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Autore

Giuseppe Galato

in archivio dal 30 gen 2008

20 gennaio 1983, Salerno - Italia

segni particolari:
Se la curiosità può essere annoverata fra i segni particolari, ecco, è quello il mio...

mi descrivo così:
Non è tra i miei interessi l'autodescrizione...

14 gennaio 2010

Il Pesce

Intro: Ci avete mai pensato alla storia che il venerdì si deve mangiare il pesce? Ma cosa ci sarà realmente dietro a questa “imposizione” religiosa. Una singolare e personale opinione ce la dà proprio l'autore di questo breve brano.

Il racconto

Che poi quella storia del pesce non mi aveva mai convinto. Quella che il venerdì bisogna mangiare pesce e non carne. Io ero sempre stato convinto che era per un motivo ben preciso, materiale , empirico, e non basato su un’iconografia prestabilita dalla religione e dogmatica, che lo si faceva. Nel senso, il senso era mosso naturalmente da quell’icona, e quindi dalla religione che aveva dato vita ad essa ed inculcatela nelle menti di coloro da controllare per fare in modo che il motivo materiale venisse accettato, senza mai vederlo per ciò che era davvero, senza nessuna obiezione. Perché l’immateriale era inverificabile e bisognava assumerlo come reale imprescindibilmente, dogmaticamente. Probabilmente in molti si sarebbero opposti ad un comando diretto senza una motivazione reale. Perché non potevano darla la motivazione reale, altrimenti nessuno l’avrebbe rispettata.
Ed io ci avevo pensato a lungo, ed infine l’avevo trovata la risposta. Era il modo per tenere il prezzo del pesce alto. Se non vi fosse stata un’imposizione inoppugnabile le masse, che sono una maggioranza ma che vive sulla soglia della vivibilità ed è al contempo quella cui viene impedito di avere un bagaglio conoscitivo vasto, non avrebbe comprato pesce ad alto prezzo, perché avrebbe preferito risparmiare e non mangiarne preferendo un consumo di carne giornaliero, a costo meno alto. Sarebbe stato un cibo elitario, solo per i pochi ricchi, e si sarebbe persa una grossa fetta di mercato fra la maggioranza sulla soglia della vivibilità. Quindi ecco l’imposizione dogmatica. E così, chi veniva controllato a non avere un libero arbitrio forte, veniva anche controllato sulle spese economiche da fare, alimentando le sue stesse fonti di controllo.

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