento che è meglio di niente.

  • 07 gennaio 2011
    Pesati

    Non dire troppo.
    Non dire niente.
    Sussurra qualcosa,
    il resto gridalo lontano.

  • 07 gennaio 2011
    Stupida è la notte

    Cucire i tuoi fantasmi
    quando il giorno traspare
    Scrivere dei tuoi spasmi
    per riconquistare il mare
    che nel mio plenilunio
    non ti riuscii a spiegare


    Punta bene l'arma
    se davvero vuoi sparare.

  • 03 gennaio 2011
    S.

    Sputa l'osso, sciacqua le fauci, mai la tristezza, barcollando su arti scheggiati.
    Verso l'inferno, quello vero, del non-sentire.

  • 28 dicembre 2010
    Il volo

    Erri nell'aria
    splendente di terribile dolore
    come un suono vitreo
    spezzato dal suonatore
    che per un'ora ancora
    resterà muto.
    Ma lasci un cuore integro e
    l'anima del sole
    su questo Vesuvio circondato dalle viole.

  • 26 ottobre 2010
    The hole

    Stravolgila perché è cartongesso nella pietra
    e un giorno lo specchio l'ha spezzata
    Pulviscolo rosa la accompagna
    senza mai toccarla
    In lei il mare, una geisha blu, l'orizzonte come madre, una nube come padre.
    Da dita strappate male, forse mai incontrate
    nascono ossa fragili
    Nella pietra
    fra le pietre.

  • 10 maggio 2010
    Il desiderio

    Nello spazio infinitesimale
    fra un ciliegio e l’altro
    c’è che non ci sei.
    Di sfuggita scivolo
    sulla lontananza
    che sposerà le mie labbra
    che chiuderanno ogni distanza.
    Che sono già tue, anche se
    i fiori lo ignorano.