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Autore

Linda Landi

in archivio dal 09 gen 2013

27 maggio 1965, Battipaglia (SA) - Italia

mi descrivo così:
Da quando il mio cuore canta
Ridatemi il sole 
Che avevo dentro me 
Ridatemi il sole 
Che piove dentro me
Mi sa da almeno vent'anni.
La foto dove sorrido è del gennaio 2010.
Per i miei racconti di fantasia rubo una recente (2019) didascalia da una maglietta:
I don't insult people.
I describe them.
Stay.

martedì alle ore 11:54

La mia madrina di battesimo

Il racconto

Qual è (notate, qual è si scrive senza apostrofo: è troncamento non elisione), qual è, dicevo, il primo ricordo che ho della mia madrina di battesimo?

Il primo ricordo che mi viene in mente è che il giorno del mio compleanno si presenta a casa mia (dei miei genitori), a volte con la figlia maggiore, per regalarmi una cornice d'argento. 
Siamo già nei miei anni di università.
<<Le cornici d'argento portano sfortuna!>>, mi avrebbe avvertito anni dopo il mio fidanzato.
E questo avvertimento mi preoccupò e dispiacque non poco perché anche la sorella minore di mio padre, che era la mia zia preferita tra sorelle e cognate di mio padre, mi aveva regalato due o tre cornici d'argento e quindi tendetti a non crederci.
<<L'argento, secondo me, si regala ai nemici>>, avevo sentito dire da mio zio Alberto intorno ai miei vent'anni.

Della mia madrina di battesimo avevo anche un'informazione riferita: mia madre raccontava che quando a 5 anni mi ero ammalata di una grave malattia infettiva, la mia madrina di battesimo, che abitava due piani sopra, si fermava sempre a bussare ed a chiedere come andassero le cose. Mia madre le diceva: <<Susanna, non venire. Hai la bambina piccola>>.
<<Eh, tra di noi!>>, protestava la zia Susanna.
Mia madre invece sottolineava che zia Radaele non si era mai fatta vedere.

Poi ho un altro ricordo. Quando oramai la tradizione di cenoni, pranzi ed attese della mezzanotte insieme a tutti i fratelli e sorelle di mio padre con le loro rispettive famiglie nel periodo di Natale era oramai alle spalle con noi figli oramai grandi e qualcuno anche sposato, il germano di mio padre con la moglie Susanna si presentava a fare gli auguri nel periodo di Natale con un panettone. E gustava il brandy che mia madre gli offriva nell'apposito bicchiere panciuto.
Certo mio fratello ed io così ci facevamo l'idea dell'affetto e della deferenza dello zio verso nostro padre, suo fratello maggiore che aveva svolto le funzioni di capofamiglia quando il loro padre era venuto a mancare.
Io in realtà pensavo anche un'altra cosa: <<Con un panettone all'anno si sdebita dell'appartamento che mio padre gli ha fatto gratis>>.

Il ricordo successivo è la mia madrina di battesimo che si presenta in gentile visita di cortesia a casa nostra un pomeriggio per scambiare due ciance. Alla fine della conversazione infila l'informazione che sua figlia maggiore aveva superato una selezione di lavoro ed il giorno dopo avrebbe iniziato a lavorare.
Quella tontolona di mia madre fece: <<Anche Liliana domani ha un colloquio di lavoro>>.
Quando la gentile parente andò via, dissi a mia madre:<<Mamma, quella tanto te lo ha detto perchè Dorina ha trovato lavoro. E' venuta apposta per vantarsi. Ma sai quanti colloqui di lavoro Dorina ha fatto e non li ha superati? Mica è venuta a raccontartelo!>>.
Chiedo scusa per l'aggettivo tontolona. Mia madre mi ha salvato la vita a 5 anni, è stata una ottima e stimata maestra, ha saputo portare dalla propria parte genitori criticoni nel periodo in cui i genitori da sostenitori degli insegnanti erano diventati strenui difensori dei loro angioletti, però magari quando è andata in pensione, ritrovandosi "disoccupata" ha cominciato a stare meno attenta a certi dettagli.
Scelse di andare in pensione uno o due anni prima per occuparsi della madre. Le dissi di non farlo, ma tanto è. Per fortuna, se tutto andava bene, a quei tempi prima o poi la pensione arrivava.

Ed oramai arriviamo ad una frequentazione assidua. Perché io, tontolona, divento sua vicina di casa, credendo che i nuovi vicini, estranei alla famiglia, funzionassero da eficace cuscinetto. Primo errore.
Non volevo il marito (e di conseguenza lei) al mio matrimonio. Ma, avendo organizzato il matrimonio in un mese e mezzo, lasciai correre. Secondo errore.
La mia madrina di battesimo venne subito a ficcanasare in casa mia e si rose perché il piano di lavoro in cucina era in marmo rosa e non formica.
Pochi mesi dopo la mia madrina di battesimo, per nascondere la storicità delle paturnie del marito, cominciò ad insinuare che un episodio disdicevole fosse stato causato dal mio arrivo nel condominio. <<Siamo sempre stati tranquilli!>>. Andava a bussare alla porta dei vicini a dare fiato alla bocca ed alla fine infilava quella frase. L'altro nipote ancora ogni tanto diceva la verità e commentò quella frase ridendo: <<Ma che tranquilli! Qui sono volate anche le sedie!>>.

Passa un altro po' di tempo e la mia zia preferita da parte di mio padre, sorella di mio padre, mi riferì un episodio per il quale cominciai a pensare che la mia madrina di battesimo fosse solita praticare il malocchio contro le persone che non le fossero gradite e temeva che persone al quale il marito o lei avessero fatto del male si vendicassero in ugual modo.

Non passò troppo tempo che la vidi lanciarmi direttamente il suo malanimo (malocchio) dai suoi occhi ai miei.

La mia madrina di battesimo apre le mie bollette con il vapore su richiesta e sotto la supervisione del consorte.

La mia madrina di battesimo e la sua figliola guardavano con indifferente curiosità la sua amica e relativa figliola che aggredivano mio marito e me in giardino.
La mia madrina di battesimo ha testimoniato a favore della sua amica.

La mia madrina di battesimo ha ricevuto il biasimo di un mio conoscente, titolare di una ditta di pulizie che effettuava la pulizia delle scale nel condominio. <<Mi ha chiesto di pulire gli stipiti della sua porta d'ingresso. "Signora", ho dovuto risponderle, "questi sono lavori privati">>.

La mia madrina di battesimo ...

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