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Autore

Gianluca Gualano

in archivio dal 09 dic 2005

13 agosto 1977, Milano - Italia

mi descrivo così:
Annoiato ma speranzoso

28 gennaio 2006

Sensazioni di ricordi

Intro: Una cronistoria del passato attraverso gli odori. Odori e rimandi che ognuno di noi si porta dentro. Quando si ha il piacere di riassaporarli, alcuni sono acri, altri più dolci.

Il racconto

Oggi mi sento moscio e con poche forze. Deve esser sicuramente il poco sonno che ha caratterizzato le mie ultime notti. Il cervello è stanco. Il corpore di meno.

Le vacanze sono in arrivo ma è diverso rispetto a prima. L’attesa e l’atmosfera sono diverse, lontane. Prima già a maggio arrivava questo odore prepotente di sole e vacanze. Si faceva la foto nel cortile ed un grosso senso di inconscia spensieratezza, ai tempi non compreso, si faceva spazio giorno dopo giorno a riempire i polmoni. Si indossavano le magliette a maniche corte e si correva sparsi. A volte arrivava sino in città l’odore della sabbia calda. Proprio quella stessa sabbia che nelle ore più calde ti brucia i piedi. Il sole scotta davvero. Ancora di più se ti trovi vicino l’acqua.

Nella pelle entra il caldo; te lo senti scorrere nelle vene e quando arrivi a sentirlo pulsare con le tue stesse orecchie questi prende coraggio e diventa colore. Colore nero sulla tua pelle che brucia. Tanto nero. A volte ricordo addirittura forse troppo. Non da fare paura ma comunque da far pensare. Pelle nera e calda all’ora di mezzogiorno. Poi arriva un dolce sonno pomeridiano. La salsedine non è ancora stata lavata.

È li con le sue righe bianche; sulle spalle, sulle braccia, lungo le gambe e sotto gli zigomi.

Si confonde con le lenzuola del letto e la notte, quando ormai ha lasciato il tuo corpo, ti fa ricordare di essere al mare. È molto più importante di quanto si possa pensare e ogni cosa ed essere nel mondo perfetto del mare ha un compito. Quando la notte ti svegli di soprassalto e nel buio completo saranno le lenzuola a farti capire di essere lontano; solo il loro odore ti permetterà di ricordare dove sei.

È sarà bello riprender sonno anche se un po’ sudati.

Non è un sonno lungo piuttosto un chiuder gli occhi con facili pensieri. A volte non se ne hanno.

E oggi tutti questi odori dove sono finiti? Innanzitutto dentro di noi ma non ci aspettano più da nessuna parte. Anche andare lontano non servirà a nulla. La coscienza del ritorno. La coscienza di un certo ritorno. Certo ma quanto sicuro? Poi si ritorna di notte, dopo un lunghissimo viaggio. Questo sempre. La notte fa più fresco. Cerchi subito le cose diverse, quelle che sono cambiate durante la tua assenza. Molte sono rimaste proprio come le avevi lasciate.

Qualche colore è differente ma tu hai odori nuovi dentro di te.

Era piacevole anche il fresco tepore di settembre. Quei giorni di quiete e tranquillità e con la voglia di riprender e raccontare gli odori a chi ne aveva vissuti e veduti degli altri. C´era calma, tanta calma dettata dal fresco e dall’attesa. Tutto questo forse è inutile ma mai più di un’estate senza odori e senza forze.

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