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Autore

Giacomo Salvemini

in archivio dal 25 ago 2008

27 febbraio 1946, Manfredonia

29 ottobre 2008

Lucinda

Non darti peso la mia vita non ha il diritto di vivere nella poesia
Se tu dovessi leggermi tra il tuo delta staccati da me io già stato in te e sto
Crudelmente la mia mente resterà in memoria
L’ho salvata nel file che mi hai donato

 

L’anima è tua consacrata allo spirito
Di tutto il corpo è mia materia relegata/regalata alla zolla
La terra è ricca la terra è povera ha bisogno di me cadavere
Di me prenderà la parte peggiore la mia poesia è all’esterno

 

Non sbagliare perché il mio errore ti porterà via
Lontano da questo letto di diritto di cui mi sono nutrito
La feccia della notte mi tiene sveglio oh quanti setacci
Dovrò sostituire perché il dispotico arresto filtri il meglio

 

Il valore non risiede qui in quest’esso contento
È invece è nel follicolo nella poesia di te al tredicesimo giorno che non  arresta
colate di fertilità

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