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Poesie di Giovanni Santi

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  • 02 gennaio 2010
    Anno migliore

    L'anno finisce,
    vecchia vita svanisce
    portando nei meandri dei ricordi
    pensieri sani e altri distorti.

    Cammina lentamente
    come meridiana,
    altrettanto velocemente
    la partenza s'allontana
    e s'intravede il traguardo
    ma con ragguardo.

    Momenti spensierati
    vengono rimembrati oppur scordati.
    alternatamente ad altri boicottati.

    Inesorabile cammina l'anno,cammina l'era
    l'anima muore, rinasce come candela
    di cera che fonde ma non sparisce,
    si spessa  e com'essa
    nell'ego s'infonde e rapisce.

    Anno migliore si augura alla vita,
    sempre ogni ricorrenza e' cosi' definita.

    Buon anno donna, buon anno uomo
    che di esso siete il Duomo.

  • Lieta Letizia camminava sull'erbetta,
    con sguardo goliardico ignorava la fetta
    di terreno lì attorno
    dove in pieno giorno
    s'ammassava del pattume
    abbandonato senza barlume.

    Pensava leggiadra non la riguardasse,
    sveltò il passo per non sentir l'odore,
    credea evitarla bastasse
    e della casa raggiunse il tepore
    delle lenzuola,del lor candore.

    Il mattino seguente
    s'alzò dal letto
    e del suo diletto
    paesaggio fiorito
    tutto svanito,
    Non c'era più niente,
    non c'era più ambiente.

    Ferita mortale avea la natura
    quando invece potea la paura
    di distruggere crear prudenza,
    non del rispetto poter far senza.

  • 12 maggio 2008
    Primavera umana

    Pensieri, paure, ansie in me scorrono
    guardando il profilarsi all'orizzonte di un prato

    che col suo profumo d'erba verde,
    si tuffa nel cielo turchino,
    m'inebria e mi rapisce.

    Incredibili quante emozioni corrano
    in uno sguardo protratto ai limiti del mondo,
    del fantastico

    e quanta linfa sgorghi da un ricordo avello,
    da una speranza in una primavera astratta.

  • 26 marzo 2008
    "Chat"

    Un altro mondo vivo,
    mi connetto ad esso e scrivo.
    Scruto,osservo...
    vivo!

    Se non mi garba cambio verso.

    Mai mi sento criticato
    da un popolo che non conosco facce
    e che quindi non giudica
    se non quel tanto che può supporre.

    Resto ore ed ore,
    mi sembra quasi di far l'amore...

    quando poi la stanchezza cala
    le membra stanche s'accasciano
    e le palpebre lasciano
    posto al nulla
    del sonno vero, profondo, rilassante.

  • 11 marzo 2008
    Più unica che rara

    Unica, vera e sincera
    col cuore a primavera,
    dolce e sensuale
    aspetti al davanzale
    della vita
    la gioia infinita.

     

    L'affetto che sai dare
    fa sì ti faccia amare,
    in senso profondo
    illuminando il tuo mondo,
    lodando il tuo io...
    vorrei fosse il mio!

     

    Voglio ora cantraccambiare,
    donarti ciò che doni,
    il tuo bisogno colmare
    con parole dai mille toni.
    Toni a scalare,
    privi di nomi,

     

    dall'indistinguibile matrice
    di un uomo felice
    di poterti rispettare,capire
    e i tuoi segreti carpire.
    Sentimenti dal cuore urlati,
    dalla voce sussurrati!

  • Immagino i tuoi occhi
    in traiettoria con una stella,

    immagino il tuo pensiero
    in traiettoria col vasto,

    immagino il tuo cuore
    in traiettoria con l'infinito,

    immagino il tuo io
    in traiettoria col mio

    ... e sospiro.

  • 24 dicembre 2007
    Làico alquanto divino

    Soave torpore, intreccio arcaico,
    carne nella carne, calore,
    cercando il mio essere prosaico
    nella fenditura di un ardore.

     

    Spruzzo, zampillo, fontana di vita
    all'apice dell'infinita goduria,
    esce in me, in te entra, s'avvita
    e dopo un tempo d'estenuante penuria

     

    si plasma al tuo sanguigno candore,
    per uscirne làico, un mosaico
    frutto innocente d'una notte d'amore


    e aver poi un pargoletto da stringere,
    ridergli, vederlo toccarci il cuore
    che dei nostri pensieri si vuol tingere.

  • 24 dicembre 2007
    L'invidia, la speranza

    Invidioso mi guardo attorno,
    vedo bella gente in festa,
    penso: non sono sbronzo
    se per questo perdo la testa.
    Domani è il primo giorno
    della vita che ci resta!

  • 20 dicembre 2007
    Il caos

    Tempesta d'emozioni,
    amor che resiste,
    intrecci di relazioni,
    dolor che persiste.
    Problema che esiste
    radicato nella mia testa,

     

    forse nell'altra sussiste
    o forse è solo una cresta.
    A ritroso son perso,
    non so se amor desiste
    o se si suol dir cambia verso
    o se terso insiste.

     

    Insiste reo il sentimento,
    scava nella carne viva
    causando in me sgomento
    di quest'idea fissa recidiva
    di un primo amor ormai spento,
    di una speranza che torni viva.

  • 17 dicembre 2007
    La straniera

    I tuoi occhi brillano sull'onde marine,
    coi loro lampi mi fotografano l'anima,
    i sentimenti impiantati in me come mine,
    penetranti e pungenti come una lamina.

     

    Il mare immenso e disteso, al tuo confronto,
    per quanto imponente, è solo una goccia,
    il tuo io non teme a lui raffronto,
    non teme nemmeno la sotto di lui roccia.

     

    Roccia granitica dal mar bagnata a iosa,
    dura e resistente, massiccia e pesante,
    non come la tua espressione gaia e gioiosa

     

    che fa sì che le emozioni in me assai cotante
    rendan la vita mia leggiadra, intensa e briosa,
    in me spezzino il dolore come onde infrante.

  • 17 dicembre 2007
    La vita

    Una creatura nasce, cresce, s'imposta;
    s'aggrappa ai pensieri, ai sentimenti,
    rincorre la vita che freme senza sosta,
    senza paure sul domani, né lamenti.

     

    All'improvviso la faccenda s'intosta,
    le congetture prendono i sopravventi,
    dietro l'angolo c'è pronta una batosta
    che non basta a volte stringere i denti.

     

    La paura acceca, blocca rende impotente.
    la speranza sminuisce ridotta ad uno sputo,
    la forza sgomita, cerca spazio per niente.

     

    Poi quando tutto sembra ormai perduto
    una fiammella tenue in te s'accende
    e incanala il tuo io come un imbuto.

  • 17 dicembre 2007
    L'affetto

    Per strada ho visto un bimbo,
    tenea per mano un uomo grande,
    negli occhi avea il limbo,
    avea il verde d'immense lande.

     

    Poi ho l'uom scrutato,
    avea gli occhi spenti,
    d'apparenza parea stressato,
    da logorìo e forti stenti.

     

    Tenea il triste uomo
    per mano il fanciullo,
    sembrava tenesse un trono

     

    e come quasi per trastullo
    davanti lui restava prono
    sentendolo il suo castello.

  • 17 dicembre 2007
    Vita normale

    Vita normale,
    alti e bassi,
    poco originale,
    piena di sollazzi.

     

    Poi dolce incontro,
    momenti di gioia,
    infame riscontro
    con la vita gaia.

     

    arrivati alla quale
    niente più ardori,
    vita normale

     

    parassita degli amori,
    poco originale,
    così piena di dolori.

  • 17 dicembre 2007
    L'ego

    L'ego mio è ormai una bomba
    alla cui legata c'è una miccia.
    Non sia mai che diventi tomba
    di sentimenti frivoli o alla spiccia.

     

    Quivi arrivati tal io esplode,
    abbatte monti che offuscano il paesaggio,
    cancella l'amaro che dentro corrode
    oppur sol lascia traccia del suo passaggio.

     

    Qualunque esito arrivi a fine,
    non so dir se di morte o virtute
    abbia creato in me codeste mine

     

    d'esperienze umane giammai vissute.
    Esperienze intense, sopraffine
    di scene urlanti o di scene mute.

  • 17 dicembre 2007
    La guerra

    Un bambino, gli occhi volti al cielo
    e una lacrima gli scende il viso,
    un nero alone lo copre a velo
    negandogli spontaneo sorriso.

     

    Un flagore s'ode da distante,
    un calore avvolge la natura,
    distrugge tutto in un sol istante,
    hai sopravvissuti sol paura.

     

    Surreale quanto resta:
    la vita a raso sradicata,
    sotto di lei terra crespa.

     

    La speranza al suolo è rovinata
    da sporchi interessi sulla cresta
    da un ordigno d'ira scoppiata.