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Autore

Gordiano Lupi

in archivio dal 07 set 2011

28 novembre 1960, Piombino (LI)

segni particolari:
Scrittore e traduttore. 

mi descrivo così:
Capo redattore de "Il Foglio Letterario" e Direttore Editoriale delle "Edizioni Il Foglio".

10 gennaio 2012 alle ore 17:36

Piombino a tavola

di Gordiano Lupi

editore: Ass. Culturale Il Foglio

pagine: 210

prezzo: 12,75 €

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Ci sono diversi modi per raccontare la propria città: se ne possono descrivere in maniera sistematica i monumenti, gli scorci, le tradizioni, i fatti notevoli, oppure si può scegliere di affidarsi ai propri ricordi, per far rivivere luoghi, odori, persone che continuano a rappresentarne l’essenza dentro di noi. In questa raccolta Gordiano Lupi svela ai lettori l’anima della “sua” Piombino, esplicitando in un sol colpo, nella premessa, la chiave di lettura e lo stile a tratti tagliente con cui alterna racconti fantastici a veri e propri amarcord, come l’inno iniziale alle semplici bocche di leone, tipici dolcetti locali simili alle madeleines, meno nobili di queste ma amatissime dallo scrittore per la capacità evocativa di un tempo fatto di merende semplici e sapori di casa, o il ricordo del passaggio del giro d’Italia nella città, evento fugace e al tempo stesso intriso di aspettative. C’è il passato ma anche il presente in queste storie piombinesi, piccoli cammei che diventano spesso occasione per considerazioni di ampio respiro sulle sorti dei luoghi simbolo delle realtà locali. Tale è l’omaggio allo scomparso  Cinema Teatro Sempione, “… lo trovavi in corso Italia a Piombino, lato acciaierie, immerso nel sudore degli operai e nei quartieri popolari dove la gente faticava per arrivare a fine mese e per far crescere i figli”. Talvolta, sfogliando le pagine, ci si ritrova in ambientazioni oscure, torbide, da brivido lungo la schiena, indizio della predilezione di Lupi per il genere horror e i racconti del mistero, due delle tante passioni dello scrittore… Per fortuna, quasi come una sorta di contraltare, la seconda metà del libro riporta i lettori nel più rassicurante universo della tradizione culinaria piombinese, fatta di ingredienti semplici, spesso umili, alla base di ricette che l’autore chiosa con valutazioni personali, varianti e preziosi suggerimenti. Chiudendo il libro non si può far altro che cimentarsi in qualche manicaretto, facendo tanta, tanta attenzione nel maneggiare i coltelli…

recensione di Maria Teresa Di Sarcina

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