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Autore

Giacomo Salvemini

in archivio dal 25 ago 2008

27 febbraio 1946, Manfredonia

29 settembre 2008

Per Irne

Zefiro ombra della mia parola di poeta dimmi tutto di lei
Io affacciato alla tua margherita oh prato rinfresca le mie labbra di un suo bacio
L’edera nel tempo non s’intreccerà alla mia torre il mio dramma
È un cielo puntato di stelle che mi stringe il collo possibile amante lo sento selvatico nella zampa di lepre
Creperò quando saprò del tuo fremito nella mia stella e tutto il mio amare
È tuo non godere lo spacco della mia ferita il segno della gelosia
Me l’ha procurato sanlorenzo tutti l’hanno visto nella luce della notte
Lo spruzzare dei venti hanno spinto il profumo altrove venti di stelle nel nulla crudelmente affollati
Mi ha rotto la bocca afferrato al momento inganno tentacolo per non baciarti
Suturami nelle giunture tue quando ti stendi sul ricordo venuto dal nostro interno
Io mi patriotto nei motti del giorno sempre più nell’ombra della gola
Ove la parola si fa silenzio ove la parola si scortica per rendere pubblico il coraggio di formarsi
Io sono Eleonora figliamadre unica nel tuo regno il mio tempo non ha stelle nera su di me l’acqua
del tuo candeggio pastiglia
La tua età è la mia sposa matrice e creatura i miei polsi paralizzati nei tuoi anni quanta semina
distillerà la terra

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