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Autore

Giuseppe Iannozzi

in archivio dal 21 apr 2017

30 marzo 1972, Torino - Italia

segni particolari:
Torinese, giornalista regolarmente iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, critico letterario e scrittore.

05 febbraio 2018 alle ore 15:57

Con voce di rasoio

Con voce di rasoio
all’orecchio ti sussurro: “Spogliati,
lasciami tornare a casa,
fammi tornare alla vita
o donami alla morte”

Con voce di baritono
t’invito a darmi a una musica proibita
Con mani nude e impacciate
ti prego di lasciarmi andare
o di donarmi a un tempo senza confini,
senza partenze o arrivi

Il mondo, questo girotondo infelice,
non credi anche tu
conti già fin troppi perché
senza alcun’ombra di risposta?
Questo gioco mio e tuo
non è forse abbastanza
per andare avanti?

Sboccia una Fontana di Trevi
in ogni città, in ogni parvenza di verità
fra macchine e fabbriche di rabbia
Possibile tu non avverta
come viene, come viene su,
limpida e pura, l’acqua?
Con delicatezza
in un lampo spoglia
alberi e fanciulle in fiore,
innocenti o quasi

Come un monaco tibetano
all’orecchio ti sussurro: “Spogliati,
lasciami tornare a casa,
fammi tornare alla vita
o donami alla morte”

Ho nel cuore il suono d’una campana
e in tasca un rasoio ben affilato
per prendermi cura di me,
dello spirito che albe e tramonti
allo stesso modo bacia

Come un uomo, come un bambino
ti porto il mio ordine bene in chiaro:
“Spogliati, spogliati per me,
senza vergogna spogliati
e mostrami la tua femminilità
senza arrivi o partenze”

Come uomo, come uomo
t’invito a tagliare
il cordone ombelicale
al poeta che non sono,
affinché possa venire in te

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