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Poesie di Giorgia Spurio

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  • 30 gennaio 2011 alle ore 16:29
    Pioggia tra le pieghe

    E mi tremeranno per sempre le labbra
    per un bacio che non so dare,
    per una bocca che violacea, pallida e rossa
    possa sfiorare di un soffio
    cavarmi gli occhi
    e accarezzarmi i riccioli.

    Hai il tocco di ciglia
    come neve sui segni dei piedi
    che la terra accoglie
    come nel ventre la madre,
    eco ingoiata nel sussulto
    di non poter dire nome,
    il tuo attorcigliato nel profondo,
    nella gola senza voce.

    E mi suderanno i palmi
    nell’umido pensiero, il tocco
    l’ultimo di un sogno
    che si scioglie… e piove
    sulle pieghe che nascondono
    tra le mani il viso.

  • 15 febbraio 2010
    Sottovoce chiama il mare

    Sottovoce sussurrano le conchiglie
    che partoriscono sirene alate
    promesse spose per angeli
    caduti negli abissi

     

    I bimbi raccontano storie agli anziani
    fiabe senza tempo
    e leggende senza luogo né fato

     

    Sottovoce le nuvole si aprono come nembi
    di bianca speranza in velo
    per i pescatori innamorati
    trafitti da canti fatti fulmini

     

    Non perdere l’anima
    sarà il mare a ingoiarla
    tra figlie spie che sanno come leggere
    ogni segreto chiuso nella cassaforte del cuore

     

    Sarà come bocca di tentacoli
    da baciare ora per quell’altare
    inghiottito dalle maree

     

    E la luna… amante testimone di licantropi amati
    guarderà la sposa
    avanzare sulla sabbia verso la schiuma bianca
    della voce del mare.

  • 02 novembre 2009
    Farfalle del Silenzio

    Angeli spiegano le loro ali
    Lacrime di rugiada e sangue
    come pioggia d’oro di silenzi
    che i cuori delle anime in pene
    racchiudono nella loro muta processione
    di dolore e sordo amore


    I cavalli corrono sulla spiaggia del risentimento
    Guardiani notturni baciano la nebbia
    e il faro fa da vedetta in questo oceano di buio pentimento


    Baciami, silenzio che tintinni
    le tue vocali senza senso
    Baciami, vergine e casto silenzio
    che ami le mie labbra del peccato


    Amami, luna che strazi il petto
    Penetrami di luce
    Entra nella casta suadente voce
    che appartiene alla carcassa del rancore


    Fate silenzio, onde che il mare trattiene
    Fate silenzio, stelle che il cielo a sé mantiene


    Baciatemi, farfalle di silenzio