username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Gian Genta

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Gian Genta

  • 01 giugno 2007
    Cimavalle

    Calcinacci dove l’ombra sbaglia
    imposte sgangherate a legno vivo
    giri di rovo e sterpi d’ortica
    ritrovo le mura a ricordo di casa.
    Pietre bisunte di fuoco bruciato
    la strada sterrata a brandelli di ghiaia
    la scala di legno poggiata sul muro
    incrociano il fiume tre rime di canne.
    Tavole e chiodi in misura diversa
    erba secca nei vasi del tempo
    la ruota di un carro piantata per terra
    un rastrello una zappa  e panchina in cemento.
    Delle cose passate rimane la grinza
    la ruga dei morti è solo tristezza
    il volto dei nonni a schiacciare la terra
    mi coglie improvviso fissando il paesaggio.

  • 01 giugno 2007
    Tende bianche di pizzo

    Mani libere dove soffia il vento
    le ali di un verso spente ai piedi del muro
    riccioli bianchi oltre le pieghe del ventaglio
    la vecchia avverte ciò che domani può accadere.
    Tende bianche di pizzo raccontano
    come sbiadisce la tristezza.

  • Voglio conoscere la festa della vita
    sputare sul colore dell’indifferenza
    vivere il fascino della baia dei saraceni
    e vivere, vivere una notte a Varigotti.
    Non ho bisogno di scegliere dove andare.
    Prendo a prestito un giorno qualunque.
    Voglio i colori, voglio gli odori, le tinte forti
    voglio stendermi nell’aria e fumare il respiro dell’acqua.
    Rubo alle favole il capriccio della stagione.
    Scappo di casa per non parlare più da solo.
    voglio uno spazio senza muri, una strada senza alberi
    una cagna che mi fiuti, una notte per amare
    e vivere, vivere una notte a Varigotti.
    Cerco un vento che mi lavi.
    Un viale di accampati sotto il sole che tramonta.
    Vivere come una bestia, pulsare senza far niente
    confondere la mia rivolta in una sbronza di apparenza.
    Cercare un rifugio nei cerchi riflessi dell’acqua.
    Trascinare l’anima su scale di sabbia.
    Vincere testardo le mie illusioni.
    Lasciare il mondo, strappare al passato l’odore del tempo
    vivere un fiato di mare ,cadere nel pozzo della notte
    in una tenda con una birra sotto la strada del Malpasso.

  • 01 giugno 2007
    Il tetto del silenzio

    Stringi la polvere tra le  mani
    stendi un velo sulle sillabe del pianto
    lascia al mare la schiuma delle pietre di scogliera
    l’onda  della morte sgretola i dolori della vita
    le unghie della bufera ora graffiano
    solo acqua sulle tegole del silenzio.

  • 01 giugno 2007
    Lucertole

    Immobili
    sul muro
    addentano
    il calore del sole
    sbirciando i confini
    del mondo.
    Un'ombra
    un gesto
    scioglie il momento
    e scattano dove
    non giungeranno mai.

  • 01 giugno 2007
    Vai fino in fondo

    Non esiste l’onore
    se hai il coraggio
    di sciogliere il vincolo
    che hai con la società.
    Esiste pur sempre l’orgoglio
    di essere sincero
    e fedele a te stesso.
    Una sola rivelazione
    onora l’orgoglio
    una sola disciplina
    vai fino in fondo.

  • 01 giugno 2007
    Sepolcri

    Sento odore di incenso e di erba tagliata
    candida
    la messa della noncuranza.
    Sento odore di incenso e di erba tagliata
    candida
    la macchia dei sentimenti domenicali.
    Sento odore di incenso e di erba tagliata
    candida
    la dimensione delle immagini.
    Anime disperate
    sputano contro l’indifferenza dei girasoli
    davanti all’altare del Cristo Risorto.
    Per i beati dalle mani giunte
    sotto la croce si piange meglio.
    Sento odore di incenso e di erba tagliata
    sul sepolcro dei vivi.

  • 01 giugno 2007
    Il cane d'inverno

    Affido lo sguardo ai tuoi  gesti
    ti giro intorno
    incalzo avanti indietro
    ad ogni tuo movimento
    anche quando nascondi la mano.
    Lanciami il sasso
    lanciami la pietra della fedeltà
    lanciala lontano
    fammi vincere il freddo della stagione
    fammi correre sulla spiaggia d’inverno.
    Precipito sul bersaglio
    l’addento
    è mio
    ritorno sulle tue tracce.
    Eccolo…
    eccolo il sasso
    lo tengo a denti tondi.
    Con tracotanza
    ti guardo
    ti sfido.
    Adesso pietosamente chiedimi
    di pareggiare il conto sui tuoi comandi.
    Allungami una carezza
    ti restituisco il gioco.
    Ricominciamo
    lanciami il sasso
    lanciami la pietra della ricompensa
    lanciala lontano
    fammi sentire l’alito caldo della felicità
    fammi sputare lame di bava
    sulla schiuma del mare d’inverno.

  • 01 giugno 2007
    Santuario

    Tutti si somigliano masticano preghiere
    ripetendo a memoria i versi della fede.
    Ognuno chiede la stessa cosa
    intercalando strazio a dolore.
    Ognuno prega lo stesso Santo
    in virtù del proprio egoismo.
    Ognuno confessa gli articoli delle proprie colpe
    per estorcere buoni pensieri all’anima.
    Tutti si somigliano come nella vita di tutti i giorni
    quando si stringono le mani
    e ad alta voce  si ripetono pensieri
    che altri hanno pensato.

  • 01 giugno 2007
    La lavagna

    Bianco su fondo nero
    prendo sul serio il disagio
    di una diversa opinione.
    Ghigno una sorta di fuga
    e crudeltà ingenua
    dietro la lavagna
    vedo solo maestri in castigo.

  • 01 giugno 2007
    Fantasia

    Solo la fantasia che abita il genere umano
    definisce il concetto dell’anima.
    Ascoltando mormorare l’inconscio
    provochiamo lo stimolo alle vertigini
    e respiriamo odori confusi con la musica.
    Quanta quiete nella voce dell’indolenza
    per un corpo svenduto ai pensieri
    sul volto degli uomini che non esiste più.

  • 01 giugno 2007
    Colore grigio

    Sono pieno di rispetto per i deboli
    per il loro nauseabondo pudore
    per la loro conciliazione con il tempo.
    Nella rete del cielo
    senza il coraggio di scappare
    senza mai prendere parola
    riscattano l’eterno nel distacco  con la vita.
    Sono pieno di rispetto per i deboli
    per la loro avvilente rassegnazione a soffrire
    per il colore grigio del domani di carta
    come vili che tacciono al bisogno di un grido.

  • 06 marzo 2006
    L'onore

    Onore al maschile vendicare le offese.

    Onore al femminile rinunciare a concedersi.

    Onore nel lavoro mentire dignità.

    Onore in guerra rinunciare a vivere.

    Onore in politica privilegiare l’inganno.

    Onore per noi stessi alimentare vana gloria.

    onore

    maledetta parola

    tesa a valorizzare la meschinità

    della nostra coscienza agli occhi degli altri.

  • 06 marzo 2006
    L'Altopiano delle Manie

    Non ho bisogno di addio

    ascolto il singhiozzo di un silenzio marcito in gola

    e preparo la mia morte sull’altopiano delle ginestre.

    Frugo nella macchia l’inizio della fine

    l’anima dell’orgoglio cede alla volontà di vendetta.

    Comando alla mente di diventare vittima e carnefice

    mentre la mano piange e le foglie ruotano nello spazio.

    Tornato alle alture tra corone di fiori selvatici

    cerco l’abbandono nel buio dei prati.

    Notte nella notte ripeto la mia storia al parco

    cielo nel cielo misuro un regno tra i morti

    erba nell’erba indosso il profumo del timo.

    L’anima nuota nell’erica acerba

    cicale e formiche sostengono i trampoli dell’impeto.

    Disteso alle stelle disfatto del mio io nemico

    prendo alla sprovvista  il castigo di morire

    incapace di perdere e tramontare

    per non aver  trovato mano

    dove appoggiare mano.

  • 06 marzo 2006
    Potenziali clienti

    Lungo i marciapiedi

    difficile immaginare un punto di incontro.

    Da lì si prendono direzioni diverse

    che conducono all’ognuno per se stesso.

  • 06 marzo 2006
    Quando il giorno finisce

    Metti mano al potere del perdono

    la risacca della memoria

    andrà via dai sogni del passato.

    Assimila alle facce vecchie

    i volti nuovi dell’infamia

    hanno maschere diverse

    ma tu diffida solo

    della maschera della virtù.

  • 06 marzo 2006
    L'inquietudine

    Vagare in cerca di chi guarda a sé stesso

    non c’è umiliazione nell’incertezza

    solo un muro spruzzato con lo spray

    lasciato lì per dire qualcosa a qualcuno.

  • 28 dicembre 2005
    La paura

    La sensazione di una mano che ti prende da dietro

    non mi aspettavo un attimo così diretto.

    E’ durata un tremito la pacca sulla spalla.

    Chissà perché la paura 

    che si mimetizza con scrupolo

    è sempre pronta a metterti le mani addosso.

  • 28 dicembre 2005
    Nucetto Villa

    Tepore sulle persiane dimenticate

    lacci d’aria mozzano l’affanno delle sere in collina.

    Sono andato per acqua ad una fontana

    chiamata col nome di un vecchio del borgo

    tra cascine stranamente intatte

    dove la chiesa è spenta tra i ruderi del castello.

    Sono andato a consumare il vuoto

    dove la sorgente respira trasparenza

    a bere la vita come un cucciolo al seno

    quasi a sorprendere il tempo nel tempo.

    Sono andato alla fine del giorno

    nella parte più alta del paese

    dove la strada si perde a raccogliere erba

    lasciandomi dietro il tratto abitato

    alla vasca dei senza premura.

    La mano tesa a raccogliere il nulla che cade

    dove i passi marcano terra coltivata ad orto

    per la storia lontana di un anima sconosciuta.

    Tepore nel dialogo con me stesso

    istanti d’acqua a cancellare tracce d’intolleranza.

  • 28 dicembre 2005
    La tazzina

    Ho incollato il manico alla tazzina rotta

    per non rovinare il servizio

    per non buttare via i ricordi

    per tenerla in fondo alla vetrina insieme alle altre

    più per egoismo che per necessità.

    Ho incollato un’amicizia

    per non rovinare il gruppo

    per non buttare via la riconoscenza

    per tenerla in fondo alla bacheca delle frequentazioni

    più per ipocrisia che per esigenza.

  • 28 dicembre 2005
    Vendo vendetta

    Vendo vendetta

    a pochi spiccioli

    a voi che raschiate fango

    a voi che strisciate vento

    a voi che scolpite pena.

    Vendo vendetta

    in guanti di seta

    in nome di tutte le razze

    in coda alla fila dei poveri

    in assetto da gente di lotta.

    Vendo vendetta

    per scaltrezza umana

    per tutto ciò che seduce vergogna

    per i timidi del regno dei figli

    per la tribù dei padri violenti.

    Vendo vendetta a pochi spiccioli

    come abito di seconda mano

    proprio dell’anima bassa

    dei guanti di seta dell’essere umano.

  • 28 dicembre 2005
    Il parco dell'Adelasia

    Il bosco affida al bosco la sua insonnia

    l’alito dei castagni maschera grappoli d’ali.

    Sono sceso tra il popolo dei nocivi

    tra lepri e gatti selvatici

    dove tutto misura il canto della vita

    dove il respiro morde la solitudine

    dove l’invadenza del pettirosso cerca la mano dell’uomo.

    Sono sceso tra il popolo dei carnivori

    tra volpi e faine

    dove il giorno il mese e l’anno rovesciano le ore

    dove il frusciare di foglie è vita di tante vite

    dove la rugiada scende quando l’erba è più verde.

    Sono sceso tra il popolo degli ottusi

    tra tassi e talpe

    dove la terra accumula i padiglioni dell’assenza

    dove il migliore può essere superato

    dove chi gioca non gioca tra noi per divenire.

    Sono sceso tra il popolo degli alati

    tra ghiandaie e fringuelli

    dove il volo guadagna il volo

    dove i rami più alti controllano il nido

    dove la vita concepisce il cielo.

    Sono sceso tra il popolo dei selvatici

    tra scoiattoli e cinghiali timorosi

    dove la felicità è troppo giovane

    dove le fragole e le more s’inghiottono a vicenda

    dove ogni anima è anima di un mondo diverso.

    Sono sceso tra il popolo dei reprobi

    come il santo del bosco

    dove il nome dato alle cose si separa dalla ruota dell’essere

    dove ho scoperto il disordine della legge del tempo

    dove tutto ciò che passa merita di passare.

    Il bosco affida al bosco la sua insonnia

    ognuno per conto suo ad ascoltare la musica dei germogli.

  • 22 dicembre 2005
    Solo per una volta

    Solo per una volta provoca il destino

    impara a colpire più in fretta

    lo sguardo di chi maledice.

    Solo per una volta dimentica la vita degli altri

    le mille maschere dei vicoli

    misurano l’astuzia dei prudenti.

    Solo per una volta soffoca il sacrificio della carne

    il potere della cattiveria

    squarcia la nausea del silenzio.

    Solo per una volta cancella il volto della vergogna

    il senso della ruggine

    rivela il marciume dell’anima.

    Solo per una volta scuoti i dadi dell’arroganza

    insegnati a non essere

    non è poco riconoscersi sul diario degli spietati.

    Solo per una volta provoca il destino

    impara a colpire più in fretta

    lo sguardo di chi maledice.

    Polvere dimenticata la tua rassegnazione

    solo uomini tra le arcate dei bassifondi.

  • 22 dicembre 2005
    Autunno

    L’autunno respira ritagli.

    Ritocchi di vento dove il dopo

    strozza le foglie.

    Giallo torpore di mulinelli

    sulla fronte malata

    del cielo che incrocia le nuvole.

    Cenere solo cenere

    nel parco dell’inquietudine

    ho visto la vita difendermi

    da tutti gli uomini che sono stato.

  • 22 dicembre 2005
    Uomini

    Uomini sempre uguali

    ombre che ti sfiorano

    uomini che rincorrono

    favole d’apparenza.

    Uomini

    uomini sempre uguali

    anime senza volto

    uomini che sognano

    il senso del piacere.

    Uomini

    uomini sempre uguali

    occhi che nascondono

    uomini che imprecano

    fosse di solitudine.

    Uomini

    uomini sempre uguali

    mantelli che resistono

    uomini che pregano

    per gli anni che rimangono.

    Uomini

    uomini sempre uguali

    veli chiodati al tempo

    uomini che torturano

    il gioco dell’esistere.

    Uomini

    uomini sempre uguali

    groviglio di rimorsi

    uomini che pensano

    non capiranno mai.